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29 agosto

Beato Pietro Asua Mendia

Sacerdote e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dagli studi di architettura alla vocazione

Pedro Asúa Mendía nacque a Valmaseda, anche nota come Balmaseda, il trent agosto 1890, in Spagna. Era il quinto figlio dell'avvocato Isidro Luis Asúa y San Millán e di Francisca Mendía y Conde. Venne battezzato nella chiesa parrocchiale di San Severino pochi giorni dopo la nascita. All'età di quattro anni fu iscritto alla scuola del paese gestita dalle Figlie della Croce. Sei anni più tardi entrò nel collegio dei Gesuiti di Orduña per compiere gli studi secondari, conclusi nel 1906. In seguito studiò architettura a Madrid dall'ottobre del 1906 al dicembre del 1914. Nel 1911 compì un viaggio di studio per osservare realizzazioni in stile liberty. A proposito della Sagrada Família di Gaudí, espresse l'opinione che fosse un'opera accurata nella soluzione del problema architettonico, sebbene lo stile gotico a volte scomparisse a causa della genialità dell'autore che lottava contro le leggi elementari dell'architettura. Ottenne il titolo di architetto l'undici marzo 1915. Nello stesso anno progettò il Coliseo Albia a Bilbao. Due anni dopo si occupò della costruzione delle scuole Mendia a Valmaseda, intitolate a suo zio Martín Mendia e ultimate nell'autunno del 1920. Durante gli anni di studio mantenne un forte legame con la famiglia e con Dio, avviando a Valmaseda l'adorazione notturna. A ventinove anni decise di abbandonare l'architettura per diventare sacerdote diocesano, così da seguire il Signore in modo più radicale. Studiò dapprima il latino a Gordejuela. Nell'ottobre del 1920 entrò nel Seminario della diocesi di Vitoria. Inizialmente frequentò come studente esterno e visse a casa del cuoco del Seminario. Completò l'intero corso di Filosofia nel giro di un solo anno. Studiò Teologia prima a Madrid e in seguito a Vitoria, risiedendo stavolta come interno. Fu ordinato suddiacono nel dicembre del 1923. Dopo un breve periodo di vacanza, accompagnò il Rettore don Ramon Laspiur in visita al Seminario di Bayonne per trarre spunti per una nuova struttura a Vitoria. Al ritorno, il vescovo monsignor Mateo Mújica Urrestarazu gli affidò l'incarico di progettare la nuova sede del Seminario. Per mesi portò avanti in parallelo gli studi, la preparazione agli Ordini maggiori e la progettazione. Ricevette l'ordinazione sacerdotale il quattordici giugno 1924.

Il ministero sacerdotale e le opere

Gli fu chiesto di dirigere anche i lavori effettivi del nuovo Seminario, accettando per obbedienza pur avendo deciso di lasciare l'architettura. Nel 1929 accettò la nomina ad Architetto diocesano per lo stesso motivo di obbedienza. Realizzò la scuola di Getxo, la chiesa di Nostra Signora degli Angeli a Romo e la chiesa di San Cristoforo a Vitoria. Il nuovo Seminario fu completato nel 1930. Svolse il ministero effettivo a Valmaseda coadiuvando il parroco, in particolare nella pastorale giovanile e organizzando un gruppo di Azione Cattolica. Si dedicò alla predicazione di ritiri ed esercizi spirituali. Teneva la porta aperta a chiunque avesse bisogno, offrendo conforto a poveri, disoccupati e malati. Venne soprannominato fazzoletto per le lacrime. Fu nominato Cameriere segreto soprannumerario da papa Pio XI, ma rifuggì dagli onori al punto da indossare i paramenti relativi una sola volta. Incarnò l'ideale del movimento sacerdotale di Vitoria promosso da don Rufino Aldabalde.

Il martirio e il ritorno alla casa del Padre

Subì gli effetti della persecuzione religiosa scoppiata con l'inizio della guerra civile spagnola. Era consapevole della prospettiva del martirio. Al termine di un interrogatorio dichiarò che bisognava essere pronti a essere martiri. A chi gli suggeriva prudenza nell'indossare la talare, rispose che tutti sapevano che era un sacerdote e che la sua eventuale cattura sarebbe stata la volontà di Dio. Nell'agosto del 1936, venuto a sapere della morte dei cinquantuno Clarettiani a Barbastro, esclamò di voler essere come loro. Celebrò la sua ultima Messa il venticinque agosto. Per sfuggire ai miliziani del suo paese, si rifugiò a Sopuerta vicino a Valmaseda. Due giorni dopo, passando per Bilbao, si trasferì a Erandio. Il ventotto agosto fu raggiunto e catturato. Senza subire alcun processo o incarcerazione, fu condotto sul monte Candina a Liendo, in Cantabria, il ventinove agosto 1936. Prima di essere ucciso con due colpi alla testa e alla spalla, benedì i suoi uccisori pronunciando le parole: Dio vi perdoni, come io vi perdono nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Al momento della morte stava per compiere quarantasei anni. Al momento della morte era sacerdote da dodici anni. Morì a Liendo, in Spagna, il ventinove agosto 1936.

Il ritrovamento delle spoglie e la beatificazione

Il suo cadavere fu ritrovato da un pastore in un canale alcune settimane dopo l'omicidio. Il riconoscimento del corpo avvenne grazie a due indizi. Il primo indizio per il riconoscimento fu un orologio con incise le iniziali P. A. e la frase Ricordo della famiglia Sota. Sopuerta 1931. L'orologio era un regalo ricevuto per ringraziarlo delle opere realizzate nella chiesa di Mercadillo a Sopuerta. Il secondo indizio per il riconoscimento fu la sua penna stilografica da cui non si separava mai. I suoi resti mortali furono riesumati il trentuno luglio 1938. I resti mortali furono inizialmente sepolti presso la tomba di famiglia a Valmaseda. Nel 1956 i resti furono traslati presso la cappella del Seminario da lui ideato e costruito. La sua memoria fu strumentalizzata dal regime franchista, che tentò di tramutarlo in un difensore della Repubblica. Il suo vero martirio, avvenuto in odio alla fede, fu analizzato durante il processo canonico. Il processo canonico fu aperto nella diocesi di Vitoria il quattordici maggio 1964. Il ventisette gennaio 2014 fu reso noto il decreto con cui papa Francesco lo dichiarava ufficialmente martire. La cerimonia di beatificazione si svolse sabato primo novembre 2014. La cerimonia di beatificazione fu presieduta dal cardinale Angelo Amato come inviato di Sua Santità. La cerimonia di beatificazione si tenne presso la concattedrale di Maria Immacolata a Vitoria.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Pietro Asúa Mendía?

La memoria liturgica si celebra il ventinove agosto.