Nostra Signora della Guardia - Genova
Aggiornato il 22 luglio 2026
L'apparizione al pastore Benedetto Pareto
Benedetto Pareto era un laico che saliva quotidianamente il pendio del Monte Figogna durante la bella stagione, un monte che sovrasta il paese di Livellato. Il pastore saliva lassù per compiere le sue mansioni quotidiane, ovvero fare pascolare le pecore e raccogliere la legna necessaria. La faticosa giornata di Benedetto veniva interrotta solo dal pasto che gli veniva portato dalla moglie verso le dieci del mattino. Il ventinove agosto millenattrocentonovanta, mentre il pastore attendeva l'arrivo della moglie, gli si avvicinò una signora di bell'aspetto e splendente come il sole. La signora si presentò con dolcezza come la Madre di Gesù, confortò Benedetto e gli chiese espressamente di costruire una cappella sul monte. Il pastore obiettò subito di essere molto povero e che costruire su un monte alto e deserto avrebbe richiesto troppi soldi. Maria rassicurò Benedetto dicendogli con fermezza che sarebbe stato molto aiutato nell'impresa. Pieno di entusiasmo per l'incontro miracoloso, Benedetto si precipitò a casa per raccontare tutto alla famiglia. La moglie di Benedetto lo derise aspramente dicendogli che, da uomo semplice considerato da tutti, sarebbe stato ritenuto balordo o matto. Il parere negativo della moglie finì per dissuadere Benedetto dall'intraprendere il progetto della cappella.
La prova, la guarigione e l'edificazione
Il giorno seguente alla delusione domestica, Benedetto salì su un albero di fico, ma il ramo cedette al suo peso spezzandosi improvvisamente. La rovinosa caduta dall'albero lasciò a Benedetto conseguenze gravissime tali da far temere il peggio ai suoi cari. Mentre giaceva infermo nel letto, impossibilitato a muoversi, Benedetto ricevette una seconda visita della Madonna. La Vergine rimproverò dolcemente Benedetto per la sua esitazione e lo invitò nuovamente con forza a costruire la cappella. Subito dopo il rimprovero, la Madonna guarì immediatamente Benedetto da ogni infermità fisica. Superato ormai ogni indugio e timore umano, Benedetto si mise al lavoro percorrendo instancabilmente tutta la valle per chiedere offerte ai fedeli. In tempi brevi, grazie alla generosità della gente mossa dalle sue parole, Benedetto portò a compimento l'edificazione della cappella. Nel giro di pochi anni il culto della Madonna del Figogna si diffuse enormemente tra gli abitanti della regione. La straordinaria diffusione del culto rese ben presto necessaria la costruzione di una chiesa più grande per accogliere i pellegrini. Questa chiesa più grande fu edificata ancora più in alto quando Benedetto era ancora in vita a testimonianza del suo impegno.
Le fonti storiche e la questione della datazione
La cronaca dell'apparizione e dei fatti miracolosi è tramandata fedelmente da una Memoria risalente al quindicimilacinquecento trenta. Questa antica Memoria è ulteriormente avvalorata dalla testimonianza giurata di due amici di Pasquale Pareto. Pasquale Pareto era figlio di Benedetto e generosamente sostituì il padre nella cura e nella custodia del santuario dopo la sua morte. La data tradizionalmente attribuita alla prima apparizione, fissata al ventinove agosto millenattrocentonovanta, è tuttavia considerata errata dagli studiosi moderni perché in quell'anno cadeva di domenica. È ritenuto storicamente impensabile che Benedetto Pareto potesse violare il riposo festivo lavorando un'intera giornata nei pascoli con le sue pecore. Negli anni successivi l'anniversario dell'apparizione fu comunque sempre celebrato solennemente il ventinove agosto. Un'antica tradizione tramanda inoltre che il giorno della prima apparizione fosse in realtà un mercoledì. La tradizione del mercoledì fa giustamente supporre un errore nella trascrizione dell'anno, circoscrivendo le ipotesi plausibili al millenattrocentottantasette e al millenattrocentonovandue. Tra queste opzioni, gli studiosi odierni propendono con decisione per l'anno millenattrocentottantasette. A conferma di una fervente devozione già in atto, nel millenattrocentottantotto sul vicino passo dei Giovi risultava già in costruzione una cappella dedicata proprio a Nostra Signora della Guardia.
