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martedì 14 luglio 2026 · Santo del giorno

San Camillo de Lellis

Sacerdote

San Camillo de Lellis

San Camillo de Lellis nacque a Bucchianico, in provincia di Chieti, il 25 maggio 1550, secondo figlio dei nobili Giovanni de Lellis e Camilla de Compellis. Battezzato col nome di Camillo in onore della madre, nome che significa ministro del sacrificio, fu un fanciullo vivace e irrequieto che imparò a leggere e a scrivere ma seguì ben presto la vita militare accanto al padre, soldato di carriera negli eserciti spagnoli. Dopo una giovinezza segnata dai vizi del mondo, dal gioco e da una dolorosa ulcera alla gamba, fu raggiunto dalla grazia di Dio nel febbraio del 1575 e si convertì profondamente. Dedicò il resto della sua esistenza alla cura materiale e spirituale dei malati, fondando la Compagnia dei Ministri degli Infermi e distinguendosi come il primo grande riformatore della professione infermieristica e dell'organizzazione ospedaliera.

La sua figura luminosa è emblematicamente legata alla croce rossa, simbolo del Preziosissimo Sangue di Cristo e del servizio incondizionato ai sofferenti. Ordinato sacerdote nel 1584, governò il suo Ordine religioso prima di tornare a tempo pieno tra i letti dei poveri e dei diseredati. Colpito da una persistente ulcera alla caviglia e da patologie renali e gastriche, morì a Roma il 14 luglio 1614, e i suoi resti mortali riposano nella piccola chiesa di Santa Maria Maddalena. Proclamato santo nel 1746 da Papa Benedetto XIV, dopo la beatificazione avvenuta nel 1742, è oggi invocato come patrono degli infermi, degli ospedali, degli infermieri e protettore particolare della sanità militare italiana.

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Gli altri santi di oggi

Beato Gaspare de Bono

Religioso

Il Beato Gaspare de Bono, nato a Valenza in Spagna nel 1530, è una figura luminosa che ha saputo trasformare il cammino della propria esistenza attraverso una conversione profonda. La sua giovinezza fu segnata dall'esperienza delle armi, avendo prestato servizio nelle milizie di Carlo Quinto a partire dal 1549. Durante le campagne militari condotte in Italia, Gaspare subì gravi ferite che segnarono il momento decisivo della sua vita: di fronte alla sofferenza e alla precarietà, egli formulò un voto di salvezza che lo condusse, una volta guarito, a cambiare radicalmente il proprio stato di vita per consacrarsi totalmente al servizio di Dio.

Entrato nell'Ordine dei Minimi, il Beato Gaspare de Bono fu ordinato sacerdote nel 1562. La sua dedizione e la sua maturità spirituale lo portarono a ricoprire incarichi di grande responsabilità all'interno della sua comunità religiosa, giungendo a essere nominato correttore provinciale dell'Ordine nel 1580. Egli è ricordato oggi come un uomo che, abbandonata la spada per seguire il Vangelo, ha saputo guidare i confratelli con saggezza e umiltà. La sua vita, conclusasi a Valenza nel 1604, rimane una testimonianza eloquente di come la grazia divina possa operare in ogni cuore, trasformando l'esperienza del dolore in una dedizione instancabile alla preghiera e al ministero sacerdotale.

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Beato Riccardo Langhorne

Avvocato, martire

Il beato Riccardo Langhorne visse nel diciassettesimo secolo, distinguendosi come un insigne avvocato cattolico nell'Inghilterra del suo tempo. Nato nel Bedfordshire intorno al 1624 da Guglielmo e Letizia Needham, intraprese con dedizione la carriera giuridica, divenendo il legale di fiducia di numerosi cattolici e della Compagnia di Gesù. La sua autorevolezza professionale non lo preservò tuttavia dalle tempeste politiche e religiose dell'epoca, che lo travolsero a causa di una falsa accusa di tradimento ordita durante la presunta congiura papista del 1678. Arrestato e sottoposto a una lunga e dura detenzione, mantenne intatta la sua integrità morale e la sua innocenza, rifiutandosi di cedere alle pressioni e ai tentativi di estorcergli false confessioni, fino al supremo sacrificio della vita sul patibolo a Tyburn.

