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19 settembre

Nostra Signora de La Salette

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il contesto e i testimoni

La Madonna è apparsa molte volte lungo i secoli lasciando messaggi e incitando alla preghiera e al pentimento dei peccati. I destinatari delle apparizioni mariane sono stati per lo più veggenti o persone di umili condizioni e di animo innocente. Si ricordi che nel 1531 si verificò l'apparizione di Guadalupe in Messico a san Juan Diego Cuauhtlatoatzin, un indio analfabeta. Successivamente, nel 1858 si verificò l'apparizione di Lourdes a santa Bernadette Soubirous, mentre nel 1917 si verificò l'apparizione di Fatima ai tre pastorelli Giacinta, Francesco e Lucia. In questo disegno di grazia, l'apparizione di La Salette si colloca dodici anni prima delle apparizioni di Lourdes.

La Salette è una località del dipartimento dell'Isère, nel cuore del circo delle Alpi francesi. A La Salette scorre il fiume Drac e la località si trova a circa mille ottocento metri sul livello del mare. La Vergine si è incontrata con due pastorelli: Mélanie Calvat e Maximin Giraud. Mélanie Calvat aveva circa quindici anni ed era nota anche con il cognome Mathieu-Calvat. Mélanie Calvat è nata a Corps il sette novembre 1831. Maximin Giraud aveva undici anni ed è nato a Corps il ventisei agosto 1835. Entrambi i pastorelli erano molto poveri economicamente e culturalmente. Nessuno dei due pastorelli era mai andato a scuola né al catechismo. Mélanie Calvat e Maximin Giraud erano trascurati negli affetti. Mélanie viveva presso i contadini dei dintorni di Corps ed era collocata a servizio come pastorella. Mélanie ritornava in famiglia solo nell'inverno, periodo di fame e freddo. A causa delle sue esperienze, Mélanie maturò un carattere introverso, timido, chiuso e di poche parole, rispondendo spesso solo con sì o no. Maximin era molto vivace e trascorreva il tempo libero correndo con il suo cane Loulou e una capretta. Maximin era rimasto orfano di madre a diciassette mesi e preferiva stare fuori casa per allontanarsi dalla matrigna.

Verso la metà di settembre del 1846, il contadino Pierre Selme, residente sulle alture Ablandins, aveva il pastorello ammalato. Pierre Selme scese a Corps dall'amico Germain Giraud per chiedere in prestito per alcuni giorni il figlio Maximin. Germain Giraud affermò che il ragazzo fosse troppo distratto per fare il pastore, ma lo concesse a partire dal quattordici settembre. Il diciassette settembre Maximin conobbe sui pascoli Mélanie Calvat e tentò di chiacchierare con lei. Dopo aver scoperto di essere entrambi nativi di Corps, decisero di recarsi sullo stesso pascolo il giorno seguente. Sabato diciannove settembre 1846 i due pastorelli salirono di buon'ora i versanti del monte Planeau, al di sopra del villaggio di La Salette. Ognuno dei pastorelli guidava quattro mucche a pascolare.

L'evento dell'apparizione

Dopo una mattinata calma di pascolo, a mezzogiorno, al suono dell'Angelus della campana del villaggio sottostante, pranzarono con pane e formaggio. Bevvero l'acqua fresca della fontana degli uomini, così chiamata per distinguerla da quella per le bestie. I due furono raggiunti da altri pastorelli che controllavano bovini più a valle. Dopo il pranzo Mélanie e Maximin si divisero dagli altri, attraversarono un ruscello e si stesero sull'erba. Contrariamente alle loro abitudini, i due si assopirono al tepore del sole di fine estate. Svegliatisi di botto pensando alle mucche allontanate, le ritrovarono sull'altro versante e cominciarono la discesa. A metà strada, presso una piccola sorgente, Mélanie vide per prima su un mucchio di pietre un globo di fuoco simile a un sole caduto lì. Mélanie indicò il globo di fuoco a Maximin. Da quella sfera luminosa cominciò ad apparire una donna seduta con la testa fra le mani e i gomiti sulle ginocchia, profondamente triste. Davanti allo stupore dei ragazzi, la Signora si alzò. La Signora parlò con voce dolce e in lingua francese dicendo di avvicinarsi, di non aver paura e di essere lì per annunciare una grande notizia. Rincuorati, i ragazzi si avvicinarono e videro che la figura stava piangendo. La figura appariva alta, luminosa e vestita come le donne del luogo. L'abbigliamento della Signora comprendeva una lunga tunica, un grande grembiule alla vita, uno scialle incrociato e annodato dietro, e una cuffia da contadina. Numerose rose incoronavano la testa della Signora e orlavano il suo scialle e i suoi calzari. Sulla fronte della Signora splendeva una luce simile a un diadema. Sulle spalle la Signora aveva una lunga catena. Dal petto pendeva un'altra catenina con un crocifisso sfavillante, ai lati del quale vi erano un martello e una tenaglia mezza aperta. I due pastorelli raccontarono in seguito a interlocutori, inquirenti e pellegrini che la Signora pianse per tutto il tempo in cui parlò loro. I pastorelli riferirono insieme o separatamente le stesse parole del messaggio della Signora, con piccole sfumature. Al momento dell'apparizione, i pastorelli non riconobbero la Signora come la Madonna.