Il nome e la diffusione del culto
Nell'antichità i monti posizionati strategicamente per avvistare navi nemiche in avvicinamento oppure per prevenire epidemie erano comunemente chiamati guardie. Il nome guardia apparteneva originariamente anche al Monte Figogna e fu successivamente esteso al nuovo santuario sorto sulla sua vetta. Il santuario sorge maestoso a un'altitudine di ottocentocinque metri sulla vetta panoramica del Monte Figogna. L'appellativo di Guardia è così diventato il simbolo universale della materna protezione offerta da Maria al santuario e a tutta la sua gente. La città di Genova ha scelto con amore la Madonna della Guardia come propria patrona celeste, insieme alla regione Liguria. La venerazione profonda per la Madonna della Guardia ha varcato i confini regionali, estendendosi ampiamente ben oltre i confini della Liguria, richiamando devoti da ogni dove.
La storia del segno
La storia di Nostra Signora della Guardia affonda le radici nel quindicesimo secolo, in un tempo in cui la fede si intrecciava profondamente con la quotidianità delle genti di montagna. Protagonista di questo incontro prodigioso fu il pastore Benedetto Pareto, un laico la cui esistenza fu segnata dalla chiamata divina sul Monte Figogna. In quel luogo, lontano dalle frenesie dei centri abitati, avvenne l’apparizione mariana che avrebbe mutato per sempre il destino di quella cima e la spiritualità dell’intera regione.
Il cammino di Benedetto Pareto non fu privo di prove, come testimonia l'episodio della caduta da un albero di fico, in seguito alla quale ricevette la grazia di una guarigione miracolosa. Questo evento, vissuto come segno tangibile della benevolenza celeste, spinse Benedetto Pareto a dedicarsi con instancabile dedizione all'edificazione della prima cappella sul Monte Figogna. Non si trattò solo di un'opera muraria, ma della costruzione di un punto di riferimento spirituale capace di accogliere i pellegrini e dare corpo alla devozione popolare. La fede di quest'uomo semplice fu così fervida che egli poté vedere, durante la propria vita, l'ampliamento della chiesa, che da piccolo oratorio iniziò a trasformarsi in quel santuario che ancora oggi svetta verso il cielo, simbolo di una promessa mantenuta e di una cura costante verso i figli di Dio che salgono al monte per cercare pace e rinnovamento interiore.
Il culto e la memoria
Il culto di Nostra Signora della Guardia è celebrato solennemente il ventinove agosto, data che la tradizione ha fissato per fare memoria dell'apparizione avvenuta sul Monte Figogna. Questa giornata di festa non è soltanto un richiamo storico, ma un momento di profonda comunione ecclesiale che vede Genova stringersi attorno alla sua celeste protettrice. La devozione che si è sviluppata intorno a questo monte ha varcato i confini locali, diventando un punto di riferimento per i fedeli che riconoscono nella Vergine una guida sicura nelle vicende umane.
La memoria di questo evento è ancora viva nel cuore di chi vive a Genova e nei dintorni, luoghi che conservano il ricordo di Benedetto Pareto e del suo operato. L'eredità lasciata da quel pastore umile è un invito costante alla preghiera e alla fiducia nella protezione di Maria. Il santuario, sorto grazie a un gesto di obbedienza e amore, continua a essere una casa aperta a tutti, dove il silenzio del monte favorisce l'ascolto della parola di Dio e il rinnovamento della speranza cristiana.
Domande frequenti
Quando si festeggia Nostra Signora della Guardia?
La festa si celebra stabilmente ogni anno il ventinove agosto.
Di cosa è patrono Nostra Signora della Guardia?
Nostra Signora della Guardia è patrona della città di Genova e della regione Liguria.