Oggi il beato Riccardo Langhorne è ricordato come un luminoso testimone della fede e della giustizia, capace di offrire la propria vita in fedeltà alla coscienza e al Vangelo. La sua memoria liturgica si celebra il quattordici luglio, giorno del suo martirio. La sua figura continua a parlare ai credenti attraverso gli scritti composti durante i mesi trascorsi nelle prigioni di Newgate, che testimoniano una profonda vita spirituale e un saldo attaccamento alla verità. Riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa cattolica, la sua causa di beatificazione fu avviata da Leone XIII e si concluse sotto il pontificato di Pio XI con l'iscrizione nell'albo dei beati, consegnandone l'esempio alla venerazione dei fedeli di ogni tempo.

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San Francesco Solano

San Francesco Solano è una figura luminosa del sedicesimo e diciassettesimo secolo, un uomo che ha saputo incarnare la dedizione totale al Vangelo attraverso la missione apostolica. Nato a Montilla, in Andalusia, nel 1549, scelse di consacrare la propria vita a Dio entrando nell'ordine dei Frati Minori all'età di vent'anni. Il suo cammino spirituale lo portò lontano dalla terra natale, spingendolo nel 1589 verso le terre del Sud America, dove avrebbe speso il resto dei suoi giorni come instancabile sacerdote.

Egli è ricordato con profonda venerazione per il suo straordinario zelo missionario tra le popolazioni indigene del Perù e del Rio della Plata. La sua capacità di farsi comprendere da genti diverse, predicando in molteplici lingue, permise la conversione di migliaia di persone, rendendolo un vero apostolo del Nuovo Mondo. Oltre alla predicazione, la sua vita è un esempio di carità operosa, manifestata con particolare intensità durante le epidemie di peste, quando non esitò a spendersi personalmente per il conforto e la cura degli infermi, fino alla sua morte avvenuta a Lima nel 1610. La Chiesa lo riconosce come un modello di santità universale, canonizzato da Papa Benedetto Tredicesimo nell'anno 1726.

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Beata Angelina da Montegiove, detta anche da Marsciano, da Corbara o da Foligno

La Beata Angelina da Montegiove, conosciuta anche come Angelina da Marsciano, da Corbara o da Foligno, visse durante il quattordicesimo secolo lasciando un segno profondo nella storia della Chiesa e della vita religiosa femminile. Nacque nel 1357 nel castello di Monte Giove a Orvieto e, dopo aver affrontato la durezza della perdita dei propri cari in giovane età, seppe indirizzare la propria esistenza verso una totale dedizione alla fede e al servizio del prossimo. Fondatrice del Terz'Ordine regolare femminile, la sua opera si distinse per l'intuizione di una forma di vita religiosa aperta, vissuta nella preghiera, nella penitenza e nell'assistenza ai bisognosi senza l'obbligo della clausura. La sua guida carismatica seppe unire numerose comunità attraverso la nascita della Congregazione di Foligno nel millequattrocentoventotto, affrontando con umiltà e tenacia le incomprensioni del tempo e difendendo la libertà di una vocazione attiva nel mondo. La tradizione riferisce che nel milletrecentonovantadue, in seguito a un miracolo, la sua salma fu trovata intatta durante la ricognizione e in seguito custodita con devozione.

Il cammino delle sue sorelle conobbe in seguito alterne vicende, passando attraverso l'imposizione della clausura nel milleseicentodiciannove e la successiva ripresa della forma originaria di comunità aperta nel millenovecentotre grazie a una specifica dispensa. Il culto della Beata fu ufficialmente confermato l'otto marzo del milleottocentoventicinque, fissando la sua memoria liturgica al quattordici luglio. Il martirologio la ricorda in Umbria attestando il suo cammino di sposa rimasta vedova e consacrata per oltre cinquant'anni al servizio divino, attribuendole l'inizio dell'Ordine religioso delle Terziarie Francescane. Oggi il suo corpo incorrotto è meta di preghiera e di affetto spirituale nel monastero di Sant'Anna a Foligno, a testimonianza di una testimonianza evangelica che continua a fruttificare in Italia, in Brasile e in Madagascar.

