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venerdì 18 settembre 2026 · Santo del giorno

San Giuseppe da Copertino

Sacerdote

San Giuseppe da Copertino

San Giuseppe da Copertino, vissuto nel diciassettesimo secolo, è per la Chiesa il testimone luminoso di come la grazia divina possa colmare la fragilità umana. Nato nella povertà più profonda e rifiutato a lungo per la sua apparente inadeguatezza, questo umile sacerdote francescano è ricordato come il santo dei voli mistici, un uomo che visse costantemente rapito dall'amore di Dio, fino a sollevarsi fisicamente da terra durante la preghiera.

La sua memoria, celebrata il 18 settembre, parla al cuore di quanti sperimentano la fatica e lo smarrimento. Giuseppe non fu un sapiente secondo il mondo, ma la sua obbedienza silenziosa e le sue straordinarie estasi lo hanno reso un faro di spiritualità, capace di attrarre folle di fedeli e di superare con mitezza le severe prove del sospetto e dell'esilio a cui fu sottoposto dalle autorità del suo tempo.

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Gli altri santi di oggi

Sant' Arianna (Ariadne) di Primnesso

Martire

Sant' Arianna è una figura venerata dalla Chiesa come martire, vissuta tra il secondo e il terzo secolo nella regione della Frigia, le cui vicende terrene e spirituali continuano a interrogare la critica storica e a nutrire la devozione dei fedeli. La tradizione liturgica la ricorda con particolare solennità il diciotto settembre nel Martirologio Romano, mentre il Sinassario Costantinopolitano estende la sua memoria anche al ventisette settembre, associandola in quella data a santa Ripsimia. Intorno alla sua figura si è sviluppata nel corso dei secoli una complessa stratificazione di testi agiografici, discussioni accademiche e racconti tradizionali che faticano a separare il nucleo storico originario dagli elementi leggendari aggiunti dai redattori tardivi.

La memoria di Sant' Arianna vive nel tempo non soltanto attraverso le dispute dei critici sulla storicità dei suoi Atti, ma soprattutto per la testimonianza di fede cristiana offerta a Primnesso e tramandata fino ai nostri giorni. La sua storia unisce la cruda realtà delle persecuzioni locali alle antiche narrazioni di fughe prodigiose e interventi celesti, offrendo ai lettori adulti di oggi l'occasione di riflettere sulla coerenza della testimonianza cristiana, sul valore della libertà interiore e sulla complessa opera con cui la Chiesa custodisce la memoria dei suoi primi testimoni nella fede.

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Sant' Eustorgio I di Milano

Vescovo

Sant'Eustorgio primo visse e operò nel corso del quarto secolo, guidando la Chiesa di Milano come il suo nono vescovo. La tradizione posteriore, probabilmente sorta nell'undicesimo secolo, lo descrive erroneamente come un nobile greco inviato in città in qualità di governatore imperiale. Alla morte del suo predecessore Protasio, il quale aveva preso parte al concilio di Sardica tra il 343 e il 344, Eustorgio fu acclamato dalla comunità cittadina con unanime consenso. Per confermare la sua elezione, egli si recò a Costantinopoli insieme ai maggiorenti locali, ottenendo dall'imperatore il pieno consenso alla carica, l'importante esenzione dai tributi per tutti i milanesi e il dono di una grandiosa arca marmorea che custodiva i corpi dei Magi. Ritornato in patria, il santo intraprese la costruzione della basilica presso Porta Ticinese, dove collocò le preziose reliquie. Tale arca rimase in quel luogo fino alla distruzione della città avvenuta nel 1162 per opera di Federico I Barbarossa, evento seguito dalla traslazione delle reliquie a Colonia ad opera dell'arcivescovo Rinaldo. Nel corso del suo episcopato, che erroneamente la tradizione ha quantificato in diciassette anni, Eustorgio si distinse per una salda difesa della fede ortodossa. In merito ai due concili milanesi che videro la condanna del vescovo ariano Fotino di Sirmio, non vi è certezza storica se essi si tennero sotto il suo governo o durante il ministero del vescovo Protasio. A testimonianza del suo impegno dottrinale, sia sant'Atanasio nella sua epistola enciclica ai vescovi d'Egitto e di Libia, sia sant'Ambrogio nel suo discorso contro Aussenzio, lo ricordano tra i più fermi e illustri avversari dell'eresia ariana, lodando apertamente la sua retta professione di fede.

