6 agosto
Beato Taddeo (Tadeusz) Dulny
Seminarista e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la formazione in seminario
Taddeo Dulny è nato a Chmielów, in Polonia, l'otto agosto 1914, in una famiglia numerosa della Polonia sudorientale composta da sei figli e due figlie. I suoi genitori, Jan e Antonina, sono stati i suoi primi maestri nella fede e hanno acconsentito alla sua decisione di entrare nel seminario di Wloclawek. Prima di questo passo, Taddeo ha compiuto a fatica gli studi ginnasiali a Ostrowiec. Giunto in seminario, faticava a tenere il passo con le materie di studio, ma non si lamentava e non si rassegnava mai. Per i compagni di seminario, Taddeo era colui che non si arrende mai, capace di affrontare le difficoltà con perseveranza e silenziosa dedizione.
L'arresto e la detenzione a Lad
Il primo settembre 1939 è iniziata la seconda guerra mondiale e la Polonia è stata spartita tra la Germania nazista e la Russia comunista. Nonostante gli eventi drammatici che sconvolgevano il Paese, a fine settembre 1939 Taddeo si è presentato puntuale al seminario per il nuovo anno scolastico. La situazione è precipitata il sette ottobre, quando la polizia nazista ha arrestato tutti i professori e i chierici del seminario. La prima tappa della detenzione è stata la prigione locale di Wloclawek, dove i prigionieri sono rimasti per tre mesi. I prigionieri sono stati successivamente trasferiti nei locali di un collegio salesiano nella cittadina di Lad. A Lad i detenuti avevano qualche libertà di movimento all'interno dei locali e sono stati ripresi i corsi del seminario, permettendo a Taddeo di portare a termine il programma del quinto anno di studi.
La deportazione a Sachsenhausen e Dachau
Nell'estate 1940 la situazione è nuovamente precipitata. Il ventisei agosto gli insegnanti e i seminaristi sono stati deportati nel campo di concentramento di Sachsenhausen, vicino a Berlino. Successivamente, il quindici dicembre, Taddeo e altri prigionieri sono stati trasferiti nel campo di Dachau, nell'Alta Baviera. Il campo di Dachau era il primo Lager nazista, creato nel 1933, e i primi deportati erano stati cittadini tedeschi antinazisti. A Dachau arrivarono in numero crescente gli ebrei rastrellati in Germania e nei Paesi invasi dalle truppe tedesche. Nel 1940 furono portati a Dachau oltre ottocento sacerdoti e religiosi polacchi. Taddeo si trovava tra i deportati polacchi pur non essendo ancora sacerdote. Per gli aguzzini del campo i deportati non erano uomini con un nome ma numeri, e a Taddeo fu assegnato il numero di matricola 22662. A Dachau Taddeo non era più un futuro prete poiché nessuno aveva un futuro in quel luogo, dove esisteva solo un presente atroce seguito dalla morte.
Il martirio della carità e la morte
Il chierico Taddeo si è realizzato nel campo dimenticando la sua persona per fare di sé uno strumento di sollievo per gli altri. Lo scopo della vita e della morte di Taddeo a Dachau era risparmiare agli altri fatica, bastonature e sevizie e procurare cibo a chi stava morendo di fame. Tutti erano colpiti dalla sua capacità di sopravvivere digiunando per dare la sua razione di cibo agli altri. Un compagno di deportazione ha ricordato Taddeo come un uomo incredibilmente generoso che dimenticava sé stesso. Un testimone ha definito straordinaria l'impresa di elevarsi al di sopra del bisogno di cibo in un contesto di fame estrema. Un altro testimone ha descritto Taddeo come un ragazzo baciato dal sole capace di cogliere un raggio della misericordia divina nelle situazioni più cupe e additarlo agli altri. Un compagno di prigionia ha annotato che Taddeo è morto di fame il sei agosto 1942, all'età di ventotto anni. Il corpo di Taddeo è stato in seguito arso nel crematorio.
Il cammino verso il martirio
La vicenda umana e spirituale di Taddeo Dulny si inserisce nel contesto della terra polacca, dove il giovane aveva intrapreso il cammino di preparazione al sacerdozio presso il seminario di Wloclawek e nella località di Lad. La sua giovinezza, protesa verso il compimento del ministero, fu bruscamente interrotta il sette ottobre del millenovecentotrentanove, quando le forze di occupazione naziste procedettero al suo arresto. Iniziò così per il seminarista un calvario che lo condusse lontano dalla sua patria, attraverso una sequenza di sofferenze inaudite. La deportazione dapprima nel campo di concentramento di Sachsenhausen e successivamente nel lager di Dachau, in terra tedesca, rappresentò per lui il luogo di una suprema testimonianza. In questi luoghi di annientamento, il giovane Taddeo non rinnegò la sua appartenenza a Cristo, vivendo la privazione e la violenza con la forza di chi ha riposto ogni speranza nel Signore. La sua esistenza si spense nel millenovecentoquarantadue, stroncato dalla fame e dagli stenti cui erano sottoposti i prigionieri in quel luogo di dolore. La sua morte per inedia non è stata solo la fine di una vita spezzata, ma il compimento di una vocazione che ha trovato, nell'abbandono totale alla volontà di Dio, il suo compimento definitivo. Il suo sacrificio resta scolpito nella memoria della Chiesa, che ne onora la memoria come segno di speranza incrollabile in un secolo segnato da profonde ferite.
Una memoria di fede
La figura di Taddeo Dulny è inserita nel novero dei centootto martiri polacchi della seconda guerra mondiale, un gruppo di testimoni che hanno reso ragione della propria fede nel momento del bisogno. Il riconoscimento solenne della sua santità è avvenuto nel millenovecentonovantanove, per mano di Papa Giovanni Paolo II, che ha elevato il seminarista all'onore degli altari. Questo atto ha confermato come la sua morte non sia stata vana, ma un seme fecondo per la comunità cristiana. Il culto verso il Beato Taddeo invita i fedeli a riflettere sul valore della perseveranza nelle vocazioni e sulla dignità della persona umana, anche quando essa viene umiliata dal potere terreno. La sua memoria, celebrata il sei agosto, non è soltanto un atto di devozione verso il passato, ma una chiamata ad accogliere la croce quotidiana con la medesima mitezza e fermezza che hanno contraddistinto il suo breve ma intenso percorso terreno. Egli ci ricorda che, anche nelle tenebre più fitte, la luce della testimonianza cristiana non cessa di brillare, invitando ogni credente a una fedeltà che non teme il sacrificio.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Taddeo Dulny?
La ricorrenza liturgica del Beato Taddeo Dulny si celebra il sei agosto.
Vicino a Monaco di Baviera in Germania, beato Taddeo Dulny, martire, che, durante l’occupazione militare della Polonia, fu deportato per la fede in Cristo nel campo di detenzione di Dachau e, dopo crudeli supplizi, passò alla gloria del cielo. — Martirologio Romano