29 agosto
Beato Costantino Fernandez Alvarez
Sacerdote domenicano, martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la formazione
Constantino Fernández Alvarez nacque il 7 febbraio 1907 a La Vecilla de Curueño, in provincia di León, in Spagna. Nel settembre 1917, all'età di dieci anni, entrò nella Scuola Apostolica di Solsona, in provincia di Lleida. Il suo ingresso in quel luogo di formazione avvenne su suggerimento di suo zio, padre Ramón Fernández Tascón, e di suo fratello Ramón. Nell'estate del 1924 fu trasferito al Convento dei Domenicani di Valencia per continuare gli studi. Al termine del suo percorso di preparazione, fu ordinato sacerdote il 10 novembre 1929. Successivamente frequentò il Pontificio Ateneo Angelicum di Roma, dove ottenne il Dottorato in Teologia e divenne insegnante.
L'insegnamento e gli scritti
Tornato a Valencia, padre Costantino ricevette l'incarico di insegnare Teologia morale. Accanto all'impegno nella cattedra, egli fu uno scrittore fecondo e, prima di compiere trent'anni, era già un affermato autore di articoli scientifici e letterari. La sua opera intellettuale si fondava su una solida preparazione teologica e su una profonda dedizione alla ricerca della verità.
L'arresto e la prigionia
Si trovava nella sua città natale pochi giorni prima dello scoppio della rivoluzione e fece ritorno a Valencia il 16 luglio. Con lo scoppio della rivoluzione, pur considerandosi al sicuro in convento, fu costretto a lasciarlo insieme a tutti gli altri confratelli. Nel pomeriggio del 19 luglio lasciò il convento per rifugiarsi nell'appartamento di una famiglia amica. Verso la fine di agosto fu arrestato sulla soglia di una casa in cui si era recato per celebrare la messa. Dopo l'arresto fu condotto al carcere di Modelo. Un sacerdote diocesano sopravvissuto e responsabile della biblioteca carceraria gli fornì libri di legge in carcere. Il 29 agosto il sacerdote bibliotecario gli procurò un'ostia consacrata. In seguito fu trasferito alla prigione di Valencia, dove fu testimone del prelevamento notturno dei detenuti per essere uccisi. Nonostante l'angosciosa incertezza della prigionia, mantenne una grande serenità religiosa, divenendo per tutti un modello di fiducia in Dio e di abnegazione.
Il martirio e la memoria
La notte in cui fu prelevato dal carcere aveva appena ricevuto segretamente la santa comunione. Fu portato alla periferia della città e ferito, per poi essere ucciso verso le undici di sera del 29 agosto 1936 a Cuart de Poblet, a Valencia. I suoi resti mortali sono custoditi nella cripta laterale dell'altare di Santo Domingo nella Basilica di San Vincenzo Ferrer a Valencia.
Il cammino di fede
Il percorso terreno del Beato Costantino Fernandez Alvarez ha avuto inizio a La Vecilla de Curueño. Fin dalla giovinezza, ha avvertito la chiamata a servire il Signore all'interno dell'Ordine dei Frati Predicatori. Il suo cammino spirituale e accademico lo ha condotto verso tappe fondamentali per la sua formazione intellettuale e pastorale. Nel millenovecentoventinove, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale, abbracciando pienamente la missione apostolica che lo avrebbe portato a operare in diverse località, tra cui Solsona e Valencia. La sua sete di conoscenza e il desiderio di approfondire il mistero di Dio lo hanno spinto a Roma, dove ha conseguito il dottorato in Teologia presso l'Angelicum, un traguardo che testimonia la serietà del suo impegno nello studio e nella contemplazione.
Tuttavia, il clima di tensione sociale e politica che avvolgeva la Spagna nel ventesimo secolo ha presto interrotto il suo ministero pubblico. Durante la rivoluzione spagnola, mentre si trovava a Valencia, il sacerdote è stato arrestato a causa della sua appartenenza religiosa e della sua fedeltà alla Chiesa. Nonostante le pressioni e il pericolo crescente, egli ha mantenuto un atteggiamento di ferma compostezza, restando saldo nel suo credo. Il ventinove agosto del millenovecentotrentasei, a Cuart de Poblet, vicino a Valencia, ha affrontato la morte, subendo il martirio in odio alla fede. Il suo sacrificio non è stato un atto di disperazione, ma la suprema testimonianza di chi, avendo dedicato ogni giorno della propria vita allo studio e alla predicazione della Parola, non ha trovato altra strada che quella di donare il proprio sangue per testimoniare l'amore incrollabile per il Signore.
Il culto e la memoria
La Chiesa cattolica venera il Beato Costantino Fernandez Alvarez con profonda gratitudine, riconoscendo nel suo martirio un segno tangibile della potenza della grazia divina che sostiene i credenti nelle ore più difficili. La sua memoria liturgica, celebrata il ventinove agosto, non rappresenta soltanto un ricordo del passato, ma un invito costante alla preghiera e alla meditazione sul significato del sacrificio cristiano. Il culto verso questo sacerdote domenicano è vivo specialmente tra coloro che vedono nella sua figura di studioso e martire un modello di integrità e di coraggio evangelico.
Attraverso la proclamazione a Beato, la Chiesa ha voluto additare la sua testimonianza come un faro per il popolo di Dio, ricordando che la santità non richiede gesti eclatanti, ma la fedeltà quotidiana alla propria vocazione, anche quando essa implica il rischio della vita. La memoria di questo martire continua a essere onorata nelle comunità in cui ha vissuto e studiato, ispirando quanti, nel ventesimo secolo come oggi, cercano di conformare la propria esistenza alla volontà di Dio. Egli ci insegna che il dono di sé è la forma più alta di amore e che la luce della fede, anche se perseguitata, non può essere spenta dalla violenza umana, poiché risiede nel cuore di chi ha posto ogni speranza nel Padre.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Costantino Fernandez Alvarez?
La sua ricorrenza liturgica si celebra il 29 agosto.
A Valencia in Spagna, beato Costantino Fernández Álvarez, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e martire, che, durante la persecuzione, portò a compimento il suo combattimento per la fede. — Martirologio Romano