La Vergine parlò molto durante un'unica apparizione a La Salette. L'apparizione trattò problemi generali e mondiali, episodi locali e riferimenti personali alla famiglia di Maximin. L'apparizione fece riferimento a esempi della vita dei campi. Inizialmente la Vergine si espresse in francese. La Vergine passò subito al dialetto di Corps, parlato dai ragazzi. La Vergine disse che se il popolo non si sottomette, è costretta a lasciare libero il braccio di suo Figlio. La Vergine descrisse il braccio di suo Figlio come molto forte e pesante, tale da non poter più essere trattenuto. La Vergine affermò di soffrire da molto tempo per il popolo. La Vergine disse di essere incaricata di pregare incessantemente affinché il Figlio non abbandoni il popolo. La Vergine affermò che il popolo non fa caso alla sua intercessione. La Vergine disse che per quanto il popolo preghi e agisca, non potrà mai compensare la pena presa per esso. La Vergine ricordò di aver dato sei giorni per lavorare e di essersi riservata il settimo, non concesso dal popolo. La Vergine indicò il mancato rispetto del giorno di riposo come causa dell'appesantimento del braccio del Figlio. La Vergine denunciò che coloro che guidano i carri bestemmiano il nome di suo Figlio. La Vergine indicò le bestemmie dei carrettieri e il lavoro nel giorno festivo come le due cose che appesantiscono il braccio del Figlio. La Vergine parlò separatamente e in francese a ciascuno dei due ragazzi, in modo che solo uno potesse ascoltarla. Alla fine l'apparizione oltrepassò il ruscello e iniziò a salire il versante opposto. La Vergine diede un ultimo invito senza voltarsi, chiamando i ragazzi bambini miei e dicendo loro di farlo sapere a tutto il suo popolo. Giunta sulla cima del colle, la Vergine s'innalzò da terra e sparì gradualmente. I due pastorelli che l'avevano seguita rimasero stupefatti.

I primi riscontri e l'inchiesta

I pastorelli scesero alle cascine dove lavoravano e raccontarono l'incontro con la bella Signora anche per giustificare il ritardo nel tornare. L'indomani, domenica, i ragazzi scesero dal parroco don Jacques Perrin per raccontargli l'incontro. Il sacerdote don Jacques Perrin si sentì commosso durante la celebrazione e fece cenno all'evento nella predica domenicale. Il sindaco cercò per tutta la sera di far ritrattare Mélanie usando promesse e minacce. Mélanie rispose al sindaco che la Signora le aveva detto di dirlo e che lei lo avrebbe detto. Il sindaco scese a Corps da Maximin, che era rientrato in famiglia, e constatò che il suo racconto corrispondeva a quello di Mélanie. La sera stessa i datori di lavoro dei ragazzi e un vicino misero per iscritto le parole della Vergine sotto dettatura di Mélanie. Il primo documento scritto fu controfirmato dai tre uomini presenti. La notizia dell'apparizione si diffuse rapidamente. Iniziarono ad arrivare giornalisti, funzionari e inquirenti inviati dal vescovo di Grenoble, monsignor Philibert de Bruillard. Il vescovo di Grenoble era il competente per pronunciarsi sul fatto avvenuto nella sua Diocesi. Monsignor Philibert de Bruillard era personalmente convinto della verità dell'accaduto e dell'incapacità di ingannare dei pastorelli. Il vescovo nominò comunque una commissione d'inchiesta. I ragazzi furono ascoltati ripetutamente, furono raccolte informazioni e fu data libertà di parola ai contraddittori.

