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sabato 19 settembre 2026 · Santo del giorno

San Gennaro

Vescovo e martire

San Gennaro

San Gennaro, pastore e martire del IV secolo, è una delle figure più venerate della tradizione cristiana, custode di una fede che ha saputo sfidare il tempo e le persecuzioni. Vescovo di Benevento, egli visse in un'epoca di profonda prova per la Chiesa, offrendo la propria vita come testimonianza estrema di carità e di fedeltà al Vangelo di Cristo.

La memoria di questo santo vescovo è indissolubilmente legata alla città di Napoli, di cui è patrono e protettore. Ricordato soprattutto per il suo supremo sacrificio consumatosi nei pressi di Pozzuoli, Gennaro rimane per i fedeli un modello luminoso di dedizione pastorale, capace di edificare la comunità dei credenti attraverso il dono totale di sé.

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Gli altri santi di oggi

Santa Maria de Cervellon

Santa Maria de Cervellón nacque a Barcellona, in Spagna, il primo dicembre 1230, inserendosi nel contesto del tredicesimo secolo, un'epoca di grande prosperità per la Catalogna che fu protagonista del commercio mediterraneo. In questa terra, la famiglia de Cervelló godeva di una condizione agiata nella città natale. La giovane Maria, giunta all'età di diciotto anni, avrebbe inizialmente voluto farsi monaca, ma le furono rivolte parole per orientarla verso una nuova realtà spirituale, l'Ordine intitolato alla Madonna della Mercede. Fondato da Pietro Nolasco con l'aiuto di re Pietro I d'Aragona, quell'Ordine rispondeva alle necessità di una Catalogna unita ma non soggetta al regno aragonese, e il suo scopo primario era il riscatto degli schiavi cristiani catturati in terra o in mare e venduti in Africa. I frati Mercedari partivano per riprendere i prigionieri pagando i loro padroni per poi ricondurli nella loro patria. Sebbene l'Ordine fosse maschile, gruppi di donne sostenevano l'opera con preghiere e offerte destinate alle spedizioni africane, e Maria insieme a sua madre si unì prontamente a questo gruppo di sostegno nella città di Barcellona.

Alla scomparsa della madre, Maria compie il gesto radicale di donare l'intero suo patrimonio ai Mercedari. Nel millesimocinquecento settantacinque, precisamente nel 1275, quei gruppi femminili di sostegno si trasformarono canonicamente nel Terz'Ordine Mercedario, dotato di uno statuto, di un abito religioso e di una priora che fu proprio Maria. La santa sviluppò un'opera che continuava e completava il riscatto, prendendo direttamente in carico gli ex schiavi rimpatriati per aiutarli a rendersi indipendenti, poiché molti di loro erano rimasti soli al mondo o del tutto privi di mezzi. Per questa attività di assistenza successiva al riscatto, Maria si guadagnò l'appellativo di María del Socos, ossia del soccorso. Ella si spense nella sua città natale il diciannove settembre 1290 e fu sepolta a Barcellona nella chiesa della Mercede. Dopo la morte, la tradizione riferisce che le furono attribuiti prodigi quali naufragi evitati e marinai condotti in salvo, alimentando un culto spontaneo che diede avvio a un processo canonico destinato a non concludersi. Nel 1692 papa Innocenzo XII con decisione personale approvò il culto tributato a Maria già da tempo, e il suo nome fu inserito più tardi nel Martirologio romano. Durante la tragica guerra civile spagnola del 1936, la chiesa della Mercede fu devastata come molte altre ad eccezione della cattedrale, e in quel periodo di persecuzione molti preti e suore furono uccisi solo a causa del loro status, mentre furono profanati diversi sepolcri di religiosi morti da tempo e una folla accorse a vedere i cadaveri dissepolti di diciannove suore salesiane, come documentato da H. Thomas nella Storia della guerra civile spagnola; tuttavia, nessuno toccò mai Maria del Soccorso e la sua tomba rimase intatta anche durante quella bufera.