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Beato Hroznata (Hrornata, Croznato)

Martire premostratense

Il Beato Hroznata nacque verso il 1160 a Teplá, in Boemia, da una delle famiglie più illustri del tempo. La sua giovinezza fu segnata da profondi dolori familiari, tra cui la prematura scomparsa della giovane moglie e dell'unico figlio. Figura di spicco e autorevole nella corte di Praga, Hroznata seppe tuttavia orientare il proprio cammino verso il servizio spirituale, fondando il monastero di Santa Maria a Teplá per i Canonici Premostratensi e, successivamente, quello di Chote_ov per le canonichesse. Dopo aver donato tutti i suoi beni alla comunità monastica, vestì l'abito dei Premostratensi, ordine fondato nel 1121 da San Norberto, e visse nel monastero come fratello laico, assumendo l'incarico di amministratore dei beni.

Nel corso del suo impegno per difendere le proprietà dell'abbazia dai soprusi, fu catturato dai briganti e incarcerato nel castello di Kinsberg. Nonostante le richieste di riscatto e i gravi maltrattamenti subiti, concluse santamente la sua esistenza terrena il 14 luglio 1217, morendo in carcere. Venerato fin da subito come martire, il suo culto fu solennemente confermato da Papa Leone XIII il 16 settembre 1897. Oggi la Chiesa lo ricorda come patrono dei perseguitati ingiustamente, affidandosi alla sua testimonianza di dedizione alla giustizia e alla fede.

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Beato Raffaele di Barletta

Il Beato Raffaele di Barletta è una figura luminosa di fede e di carità vissuta nel corso del sedicesimo secolo. Nato nel contesto marittimo di Cattaro, città costiera e importante centro economico e religioso della Dalmazia nel quindicesimo secolo che nel 1423 si sottomise liberamente alla signoria veneziana divenendo capoluogo dell'Albania veneta e conservando una larga indipendenza dall'Impero Ottomano grazie al legame con Venezia, porto vivace e ricco di commercianti, marinai, pescatori e predicatori itineranti del Vangelo, il futuro religioso intraprese un cammino che lo condusse sulla riva opposta dell'Adriatico, nel rinomato centro pugliese di Barletta. Di lui non si possiedono notizie biografiche precedenti a questo trasferimento, ma la sua esistenza successiva all'interno dell'Ordine Religioso dei Servi di Maria come fratello converso presso il Convento di Santa Maria della Croce, situato in una zona periferica della città, rifulse di virtù straordinarie. Le fonti descrivono Raffaele come un frate umile, modesto, pieno di carità e di zelo, capace di conquistare la stima e l'affetto della popolazione attraverso il suo servizio quotidiano.

Oggi la memoria liturgica del Beato Raffaele viene celebrata il quattordici luglio, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel mille cinquecento sessantasei. La sua testimonianza è ricordata per la dedizione assoluta ai poveri, lo spirito di penitenza e una profonda preghiera che lo accompagnarono fino al momento della morte, accolta con la consapevolezza mistica della sua imminenza. La devozione dei fedeli di Barletta e dei dintorni si manifestò fin dal giorno della sua scomparsa, quando moltissima gente accorse per venerare la sua salma rimasta esposta per tre giorni e per chiedere un pezzetto delle sue vesti come reliquia. La sua vita rimane un esempio limpido di povertà evangelica e di totale abbandono alla grazia divina.

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San Marciano di Frigento

Vescovo

San Marciano visse nel corso del quinto secolo, collocandosi in un tempo antico di fede e di grandi trasformazioni ecclesiali. Originario della Grecia e appartenente a una famiglia ricca, compì la scelta radicale di distribuire tutti i suoi beni ai poveri, agli orfani e alle vedove, abbracciando una profonda vita ascetica. Tale testimonianza di santità attirò l'ammirazione dei suoi connazionali e, per sottrarsi agli onori umani, egli decise di lasciare la propria terra d'origine per trasferirsi in Italia, stabilendosi a Frigento in qualità di eremita. In seguito, si recò a Roma insieme al suo amico Lorenzo, destinato alla consacrazione episcopale per la sede di Canosa. Fu in quella circostanza che il papa san Leone I scelse di eleggere Marciano vescovo di Frigento, sebbene gli studi storici successivi, tra cui quelli dello storico irpino Mongelli e del critico Lanzoni, abbiano aperto complessi interrogativi sulla reale natura di questa sede antica e sulla possibile identificazione con altri vescovi dei primi secoli.

