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14 luglio

San Camillo de Lellis

Sacerdote

San Camillo de Lellis

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la vita militare

Camillo de Lellis nacque vicino a Chieti in Abruzzo, precisamente a Bucchianico, il 25 maggio 1550. Era il secondo figlio, atteso per molto tempo, dei nobili Giovanni de Lellis e Camilla de Compellis. Fu battezzato col nome di Camillo in onore della madre, nome che significa ministro del sacrificio, rivelandosi fin da fanciullo vivace e irrequieto. Riuscì comunque a imparare a leggere e a scrivere prima che, a tredici anni, gli morisse la madre. Dopo questa dolorosa perdita, Camillo intraprese una vita vagabonda seguendo il padre, militare di carriera negli eserciti spagnoli. Iniziò così a frequentare le compagnie dei soldati, apprendendo il loro linguaggio e i loro passatempi, tra cui il gioco delle carte e dei dadi, mostrando una spiccata inclinazione ai vizi del mondo nella sua giovinezza.

Mentre si stava preparando e arruolando nell'esercito della Lega santa, gli morì improvvisamente il padre Giovanni, con il quale avrebbe dovuto imbarcarsi. A seguito di questo lutto gli comparve una dolorosa ulcera purulenta alla caviglia destra, forse causata da osteomielite, che si portò dietro per tutta la vita senza che l'afflizione lo abbandonasse mai. Questa grave ulcera lo costrinse a recarsi a Roma per il trattamento all'ospedale San Giacomo degli Incurabili. Parzialmente guarito, decise di fare il militare mercenario e fu mandato al soldo della Spagna prima in Dalmazia e poi a Tunisi con la seconda Lega. Fu congedato nel 1574, dopo aver perso ogni suo avere al gioco.

La conversione e il servizio ai malati

Dopo aver girovagato in cerca di elemosina, Camillo fu accolto dai Cappuccini di San Giovanni Rotondo a fare il manovale. La grazia di Dio raggiunse Camillo nel 1575, nel mese di febbraio, quando aveva quasi venticinque anni. Durante un viaggio al convento di San Giovanni Rotondo, incontrò un frate che lo prese in disparte per esortarlo a salvare l'anima, e fu trasformato dalle buone parole e dall'azione del Signore. Chiese allora di diventare cappuccino, ma fu dimesso per due volte dal convento a causa della piaga nella gamba rimasta aperta dai tempi delle scorribande militari. Per tale motivo fu ricoverato nuovamente nell'ospedale romano di San Giacomo. La piaga alla gamba si era estesa, riportandolo in quel luogo di sofferenza, ma stavolta con uno spirito del tutto diverso.

Durante questo secondo ricovero, Camillo si rese conto dello stato di abbandono e di miseria in cui versavano i malati, lasciati alla mercé di un personale indifferente e insufficiente. Negli ospedali dell'epoca i malati erano letteralmente abbandonati a se stessi. Iniziò allora a servire i compagni sofferenti con delicatezza e diligenza. Gli amministratori dell'ospedale, notando le sue doti, lo promossero responsabile del personale e dei servizi. Non riuscendo tuttavia a cambiare la situazione generale e strutturale dell'ospedale, ebbe l'ispirazione di convocare un gruppo di amici consacrati a Cristo Crocifisso per dedicarsi totalmente e senza riserve agli ammalati.

La fondazione dell'Ordine e le riforme ospedaliere

Dall'intuizione di unire la pregressa disciplina del soldato alla carità cristiana nacquero i Ministri degli Infermi. Nel frattempo Camillo trovava il tempo per studiare, e nel 1584 fu ordinato sacerdote a San Giovanni in Laterano. Non riuscendo a trasformare il San Giacomo, egli e i suoi compagni presero presto servizio nel grande ospedale o arcispedale di Santo Spirito a Roma. Tale istituzione era stata fondata nel 1204 come Hospitium Apostolorum da Papa Innocenzo III, il cui pontificato si era svolto dal 1198 al 1216. Papa Sisto V, che regnò dal 1585 al 1590, aveva provveduto a rinnovare e ingrandire l'ospedale di Santo Spirito, dove Camillo profuse ogni attenzione per i malati per ben ventotto anni.

Camillo era un uomo eminentemente pratico e semplice, non privo di cultura né di interessi. Nel suo apostolato educativo non ricercò squisitezze teoriche ma si servì di poche linee direttive, sorretto da un acuto discernimento dei cuori, da un grande buon senso e da una paterna dolcezza. Egli era un gigante di forza, di coraggio, di carità e di dolcezza. Camillo contemplava misticamente Gesù Cristo stesso nei malati e sosteneva fermamente che chi assiste il sofferente avrebbe dovuto farsi carico anche del suo spirito, oltre che della cura del corpo. Grazie alla sua opera tenace, riuscì a far esigere che le corsie fossero ben arieggiate, impose che ordine e pulizia fossero costanti, fece in modo che i pazienti ricevessero pasti salutari e dispose che i malati affetti da malattie contagiose venissero posti in quarantena.

