11 giugno
San Barnaba
Apostolo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la conversione a Gerusalemme
La storia terrena di san Barnaba affonda le sue radici nel primo secolo dopo Cristo, un tempo di profondo fermento spirituale. Originario dell'isola di Cipro, nacque all'interno di una famiglia di origine giudaica e ricevette alla nascita il nome di Giuseppe. La Sacra Scrittura attesta che la sua giovinezza e la prima fase della sua vita trascorsero prima che la sua strada incrociasse quella di Gesù di Nazaret, sebbene la tradizione, riportata da Eusebio di Cesarea attingendo da Clemente Alessandrino, lo annoveri autorevolmente tra i settantadue discepoli inviati dallo stesso maestro in missione per annunciare il Regno di Dio. La Bibbia menziona per la prima volta Barnaba tra coloro che si radunavano attorno agli apostoli a Gerusalemme subito dopo la morte di Gesù. La sua conversione al cristianesimo avvenne poco dopo l'episodio della Pentecoste e comportò una radicale trasformazione della sua esistenza, spingendolo a lasciare ogni attività terrena di commercio per seguire pienamente la sua vocazione. Scegliendo di farsi povero per farsi cristiano, l'ebreo Giuseppe decise di vendere tutti i beni guadagnati faticosamente nel corso della vita, compreso un proprio campo, per consegnare e donare interamente il ricavato ai piedi degli apostoli a Gerusalemme, affinché la nascente Chiesa potesse operare. La comunità neonata, colpita da tanta generosità e riconoscendo in lui una straordinaria dedizione, gli attribuì il soprannome di Barnaba, che nella sua traduzione significa figlio dell'esortazione. Egli faceva già parte della cerchia dei seguaci di Cristo e, in pochissimo tempo, divenne uno dei personaggi più autorevoli della Chiesa cattolica nella sua fase iniziale, distinguendosi come un uomo mite, colmo di Spirito Santo e di fede.
L'incontro con Saulo e la missione ad Antiochia
La levatura morale e spirituale di san Barnaba emerse con particolare forza nei confronti di Saulo di Tarso, l'uomo che prima della conversione e del battesimo sulla via di Damasco era stato uno dei massimi e spietati persecutori dei cristiani. Quando Saulo fece ritorno a Gerusalemme, i cristiani della città furono sconvolti e nutrirono profondi dubbi e diffidenze sulla sincerità della sua conversione a causa del suo passato di violenze. In questo clima di timore generale, Barnaba fu il primo ad accogliere Paolo appena giunto, prendendolo con sé, garantendo per le sue buone intenzioni e presentandolo agli apostoli, permettendogli così di integrarsi pienamente nella comunità dei fratelli. Poco tempo dopo, a seguito della notizia di numerose conversioni al cristianesimo avvenute tra i non ebrei ad Antiochia di Siria, la Chiesa di Gerusalemme mandò ad Antiochia Barnaba, considerandolo l'uomo ideale per fronteggiare questa novità assoluta, poiché l'evangelizzazione era stata condotta fino ad allora esclusivamente tra gli ebrei. Arrivato sul luogo, Barnaba comprese subito la situazione, vide la grazia del Signore, si rallegrò profondamente ed esortò tutti a perseverare con cuore risoluto nel Signore. Avvertendo la necessità di un valido supporto per il servizio a quella nuova e numerosa comunità di credenti, Barnaba andò a cercare Paolo a Tarso e lo condusse ad Antiochia, dove i due stettero per un anno intero a istruire molte persone e a ottenere risultati straordinari nella conversione della popolazione locale. Fu proprio ad Antiochia di Siria che, per la prima volta nella storia, i discepoli furono chiamati con il nome di cristiani. Insieme, Barnaba e Paolo portarono anche soccorsi materiali ai cristiani di Gerusalemme che si trovavano affamati a causa di una grave carestia.
I viaggi missionari e la fecondità dell'annuncio
Il fecondo sodalizio tra san Barnaba e Paolo maturò nel disegno di una missione in terra pagana, diretta anzitutto alle comunità ebraiche e poi aperta a ogni popolo. Designati per questa grande impresa missionaria, i due partirono accompagnati da Giovanni, detto Marco l'evangelista, il quale era cugino di Barnaba ed è identificato dall'antica tradizione cristiana come l'autore del secondo Vangelo. Il primo viaggio missionario toccò dapprima la terra natale di Barnaba, l'isola di Cipro, per poi spostarsi in tutta l'Asia Minore, corrispondente all'attuale Turchia, lambendo la Panfilia, Antiochia di Pisidia, Iconio, Listra, Derbe, Perge e Attalia. Durante il cammino in Panfilia, tuttavia, Giovanni decise di fare ritorno a Gerusalemme, abbandonando temporaneamente il gruppo. Intorno all'anno quarantanove, a causa delle conversioni sempre più numerose dei pagani, sorsero accese dispute sulla necessità di imporre la circoncisione ai nuovi credenti. Barnaba e Paolo fecero quindi ritorno a Gerusalemme per presenziare a un dibattito formale con gli apostoli e discutere della questione. Durante il concilio di Gerusalemme, essi sostennero con successo la linea contraria all'imposizione di ulteriori pesi e precetti ai pagani convertiti, ottenendo ragione e ristabilendo la serenità. Chiarita la situazione, si aprì la prospettiva di un nuovo cammino di fede, ma prima di intraprendere la seconda spedizione missionaria prevista tra gli anni cinquanta e cinquantatré, Barnaba espresse il desiderio di aggregare nuovamente Giovanni Marco, vedendo in lui un giovane discepolo da recuperare e sostenere. Paolo, invece, si mostrò fermamente contrario a causa dell'abbandono precedente. Questa profonda divergenza di vedute e l'insistenza di Barnaba portarono a una rottura completa tra i due apostoli, le cui strade si divisero definitivamente, come ricordato anche da Benedetto XVI durante la catechesi dell'Udienza generale del trentuno gennaio duemilasette. Barnaba s'imbarcò nuovamente per Cipro insieme a suo cugino Giovanni Marco, rimanendovi per tre anni a diffondere il Vangelo, mentre Paolo partì alla volta dell'Asia.