Nel corso del suo ministero e della sua permanenza terrena, il santo operò vari miracoli che consolidarono la devozione popolare attorno alla sua figura. La memoria liturgica e il culto di san Marciano si articolano lungo diverse ricorrenze nel corso dell'anno, legate alla sua nascita al cielo, alle traslazioni delle reliquie e alle antiche tradizioni dei martirologi. Egli è ricordato con particolare venerazione a Frigento e a Taurasi, comunità che ne custodiscono la memoria attraverso chiese insigni, pregevoli opere d'arte sacra, reliquie insigni e attestazioni storiche risalenti al periodo medievale. La sua figura continua a rappresentare un punto di riferimento spirituale per i fedeli, che ne invocano la protezione e ne tramandano la memoria attraverso i secoli.

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Beato Michele Ghebre

Sacerdote e martire

Il Beato Michele Ghebre, nato nel diciassettecentonovantuno a Dibo in Etiopia, è una figura luminosa di fedeltà e di coraggio nella storia della Chiesa in Africa. Uomo di profonda cultura, formatosi nelle tradizioni del suo popolo, egli seppe accogliere la pienezza della fede cattolica con una dedizione che segnò profondamente il suo cammino terreno. La sua esistenza, spesa interamente nell'insegnamento e nella testimonianza del Vangelo, culminò in una prova suprema vissuta con mitezza e incrollabile fermezza.

Egli è ricordato oggi non soltanto come un dotto catechista e un collaboratore instancabile delle missioni, ma soprattutto come un martire che seppe offrire la propria vita in prigionia. La sua memoria rimane un esempio di coerenza per tutti coloro che cercano la verità, avendo egli sacrificato ogni conforto terreno per restare fedele alla luce che aveva riconosciuto come autentica. La Chiesa lo venera come un testimone della fede che, attraverso le sofferenze e il martirio, ha reso gloria a Dio nella sua terra etiope.

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San Vincenzo Madelgario

Sposo, monaco

Nella storia della cristianità si riscontrano casi mirabili in cui intere famiglie sono state elevate agli onori degli altari, e tra queste vi è quella di San Vincenzo Madelgario. Nato a Strépy, in territorio belga, nel corso del settimo secolo, egli visse inizialmente come un ricco signore di origine franca prima di compire le sue scelte definitive di fede. La tradizione agiografica tramanda vari elementi leggendari privi di fondamenti storici, tra i quali figurano la supposta origine guascogna, un viaggio in Irlanda e l'obbligo del matrimonio che gli sarebbe stato imposto dal padre.

Nel corso della sua esistenza terrena, tuttavia, sposò Valdetrude e insieme a lei generò quattro figli di nome Landerico, Aldetrude, Madelberta e Deutelino. Raggiunta la maturità familiare, i coniugi decisero di comune accordo di separarsi non appena i figli furono abbastanza grandi da provvedere a se stessi, così da potersi dedicare interamente al servizio di Dio nella vita religiosa. Valdetrude si ritirò a Mons, mentre Vincenzo fondò un monastero presso Haumont, dove divenne monaco assumendo il nome religioso di Vincenzo. Nel seicentocinquantatré si trasferì a Soignies, città di cui era signore, e vi fondò un secondo monastero. Presagendo la sua imminente morte, affidò la direzione del monastero di Soignies al figlio Landerico, vescovo di Metz, prima di concludere la sua vita terrena il quattordici luglio del seicentosettantasette circa, a Soignies in Austrasia, nel territorio dell'odierno Belgio.

