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mercoledì 15 luglio 2026 · Santo del giorno

San Bonaventura

Vescovo e dottore della Chiesa

San Bonaventura

San Bonaventura da Bagnoregio, vissuto nel tredicesimo secolo, è stato una delle figure più luminose e feconde della storia della Chiesa. Vescovo, cardinale e dottore della Chiesa, egli ha saputo coniugare una profonda speculazione teologica con una sincera e umile adesione al carisma di san Francesco d'Assisi, guidando l'Ordine dei Frati Minori in un momento di delicata transizione.

La sua memoria è viva ancora oggi per la sapienza e la mitezza con cui seppe custodire la pace ecclesiale, lasciando in eredità scritti di altissimo valore spirituale e storico. Egli viene ricordato soprattutto per aver offerto alla cristianità la biografia ufficiale del Poverello d'Assisi, un'opera che ancora oggi orienta il cammino di quanti cercano Dio nella povertà e nella gioia del Vangelo.

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Gli altri santi di oggi

San Vladimiro (Basilio) di Kiev

Principe

Nel corso del decimo secolo, il principato russo di Kiev vive in un contesto prevalentemente pagano, fatta eccezione per alcuni gruppi cristiani di Variaghi di origine scandinava. In questa terra nasce intorno al 956 a Kiev, nell'odierna Ucraina, San Vladimiro, battezzato poi con il nome di Basilio. Egli è figlio illegittimo di Svjatoslav, a sua volta figlio di Igor primo e di Olga, la quale professava la fede cristiana mentre i discendenti erano rimasti legati al paganesimo. Escluso inizialmente dalla successione, nel 980 Vladimiro toglie il regno e la vita al fratellastro Jaropolk, il quale aveva in precedenza ucciso il fratello Oleg. Salito al trono, San Vladimiro viene chiamato il santo dalla voce popolare e dapprima appoggia i culti pagani, conducendo un'esistenza che la celebre Cronaca degli avvenimenti passati, documento attribuito al monaco Nestore di Kiev, descrive come violenta e sensuale. Le vicende della sua successiva conversione e della cristianizzazione dello Stato segnano profondamente la storia di questi popoli.

La svolta spirituale e politica del sovrano si compie attraverso un cammino complesso, che lo porta a interessarsi dapprima di ebraismo, islam e cristianesimo. Spinto dalla politica, San Vladimiro cerca l'alleanza con l'Impero cristiano di Costantinopoli, aiutandolo a domare una rivolta con l'invio dei suoi soldati. Salvato l'Impero, egli chiede in moglie la principessa Anna, sorella degli imperatori Basilio II e Costantino VIII, celebrando probabilmente le nozze già durante il conflitto. Di fronte al rifiuto di Basilio II di lasciar partire la principessa, nel luglio 989 Vladimiro occupa la città imperiale di Cherson in Crimea. Cedendo alle richieste, l'imperatore permette alla sposa di ricongiungersi con il principe. A Cherson, San Vladimiro riceve il battesimo, spendendo poi le sue forze a diffondere la retta fede tra i popoli a lui soggetti, e torna a Kiev come principe cristiano. Egli battezza il suo popolo come sovrano che comanda e non come apostolo che persuade, affrontando anche moti anticristiani scoppiati dopo il suo passaggio alla nuova fede.

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San Pompilio Maria Pirrotti

Padre Scolopio

San Pompilio Maria Pirrotti, nato a Montecalvo Irpino nel 1710, fu un insigne sacerdote appartenente all'Ordine degli Scolopi. La sua esistenza, spesa interamente nel diciottesimo secolo, si distinse per una dedizione instancabile al ministero della parola e alla cura dei più bisognosi, lasciando un segno profondo nel cuore di numerose comunità italiane. Uomo di fede cristallina, seppe coniugare la sapienza dottrinale con una carità operosa, capace di farsi conforto concreto nelle ore più buie della sofferenza umana e sociale.

Egli è oggi ricordato come un instancabile apostolo della carità, la cui missione si è estesa da Napoli fino alle terre di Puglia e d'Abruzzo. Il suo cammino terreno, culminato nel 1766 a Campi Salentina, resta una testimonianza luminosa di fedeltà al Vangelo. Canonizzato da Papa Pio Undicesimo il diciannove marzo 1934, San Pompilio Maria Pirrotti continua a essere invocato come intercessore e modello di umiltà, specialmente per la sua capacità di trasformare ogni prova in un atto di amore verso Dio e verso il prossimo, anche nelle circostanze più avverse.