L'approvazione pontificia e la croce rossa

Papa Sisto V approvò la Compagnia il 20 giugno 1586, concedendo a ognuno di portare l'abito nero come i Chierici Regolari e il privilegio di una croce di panno rosso sul petto come espressione della Redenzione. La figura del santo è emblematicamente legata a questa croce rossa. Padre Sanzio Cicatelli, primo biografo del Santo, riferì nel 1620 le tre ragioni per cui il padre volle che si portasse la croce nei vestimenti come impresa e insegna. La prima ragione era per fare distinzione dall'abito della Compagnia di Gesù. La seconda ragione era per far conoscere al mondo che i segnati da tale impronta di croce sono come schiavi venduti e dedicati al servizio dei poveri infermi. La terza ragione era per dimostrare che la religione è di croce, cioè di morte, di patimenti e di fatica, affinché chi vuole seguire tale modo di vita si presuponga di abbracciare la croce, abnegar se stesso e seguire Gesù Cristo fino alla morte. Il simbolo della croce rossa sul petto ricorda altresì il dono del Preziosissimo Sangue di Cristo.

Papa Gregorio XIV elevò successivamente la Compagnia ad Ordine religioso. L'8 dicembre 1591 il sacerdote e venticinque compagni fecero la prima professione dei voti. Per entrare a far parte dei Ministri degli Infermi erano necessari quattro voti: obbedienza, povertà, castità e il quarto voto consistente nella perpetua assistenza corporale e spirituale ai malati, ancorché appestati. I membri del gruppo formarono la Compagnia dei Ministri degli Infermi, destinati a diventare i Camilliani. I Ministri degli Infermi stabilirono il chiaro paradigma secondo cui il corpo viene prima dell'anima, il corpo serve per l'anima, e l'uno e l'altra appartengono a Iddio.

Gli ultimi anni e la posterità

Il sacerdote Camillo governò personalmente l'Ordine per un certo tempo e fondò Case in parecchie città d'Italia. Nel 1607 Camillo rinunciò a governare l'Ordine a causa di alcuni dissensi insorti tra i confratelli. Dopo il 1607 riprese a tempo pieno l'assistenza diretta ai malati, ai poveri e ai diseredati, nonostante fosse provato non solo dalla storica ulcera alla caviglia che non l'abbandonò mai, ma anche da patologie renali e gastriche. Nel mese di marzo del 1550, pochi mesi prima della sua nascita, moriva a Granada Giovanni di Dio, un altro grande santo della sanità, tracciando idealmente una via comune di dedizione ai sofferenti. Camillo chiuse la sua parabola terrena morendo a Roma il 14 luglio 1614. I suoi resti mortali sono sepolti nella piccola chiesa di Santa Maria Maddalena a Roma.

Don Camillo de Lellis venne beatificato nel 1742 e fu proclamato santo quattro anni dopo, nel 1746, da Papa Benedetto XIV. Leone XIII lo dichiarò patrono degli infermi e degli ospedali nel 1886. Pio XI lo proclamò patrono degli infermieri nel 1930. Paolo VI lo proclamò protettore particolare della sanità militare italiana qualche decennio più tardi. L'Ordine dei Camilliani ha avuto un progressivo sviluppo lungo quattro secoli di storia, pur avendo attraversato alcuni momenti difficili nel Settecento e nell'Ottocento. Nel tempo si sono formate comunità di religiose, le Ministre degli Infermi, e sono sorti in varie parti del mondo gruppi di laici, uomini e donne, che hanno fatto proprio il carisma e la missione di San Camillo. L'Ordine in testa e tutti i gruppi associati costituiscono oggi la grande Famiglia Camilliana.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Camillo de Lellis?

La festa liturgica di San Camillo ricorre il 14 luglio.

Di cosa è patrono San Camillo de Lellis?

San Camillo è patrono degli infermi, degli ospedali, degli infermieri e protettore particolare della sanità militare italiana.

San Camillo de Lellis, sacerdote, che, nato vicino a Chieti in Abruzzo, dopo aver seguito fin dall’adolescenza la vita militare ed essersi mostrato incline ai vizi del mondo, maturò la conversione e si adoperò con zelo nel servire i malati nell’ospedale degli incurabili come fossero Cristo stesso; ordinato sacerdote, fondò a Roma la Congregazione dei Chierici regolari Ministri degli Infermi. — Martirologio Romano