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Sant' Abbone (o Goerico) di Metz

Vescovo

Nel corso del settimo secolo, e precisamente tra gli anni 565 e 575, nacque in Aquitania colui che la tradizione e i documenti ricordano con due distinti gruppi di nomi. Egli è conosciuto come Abbone, con le varianti Abbo, Appo, Abdo e Albo, oppure come Goerìco, con le varianti Goherìco e Goderìco. Figlio di Gamardo e probabilmente cugino o nipote del suo predecessore sant'Arnolfo, visse un'esistenza segnata da profonde svolte, passando dalla vita militare al ministero episcopale nella diocesi di Metz.

Nei cataloghi ufficiali della diocesi di Metz egli figura come il trentesimo vescovo, avendo guidato quella Chiesa dal 625 al 642 o 643, ed è ricordato nei martirologi germanici, di Metz e di altre città della Gallia il 19 settembre come vescovo e confessore, mirabile per santità e amabile coi suoi sudditi. La sua memoria liturgica e il suo culto si sono conservati nel tempo attraverso breviari storici e antiche chiese a lui dedicate in Austrasia, nell'odierna Francia.

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San Lamberto (Lantberto) di Frisinga

Vescovo

San Lantberto, ricordato nel Martirologio come vescovo a Frisinga nella Baviera, in Germania, ha vissuto il proprio ministero in un'epoca complessa del decimo secolo. La sua figura si colloca storicamente nell'anno novecentocinquantacinque, guidando la diocesi durante il periodo delle invasioni ungheresi e delle difficoltà politiche sotto Ottone I. Nonostante la mancanza di una biografia originaria e l'assenza del suo nome negli Acta Sanctorum dei Bollandisti, la memoria di questo pastore è rimasta viva attraverso i secoli, tramandata nei necrologi, nei documenti e nelle testimonianze artistiche che ne hanno custodito il ricordo fino ai giorni nostri.

Il percorso di san Lamberto nella memoria della Chiesa si è sviluppato attraverso tappe successive, intrecciando la storia documentata con la tradizione leggendaria. Egli è particolarmente legato alla città di Frisinga, dove il suo corpo fu deposto nella cripta della cattedrale e la sua tomba restaurata ricevette l'omaggio dei fedeli fin dal secolo undecimo. Oggi la sua figura continua a essere punto di riferimento spirituale per la comunità ecclesiale, che ne celebra la memoria liturgica nel mese di settembre, rinnovando il vincolo di comunione nella fede.

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Sant' Alfonso de Orozco

Sacerdote agostiniano

Sant'Alfonso de Orozco fu una figura luminosa del sedicesimo secolo, un uomo che seppe coniugare la profondità della riflessione teologica con un instancabile impegno a favore dei più fragili. Nato a Orozco nell'anno 1500, consacrò la propria esistenza al servizio di Dio e del prossimo, abbracciando con umiltà la regola dell'Ordine degli Eremiti di Sant'Agostino dopo aver completato i propri studi presso l'Università di Salamanca. La sua vita, trascorsa tra le città di Toledo, Talavera e Madrid, fu un esempio costante di dedizione sacerdotale, capace di unire la solitudine della preghiera all'azione caritatevole.

Egli è ricordato non soltanto per il suo ministero di predicatore, ma anche per il suo ruolo di consigliere del re Filippo Secondo, un compito che svolse mantenendo intatta la propria rettitudine spirituale. La sua eredità vive tuttora attraverso le sue Confessioni autobiografiche, un documento prezioso in cui il santo ha saputo trasmettere la sincerità del suo cammino interiore. Fino alla sua morte avvenuta nel 1591 a Madrid, Sant'Alfonso fece dell'assistenza verso i poveri, i malati e i carcerati il segno distintivo della sua missione, testimoniando in ogni gesto la carità di Cristo verso chi viveva nell'abbandono e nel dolore.

