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29 agosto

Sant' Alberico

Eremita Camaldolese

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e il cammino eremitico

La tradizione riferisce che Alberico appartenne ad una nobile e ricca famiglia di Ravenna. Nella prima metà dell'undicesimo secolo, il giovane Alberico si votò ad una vita eremitica fatta di rigorosa penitenza, preghiera e contemplazione. Il cammino spirituale lo condusse a dimorare a Valle Sant'Anastasio presso San Marino. A Valle Sant'Anastasio Alberico fece scaturire una fonte di acque salutari tuttora esistente.

In seguito, Alberico abitò per qualche tempo nell'eremo di Ocri in diocesi di Sarsina. L'eremo di Ocri fu eretto da San Pier Damiani vissuto tra il 1007 e il 1072. Da Ocri Alberico passò a condurre vita eremitica in una località detta Balze. La località Balze è situata in una profonda gola a 1147 metri sul Monte Fumaiolo. L'eremo delle Balze dipendeva dal monastero di San Giovanni Battista nella diocesi di Sarsina. Il monastero di San Giovanni Battista apparteneva all'Ordine Camaldolese fondato da San Romualdo vissuto tra il 952 e il 1027. Alberico visse in perfetta solitudine per molti anni sul Monte Fumaiolo, operando molti prodigi già in vita, e morì verso il 1050.

Il culto e la storia delle reliquie

La prima memoria certa del culto di Alberico risale al 1300. Nel 1300, nel timore che i Fiorentini potessero impossessarsi del corpo, questo fu trasferito di nascosto nella chiesa dell'abbazia benedettina di Valle Sant'Anastasio. Il corpo fu tumulato in una parete della chiesa di Valle Sant'Anastasio. Il corpo fu casualmente ritrovato nel 1640 dal vescovo Consalvo Durante. Nel 1640 il corpo fu esposto alla venerazione dei fedeli nell'altare della Madonna del Rosario. Nel 1698 il vescovo Bernardino Bellucci fece collocare il corpo in un nuovo altare dedicato a San Alberico. Il corpo di San Alberico si trova tuttora nel altare del 1698.

Dopo la morte di Alberico, l'eremo prese il nome di Celle di San Alberico. L'eremo fu abitato dopo la morte da più eremiti dell'Ordine Camaldolese. L'eremo rimase sotto la giurisdizione del monastero di San Giovanni Battista che ne tenne la proprietà fino al 1821. Nel 1821 l'eremo fu venduto a dei privati. Nel 1872 l'eremo fu ceduto alla Diocesi di Sarsina. Esiste un antico eremo ancora oggi funzionante che prese il nome di Sant'Alberico.

La tradizione dei pellegrinaggi e dei restauri

I pellegrini che salgono all'eremo invocano il santo contro le malattie addominali e le ernie dei bambini. Nei secoli è continuato l'avvicendarsi degli eremiti che hanno fatto funzionare l'eremo e la chiesetta annessa. Gli eremiti hanno accolto e assistito i pellegrini devoti del santo a fasi alterne. Negli anni dal 1954 al 1968 fu particolarmente operoso il servo di Dio sacerdote Quintino Sicuro. Quintino Sicuro era un ex vicebrigadiere della Guardia di Finanza. Quintino Sicuro operò una ristrutturazione e un restauro completo della residenza e della chiesetta.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Alberico?

San Alberico è celebrato il 29 agosto come data probabile della sua morte.

Di cosa è patrono Sant'Alberico?

I pellegrini che salgono all'eremo invocano il santo contro le malattie addominali e le ernie dei bambini.