19 settembre
Sant' Emilia Maria Guglielma de Rodat
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e infanzia in tempi turbolenti
Maria Guglielma Emilia nacque nel castello di Druelle, vicino a Rodez, nel sud della Francia, il sei settembre 1787. I suoi genitori, Gian Luigi de Rodat ed Enrichetta de Pomeyrols, appartenevano entrambi ad antica nobiltà ed erano provvisti di grandi ricchezze. Emilia non aveva ancora compiuto due anni quando scoppiò la Rivoluzione francese. Per motivi di sicurezza, i genitori la portarono dalla nonna materna, la quale viveva nell'appartato castello di Ginals, nei pressi di Villefranche de Rouergue, e successivamente a Villeneuve de Rouergue. Il castello di Ginals si trovava lontano dagli sconvolgimenti della Rivoluzione Francese prima e napoleonica poi. Con la nonna viveva anche una zia monaca visitandina, la quale era stata secolarizzata a causa delle soppressioni religiose. Emilia trascorse l'infanzia a Villeneuve de Rouergue durante la monarchia costituzionale, la guerra, il terrore e la reazione al terrore. Crebbe con carattere vivace e agiatamente, ma mantenne sempre profondi sentimenti religiosi durante la crescita. Nel 1798, a circa undici anni, Emilia ricevette la prima comunione. Tale sacramento fu fatto in modo semiclandestino a causa dei tempi difficili, in un clima ancora insicuro tra congiure, polizia, processi ed esecuzioni. Nel 1802, Emilia aveva quindici anni quando le chiese di Francia furono riaperte al culto. Nello stesso anno, il primo console Napoleone Bonaparte partecipò alla Messa di Pasqua a Notre-Dame di Parigi. I rivoluzionari avevano precedentemente inscenato il culto della Dea Ragione proprio nella cattedrale di Notre-Dame. La riapertura delle chiese avvenne in un contesto di divisioni tra sacerdoti per i comportamenti tenuti durante la Rivoluzione e per visioni pastorali fortemente contrastanti. Ordini e Congregazioni si ricostituiscono in mezzo a grandi difficoltà, mentre la giovane Emilia compiva i primi passi verso la maturità spirituale.
La ricerca vocazionale e la maturazione
All'ingresso in società, avvenuto a sedici anni, Emilia sentì una forte insofferenza verso lo stile di vita austero in cui era cresciuta. Emilia cambiò confessore, scontrandosi inevitabilmente con la nonna, e decise di fare ritorno dai genitori, dove dovette comunque adeguarsi alle abitudini monotone della casa. Nel 1804, durante la festa del Corpus Domini, si compì la maturazione spirituale della giovane Emilia. A diciassette anni, Emilia scelse definitivamente di farsi suora e decise che avrebbe speso a gloria di Dio tutta la vita. Compiuti i diciotto anni, nel 1805, Emilia ritornò a Villefranche de Rouergue per un primo contatto con le sue prime educatrici, le suore di Saint-Cyr, presso le quali aveva in precedenza studiato. Il desiderio di unirsi alla comunità di Saint-Cyr era però di difficile attuazione. L'istituto di Saint-Cyr era infatti gestito da religiose di differenti congregazioni che erano state soppresse durante la Rivoluzione. Le religiose di Saint-Cyr non seguivano un'unica Regola, si trovavano tra incertezze e contrasti, ed erano poco propense ad accettare le idee innovative di Emilia a causa dell'età avanzata. In quel periodo, Emilia provò senza successo in altre Congregazioni, recandosi inutilmente dalle Dame di Nevers a Figeac, a Cahor, presso le Suore della Carità di Moissac, e tentando anche con le congregazioni dell'Adorazione perpetua e della Misericordia. Emilia non riusciva a decidersi tra i molti modelli di vita proposti e tornava ogni volta a Villefranche con molta incertezza e profonda pena nel cuore. Iniziò tuttavia un ottimo rapporto con l'abate Antonio Marty, cappellano della scuola. L'abate Antonio Marty suggerì per ben tre volte a Emilia di realizzare la propria vocazione altrove, ma la svolta definitiva arrivò per altra via.