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Sant' Emilia Maria Guglielma de Rodat

Santa Maria Guglielma Emilia de Rodat, nata nel castello di Druelle nel sud della Francia il sei settembre 1787, fu una figura luminosa di fede e dedizione ai poveri nel corso del diciannovesimo secolo. Primogenita di nobili decaduti nei disordini della Rivoluzione Francese, seppe trasformare le incertezze della giovinezza in una chiamata radicale al servizio di Dio e del prossimo, fondando la Congregazione delle Suore della Santa Famiglia, dette di Villefranche.

Ricordata per il suo straordinario impegno nell'istruzione dei fanciulli indigenti e nell'assistenza agli ammalati e ai detenuti, la Santa visse la sua esistenza unendo una profonda preghiera contemplativa all'azione caritativa quotidiana. Afflitta da pesanti prove fisiche come un tumore e disturbi all'udito, guidò la sua opera con fortezza e umiltà fino alla morte, avvenuta il diciannovesimo settembre 1852, e fu canonizzata da Papa Pio XII nel 1950.

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Santi Peleo, Nilo, Elia, Patermuzio e compagni

Martiri

I santi martiri Peleo, Nilo, Elia e Patermuzio vissero all'interno del quarto secolo e conclusero la loro esistenza terrena in Palestina nell'anno 310. Essi sono ricordati nel nuovo Martyrologium Romanum insieme a numerosi altri sacerdoti e chierici, avendo affrontato il martirio supremo durante la persecuzione scatenata dagli imperatori Diocleziano e Massimiano.

La testimonianza di fede di questi uomini si inserisce in un contesto storico segnato dal culto solare, introdotto dapprima da Caracalla per unire i popoli dell'impero e consolidato nel 273 quando l'imperatore Aureliano dedicò un tempio al Sole invitto. In questo scenario, il martire Elia e i suoi compagni divennero il simbolo involontario di una nuova luce, in cui il Vangelo si rivela quale vero sole dell'umanità.

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San Ciriaco di Buonvicino

Abate

San Ciriaco visse tra il decimo secolo e gli inizi dell'undicesimo, compiendo il suo cammino di fede nella terra di Calabria. Nato a Buonvicino in provincia di Cosenza e nella diocesi di San Marco Argentano, scelse dapprima la via del silenzio e della solitudine come anacoreta in una grotta. La sua esistenza si immerse poi nella vita comune quando entrò come cenobita nel monastero greco di Santa Maria dei Padri presso Tripidoro. Chiamato a guidare la comunità come abate, resse tale carica a lungo con saggezza spirituale. La sua fama di santità si diffuse ampiamente in tutta la valle del fiume Crati, il corso d'acqua che sorge sulla Sila Grande, bagna Cosenza e la piana di Sibari. Molti uomini desiderarono seguirne l'esempio, attratti dalla sua testimonianza, per vestire l'abito dei monaci osservanti la Regola di san Basilio, un cammino spirituale tradizionalmente definito abito angelico. Anche la sua famiglia partecipò a questa fioritura di grazia, poiché sua sorella Maria fondò a Romano, contrada di Buonvicino, un monastero femminile che fiorì positivamente. La voce delle sue virtù giunse persino a Costantinopoli, dove san Ciriaco fu convocato dall'imperatore d'Oriente Michele IV detto il Paflagone, morto nell'anno 1041. Il santo abate operò il prodigio di guarire la figlia dell'imperatore che era posseduta dal demonio. Per profonda riconoscenza, il sovrano concesse ampi privilegi al monastero di san Ciriaco, arricchendolo con donazioni di terre e chiese nei territori di Trigiano e Malvito in provincia di Cosenza.