Eustorgio si dedicò inoltre alla cura materiale e spirituale della diocesi, avviando probabilmente la costruzione della nuova grande cattedrale milanese situata nell'attuale piazza del Duomo. Tale edificio sacro, ricordato da sant'Ambrogio come basilica nova o basilica maior intramurana, vantava una struttura imponente a cinque navate che si estendeva su una superficie di duemila metri quadrati, la cui inaugurazione sembra sia stata presieduta dallo stesso sant'Ambrogio. Il vescovo morì in un diciottesimo giorno di settembre, poco prima dell'anno 355, anno in cui risultava già deposto il suo successore Dionigi. Il corpo del santo fu deposto nella basilica da lui fondata e a lui intitolata. Eustorgio appartiene al venerabile gruppo dei primi quattro vescovi milanesi che godettero fin da subito di un culto pubblico, insieme a Dionigi, Ambrogio e Simpliciano. A testimonianza di questa antica devozione, la Messa dei quattro vescovi risale già al quinto secolo, secondo gli studi degli studiosi Angelo Paredi e Angelo Marcora. La memoria liturgica di sant'Eustorgio si celebra il diciotto settembre secondo il rito ambrosiano, mentre il Liber notitiae sanctorum Mediolani, documento del quattordicesimo secolo, ne fissa la ricorrenza al diciannovesimo settembre e attesta la presenza di cinque chiese nel territorio diocesane dedicate al suo nome.

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Sant' Eumenio di Gortina

Vescovo

Sant'Eumenio visse nell'ottavo secolo ed è ricordato come vescovo di Gortina, l'antica metropoli di Creta. Sebbene non esista una Vita biografica dedicata unicamente a lui e i dati offerti dai sinassari abbiano un valore assai mediocre, la tradizione e le fonti agiografiche tramandano la memoria di un pastore insigne. Le testimonianze della Chiesa greca attestano una profonda e radicata venerazione, culminata nella celebrazione liturgica fissata al diciotto settembre, data che è poi passata dai sinassari bizantini al Martirologio Romano.

L'unico elemento veramente sicuro che fa considerare Eumenio un santo autentico risiede nella venerazione della sua memoria attraverso il culto tributato al suo sepolcro e la celebrazione annuale. Egli fu certamente anteriore a san Cirillo, martirizzato dai Saraceni nell'ottava cento ventiquattro, e alcuni elementi storici, come il suo viaggio a Roma e i riferimenti dottrinali sulla predicazione, permettono di collocare la sua esistenza in un arco temporale ben preciso prima delle grandi trasformazioni della sua terra.

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Beato Carlos Erana Guruceta

Marianista, Martire Spagnolo

Il Beato Carlos Erana Guruceta è una figura luminosa del ventesimo secolo, un uomo che ha saputo incarnare la dedizione totale al Vangelo attraverso la missione educativa e il dono supremo della vita. Nato nel 1884 ad Aozaraza-Arechavaleta, nel cuore della provincia di Guipùzcoa, egli scelse di percorrere la via della consacrazione religiosa entrando nella famiglia dei Marianisti. La sua esistenza si è snodata tra l'impegno silenzioso e fecondo nelle aule scolastiche, dove ha formato le giovani generazioni con sapienza e dedizione, e il coraggio sereno manifestato nei giorni della prova estrema.

Egli è ricordato oggi come un martire della fede, un testimone che ha sigillato la propria fedeltà a Cristo con il sacrificio di sé. Il suo cammino spirituale, culminato nella testimonianza suprema offerta a Ciudad Real e nel territorio di Alarcòs, continua a interpellare il cuore di ogni credente. Beatificato da Papa Giovanni Paolo II nel 1995, Carlos Erana Guruceta rappresenta per la Chiesa un modello di coerenza e di abbandono fiducioso alla volontà di Dio, invitandoci a riscoprire il valore della fedeltà quotidiana anche nelle circostanze più avverse e difficili della storia umana.

