19 settembre
Sant' Abbone (o Goerico) di Metz
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
La carriera militare e la guarigione
Tutti i documenti concordano nel descriverlo come un valoroso guerriero, capace di riportare numerose vittorie contro i barbari. Grazie alle sue straordinarie doti di capitano, fece carriera militare scalando tutti i gradi fino alle più alte dignità. Durante uno scontro rimase tuttavia ferito, perdendo la vista. Sopportò tale prova con cristiana pazienza e decise di recarsi a Metz per dedicarsi a opere di bene. Per intercessione di sant'Arnolfo egli riacquistò miracolosamente la vista, evento che segnò la sua definitiva conversione al servizio della fede e l'inizio del suo cammino ecclesiale.
Il ministero episcopale e i legami
Dopo la guarigione fu iniziato agli ordini sacri e, nel 625, diventò vescovo di Metz, succedendo a sant'Arnolfo. Prima di assumere il ministero sacro, ebbe due figlie di nome Vittorina e Precia, nota anche come Aprincia, alla quale impose personalmente il velo della verginità, avviandola a una vita di santità. Durante il suo episcopato fu molto onorato dal re Dagoberto, il quale lo menzionò espressamente nel suo testamento del 636. Il presule intrattenne inoltre una corrispondenza epistolare con Desiderio, vescovo di Cahors.
Opere e culto
Nella città di Metz fece costruire la chiesa di San Pietro infra domum, nota anche come chiesa ad imagines. Nel 641 si recò a Remiremont per riconoscere i resti di sant'Arnolfo, provvedendo poi a traslare con grande venerazione le spoglie del santo nella città di Metz. A testimonianza della devozione nei suoi confronti, nel secolo X esisteva a Metz una chiesa eretta in suo onore. Un breviario stampato a Parigi nel 1535 e un altro del 1554 contengono un Ufficio con nove lezioni dedicato al santo, il quale, sebbene tratto dal Comune, possiede tre antifone e un'orazione propria. Infine, la tradizione riferisce che sono pervenute due vite del santo risalenti a poco dopo il Mille, sebbene siano considerate di scarso valore storico.
La vita e il ministero
La parabola terrena di Sant'Abbone, chiamato Goerico, si snoda tra i confini dell'Aquitania e il cuore della città di Metz. La sua giovinezza fu spesa nelle armi, dove si distinse per il valore dimostrato nel difendere le terre dalle incursioni barbariche. Tuttavia, il disegno della Provvidenza lo chiamava a un combattimento diverso, non più contro nemici esterni, ma per la cura delle anime. Accogliendo questa vocazione, egli lasciò la carriera militare per intraprendere il cammino che lo avrebbe portato alla cattedra episcopale di Metz, che occupò per diciotto anni, dal seicentoventicinque fino alla sua morte.
Durante il suo lungo episcopato, Sant'Abbone fu un pastore sollecito e operoso. La sua devozione si manifestò in modo particolare nel seicentoquarantuno, quando si fece promotore della solenne traslazione delle reliquie di sant'Arnolfo, consolidando il legame della comunità cristiana con la propria storia e con i suoi padri nella fede. La sua sollecitudine non si limitò alla guida spirituale, ma si tradusse anche in opere materiali, come la costruzione della chiesa di San Pietro a Metz, luogo destinato a diventare un punto di riferimento per la preghiera dei cittadini. La vita del santo fu segnata anche da una profonda prova personale: egli affrontò la perdita della vista, un buio che avrebbe potuto spegnere il suo operato, ma che fu invece superato da una guarigione prodigiosa, interpretata dai contemporanei come un segno del favore divino verso il suo ministero. Egli trascorse i suoi ultimi anni a Metz, dove concluse il suo cammino terreno nel seicentoquarantatré, lasciando ai posteri l'esempio di un uomo capace di servire Dio sia nel tumulto delle battaglie che nel silenzio del santuario.
Il culto e la memoria
Il ricordo di Sant'Abbone è custodito con affetto dalla Chiesa, che ne celebra la memoria liturgica il diciannove settembre. La sua figura è intimamente intrecciata con i luoghi che hanno visto il suo impegno, in particolare Metz e Remiremont, dove la memoria della sua intercessione ha trovato eco nei secoli. Il culto di questo vescovo non si è mai distinto per clamori, ma si è radicato nel tempo come segno di una santità quotidiana, nutrita dal servizio e dalla preghiera.
La testimonianza di Sant'Abbone continua a parlare ai fedeli, ricordando come la fede possa trasformare le esperienze umane, anche le più dure, in strumenti di grazia. La sua cura per la memoria dei santi, espressa nel suo impegno verso sant'Arnolfo, insegna l'importanza di onorare chi ci ha preceduto nel cammino cristiano. Oggi, i fedeli che si rivolgono a lui trovano in questo vescovo del settimo secolo un intercessore che ha conosciuto la lotta, il dolore e la gioia della guarigione, offrendo a ogni uomo la certezza che nessuna prova è superiore alla forza della preghiera e alla protezione di Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Abbone di Metz?
La festa di Sant'Abbone si celebra il 19 settembre nei martirologi germanici, di Metz e di altre città della Gallia.
A Metz in Austrasia, ancora nel territorio dell’odierna Francia, san Goeríco o Abbone, vescovo, che succedette a sant’Arnolfo, il corpo del quale traslò con venerazione in questa città. — Martirologio Romano