San Ciriaco concluse la sua giornata terrena a Buonvicino il 19 settembre 1030 e fu sepolto nella chiesa dell'abbazia di Santa Maria dei Padri, che da quel momento fu intitolata a suo nome. Sul suo sepolcro la tradizione riferisce che si verificarono vari miracoli. I fedeli di Buonvicino lo acclamarono santo secondo le consuetudini dell'epoca, festeggiandolo con solennità e proclamandolo proprio patrono. Secoli dopo, durante l'episcopato del vescovo di San Marco Argentano Defendente Brusato, in carica dal 1633 al 1647, il padre Daniele da Coserica predicò la Quaresima a Buonvicino. Il predicatore dichiarò di aver saputo tramite un avvertimento soprannaturale che il corpo di san Ciriaco giaceva nell'acqua con il rischio di una completa distruzione. Il popolo inizialmente fu scettico riguardo a tale rivelazione, ma il predicatore aprì il sepolcro di notte e lo trovò allagato, mentre le ossa emanavano un soave odore. Il vescovo intervenne insieme ad altri dignitari per effettuare una pubblica esumazione. Furono rinvenute tre cassette con epigrafi greche contenenti i corpi di san Ciriaco e di due monaci bizantini di nome Cipriano e Basilio. Un piccolo osso del santo fu inserito in una teca appesa alla statua portata annualmente in processione, mentre il resto delle ossa fu riposto in una nuova cassa sistemata in un luogo più decoroso. Il rogito notarile dell'esumazione andò perduto nel 1647 a causa dell'assalto al palazzo vescovile da parte di un gruppo di facinorosi. Nel tempo la festa della ricognizione delle reliquie celebrata il 16 aprile prevalse sulla ricorrenza del 19 settembre, giorno della morte del santo. Il culto di san Ciriaco è ancora oggi molto vivo a Buonvicino e nelle zone circostanti, mentre il Martirologio ricorda san Ciriaco abate a Buonvicino vicino a Cosenza in Calabria.

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Nostra Signora de La Salette

Nostra Signora de La Salette è il titolo con cui la Chiesa venera la Vergine Maria in seguito alla sua apparizione avvenuta nel diciannovesimo secolo in Francia. La tradizione cristiana ricorda questo evento per il profondo richiamo alla preghiera, al pentimento dei peccati e al rispetto del giorno festivo.

La Madre di Dio scelse come destinatari due umili pastorelli, Mélanie Calvat e Maximin Giraud, affidando loro un messaggio di conversione e di speranza per l'umanità intera. Da quell'evento montano è scaturita una intensa fioritura di fede, culminata nella costruzione della basilica e nella nascita di congregazioni religiose dedicate alla cura spirituale dei pellegrini.

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Beate Maria di Gesù de la Yglesia de Varo e Maria Addolorata e Consolata Aguiar-Mella y Diaz

Martiri

Nel corso del ventesimo secolo, la Chiesa ha riconosciuto la testimonianza luminosa e il sacrificio supremo di tre donne che hanno offerto la propria vita per fedeltà a Cristo in Spagna. Si tratta della beata Maria di Gesù de la Yglesia de Varo, insieme alle sorelle Maria Addolorata e Consolata Aguiar-Mella y Díaz, appartenenti all'Istituto delle Figlie di Maria delle Scuole Pie come vergini e martiri. La loro vicenda umana e spirituale si radica profondamente nel terreno dell'educazione cristiana, della dedizione alle giovani generazioni e della carità fraterna. Vissute in un tempo segnato da tensioni sociali e politiche drammatiche, queste tre figure seppero custodire la fede con fermezza interiore, affrontando la prova suprema del martirio nei giorni tragici della Guerra Civile spagnola, consumato a Madrid il diciannove settembre millenovecentotrentasei. La memoria liturgica di queste martiri si celebra proprio nel giorno della loro nascita al cielo, ricordando al popolo cristiano la forza silenziosa della grazia capace di vincere ogni odio.

Le tre beate sono ricordate per aver vissuto la propria vocazione con coerenza straordinaria, sia nella vita religiosa consacrata sia nella testimonianza laicale vissuta nel mondo. Suor Maria di Gesù spese la sua esistenza nell'insegnamento e nel servizio amorevole verso le alunne e le consorelle, giungendo a guidare la comunità religiosa con prudenza e umiltà. Le sorelle Dolores e Consolata, nate a Montevideo ma cresciute a Madrid, seppero tradurre la loro formazione scolopia in una vita cristiana dignitosa, laboriosa e aperta alla solidarietà. La loro scelta consapevole di rimanere accanto alle religiose perseguitate, condividendone le paure e infine l'arresto, manifesta un legame spirituale indissolubile. Il loro sacrificio estremo, compiuto nei dintorni di Madrid per mano dei miliziani rossi, rimane scolpito nella storia della santità come un atto di supremo amore e di fedeltà incondizionata al Vangelo.