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Beato Davide (Daudi) Okelo

Catechista martire ugandese

Nel corso del ventesimo secolo, nel Nord Uganda, la fede cristiana ha trovato testimoni luminosi e coraggiosi nel Beato Davide Okelo e nel Beato Gildo Irwa, giovani catechisti e martiri. La loro vicenda si inserisce in un contesto storico segnato da profonde tensioni sociali e politiche, dovute all'imposizione del Protettorato britannico e ai lavori forzati che agitavano le popolazioni locali. In questo scenario complesso, caratterizzato anche dalla presenza di missionari comboniani giunti nella regione di Kitgum, i due ragazzi seppero distinguersi per una dedizione totale al Vangelo. Davide e Gildo, legati da una profonda amicizia e da un grande entusiasmo giovanile, si offrirono spontaneamente per recarsi a Paimol, un villaggio in cui la popolazione locale si mostrava ostile e dove la regione era fortemente in subbuglio. Nonostante le difficoltà reali del territorio e i pericoli legati alle rivolte promosse da gruppi di oppositori, i due giovani accettarono la missione di insegnare la religione cristiana ai connazionali, compiendo un servizio impeccabile che conquistò l'affetto della gente del villaggio. La loro testimonianza di fede si concluse tragicamente con il martirio, avvenuto tra il diciotto e il venti ottobre millenovecentodiciotto, quando furono trafitti con le lance da aggressori ribelli che pretendevano l'abbandono del loro ministero.

La memoria del Beato Davide Okelo e del suo compagno è profondamente viva non solo nella Chiesa ugandese, ma in tutta la comunità cristiana universale che riconosce in loro un modello eccelso di dedizione e coerenza evangelica. La Chiesa cattolica ha ufficialmente riconosciuto il loro sacrificio come autentico martirio per la fede, culminando nella solenne beatificazione avvenuta in Piazza San Pietro il venti ottobre duemila e due, durante la Giornata Missionaria Mondiale, per mano del Papa. La figura del catechista, magnificamente incarnata da Davide e Gildo, continua ad avere un ruolo fondamentale nella diffusione della parola di Dio nei villaggi e nelle piccole comunità, rappresentando il più stretto legame tra i sacerdoti e il popolo. Oggi il culto dei martiri di Paimol si rinnova costantemente, ricordando a ogni fedele la forza della grazia capace di sostenere i cuori fino all'estremo dono della vita, e offrendo a tutti i catechisti del mondo un punto di riferimento luminoso e un intercessore potente presso Dio.

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Beato Gildo (Jildo) Irwa

Catechista martire ugandese

Il Beato Gildo Irwa, nato nel 1906 a Labongo Bar-Kitoba, in Uganda, rappresenta una luminosa testimonianza di dedizione evangelica vissuta nella pienezza della giovinezza. Insieme a Daudi Okelo, egli accolse la chiamata al servizio della fede, ricevendo il Battesimo e la Cresima nel 1916. La sua breve esistenza è stata segnata da una dedizione profonda verso la missione di catechista, un compito che egli svolse con coraggio e fedeltà presso il villaggio di Paimol, in una terra assetata di annuncio cristiano.

Il Beato Gildo Irwa è ricordato oggi come martire, avendo offerto la propria vita per testimoniare la verità del Vangelo. Nonostante le pesanti minacce rivolte a coloro che operavano nella missione cattolica, egli scelse di non abbandonare il suo incarico, consapevole delle gravi conseguenze che tale fedeltà comportava. La sua morte, avvenuta nel 1918 a Paimol, costituisce un atto di suprema coerenza cristiana. Beatificato da Giovanni Paolo II il venti ottobre duemila e due, egli rimane un modello luminoso per tutti coloro che, nel silenzio del servizio quotidiano, scelgono di testimoniare Cristo fino al dono supremo di sé.

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Santi Costanzo e compagni

Martiri

Nel cuore del terzo secolo, la fede cristiana ha trovato testimoni luminosi nelle terre d'Europa, tra cui risplende la figura di San Costanzo. Nato in Egitto e giunto in Piemonte dopo vicende che si perdono nel tempo, egli è ricordato come martire della fede cristiana e insigne protettore delle genti locali. La memoria liturgica dei Santi Costanzo e compagni è custodita con devozione nel calendario della diocesi di Saluzzo, che li venera come patroni secondari insieme a San Chiaffredo. Le loro effigi impreziosiscono la cattedrale, mentre i fedeli continuano a radunarsi ogni anno per rinnovare un legame spirituale profondo che unisce la storia alla preghiera.