La nascita della Congregazione e le prime opere
La svolta arrivò nella primavera del 1815 durante una visita a un'ammalata. Emilia ricevette un segnale chiaro visitando le case degli ammalate privi di assistenza e dei loro figli privi di istruzione, condannati all'indigenza. Emilia comprese il reale disagio economico e morale in cui vivevano i poveri dei paesi circostanti e comprese che il modo più duraturo per migliorare le condizioni dei figli dei poveri era istruirli. L'istruzione dei poveri divenne così lo scopo della vita di Emilia, sostenuta dall'importante incoraggiamento dell'abate Marty. I primi quaranta bambini furono ospitati in una piccola stanza dell'Istituto Saint-Cyr. Successivamente, tre giovani donne costituirono il nucleo della futura Congregazione delle Suore della Santa Famiglia, dette di Villefranche, seguendo l'esempio di Emilia. L'iniziativa suscitò molta ammirazione ma anche malumori in alcune religiose della casa e in parte del clero locale. Emilia, con l'aiuto dell'abate Marty, non si scoraggiò. L'anno successivo, Emilia aprì una scuola gratuita in un locale preso in affitto. Poco dopo, le religiose della casa di Saint-Cyr lasciarono l'intera casa alla Rodat, a una decina di giovani donne e a un centinaio di bambini che nel frattempo erano stati accolti. Emilia e le sue compagne avevano intanto pronunciato pubblicamente i voti religiosi, chiamandosi Suore della Sacra Famiglia. Nel 1819 Madre Emilia acquistò un monastero abbandonato per espandere la missione. Nello stesso anno si verificò un momento di lutto e di profonda crisi a causa della morte prematura di alcune suore e orfanelle a causa di un'epidemia. Lo scandalo e il dolore fecero sentire Emilia indegna di portare avanti un progetto tanto ambizioso, al punto che pensò di porre fine al nascente istituto confluendo nell'Ordine delle Figlie di Maria, da poco fondato. Tuttavia, le compagne convinsero Emilia a portare avanti l'opera necessaria.
Diffusione dell'istituto e ultimi anni di prova
In quegli anni iniziarono per Emilia disturbi di salute durati tutta la vita, consistenti in un tumore al naso e in un ronzio permanente all'udito. L'Istituto si sviluppò ulteriormente mentre la fondatrice perdeva le forze. Le suore di Emilia iniziarono a essere richieste anche in altre città, e la Madre aprì una casa ad Aubin, dove si era recata per farsi curare. Emilia portò avanti il progetto nonostante il dissenso dell'abate Marty, il quale interruppe la collaborazione perché chiamato ad altri incarichi come Vicario Generale della diocesi di Rodez. Il numero delle case crebbe costantemente, e al momento della morte di Emilia l'Istituto era presente in Francia con trentasei case. Le suore si dedicarono all'insegnamento, all'assistenza ospedaliera e carceraria, lavorando anche tra i detenuti. Emilia amava soprattutto la preghiera contemplativa e chiedeva alle consorelle innanzitutto l'impegno della preghiera e del silenzio. Per tutta la vita Emilia affiancò l'attività alla contemplazione, ed ebbe anche l'ispirazione di fondare alcune comunità di claustrali come motore silenzioso di tutta l'opera. Madre Rodat era un punto di riferimento per tutti, sebbene il suo carattere forte e a tratti austero a volte causasse malumori, ai quali Emilia trovava sempre la soluzione con cortesia e arguzia. Temendo di peccare d'orgoglio, Emilia visse gli ultimi anni in modo eccessivamente dimesso. Nell'aprile del 1852 il tumore peggiorò ulteriormente, arrivando ad aggredirle l'occhio sinistro. Consapevole della gravità della malattia, Emilia lasciò l'incarico di Superiora generale. La salute di Emilia peggiorò costantemente fino al diciannovesimo settembre. Il diciannovesimo settembre del 1852, Emilia fu accolta tra le braccia del Padre Celeste, morendo a Villefranche-de-Rouergue pochi mesi dopo aver abbandonato la carica di Madre generale.
