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1 gennaio

Maria Santissima Madre di Dio

Maria Santissima Madre di Dio

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il dogma di Efeso e la Maternità divina

Le intuizioni del Dottore per eccellenza illuminano le indicazioni generali, rendendo il cammino verso Maria scientifico, sistematico, originale e attuale. Nell'interpretazione mariologica del Dottore si distinguono tesi originali e tesi comuni, e tra le tesi originali rientrano la Predestinazione assoluta, la Maternità attiva, l'Immacolata Concezione e l'Assunzione, con un'attenzione che si concentra in modo specifico sulla Maternità. L'unico caso accertato nella storia di una creatura venerata come Madre di Dio è quello proposto dalla Chiesa cristiana, che dichiara come verità di fede la proposizione che la Vergine Maria è Madre di Dio. La dichiarazione dogmatica di Maria Madre di Dio risale al 431 con il Concilio di Efeso, il quale afferma che in Cristo la natura umana e quella divina coesistono nell'unica persona del Verbo di Dio.

Di conseguenza, essendo Madre di Cristo, Maria è definita anche Madre di Dio o Theotókos. Il termine greco Theotókos deriva da Theos e tikto e significa Colei che partorisce Dio, mentre in latino il termine corrisponde a Deipara, derivato da Deus e parere. In forza del principio della communicatio idiomatum, Maria in quanto Madre di Dio-Uomo è detta anche Dei Genitrix. La traduzione italiana Madre di Dio, sebbene comune, non rende pienamente il significato dei testi originali greco e latino e può generare difficoltà se non analizzata attentamente. L'imprecisione della traduzione italiana deriva dal fatto che il termine madre indica normalmente colei da cui il figlio ha origine, mentre i termini classici greco e latino indicano colei che ha partorito, ed effettivamente Maria ha dato alla luce in carne umana il Verbo, seconda persona della Trinità.

Teologicamente, il dogma della Maternità divina è di natura più cristologica che mariana, in quanto asserisce qualcosa più su Cristo che su Maria, avendo la finalità di chiarire la relazione tra le due nature di Cristo e riflettendo il contesto storico di Efeso. Il mistero dell'Incarnazione stabilisce che Cristo possiede due nature, la divina e la umana, e un'unica Persona, quella del Verbo, e che le due nature sono perfettamente unite nella sua Persona e non sono separate. Cristo è contemporaneamente vero Dio per Natura e Persona del Verbo e vero Uomo solo per Natura Umana, senza Persona Umana. La festa liturgica della Maternità divina fu istituita nel 1931 da papa Pio XI in ricordo del XV centenario del Concilio di Efeso. Pio XI fissò inizialmente la celebrazione liturgica all'11 ottobre, giorno della proclamazione del dogma nel 431, mentre in precedenza la ricorrenza era stata fissata sempre all'11 ottobre da Pio XI stesso. Con la riforma liturgica del 1969, la Chiesa ha spostato la festa al 1° gennaio come auspicio di bene, modello per i cristiani e conclusione dell'ottava di Natale.

La predestinazione assoluta e l'ordine dei disegni divini

Tutte le verità teologiche in onore della Vergine Maria non sono autonome né indipendenti, ma dipendono interamente da Cristo, suo Figlio. La prima e fondamentale verità su Cristo è quella della predestinazione assoluta, da cui derivano tutte le altre verità. Nella predestinazione assoluta, Cristo si sceglie la Madre che lo genererà storicamente nella pienezza del tempo, e la Madre di Cristo viene arricchita di ogni grazia possibile per una creatura, venendo resa prima Immacolata e poi Assunta in cielo vestita di sole. Dio predestina Cristo e Maria nell'unico e medesimo atto di predestinazione. Il dogma dell'Immacolata Concezione è stato proclamato da papa Pio IX, il quale nella bolla Ineffabilis Deus ha accolto l'interpretazione teologica fornita da Duns Scoto. La lettera di Paolo agli Efesini rivela il disegno di Dio riguardante la benedizione spirituale nei cieli, la scelta in Cristo prima della creazione del mondo e la predestinazione a figli adottivi, inquadrando direttamente le verità cristologiche e indirettamente quelle mariologiche come struttura generale contenente il patrimonio della storia della salvezza, destinato a svilupparsi nel tempo fino alla sua conclusione.

