Santi Rufino e Avenanzio
Eremiti venerati a Tortona
Aggiornato il 22 luglio 2026
Le origini e l'opera di evangelizzazione
Secondo un'antica notizia tramandata dal Ferrari, i due eremiti sarebbero vissuti in un'epoca imprecisata a Sarezzano nei pressi di Tortona. La recente storiografia ritiene probabile che la cura dell'evangelizzazione nelle colline a sud di Tortona sia stata iniziata dal sacerdote Rufino. Il contesto territoriale suggerisce una condizione eremitica e ascetica del sacerdote Rufino insieme ai suoi compagni, tra cui Venanzio. Rufino e Venanzio svolgevano un'attivita di cristianizzazione in luoghi rurali e isolati, secondo una consolidata tradizione agiografica. L'azione di san Rufino e del compagno Venanzio si inserisce in una nuova attenzione verso il mondo rurale come luogo di esperienze anacoretiche. L'esperienza anacoretica rurale si caratterizza a partire dal quinto-sesto secolo in Francia meridionale, Liguria e Piemonte. Di Rufino e Avenanzio si parla nel volume Duemila anni di santità in Piemonte.
La memoria e le chiese di Sarezzano
I corpi di Rufino e Avenanzio rimasero nascosti per lunghissimo tempo prima di essere traslati nella vecchia parrocchiale di Sarezzano. Nella vecchia parrocchiale di Sarezzano i corpi erano venerati pubblicamente. La chiesa del castello era dedicata ai Santi Ruffino e Venanzio. Nel milleottocentocinquantacinque l'ex chiesetta del castello, gravemente danneggiata da un fulmine nel milleseicentodieci e in seguito ricostruita, fu elevata a parrocchiale. Negli anni cinquanta la chiesetta fu sostituita da un edificio di nuova costruzione ai piedi della collina del castello. Dopo la costruzione della nuova parrocchiale, l'antica plebs fu progressivamente abbandonata. A Rufino e Avenanzio e dedicata la chiesa di Sarezzano.
Il ritrovamento e i luoghi della devozione
La festa dei santi e stata fissata nel giorno della loro invenzione, celebrata il quattordici luglio. L'antica plebs viene aperta al culto solo in particolari occasioni, come la ricorrenza dei Santi Patroni. L'edificio antico, in stato di degrado, subi ulteriori danni con i terremoti del duemilatre. Durante gli scavi in loco sono emersi l'abside centrale affrescata, la cripta medievale e un ossario adiacente. Alcuni indicano l'ossario adiacente alla cripta come il luogo di sepoltura dei Santi Ruffino e Venanzio. I Santi Rufino e Avenanzio sono due eremiti venerati nella citta di Tortona.
Il cammino dell'eremo
Tra il quinto e il sesto secolo, in un'epoca segnata da profonde trasformazioni sociali e religiose, Rufino e Avenanzio scelsero di ritirarsi in luoghi remoti per vivere una vita eremitica e ascetica. La loro esistenza non fu segnata dal desiderio di visibilità, bensì dal proposito di una continua conversione del cuore attraverso il distacco dalle cose terrene e il raccoglimento profondo. In questo isolamento, essi trovarono la forza per farsi missionari nelle campagne a sud di Tortona, portando la luce del Vangelo tra le popolazioni rurali che abitavano quei territori.
La loro missione non fu dettata da ambizioni umane, ma dalla necessità di testimoniare la vicinanza di Dio anche negli angoli più sperduti della diocesi. Vissero in una costante dedizione alla preghiera, facendo della propria solitudine una forma di intercessione per tutti gli uomini. Il loro passaggio terreno, pur avvolto in un silenzio che la storia ha in parte conservato come segno di umiltà, ha lasciato un'impronta indelebile nella coscienza religiosa locale. La vita di questi due santi uomini ci interroga ancora oggi sulla capacità di ascoltare la voce di Dio nel silenzio, ricordandoci che la vera evangelizzazione nasce sempre da un incontro intimo e profondo con il Signore. Sarezzano e il tortonese conservano la memoria del loro transito, onorando in essi non solo dei maestri di spirito, ma dei padri nella fede che hanno saputo radicare il messaggio cristiano nella terra e nel cuore delle persone umili.
La memoria delle reliquie
Il legame tra i Santi Rufino e Avenanzio e la comunità di Sarezzano è stato rinsaldato nel tempo dal ritrovamento dei loro corpi. La scoperta di un ossario presso la cripta medievale di Sarezzano ha permesso di dare un volto tangibile alla devozione che per secoli è stata rivolta a questi eremiti. La successiva traslazione dei loro resti all'interno della vecchia parrocchiale ha costituito un momento fondamentale per la vita religiosa del paese, trasformando il luogo di sepoltura in un centro di preghiera e di memoria storica.
La celebrazione liturgica che si tiene ogni anno il quattordici luglio non ricorda solo la data dell'invenzione delle reliquie, ma rinnova l'invocazione verso questi protettori che, pur avendo scelto l'isolamento in vita, sono diventati un punto di riferimento comunitario. Il culto che circonda i Santi Rufino e Avenanzio testimonia come la santità, anche quella più nascosta e austera, non vada perduta ma continui a intercedere per i vivi. Ogni atto di venerazione presso la loro memoria è un gesto di gratitudine verso chi ha saputo seminare il Vangelo con la pazienza del tempo, offrendo alle generazioni successive un esempio di fedeltà che sfida l'oblio e invita alla perseveranza nella preghiera.
Domande frequenti
Quando si festeggiano i Santi Rufino e Avenanzio?
Si celebrano il quattordici luglio, nel giorno della loro invenzione.
Di cosa e patrono Sarezzano?
A Sarezzano i Santi Rufino e Avenanzio sono i santi patroni titolari della devozione locale.