29 agosto
Beati Giovanni da Perugia e Pietro da Sassoferrato
Martiri francescani
Aggiornato il 15 settembre 2026
La partenza e le origini della missione
Giovanni da Perugia esercitava il ministero sacerdotale, mentre Pietro da Sassoferrato era un fratello laico e religioso dell'Ordine dei Minori, uniti nella stessa vocazione francescana. Entrambi furono inviati da san Francesco d'Assisi in Spagna per portare la parola di pace e di conversione. Secondo alcuni cronisti, i due religiosi furono inviati nel 1217 nella spedizione diretta da fra Bernardo di Quintavalle, mentre secondo altri cronisti la partenza avvenne nel 1220. Durante il loro cammino di fede e di apostolato, fondarono il convento di Teruel nel 1220.
Il ministero e il martirio a Valenza
I due religiosi si recarono poi a Valenza per esercitare il ministero tra gli schiavi cristiani, portando conforto e speranza a chi viveva nella sofferenza. Infiammati di santo zelo, si misero a predicare la verità del Vangelo e a ribattere gli errori dell'islamismo sulla pubblica piazza. Per questa audace testimonianza, furono incarcerati dal re o governatore Ceid Abu Zeyd. Nonostante la prigionia, rimasero fermi nella loro fede e furono infine decapitati per ordine del re sulla pubblica piazza.
Il luogo del martirio è molto discusso ed è probabilmente identificato nella piazza detta Figuera, Higuera, e poi Plaza de la Reina, mentre il Martirologio colloca il loro martirio a Valencia in Spagna per aver predicato la fede tra i Mori di Valencia. La data del martirio viene tradizionalmente fissata il 29 agosto 1231. Tuttavia, altri anticipano la data del martirio al 1227-1228, ed esistono valide ragioni in favore di una data ancora posteriore al 1228, molto probabilmente il 1221. A complicare la ricostruzione cronologica si aggiunge il fatto che Ceid Abu Zeyd fu deposto dal suo avversario Zaen o Abenzeyan prima del 1228.
Le reliquie e la leggenda della conversione
La leggenda vuole che Ceid Abu Zeyd si sia convertito per l'intercessione dei martiri, e vuole inoltre che lo stesso Ceid Abu Zeyd abbia ceduto un suo palazzo per convento ai frati dopo la conquista di Valenza nel 1238. Le reliquie dei beati martiri furono riscattate prima ancora della conquista di Valenza e furono collocate nella chiesa del convento francescano di Teruel. Le reliquie rimasero a Teruel fino al 1835, anno in cui furono trasferite alla chiesa di Santa Chiara. Successivamente, nel 1900, le reliquie tornarono al convento dei Francescani nuovamente edificato.
Il culto e la beatificazione
Il culto è da considerarsi immemorabile in Aragona, a Valenza e soprattutto a Teruel, dove la cittadinanza onora i martiri come compatroni e speciali protettori contro il flagello delle cavallette. Per ottenere la beatificazione formale, furono compilati dei processi apostolici tra il 1611 e il 1628 e tra il 1693 e il 1697 in seguito ai decreti di Urbano VIII. Il culto fu infine approvato da Clemente XI il 31 gennaio 1705. Benedetto XIII concesse nel 1727 l'Ufficio proprio per la città di Teruel.
La festa liturgica dei martiri fu fissata al 3 settembre, mentre la festa veniva celebrata dalle varie famiglie francescane il 1° o il 3 settembre fino alla riforma liturgica del 1961. La ricorrenza liturgica attuale viene celebrata il 29 agosto.
Il cammino di fede
La storia dei beati Giovanni da Perugia e Pietro da Sassoferrato trova le sue radici nell'ardore spirituale del tredicesimo secolo, un tempo in cui l'ideale francescano muoveva i primi passi verso le periferie del mondo conosciuto. Entrambi, rispondendo alla chiamata di San Francesco d'Assisi, intrapresero un lungo viaggio verso la Spagna, terra che divenne il campo del loro apostolato. Il sacerdote Giovanni e il laico Pietro incarnarono la fraternità e l'umiltà tipiche dell'ordine, giungendo a fondare il convento di Teruel nel millenovecentoventi, un luogo destinato a diventare un punto di riferimento spirituale per la regione. La loro missione non si limitò alla vita comunitaria, ma si spinse con audacia verso la predicazione pubblica a Valencia, dove scelsero di annunciare il Vangelo in un contesto complesso e difficile, confrontandosi direttamente con la realtà islamica del tempo. Tale impegno, vissuto con spirito di totale abbandono alla volontà divina, li condusse inevitabilmente allo scontro con le autorità locali. Il governatore Ceid Abu Zeyd, percependo la forza della loro parola come una minaccia, ne ordinò la condanna a morte. Nel millenovecentotrentuno, Giovanni e Pietro affrontarono la decapitazione con la serenità di chi ha già offerto tutto al Signore. Il loro sacrificio non fu un atto di superbia, ma il compimento di una missione di pace e di annuncio che aveva guidato ogni loro passo fin dalla partenza dall'Italia. La loro testimonianza, che ha attraversato i secoli, rimane un esempio limpido di come la fedeltà al Vangelo possa spingersi fino al dono supremo di sé, illuminando il sentiero di chi cerca di vivere la propria vocazione con coerenza e coraggio apostolico, lontano dalle proprie terre d'origine e sempre in comunione con l'ideale del poverello di Assisi.
Il culto e la memoria
Il riconoscimento della santità di Giovanni da Perugia e Pietro da Sassoferrato è giunto solennemente nell'anno millesettecentocinque, per mano di papa Clemente Undicesimo, che ha iscritto i due martiri nel catalogo dei beati. Il culto che ne è seguito ha radicato profondamente la loro memoria, specialmente nella città di Teruel, di cui sono riconosciuti come patroni. La devozione verso questi martiri ha assunto forme peculiari, legandosi in particolare alla protezione contro le cavallette, segno di come la fede popolare abbia cercato in loro un sostegno concreto nelle necessità della vita quotidiana e agricola. La liturgia ha dedicato loro un'attenzione particolare nel corso dei secoli: papa Benedetto Tredicesimo fissò la loro memoria al giorno tre di settembre, una data che è stata celebrata con solennità dai frati francescani fino all'anno millenovecentosessantuno. Sebbene il calendario liturgico abbia subito variazioni nel tempo, la figura di questi due uomini, uniti nel ministero e nel martirio, continua a essere invocata come esempio di testimonianza coraggiosa e di intercessione potente presso Dio. Il loro ricordo non è solo un atto di devozione storica, ma un invito costante alla preghiera e alla perseveranza nella fede, mantenendo viva la memoria di coloro che hanno donato la vita per l'annuncio della salvezza.
Domande frequenti
Quando si festeggia san Giovanni da Perugia e san Pietro da Sassoferrato?
La ricorrenza liturgica si celebra il 29 agosto.
Di cosa sono patroni i beati Giovanni e Pietro?
Teruel onora i martiri come compatroni e speciali protettori contro il flagello delle cavallette.
A Valencia in Spagna, beati martiri Giovanni da Perugia, sacerdote, e Pietro da Sassoferrato, religioso, entrambi dell’Ordine dei Minori, che per aver predicato la fede tra i Mori di Valencia furono decapitati, per ordine del re, sulla pubblica piazza, ricevendo la palma del martirio. — Martirologio Romano