24 marzo
San Bernolfo
Martire venerato a Mondovì
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e il martirio
Le scarse notizie disponibili non permettono di ricostruire la vera identità di Bernolfo, e non è possibile stabilire con precisione l'epoca e le circostanze del suo eventuale martirio. Secondo la venerabile tradizione locale, il santo fu ucciso durante le scorrerie saracene nel Piemonte sud-occidentale avvenute tra il nono e il decimo secolo. Gli storici ipotizzano che Bernolfo potrebbe essere stato un cristiano perseguitato o ucciso durante questa dominazione saracena, oppure che fosse un martire originario di un'altra località italiana oggi sconosciuta. La sua memoria fu successivamente codificata identificandolo con un vescovo locale.
Le reliquie e la traslazione
Le reliquie di San Bernolfo potrebbero essere state traslate a Mondovì nel quattordicesimo anno dell'ottavo decennio del quindicesimo secolo, precisamente nel millesimolayout 1488, analogamente a quanto avvenne per San Donato vescovo e martire di Arezzo. Nel quindicesimo anno del sedicesimo secolo, nel 1514, avvenne la solenne consacrazione dell'altare maggiore della cattedrale, che originariamente era dedicata a San Donato. Durante la consacrazione di quell'altare, il vescovo Lorenzo Fieschi ricordò pubblicamente di avervi collocato le reliquie di San Donato e di San Bernolfo martire. All'interno della stessa cattedrale esisteva un tempo una cappella edificata da una nobile famiglia monregalese in onore del santo, che oggi non esiste più. L'unica testimonianza attuale della devozione a San Bernolfo è custodita in un reliquiario in argento che conserverebbe il suo capo.
Il culto a Priola
Il culto del santo era storicamente incentrato in una cappella situata a Priola, sorta vicino alla casina Saracina e non lontano da Mondovì. Questa cappella di Priola fu eretta proprio sul presunto luogo del martirio di Bernolfo. All'interno della chiesa si trovava una pittura risalente forse al tredicesimo secolo che raffigurava la morte del santo avvenuta per scorticamento. Nella medesima cappella di Priola era inoltre devotamente venerata una statua lignea che raffigurava Bernolfo vestito con i paramenti vescovili.
La vita e il martirio
La vicenda terrena di San Bernolfo si colloca in un'epoca segnata da grandi travagli, tra il nono e il decimo secolo. La tradizione, che tramanda di generazione in generazione il suo profilo spirituale, lo riconosce come un vescovo che ha guidato il gregge di Dio con dedizione, fino a incontrare la morte per mano dei saraceni. Il suo martirio rimane impresso non solo nelle narrazioni orali, ma anche nelle antiche testimonianze visive che ci sono pervenute. Una pittura risalente al tredicesimo secolo raffigura infatti il santo nel momento supremo della sua prova, mentre subisce il supplizio dello scorticamento, un'immagine che sottolinea la durezza del sacrificio compiuto per testimoniare la propria appartenenza a Cristo.
Sebbene le circostanze precise della sua nascita rimangano avvolte nel silenzio della storia, l'eco della sua vita ha trovato dimora stabile nel territorio di Mondovì. Qui, San Bernolfo è stato accolto come un protettore e un intercessore, capace di unire le genti nel ricordo della sua fedeltà. La sua presenza spirituale è un segno indelebile di come la santità sappia trasformare la storia locale in una pagina sacra, trasformando il dolore del martirio in una luce che ancora oggi illumina il cammino di chi cerca la verità.
Il culto e la memoria
Il culto di San Bernolfo ha trovato nel territorio di Mondovì e nelle zone limitrofe, come la località di Priola, un terreno fertile per la devozione popolare. Presso la cappella situata a Priola, il santo è stato venerato per secoli, divenendo un punto di riferimento spirituale per i fedeli che cercavano conforto nella sua intercessione. Questo legame profondo con il territorio ha portato, nel corso del tempo, a gesti solenni di venerazione e di custodia delle sue reliquie.
Un momento di particolare importanza per la storia del suo culto avvenne nell'anno millecinquecentoquattordici, quando le reliquie di San Bernolfo furono solennemente collocate nella cattedrale di Mondovì. Tale atto non fu soltanto una traslazione materiale, ma una conferma ufficiale della sua venerazione, che ha permesso di perpetuare la memoria del martire nel cuore della cattedra del vescovo. Ancora oggi, la liturgia e la preghiera mantengono vivo questo legame con il passato, onorando il martire in una celebrazione che rinnova il senso della sua testimonianza per le generazioni presenti.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Bernolfo?
La festa liturgica di San Bernolfo si celebra il ventiquattro marzo.