Il diciannove settembre 1851, dopo cinque anni d'indagini, monsignor de Bruillard emanò il suo decreto di approvazione diocesana. Il primo articolo del decreto dichiarava che l'apparizione del diciannove settembre 1846 su una montagna delle Alpi nella parrocchia de La Salette reca tutti i caratteri della verità. Il decreto affermava che i fedeli hanno fondate ragioni per credere l'apparizione indubitabile e certa. Nel mese di luglio 1851 i due pastorelli trascrissero il loro segreto su richiesta dell'autorità ecclesiastica. Il segreto trascritto dai pastorelli fu consegnato a papa Pio IX. Nel diciannovesimo secolo, i segreti affidati ai due veggenti furono scoperti nel 1999 dall'abbé Michel Corteville. Il segreto affidato a Mélanie consisteva nell'annuncio di grandi calamità per la Francia e per l'Europa. Il segreto di Mélanie faceva riferimento all'anticristo e alla rovina di Parigi. Il segreto di Mélanie conteneva una dura reprimenda contro le persone consacrate ma infedeli. Il segreto affidato a Maximin annunciava la misericordia e la speranza.

Il messaggio e lo sviluppo del culto

La Madonna incaricò i veggenti di divulgare un messaggio che richiamava gli uomini alla conversione. Il messaggio della Madonna esortava al rispetto del giorno festivo dedicato a Dio. Il messaggio della Madonna comprendeva la condanna della bestemmia. Il messaggio della Madonna culminava con l'invito alla penitenza per alleviare le calamità naturali. Il primo maggio 1852 il vescovo annunciò con lettera ufficiale la costruzione di un santuario sul luogo dell'apparizione. Il vescovo annunciò la fondazione di un corpo di missionari diocesani denominato Missionari di Nostra Signora de La Salette per l'assistenza spirituale dei pellegrini. Il due febbraio 1858 i primi sei sacerdoti pronunciarono i primi voti. La congregazione si espanse in tutto il mondo modellando la sua organizzazione grazie all'opera di padre Silvano Maria Giraud e di altri uomini di valore. I Missionari sono affiancati dal ramo femminile delle Suore di Nostra Signora de La Salette. Le Suore di Nostra Signora de La Salette comprendono dal 1955 le Religiose Riparatrici e le Suore Missionarie di Nostra Signora de La Salette, sorte nei primi anni dopo l'apparizione e all'inizio del Novecento. Sul luogo dell'apparizione fu costruita una basilica in stile neoromanico tra il 1861 e il 1879. La basilica e il complesso ricettivo sono gestiti dall'Associazione dei Pellegrini de La Salette, incaricata dalla diocesi di Grenoble. I Missionari e le Suore di Nostra Signora de La Salette assicurano la funzionalità e la spiritualità del luogo, considerato la loro culla e Casa Madre.

Il cammino successivo dei veggenti

Il diciannove settembre 1855 il nuovo vescovo di Grenoble, monsignor de Ginoulhiac, dichiarò che la missione dei fanciulli era terminata e cominciava quella della Chiesa. Monsignor de Ginoulhiac precisò in un decreto dottrinale del quattro novembre 1854 che le qualità morali dei veggenti, prima e dopo l'apparizione, non erano importanti rispetto alla realtà dell'accaduto. Entrambi i veggenti non ebbero una vita felice e furono sottoposti singolarmente a interrogatori, a volte creduti e a volte no. Maximin Giraud mantenne sempre un animo semplice nonostante i travagli della sua vita. Maximin Giraud viaggiò molto durante la sua vita. Maximin Giraud frequentò il collegio e il seminario. Maximin Giraud lavorò in farmacia. Maximin Giraud si arruolò per breve tempo come zuavo pontificio. Maximin Giraud divenne socio di un mercante di liquori ma non riuscì a far quadrare i conti. Maximin Giraud tornò a Corps, dove morì la sera del primo marzo 1875 all'età di trentanove anni, celibe e munito dei conforti religiosi.

Mélanie Calvat rimase quattro anni presso le Suore della Provvidenza a Corps. Mélanie Calvat divenne oggetto di attenzioni e premure dei visitatori e non fu ammessa ai voti. Mélanie Calvat entrò e uscì da vari conventi in alcune nazioni europee. Mélanie Calvat si stabilì a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, dove mise per iscritto i suoi presunti segreti. Mélanie Calvat si spostò a Galatina, presso Lecce. A Galatina Mélanie Calvat fu visitata da sant'Annibale Maria Di Francia, che le chiese aiuto per salvare la congregazione delle Figlie del Divino Zelo da lui fondata a Messina. Mélanie Calvat lasciò il suo compito con sant'Annibale dopo un anno. Dopo ulteriori viaggi, Mélanie Calvat si stabilì in incognito ad Altamura, in provincia di Bari. Mélanie Calvat morì ad Altamura nella notte tra il tredici e il quattordici dicembre 1904 all'età di settantatré anni.

Domande frequenti

Quando si festeggia Nostra Signora de La Salette?

La festa di Nostra Signora de La Salette si celebra il diciannove settembre di ogni anno.

Di cosa è patrono Nostra Signora de La Salette?

I dati forniti non menzionano specifici patronati legati a Nostra Signora de La Salette.