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San Giacomo di Nisibi

Vescovo

San Giacomo di Nisibi visse nel quarto secolo in Mesopotamia, nell'odierna Turchia, ed è ricordato come il primo vescovo di quella comunità. La sua figura si staglia all'alba delle grandi controversie teologiche e dei conflitti geopolitici del suo tempo, offrendo l'immagine di un pastore che guidò e difese il proprio gregge con fermezza. Gli studiosi moderni, tra cui Paul Peeters e Gylbert Cuypers, hanno dedicato importanti analisi alle fonti storiche per distinguere i fatti documentati dai racconti leggendari, rilevando che i particolari biografici originari sono assai scarsi. Nonostante le difficoltà di ricostruzione storiografica, la figura di San Giacomo rimane saldamente legata alla terra di Nisibi, dove visse, operò e concluse i suoi giorni terreni nel corso del quarto secolo.

Nel corso della sua esistenza, San Giacomo partecipò al Concilio di Nicea nel 325, distinguendosi tra i difensori della fede ortodossa e ricevendo la testimonianza di san Atanasio. La tradizione e le cronache antiche gli attribuiscono un ruolo fondamentale nella guida spirituale e civile della sua città, culminato nella morte avvenuta nel 338 durante l'assedio di Sapore. Il suo culto si diffuse rapidamente in Oriente e in Occidente, radicandosi profondamente nella liturgia siriaca, bizantina, alessandrina e armena. Attraverso il tempo, le sue reliquie furono oggetto di traslazioni e ritrovamenti che alimentarono la memoria della sua intercessione protettrice, tramandando la testimonianza di un vescovo che rimase insigne difensore della sua gente.

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San Gumberto di Ansbach

Abate

San Gumberto, noto anche come Gumbert, Guntbert o Kunibert, visse nell'ottavo secolo in Franconia, regione che oggi si trova in Germania. Discendente della nobile famiglia Mattonen appartenente all'aristocrazia imperiale carolingia, egli scelse di consacrarsi alla vita religiosa. La data esatta della sua nascita non è conosciuta, ma la tradizione e le fonti storiche concordano nel delineare il cammino di fede di quest'uomo che seppe rinunciare alle ricchezze terrene per seguire il Vangelo. Il vescovo Burcardo di Würzburg fu il suo saggio direttore spirituale e gli insegnò che non si viveva bene tra le ricchezze mondane. Intorno al settecentocinquanta, oppure secondo alcuni nel settecentoquarantotto, Gumberto decise di abbracciare la vita monastica e di edificare un cenobio nella sua tenuta situata ad Ansbach, in Baviera, alla confluenza dei fiumi Rezat e Onoldsbach.

Egli fu il primo abate del monastero benedettino da lui fondato, un luogo di preghiera e di lavoro dove i monaci seguirono la regola benedettina basata sul celebre motto ora et labora. Il monastero fu edificato e dedicato a Santa Maria attorno al settecentoquarantotto, venendo poi posto sotto la protezione di Santa Maria e di San Salvatore. San Gumberto godeva di grande popolarità ed era ben conosciuto dal capitolo della cattedrale di Würzburg, tanto che nel settecentonovantaquattro fu eletto vescovo della città. Se in passato la sua elezione alla cattedra episcopale era considerata una leggenda, la storiografia moderna lo inserisce a pieno titolo nella cronotassi dei vescovi di Würzburg come vescovo eletto ma non ordinato, risultando il quarto vescovo della diocesi, collocato cronologicamente dopo il vescovo Bernolfo e prima di Luderico. Egli morì l'undici marzo del settecentonovantacinque, prima di poter ricevere l'ordinazione episcopale. Dopo la sua morte, la chiesa prese il nome del suo fondatore e la sua memoria rimase viva nei secoli.

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San Giuseppe Studita di Tessalonica

Martire

San Giuseppe Studita nacque a Costantinopoli verso l'anno settecentosessanta da una nobile famiglia profondamente radicata nella fede cristiana. Suo padre Fotino, che serviva come intendente delle finanze, scelse di dimettersi dalla carica pubblica nel momento in cui comprese che la permanenza a corte rappresentava un pericolo per la propria anima. Sua madre si chiamava Teoctista ed era sorella di san Platone, illustre abate che fu severamente perseguitato per aver difeso la rettitudine morale. Giuseppe crebbe insieme ai fratelli Teodoro ed Eutimio e alla sorella Teoctista in un clima di intensa dedizione spirituale curata in particolare dalla madre. Sotto la guida dello zio Platone, tutta la famiglia abbandonò la vita secolare per abbracciare la Regola monastica, trasformando la proprietà di Saccoudion in Bitinia in un monastero dove Giuseppe si distinse subito per il fervore e l'austerità della sua condotta.