Il cammino in Italia, il martirio e il culto
Il Nuovo Testamento non fornisce ulteriori notizie dirette su san Barnaba dopo la separazione da Paolo, ma antichi documenti bizantini e la memoria storica ne conservano l'ulteriore cammino apostolico. Nel cinquantatré, insieme all'apostolo Pietro, Barnaba intraprese un viaggio che lo condusse al centro dell'Impero Romano, a Roma, dove Pietro rimase per porre le salde fondamenta della Chiesa Romana. Da Roma, Barnaba avrebbe proseguito quasi subito il suo viaggio missionario verso il nord dell'Italia, dirigendosi in particolare verso la città di Milano. Nella metropoli lombarda la sua predicazione diede vita alla prima comunità cristiana e originò numerose conversioni, tanto che la città di Milano lo considera tuttora il suo primo vescovo. Un episodio leggendario tramandato dalla tradizione popolare narra che lungo il suo cammino di arrivo nella terra milanese la neve si sciogliesse miracolosamente facendo sbocciare i fiori. Non volendo fermarsi a lungo nel centro milanese, Barnaba affidò ad Antalone il compito di gestire la comunità cristiana e di essere il nuovo vescovo, ripartendo subito per continuare la sua incessante opera di evangelizzazione. Le vicende terrene di san Barnaba si conclusero nell'anno sessantuno a Salamina, antica città situata nella parte orientale dell'isola di Cipro. Qui egli subì il martirio per mano di alcuni giudei siriani che lo aggredirono e lo lapidarono mortalmente; secondo quanto attestato da alcuni documenti, nel momento supremo dell'uccisione il santo teneva stretta tra le mani una copia della Bibbia come supremo segno di fede incrollabile. La tomba di san Barnaba esiste ancora oggi a Salamina e la tradizione riferisce che essa fu indicata dallo stesso santo apparso in sogno al vescovo Anthemios alla fine del quinto secolo. Il vescovo Anthemios fece solennemente trasportare le spoglie dell'apostolo all'interno della basilica che volle edificare e dedicare a lui. La Chiesa cattolica ne fissa stabilmente la memoria liturgica nel Martirologio alla data dell'undici giugno, celebrando perenne gratitudine a colui che spese l'intera esistenza per annunciare la salvezza e che gode del patrocinio sulla città di Milano.
La vita e la missione
Nato a Cipro nel primo secolo, Barnaba visse la sua conversione a Gerusalemme, dove compì il gesto profetico di donare ogni sua proprietà alla Chiesa nascente. Il suo discernimento spirituale si rivelò decisivo quando accolse e presentò Paolo di Tarso alla comunità cristiana di Gerusalemme, superando i timori iniziali dei discepoli. Insieme a Paolo, intraprese una feconda missione evangelizzatrice ad Antiochia e in Asia Minore, annunciando con audacia la salvezza ai pagani. Partecipò attivamente al Concilio di Gerusalemme, offrendo un contributo fondamentale nel dibattito sulla circoncisione dei non ebrei.
Successivamente, il suo ministero lo condusse in Occidente, dove toccò le città di Roma e Milano, divenendo fondatore e primo vescovo della Chiesa milanese. La sua predicazione si concluse a Salamina, nella sua terra d'origine, dove nell'anno 61 subì il martirio per lapidazione per mano di giudei siriani, coronando con il sangue il suo servizio apostolico.
Il culto e l'eredità
La memoria di San Barnaba è custodita con profonda venerazione sia in Oriente che in Occidente. Il suo martirio a Salamina ha sigillato un legame indissolubile con la sua patria, Cipro, mentre l'Italia settentrionale, in particolare Milano, lo venera come padre nella fede e primo seminatore del Vangelo sul proprio territorio. La sua testimonianza continua a ispirare la Chiesa nel cammino del dialogo e dell'accoglienza fraterna.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Barnaba?
La memoria liturgica di san Barnaba apostolo si festeggia l'undici giugno.
Di cosa è patrono San Barnaba?
San Barnaba è tradizionalmente il patrono della città di Milano, di cui è considerato il primo vescovo.
Memoria di san Barnaba, Apostolo, che, uomo mite e colmo di Spirito Santo e di fede, fu annoverato tra i primi fedeli di Gerusalemme. Predicò il Vangelo ad Antiochia e introdusse Saulo di Tarso da poco convertito nel novero dei fratelli, accompagnandolo pure nel suo primo viaggio per l’evangelizzazione dell’Asia; partecipò poi al Concilio di Gerusalemme e, fatto ritorno all’isola di Cipro, sua patria di origine, vi diffuse il Vangelo. — Martirologio Romano