Il culto e la canonizzazione
Dopo la sua morte, la memoria di Madre Emilia rimase viva nei cuori dei fedeli, e molti iniziarono a ottenere grazie attraverso la sua intercessione. La tomba di Emilia divenne ben presto meta di pellegrinaggi ed è oggi custodita a Villefranche nella Casa madre dell'Istituto. Santa Maria Guglielma Emilia de Rodat è riconosciuta come vergine e fondatrice della Congregazione delle Suore della Santa Famiglia, sorta precipuamente per la formazione della gioventù femminile e l'assistenza ai poveri. Dopo i processi canonici, Emilia fu beatificata nel 1940. Successivamente, Emilia fu canonizzata il ventitré aprile dell'Anno Santo 1950 da Papa Pio XII, che la proclamò santa. L'opera di Santa Emilia è oggi presente in varie parti del mondo attraverso la Congregazione delle Suore della Santa Famiglia, che continua a testimoniare la carità operosa e la dedizione agli ultimi voluta dalla fondatrice.
Il cammino di servizio
La storia di Sant' Emilia Maria Guglielma de Rodat ha inizio nel 1787 a Druelle, in Francia, terra che avrebbe visto il fiorire della sua vocazione. Spinta da un desiderio profondo di rispondere alle necessità spirituali e materiali dei suoi contemporanei, nel 1815 fondò la Congregazione delle Suore della Santa Famiglia. Il suo impegno si concentrò inizialmente sulla realtà di Villefranche-de-Rouergue, dove aprì una scuola gratuita dedicata specificamente ai bambini poveri, convinta che l'istruzione fosse il primo passo per restituire dignità alle persone. Questa intuizione non rimase un episodio isolato, ma segnò l'avvio di un percorso di espansione costante.
La missione della Congregazione crebbe rapidamente, estendendo il proprio raggio d'azione verso forme di assistenza sempre più diversificate, che comprendevano il servizio ospedaliero e il sostegno ai carcerati. Accanto all'attività esterna, Sant' Emilia seppe infondere nel suo istituto una dimensione contemplativa, radicata in una preghiera costante e profonda. La sua guida fu ferma e amorevole fino al 1852, anno in cui le condizioni di salute la costrinsero a lasciare l'incarico di Superiora Generale. La sua esistenza si concluse a Villefranche-de-Rouergue, lasciando un'eredità di carità che ha attraversato i confini delle città di Ginals, Aubin e dei molti luoghi dove le sue consorelle portavano il conforto del Vangelo. La sua vita rimane un esempio di dedizione totale, vissuta con la consapevolezza che ogni atto di carità è una preghiera che sale verso il Signore.
Il ricordo nella Chiesa
Il riconoscimento della santità di Emilia Maria Guglielma de Rodat da parte della Chiesa universale è avvenuto nel 1950, quando Papa Pio XII l'ha iscritta nell'albo dei santi. Questo solenne atto ha confermato la validità del messaggio lasciato dalla fondatrice, che ha saputo incarnare la carità cristiana nelle pieghe della storia del diciannovesimo secolo. Il suo culto, celebrato liturgicamente il 19 settembre, invita i fedeli a riflettere sulla bellezza di un servizio offerto gratuitamente, lontano da ogni ricerca di gloria personale.
La memoria della santa continua a essere un punto di riferimento per coloro che cercano di vivere la fede attraverso la concretezza delle opere. La sua vita, segnata dall'umiltà e dal distacco, culminato nel momento della malattia e delle dimissioni dal suo ufficio, parla a un mondo che spesso fatica a riconoscere il valore del limite e della fragilità. Sant' Emilia ci invita a guardare ai poveri non come a destinatari di un gesto di pietà, ma come fratelli in cui riconoscere il volto del Salvatore. Nel silenzio della preghiera e nel fervore dell'azione, la testimonianza di questa santa rimane un faro di luce, capace di orientare ancora oggi il cammino di chi desidera servire Dio con cuore indiviso.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Emilia Maria Guglielma de Rodat?
La festa di Santa Emilia Maria Guglielma de Rodat si celebra il diciannovesimo settembre.
Qual è il ruolo e l'opera di Santa Emilia Maria Guglielma de Rodat?
Santa Emilia è la vergine fondatrice della Congregazione delle Suore della Santa Famiglia, sorta per la formazione della gioventù femminile, l'istruzione dei poveri e l'assistenza ospedaliera e carceraria.
A Villefranche nel territorio di Rodez in Francia, santa Maria Guglielma Emilia de Rodat, vergine, che fondò la Congregazione delle Suore della Santa Famiglia per la formazione della gioventù femminile e l’assistenza ai poveri. — Martirologio Romano