La figura di San Costanzo si inserisce nella grande tradizione dei soldati della Legione Tebea, martirizzati per Cristo sotto l'imperatore Massimiano. Intorno alla sua persona si sono intrecciate nel corso dei secoli la storia ecclesiale, la pietà popolare e la memoria di un antico cammino di evangelizzazione nella Val Maira. Dalle pietre antiche del santuario di San Costanzo al Monte fino alle reliquie custodite nella chiesa parrocchiale, il cammino di questo martire continua a parlare agli uomini e alle donne del nostro tempo, ricordando la forza di una testimonianza vissuta fino al dono supremo della vita.

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Sant' Oceano

Martire

A Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, sant’Oceano, martire.

San Ferreolo di Vienne

Vescovo

Nel territorio di Vienne, in Francia, san Ferréolo, martire, che, come si narra, durante la persecuzione si rifiutò, pur essendo tribuno, di arrestare i cristiani e, fatto prigioniero per questo motivo per ordine del governatore, fu crudelmente flagellato e gettato in carcere; riuscito a fuggire, fu nuovamente catturato dagli inseguitori e ricevette con la decapitazione la palma del martirio.

San Sinerio (Senario) d'Avranches

Vescovo

Ad Avranches sulla costa della Bretagna, in Francia, san Senario, vescovo.

Santa Riccarda

Imperatrice

Ad Andlau in Alsazia, nel territorio dell’odierna Francia, santa Riccarda, che, regina, rinunciando al regno di questo mondo, servì Dio nel monastero da lei stessa fondato.

San Ferreolo di Limoges

Vescovo

A Limoges in Aquitania, sempre in Francia, san Ferréolo, vescovo, che liberò dall’incombente pericolo Marco, referendario del re Chidelberto, che il popolo di questa città voleva uccidere.

San Domenico Trach

Martire

Nella città di Nam Dinh nel Tonchino, ora Viet Nam, san Domenico Trach, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e martire, che preferì morire piuttosto che recare oltraggio alla croce e subì il martirio della decapitazione sotto l’imperatore Minh Mang.

Santa Sofia

Martire

Sant' Irene

Martire

Beato Elia da Mantova

Beato Giuseppe (Jozef) Kut

Sacerdote e martire

Nel campo di prigionia di Dachau vicino a Monaco di Baviera in Germania, beato Giuseppe Kut, sacerdote e martire, che, di nazionalità polacca, durante la guerra, condannato per la sua fede al carcere duro e sottoposto a crudeli tormenti, migrò al Signore.

Beati Ferdinando Garcia Sendra e Giuseppe Garcia Mas

Sacerdote e martire

Vicino alla città di Gandía nel territorio di Valencia sempre in Spagna, beati Ferdinando García Sendra e Giuseppe García Mas, sacerdoti e martiri, che durante la stessa persecuzione confermarono con il loro sangue la fedeltà a Dio.

Beati Ambrogio Maria da Torrente (Salvatore Chulia Ferrandis) e 4 compagni

Martiri

A Montserrat nella stessa regione in Spagna, beati martiri Ambrogio (Salvatore) Chuliá Ferrandis e Valentino (Vincenzo) Jaunzarás Gómez, sacerdoti, e Francesco (Giusto) Lerma Martínez, Riccardo (Giuseppe) López Mora e Modesto (Vincenzo) Gay Zarzo, religiosi del Terz’Ordine di San Francesco degli Incappucciati della beata Vergine Addolorata, che sempre nella medesima persecuzione ricevettero la corona del martirio per la testimonianza data a Cristo.

Beato Salvatore Fernandez Perez

Sacerdote salesiano, martire

Beato Stefano Pina

Mercedario

Beato Manuel Alcayde Pérez

Sacerdote e martire

Beato Melitón Martínez Gómez

Sacerdote e martire

San Giusto

Venerato a Fricamps

Santa Gemma

Vergine irlandese

Beato Stanislao Kostka (Ismael) Tajadura Marcos

Religioso e martire

Dal Martirologio Romano

A Osimo nelle Marche, san Giuseppe da Copertino, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, che, nonostante le difficoltà affrontate durante la sua vita, rifulse per povertà, umiltà e carità verso i bisognosi di Dio. — Martirologio Romano