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Beato Antonio (Miguel) Faúndez López

Sacerdote e martire

Il Beato Antonio, al secolo Miguel Faúndez López, visse nel corso del ventesimo secolo come sacerdote e martire dell'Ordine dei Frati Minori. Nato a La Hiniesta in Spagna, compì un intenso cammino di fede e di formazione religiosa che lo condusse a servire la Chiesa con umiltà, carità e spirito di servizio nell'insegnamento, nella predicazione e nella guida della gioventù.

La sua testimonianza terrena si concluse tragicamente nel 1936 a Bullas, in Spagna, dove subì il martirio in odio alla fede cristiana. La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica il diciannove settembre, ricordando il suo estremo sacrificio offerto con coraggio e fedeltà a Cristo.

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San Mariano di Evaux

Eremita

Nel territorio di Bourges in Aquitania, in Francia, san Mariano, eremita, che non si nutriva che di frutti selvatici e miele reperito per caso.

San Teodoro di Verona

Vescovo

San Trofimo

Martire

A Sinnada in Frigia, nell’odierna Turchia, san Trófimo, martire.

Sant' Eustochio di Tours

Vescovo

A Tours nella Gallia lugdunense, ora in Francia, sant’Eustochio, vescovo, che, senatore, fu uomo santo e pio e succedette a san Brizio.

San Segnano (Sequano)

Abate

Nel monastero di Sisteron presso Langres sempre in Francia, san Séquano, sacerdote e abate.

Sant' Arnolfo di Gap

Vescovo

A Gap nella Provenza in Francia, sant’Arnolfo, vescovo, che si adoperò molto per ridare una retta disciplina alla vita della sua Chiesa.

San Teodoro di Canterbury

Vescovo

A Canterbury in Inghilterra, san Teodoro, vescovo, che, monaco di Tarso, elevato all’episcopato dal papa san Vitaliano e mandato quasi settuagenario in Inghilterra, governò con forza d’animo la Chiesa a lui affidata.

Santa Pomposa di Cordova

Martire

A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santa Pomposa, vergine e martire, che, durante la persecuzione dei Mori, fuggì di nascosto dal monastero di Peñamelaria dopo avere appreso del martirio di santa Colomba; giunta a Córdova, professò impavida davanti al giudice la sua fede in Cristo e, decapitata senza indugio con la spada davanti alle porte del palazzo, ottenne la palma del martirio.

Beato Giacinto Hoyuelos Gonzalez

Religioso e martire

In località Ciempozuelos vicino a Madrid in Spagna, beato Giacinto Hoyuelos González, religioso dell’Ordine di San Giovanni di Dio e martire, che, durante la persecuzione contro la Chiesa, subì un glorioso martirio per aver professato la sua fede in Cristo.

Beata Francesca Cuallado Baixauli

Vergine e martire

Nel villaggio di Benifayó nel territorio di Valencia sempre in Spagna, beata Francesca Cualladó Baixauli, vergine e martire, che versò il sangue per Cristo sempre nella stessa persecuzione contro la fede.

San Carlo Hyon Song-mun

Catechista e martire

A Seul in Corea, passione di san Carlo Hyon Song-mun, martire: catechista, compì lunghi e difficili viaggi per accompagnare i missionari nella sua patria; messo in carcere insieme ad altri cristiani, mai smise di esortare i suoi compagni e fu, infine, decapitato per Cristo.

Beate Elisabetta, Barbara, Antonia e Caterina

Monache mercedarie

San Giovanni di Spoleto

Vescovo

Beato Antonio Sierra Leyva

Sacerdote e martire

Dal Martirologio Romano

San Gennaro, vescovo di Benevento e martire, che in tempo di persecuzione contro la fede, a Pozzuoli vicino a Napoli subì il martirio per Cristo. — Martirologio Romano