La predestinazione indica comunemente la decisione libera ed eterna con cui Dio decreta in anticipo la salvezza o la dannazione definitiva di una persona. La predestinazione alla gloria e alla grazia avviene prima della previsione dei meriti ed è del tutto gratuita, assoluta e indipendente, mentre la predestinazione alla riprovazione avviene dopo la previsione dei demeriti legati alla fede e alla carità, risultando relativa e condizionata. Nessuno può ritenersi predestinato senza una particolare rivelazione divina, poiché tutto è concesso per grazia, ma secondo la Rivelazione e la Teologia solo due persone sono predestinate prima della previsione dei meriti: Gesù Cristo e la Vergine Maria. Papa Paolo VI ha definito Duns Scoto il rappresentante più qualificato della Scuola Francescana. La teologia francescana applica due norme ermeneutiche: non subordinare mai Cristo a nessuno e attribuire a Maria il massimo possibile nel rispetto delle Scritture e della Chiesa. Il Maestro francescano Duns Scoto definisce una sequenza logica nell'agire esterno di Dio, stabilendo che anzitutto Dio ama se stesso, in secondo luogo si ama negli altri, in terzo luogo vuole essere amato in modo degno e infine prevede l'unione ipostatica per essere amato sommamente.

L'Incarnazione è definita come il Capolavoro di Dio, realizzato in primo luogo per amare, lodare, ringraziare, glorificare e benedire Dio all'esterno. La presenza storica di Cristo è autonoma e indipendente da fattori esterni, in quanto Egli è voluto e amato per primo da Dio, e Cristo è predestinato alla gloria e alla grazia in modo del tutto indipendente da fattori estranei alla volontà divina. La creazione, la redenzione e la glorificazione costituiscono una libera elargizione e un dono di Cristo successivi alla sua predestinazione, mentre la predestinazione di Maria deriva per grazia e logica conseguenza dalla predestinazione assoluta di Cristo. Maria è stata scelta e ornata di grazia fin dal momento della sua accettazione del mandato del Padre, e Dio ha stabilito la coppia originale Cristo-Maria nell'unico atto di predestinazione fin dai tempi antichissimi, indipendentemente dagli eventi storici futuri. Il disegno divino ha prescisso dalla futura tragedia del rifiuto di Cristo da parte di un gruppo di angeli e dei progenitori dell'umanità ingannati dal serpente, simbolo di Satana.

Nell'ordine della predestinazione esistono diversi gradi basati sul principio scotista della vicinanza a Cristo. Al primo posto della predestinazione si trovano Cristo e Maria, la cui predestinazione è incondizionata, assoluta e indipendente da fattori esterni, e in questo legame primario Cristo riceve tutto dall'Amore del Padre, mentre Maria riceve tutto dall'Amore di Cristo. L'uomo si colloca all'ultimo posto della predestinazione in proporzione alla sua fedeltà a Cristo, risultando la predestinazione umana relativa e condizionata al grado di fede testimoniata durante la sua vita storica. Il primo frutto della doppia predestinazione assoluta di Cristo e di Maria consiste in uno scambio reciproco d'amore, in cui Cristo dona a Maria la grazia della Maternità rendendola piena di grazia, e Maria dona a Cristo l'Umanità in virtù della quale egli diventa vero Uomo. Nello scambio d'amore tra Cristo e Maria, le azioni di entrambi sono simultaneamente attive e passive, poiché Cristo è attivo nel donare la grazia a Maria ed è passivo nel ricevere l'umanità da lei, mentre Maria è attiva nel donare l'umanità a Cristo ed è passiva nel ricevere la grazia da lui, stabilendo così un doppio vincolo, sia naturale sia morale, in cui il vincolo naturale ha la precedenza su quello morale.

La con-causalità e la cooperazione attiva della Vergine

I grandi teologi del passato, tra cui Tommaso d'Aquino e Bonaventura da Bagnoregio, sostenevano che nella procreazione la madre rappresenta una semplice passività avente il compito di sviluppare il seme maschile. I teologi del passato si basavano sull'autorità di Aristotele e su alcune espressioni di Giovanni Damasceno e di Agostino d'Ippona per affermare che solo il padre è il principio attivo nella procreazione, e l'applicazione del principio aristotelico alla Vergine comporta che Maria non abbia svolto alcun ruolo attivo nella concezione e nello sviluppo embrionale di Gesù. Secondo la prospettiva teologica tradizionale basata su una lettura letterale del Vangelo di Luca, la concezione di Gesù è considerata interamente opera dello Spirito Santo. Tuttavia, il Cantore dell'Immacolata sostiene categoricamente che sia il padre sia la madre sono entrambi principi attivi nella procreazione della prole, fondando la sua dottrina sulla teoria della con-causalità dei principi nel processo conoscitivo e sulla teoria sessuologica del medico Galeno, ripresa da Avicenna.