Nel corso della sua esistenza, San Giuseppe affrontò molteplici persecuzioni e dure prove per la difesa della disciplina ecclesiastica, servendo la Chiesa come monaco, scrittore liturgico e vescovo di Tessalonica. Egli partecipò attivamente alle lotte contro l'adulterio imperiale e successivamente contro la furia degli iconoclasti, subendo lunghi anni di prigionia e di esilio rigoroso nelle isole dei Principi e in Tessaglia. La tradizione ricorda la sua morte avvenuta il quindici luglio dell'anno ottocentotrentadue, seguita dalla traslazione delle sue reliquie presso il monastero di Studion. La sua eredità spirituale perdura nei numerosi inni sacri, nelle omelie e nelle composizioni liturgiche create insieme al fratello san Teodoro per arricchire la preghiera della Chiesa.

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Sant' Atanasio di Napoli

Vescovo

Sant'Atanasio di Napoli visse nel nono secolo e fu uno dei più insigni vescovi della Chiesa napoletana. Nacque verso l'ottocentotrentadue dal duca Sergio primo e dalla nobile Drosa, ed ascese alla cattedra episcopale in giovanissima età, guidando la sua comunità con incrollabile fede in anni di grandi difficoltà politiche e spirituali. Afflitto dalle tribolazioni e duramente provato dal nipote Sergio secondo, che la tradizione ricorda come empio, il santo pastore difese strenuamente la libertà della Chiesa e la sacralità dei beni ecclesiali, subendo l'esilio e affrontando con coraggio persecuzioni e contrasti con l'autorità civile. La sua esistenza fu un luminoso esempio di austera dedizione alla preghiera, di amore per la liturgia e di profonda cura pastorale verso il clero, i monaci e i poveri.

La memoria di Sant'Atanasio è liturgicamente celebrata il quindici luglio, giorno in cui la Chiesa ne commemora il passaggio al cielo avvenuto a Veroli nell'ottocentosettantadue. Il suo nome figura nel Martirologio Romano come insigne vescovo a Napoli, e le sue sacre spoglie, dopo una complessa vicenda di traslazioni, riposano oggi nella cattedrale partenopea. La sua figura è tramandata dalla cronaca di Giovanni Diacono, contemporaneo del santo, e da una più ampia biografia anonima del decimo secolo, testimonianze preziose che attestano la santità di una vita spesa interamente per il gregge affidato alle sue cure e per la gloria di Dio.

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Beato Ceslao di Cracovia

Domenicano

Il Beato Ceslao di Cracovia è una figura luminosa del tredicesimo secolo, un uomo che ha saputo incarnare con dedizione e sapienza il carisma dell'Ordine dei Predicatori. Nato in Slesia intorno al millecentottanta, egli ha dedicato la propria esistenza al servizio di Dio come sacerdote, accogliendo con umiltà la chiamata alla vita religiosa dopo aver incontrato personalmente San Domenico di Guzman. La sua missione lo ha condotto attraverso diverse terre europee, rendendolo un testimone instancabile del Vangelo in un tempo segnato da grandi sfide spirituali e civili.

Egli è ricordato non soltanto per la sua solida guida come padre provinciale della Polonia, ma anche per il coraggio dimostrato in momenti di grave pericolo per il popolo, in particolare durante l'assedio di Wroclaw da parte dei tartari. La sua vita, conclusasi nel milleduecentoquarantadue, rimane un esempio di dedizione pastorale e di ferma speranza. Riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa con la conferma del culto da parte di Papa Clemente Undicesimo, il Beato Ceslao continua ad essere invocato come intercessore, custode di quella carità operosa che ha saputo testimoniare fino alla fine dei suoi giorni terreni.

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San Felice di Tubzak

Vescovo e martire

San Felice di Tubzak fu una luminosa figura di pastore nel corso del quarto secolo, un uomo che seppe testimoniare la propria fede con la fermezza del sangue. Nato nell'anno 247, egli esercitò il suo ministero episcopale con dedizione, ponendo la fedeltà al Vangelo sopra ogni altra autorità terrena. Il suo nome rimane scolpito nella memoria della Chiesa come esempio di integrità e di coraggio evangelico, in un tempo in cui la coerenza cristiana veniva messa alla prova dalle persecuzioni imperiali.

La sua memoria è indissolubilmente legata alla sua testimonianza finale, avvenuta a Cartagine nell'anno 303. San Felice è ricordato per il suo fermo rifiuto di cedere alle pretese delle autorità che esigevano la consegna dei testi sacri, atto che egli considerò un tradimento verso il mandato ricevuto. La sua fedeltà alla Parola di Dio, mantenuta fino al dono supremo della vita, continua a essere un richiamo per ogni credente a custodire con vigilanza il tesoro della fede, testimoniando la verità in ogni circostanza della propria esistenza.