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San Foca di Sinope

Vescovo e martire

San Foca visse e operò come vescovo a Sinope nel primo secolo dell'era cristiana, distinguendosi come forte difensore del suo popolo e meritando l'appellativo di avvocato. Egli offrì la propria testimonianza di fede subendo il martirio sotto l'imperatore Traiano, nel contesto delle accuse rivolte ai cristiani per la loro ostilità verso la sacralità dell'imperatore e dei simulacri pagani. Le fonti indicano come anno del martirio il 114 oppure il 117, avvenuto tramite il drammatico supplizio del bagno bollente.

La figura di San Foca è profondamente legata alla gente di mare, che lo invoca per propiziare un viaggio felice e contro i naufragi, trovando nei suoi attributi iconografici dell'àncora e del serpente i segni della sua protezione. Il suo culto si diffuse ampiamente in Occidente partendo da Antiochia e Costantinopoli, radicandosi profondamente anche nell'Italia del Sud attraverso il rito bizantino, e continua a vivere nella memoria e nella devozione delle comunità che portano il suo nome.

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Santi Rufino e Avenanzio

Eremiti venerati a Tortona

I Santi Rufino e Avenanzio sono due figure di eremiti profondamente venerate nella citta di Tortona e nella comunita di Sarezzano, di cui sono patroni. La loro memoria si inscrive nel contesto storico e spirituale compreso tra il quinto e il sesto secolo, un'epoca in cui il monachesimo delle origini e la vita anacoretica rurale trovavano particolare diffusione in regioni come la Francia meridionale, la Liguria e il Piemonte. La recente storiografia riconosce in san Rufino un sacerdote che, insieme ai suoi compagni tra cui Venanzio, diede inizio alla cura dell'evangelizzazione nelle colline a sud di Tortona. La loro azione si svolgeva in luoghi rurali e isolati, secondo una consolidata tradizione agiografica che vedeva nel mondo rurale un nuovo spazio di esperienze ascetiche.

Le loro venerate reliquie rimasero nascoste per lunghissimo tempo prima di essere ritrovate e traslate nella vecchia parrocchiale di Sarezzano, dove ricevettero la pubblica devozione dei fedeli. La festa liturgica dei santi e stata fissata nel quattordicesimo giorno di luglio, celebrata proprio nel giorno della loro invenzione. Di queste venerabili figure e della loro testimonianza di fede si parla anche nel volume Duemila anni di santità in Piemonte, a conferma di un legame spirituale che attraversa i secoli e continua a parlare alla comunita cristiana.

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San Ciro di Cartagine

Vescovo e martire

San Giusto

Martire

Sant' Ottaziano di Brescia

Vescovo

A Brescia, sant’Optaziano, vescovo, che sottoscrisse le lettere sinodali sulla fede cattolica riguardo all’Incarnazione mandate da Eusebio di Milano al papa san Leone.

San Giovanni Wang Guixin

Martire

Nella città di Nangong nella provincia dello Hebei in Cina, san Giovanni Wang Guixin, martire, che durante la persecuzione dei Boxer preferì morire per Cristo piuttosto che macchiarsi sia pure di una lieve menzogna.

San Liberto

Martire venerato a Saint-Trond

Santa Toscana

Vedova

A Verona, santa Toscana, che, alla morte del marito, distribuì tutti i suoi beni ai poveri e si dedicò incessantemente nell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme alla cura degli infermi.

San Marchelmo

Sacerdote e monaco

A Deventer in Frisia, oggi in Olanda, san Marchelmo, sacerdote e monaco, che, di origine inglese, fu sin dall’infanzia discepolo di san Villibrordo e suo compagno nelle opere sostenute per Cristo.

Beato Giorgio da Lauria

Mercedario

San Cynllo

Re

Beato Borromeo Borromei di Firenze

Francescano

Sant’ Ido

Vescovo

San Rolando di Chézery

Abate

Sante Deotila e Gertrude

Badesse di Blangy

Dal Martirologio Romano

San Camillo de Lellis, sacerdote, che, nato vicino a Chieti in Abruzzo, dopo aver seguito fin dall’adolescenza la vita militare ed essersi mostrato incline ai vizi del mondo, maturò la conversione e si adoperò con zelo nel servire i malati nell’ospedale degli incurabili come fossero Cristo stesso; ordinato sacerdote, fondò a Roma la Congregazione dei Chierici regolari Ministri degli Infermi. — Martirologio Romano