29 agosto
Beata Bronislawa (Bronislava) di Kamien
Religiosa
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la chiamata monastica
Bronislawa nacque verso il 1200 a Kamien nella Slesia. Una tradizione tardiva riferisce che essa apparteneva alla nobile famiglia Odrowaz e che sarebbe stata parente di san Giacinto. All'età di sedici anni, Bronislawa entrò nel monastero delle Norbertane a Zwierzyniec, nei pressi di Cracovia. Questa scelta fondamentale fu compiuta seguendo la voce di Dio e accogliendo il prezioso consiglio di san Giacinto. Entrata nella comunità monastica, la giovane divenne in breve tempo un modello luminoso di vita religiosa, distinguendosi per la dedizione e la purezza d'intenti.
La vita di preghiera e la visione
Per meditare profondamente sui misteri della Passione di Gesù, la beata si recava abitualmente sulla collina Sikornik, situata vicino al monastero. Nel corso del tempo, quel luogo di preghiera prese il nome di collina di Santa Bronislawa, e nel 1702 vi fu eretta una cappelletta in suo onore. La biografia di san Giacinto, scritta nel 1352 da padre Stanislao, domenicano di Cracovia, narra una straordinaria visione avuta da Bronislawa. Tale visione avvenne proprio nel giorno della morte di san Giacinto, il 15 agosto 1257. In quell'occasione, il santo apparve a Bronislawa mentre veniva condotto in cielo dalla Madre di Dio e dagli Angeli.
Le prove e la morte
Bronislawa visse per oltre quarant'anni alternando il lavoro monastico alle pratiche religiose, compiute con fervore. Volle condurre una vita profondamente umile e nascosta. Quando i Tartari invasero la regione e distrussero il suo monastero, la beata non abbandonò la preghiera, ma visse sola con Dio in una capanna. Concluse il suo pellegrinaggio terreno il 29 agosto 1259. Le sue spoglie mortali furono deposte nella chiesa del monastero, dove rimasero dimenticate a lungo, finché nel 1612 furono rintracciate e collocate accanto all'altare di Sant'Anna, che in seguito fu intitolato a San Giacinto.
Il culto e la devozione
I miracoli e le grazie ottenute per sua intercessione destarono nei fedeli una grande venerazione. Il culto di Bronislawa cominciò a diffondersi nel diciassettesimo secolo e continua fino ad oggi in modo speciale nel territorio di Cracovia e nell'Alta Slesia, dove la sua protezione è invocata contro le epidemie. In seguito alle istanze presentate dalla Congregazione delle Norbertane, papa Gregorio XVI concesse il culto pubblico con decreto emanato il 31 agosto 1839 per la diocesi di Cracovia. Successivamente, papa Pio IX, con decreto del 7 dicembre 1859, estese la concessione alla diocesi di Wroclaw, e papa Leone XIII la estese a tutto l'Ordine delle Norbertane.
Il cammino terreno
La vita della Beata Bronislava ebbe inizio nell'anno mille duecento a Kamien, in Slesia. Fin dalla giovane età, il suo cuore fu orientato verso la sequela di Cristo, portandola a varcare la soglia del monastero delle Norbertane all'età di sedici anni. In quel contesto di preghiera e comunione, ella maturò una spiritualità intensa, caratterizzata da una profonda sensibilità per i segni del cielo. Un momento di particolare rilevanza nella sua biografia mistica si verificò il quindici agosto dell'anno mille duecento cinquantasette, quando fu partecipe della visione che annunciava la morte di San Giacinto, evento che segnò profondamente il suo spirito.
La storia della Beata Bronislava è indissolubilmente legata alla località di Zwierzyniec, presso Cracovia, luogo dove il suo cammino si compì nell'anno mille duecento cinquantanove. In seguito alla distruzione del monastero, Bronislava non cercò rifugi confortevoli, ma scelse la via della penitenza e dell'abbandono in Dio, stabilendosi in una umile capanna. In tale isolamento, ella visse i suoi ultimi anni in una solitudine eremitica, trasformando la privazione in un continuo sacrificio di lode. La riscoperta delle sue spoglie mortali, avvenuta nel mille seicento dodici presso la chiesa del monastero, permise ai fedeli di ritrovare il legame tangibile con la sua memoria, confermando il valore di una vita spesa nel nascondimento e nella fedeltà assoluta al Vangelo.
Il ricordo del culto
Il culto verso la Beata Bronislava si è consolidato nel tempo, varcando i confini della comunità religiosa per raggiungere il cuore del popolo cristiano, che l'ha eletta a speciale protettrice contro le epidemie. Questa fiducia filiale ha trovato riconoscimento solenne attraverso l'operato di diversi Pontefici. La causa della sua venerazione è stata portata avanti con costanza, trovando compimento nel diciannovesimo secolo con l'intervento di Papa Gregorio sedicesimo nell'anno mille ottocento trentanove, seguito dalle conferme di Papa Pio nono nell'anno mille ottocento cinquantanove e dal sostegno di Papa Leone tredicesimo. Tali atti hanno sancito ufficialmente la santità di una donna che, pur vivendo nel silenzio di una capanna, ha saputo farsi scudo spirituale per i sofferenti.
Domande frequenti
Quando si festeggia la beata Bronislawa?
La beata Bronislawa si ricorda il ventinove agosto, giorno della sua morte, mentre la sua festa liturgica cade il primo settembre.
Di cosa è patrona la beata Bronislawa?
Nell'Alta Slesia l'intercessione della beata Bronislawa è invocata in modo particolare contro le epidemie.
Presso Cracovia in Polonia, beata Bronislava, vergine dell’Ordine dei Premostratensi, che volle condurre vita umile e nascosta e, dopo che i Tartari ebbero distrutto il suo monastero, visse sola con Dio in una capanna. — Martirologio Romano