Il Cantore dell'Immacolata reinterpreta le posizioni di Giovanni Damasceno e di Agostino d'Ippona nella sua opera Ordinatio, e dichiara che per questioni mediche e biologiche delicate è preferibile affidarsi all'autorità di un medico piuttosto che a quella di un filosofo. Ponendosi contro l'opinione comune della sua epoca, il Cantore dell'Immacolata afferma nei Reportata Parisiensia che la Beata Vergine Maria ha svolto una vera funzione di principio attivo nella formazione del corpo di Cristo. Il Cantore dell'Immacolata riconosce la naturalità del parto di Maria, ma sostiene sempre nei Reportata Parisiensia che la modalità del fatto richiede necessariamente un intervento soprannaturale. Secondo la teoria sessuologica applicata dal Cantore dell'Immacolata, il principio attivo che nella donna comune è fornito dall'uomo, in Maria proviene dallo Spirito Santo, e la precisa collaborazione biologica e teologica nel mistero della Maternità divina supera i limiti della ragione umana e richiede l'accettazione per mezzo della fede.

La con-causalità di Maria non si limita a un senso morale di consenso o alla sola fornitura di materia prima per il corpo del Figlio, ma opera in senso reale e fisico come vera causa efficiente, sebbene secondaria e strumentale, della stessa unione ipostatica. La causa principale della concezione resta l'azione dello Spirito Santo o della Santissima Trinità, e nel testo dell'Annunciazione l'espressione Spirito Santo è da intendersi come sinonimo di Trinità, trattandosi di un'opera divina ad extra. Maria collabora realmente e fisicamente con lo Spirito Santo in qualità di causa essenziale secondaria, agendo in modo subordinato e dipendente dalla causa principale, e alla formazione del corpo di Cristo concorrono due cause essenziali e ordinate: lo Spirito Santo come causa principale e Maria come causa secondaria. L'interpretazione della con-causalità porta alla conclusione che Maria è vera Madre di Gesù e Gesù è vero Figlio di Maria.

Nella procreazione umana comune, si afferma che la donna partorisce un uomo anche se concorre solo alla formazione del corpo, mentre l'anima viene creata direttamente da Dio, e nella Maternità divina Maria è riconosciuta come Madre di Dio poiché la maternità è determinata dal Verbo, l'elemento più nobile che ha assunto in sé la natura umana concepita da lei. La partecipazione naturale e attiva di Maria si armonizza con l'azione dello Spirito Santo, il quale svolge una funzione vicaria del padre nella generazione di Cristo. Maria non è la causa dell'esistenza del Verbo divino, né è la causa dell'esigenza della natura umana di unirsi al Verbo, poiché in quanto Dio il Verbo preesiste a sua Madre. L'assunzione della natura umana dipende unicamente dalla volontà di Dio, e nell'animazione l'esigenza del corpo di unirsi all'anima dipende esclusivamente dalla volontà divina che ha stabilito che il corpo generato dalla donna sia informato dall'anima, mentre in Cristo l'anima è creata sempre ed esclusivamente da Dio, rappresentando queste considerazioni solo un piccolo svelamento sul mistero della Maternità Divina di Maria, festeggiata nell'ottava del Natale del Signore in coincidenza con il giorno della Circoncisione di Gesù, proclamata dai Padri del Concilio di Efeso con il titolo di Theotókos, Colei dal cui corpo il Verbo ha assunto la carne umana per venire ad abitare tra gli uomini quale principe della pace a cui è stato attribuito il Nome che supera ogni altro nome.

Domande frequenti

Quando si festeggia la solennità di Maria Santissima Madre di Dio?

La festa ricorre il primo gennaio, a conclusione dell'ottava di Natale e nel giorno della Circoncisione di Gesù.

Nell’ottava del Natale del Signore e nel giorno della sua Circoncisione, solennità della santa Madre di Dio, Maria: i Padri del Concilio di Efeso l’acclamarono Theotókos, perché da lei il Verbo prese la carne e il Figlio di Dio abitò in mezzo agli uomini, principe della pace, a cui fu dato il Nome che è al di sopra di ogni nome. — Martirologio Romano