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19 settembre

San Ciriaco di Buonvicino

Abate

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il cammino monastico e la fama di santità

San Ciriaco nacque nel paese di Buonvicino in provincia di Cosenza. La nascita avvenne nella diocesi di San Marco Argentano verso la metà del decimo secolo. Visse dapprima come anacoreta in una grotta, custodendo la preghiera nel silenzio della roccia. Entrò successivamente come cenobita nel monastero greco di Santa Maria dei Padri presso Tripidoro. Fu nominato abate del monastero, mantenendo tale carica a lungo con dedizione e spirito di servizio. La fama della sua santità si diffuse in tutta la valle del fiume Crati. Il fiume Crati sorge sulla Sila Grande, bagna Cosenza e la piana di Sibari. Numerosi uomini furono attratti dalla sua fama per vestire l'abito dei monaci osservanti la Regola di san Basilio, definito abito angelico. Sua sorella Maria fondò a Romano, contrada di Buonvicino, un monastero femminile che fiorì positivamente.

Il viaggio a Costantinopoli e i privilegi imperiali

Ciriaco fu convocato a Costantinopoli dall'imperatore d'Oriente Michele IV detto il Paflagone, morto nel 1041. Guarì la figlia dell'imperatore che era posseduta dal demonio, manifestando la potenza della grazia divina. L'imperatore, per riconoscenza, concesse ampi privilegi al monastero di Ciriaco con donazioni di terre e chiese nei territori di Trigiano e Malvito in provincia di Cosenza.

Il transito, le reliquie e il culto

Il santo abate morì a Buonvicino il 19 settembre 1030. Fu sepolto nella chiesa dell'abbazia di Santa Maria dei Padri, che da allora fu intitolata a suo nome. Sul suo sepolcro si verificarono vari miracoli. I fedeli di Buonvicino lo acclamarono santo come avveniva frequentemente all'epoca. Il paese festeggiò Ciriaco con solennità e lo proclamò proprio patrono. Durante l'episcopato del vescovo di San Marco Argentano Defendente Brusato, in carica dal 1633 al 1647, il padre Daniele da Coserica predicò la Quaresima a Buonvicino. Il predicatore dichiarò di aver saputo tramite un avvertimento soprannaturale che il corpo di san Ciriaco giaceva nell'acqua con il rischio di una completa distruzione. Il popolo inizialmente fu scettico riguardo a tale rivelazione. Il predicatore aprì il sepolcro di notte e lo trovò allagato, mentre le ossa emanavano un soave odore. Il vescovo intervenne insieme ad altri dignitari per effettuare una pubblica esumazione. Furono rinvenute tre cassette con epigrafi greche contenenti i corpi di san Ciriaco e di due monaci bizantini di nome Cipriano e Basilio. Un piccolo osso del santo fu inserito in una teca appesa alla statua portata annualmente in processione. Il resto delle ossa fu riposto in una nuova cassa sistemata in un luogo più decoroso. Il rogito notarile dell'esumazione andò perduto nel 1647 a causa dell'assalto al palazzo vescovile da parte di un gruppo di facinorosi. La festa della ricognizione delle reliquie celebrata il 16 aprile prevalse su quella del 19 settembre, giorno della morte del santo. Il culto di san Ciriaco è ancora oggi molto vivo a Buonvicino e nelle zone circostanti. Il Martirologio ricorda san Ciriaco abate a Buonvicino vicino a Cosenza in Calabria.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Ciriaco di Buonvicino?

La festa principale si celebra il diciannove settembre, giorno della sua morte, mentre la festa della ricognizione delle reliquie si celebra il sedici aprile.

Di cosa è patrono San Ciriaco di Buonvicino?

San Ciriaco è il patrono del paese di Buonvicino.

A Buonvicino vicino a Cosenza in Calabria, san Ciriaco, abate. — Martirologio Romano