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18 settembre

Santi Costanzo e compagni

Martiri

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la tradizione della Legione Tebea

Il calendario liturgico della diocesi di Saluzzo riporta la memoria dei Santi Costanzo e compagni martiri, la cui testimonianza attraversa la storia cristiana. La Chiesa locale di Saluzzo venera i Santi Costanzo e compagni come patroni secondari, affidandosi alla loro intercessione celeste. La pietà popolare ha leggendariamente arruolato i santi nella Legione Tebea, legando le loro vicende alle origini cristiane del nord Europa. Il Martyrologium Romanum al ventidue settembre cita i santi martiri Maurizio, Essuperio e Candido come soldati della Legione Tebana, offrendo un quadro storico di riferimento per questi eventi. Sant'Eucherio di Lione narra la passione dei soldati della Legione Tebana e del veterano Vittore, tramandando ai posteri il coraggio di quei testimoni. I martiri della Legione Tebana furono uccisi per Cristo sotto l'imperatore Massimiano a Saint-Maurice-en-Valais in Svizzera. Cronache successive narrano che solo due soldati riuscirono a scampare al sanguinoso eccidio della Legione Tebea. In seguito fiorirono leggende su altri soldati rifugiatisi in svariate località per evangelizzare e subire il martirio. Si contano all'incirca quattrocento soldati della Legione Tebea rifugiatisi, di quasi una sessantina in Piemonte. La militanza nella Legione Tebea ha conferito a San Costanzo la nazionalità egiziana simbolica, legando la sua memoria d'origine africana alla terra piemontese. La Chiesa Copta venera San Maurizio e i suoi compagni, incluso San Costanzo, in un abbraccio di comunione universale tra le comunità cristiane.

Il cammino nella Val Maira e la persecuzione

San Costanzo raggiunse la Val Maira con alcuni compagni tra cui Costantino, Dalmazzo, Desiderio, Isidoro, Magno, Olimpio, Ponzio, Teodoro e Vittore. I compagni si dedicarono alla diffusione del Vangelo tra le popolazioni locali, portando la luce della fede in terre montane. Iniziò una persecuzione in odio alla fede cristiana contro i compagni di San Costanzo, che mise alla prova la loro fedeltà al Signore. Costanzo fu l'unico a sopravvivere in un primo tempo e dovette dare sepoltura ai suoi amici, affrontando il dolore della perdita con eroica fortezza. A Villar San Costanzo, sulla costa Pragamonti, si trovano colonne di terra argillosa sormontate da massi di pietra denominate Ciciu. Le formazioni rocciose dei Ciciu sono state originate dall'erosione dell'acqua sul terreno argilloso misto a quarzo e mica. L'antica leggenda locale racconta che un centinaio di legionari romani inseguirono San Costanzo per arrestarlo. San Costanzo maledì i cuori di pietra dei persecutori e li pietrificò trasformandoli in ciciu. San Costanzo fu infine raggiunto e decapitato sul luogo del martirio, suggellando con il sangue la propria dedizione a Cristo nel corso del terzo secolo nell'anno duecentonovanta a Villar San Costanzo, in provincia di Cuneo.

I luoghi della memoria, il culto e l'iconografia

Il santuario di San Costanzo al Monte sorge sulle pendici del monte San Bernardo tra faggi e castagni, offrendo un luogo di silenzio e raccoglimento. La costruzione primitiva del santuario risale probabilmente ai tempi dei Longobardi, con sculture dell'ottavo secolo che testimoniano una venerazione antichissima. La prima chiesa in pietra e la cripta sottostante furono erette attorno all'anno undici novanta, ampliando gli spazi di preghiera. In seguito furono aggiunte un'ulteriore costruzione e l'attuale facciata barocca, che accoglie i pellegrini giunti fin lassù. La chiesa parrocchiale sottostante, già chiesa abbaziale benedettina dei Santi Vittore e Costanzo, custodisce reperti della tomba del santo. La tomba conserva un marmo con segni vermigli e consunto dal contatto con le mani dei fedeli, segno tangibile di una devozione perseverante. Ogni anno giunge a Villar un gran numero di devoti per la festa, la processione con cavalieri in costume e i ciciu. San Costanzo è uno dei più venerati martiri tebei nonostante la totale assenza di certezze storiche sulla sua identità anagrafica. La diocesi di Saluzzo ha eletto San Costanzo come patrono insieme a San Chiaffredo, unendo le loro memorie in un unico abbraccio di protezione. Le statue dei santi Costanzo e Chiaffredo svettano ai lati dell'altar maggiore della cattedrale di Saluzzo, richiamando lo sguardo dei fedeli alla preghiera. L'iconografia di San Costanzo lo presenta con la palma del martirio, la spada, lo stendardo con croce rossa in campo bianco e la Croce Mauriziana sul petto.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Costanzo?

La memoria liturgica di San Costanzo si celebra il diciotto settembre nel calendario della diocesi di Saluzzo.

Di cosa è patrono San Costanzo?

San Costanzo è patrono della diocesi di Saluzzo e del comune di Villar San Costanzo.