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Beata Anna Maria Javouhey

Fondatrice

La Beata Anna Maria Javouhey, vergine e fondatrice, nacque a Jallongers vicino Seurre, in Francia, il 10 novembre 1779, ed è stata una figura straordinaria di evangelizzazione e promozione umana nel XIX secolo. Quinta di dieci figli, crebbe in un periodo di grandi sconvolgimenti sociali e di crisi religiosa derivati dalla Rivoluzione Francese. Dotata di un'intelligenza straordinariamente pratica, di una volontà di ferro e di una forte personalità, seppe leggere i segni dei tempi anticipando la creazione di Chiese locali e l'impegno missionario femminile. Il re di Francia Luigi Filippo, nel 1835, disse di lei: La signora Javouhey, ma è un grand'uomo. Papa Pio XI le conferì il titolo di prima donna missionaria per il suo impegno nell'evangelizzazione delle terre lontane.

Nel corso della sua vita percorsa da una dedizione totale a Dio e ai fratelli, madre Anna Maria fondò la Congregazione Cluniacense delle Suore di San Giuseppe, dedicata alla cura dei malati e alla formazione cristiana della gioventù femminile, diffondendola nelle terre di missione. Percorse quarantacinque mila chilometri attraverso i mari con i velieri dell'epoca, compiendo un'impresa considerata straordinaria per una donna di quei tempi. Si dedicò con tutte le forze alla promozione umana e cristiana della razza nera, comprese subito la necessità di un clero locale e fece preparare al sacerdozio i primi tre preti senegalesi, ordinati a Parigi nel 1840. Dopo aver speso ogni energia terrena, morì a Parigi il 15 luglio 1851 e fu seppellita a Senlis nella grande cappella della Congregazione. La causa per la beatificazione fu introdotta a Roma il tredici febbraio 1908, e fu beatificata il 15 ottobre 1950 in San Pietro da papa Pio XII.

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San Plechelmo

Vescovo missionario

San Plechelmo visse nel corso del settimo secolo ed è ricordato come un insigne vescovo missionario. Originario della Northumbria, egli rispose alla chiamata del Vangelo lasciando la propria terra d'origine per dedicarsi all'annuncio cristiano. La sua opera apostolica si svolse in comunione con altri santi pastori, portando la luce della fede alle genti della Bassa Mosa e della Frisia.

La sua memoria liturgica si celebra il quindicesimo giorno di luglio. San Plechelmo è venerato con profonda devozione per aver condotto una vita santa e per aver edificato la comunità cristiana in terre lontane, lasciando un segno duraturo nella storia della Chiesa nei Paesi Bassi.

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Beato Bernardo II di Baden

Margravio

Il Beato Bernardo di Baden, vissuto nel corso del quindicesimo secolo tra il 1428 e il 1458, fu un nobile laico tedesco la cui esistenza seppe coniugare l'alta diplomazia europea con una profonda ascesi cristiana e una dedizione totale alla pace. Nato nel castello di Hohenbaden da Giacomo primo margravio di Baden e da Caterina di Lorena, il giovane principe rinunciò a cariche e patrimoni per farsi messaggero di riconciliazione tra i popoli, spendendosi fino al contagio della peste e alla morte prematura avvenuta a Moncalieri.

Oggi il Beato Bernardo è ricordato non soltanto per la sua nobile stirpe imparentata con gli Asburgo, ma soprattutto per la fama di taumaturgo fiorita immediatamente durante il suo funerale e perpetuata attraverso i secoli. La tradizione cristiana ne custodisce la memoria liturgica il quindici luglio, celebrandone la figura di protettore del Granducato di Baden, della diocesi di Friburgo, di Moncalieri e di Vic, mentre la Chiesa cattolica ne attende la piena glorificazione attraverso il processo di canonizzazione attualmente in corso.

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Beato Ignazio de Azevedo e 38 compagni

Gesuiti, martiri

Il Beato Ignazio de Azevedo e i suoi trentotto compagni sono ricordati come i Martiri del Brasile del 1570, un gruppo di religiosi della Compagnia di Gesù originari del Portogallo e della Spagna. Guidati da un profondo zelo apostolico e dal desiderio di evangelizzare le popolazioni indigene, intrapresero un viaggio per mare verso le terre brasiliane, che si concluse tragicamente nell'Oceano Atlantico. A nove miglia dalla costa delle Isole Canarie, la loro nave fu assalita dai corsari ugonotti, protestanti seguaci di Calvino e protagonisti delle guerre di religione in Francia dal 1562 al 1598. Per odio alla religione cattolica, i missionari furono brutalmente massacrati a colpi di spada e lancia, immolando la propria vita senza aver mai messo piede a terra nelle Canarie. La loro testimonianza di fede estrema ha segnato profondamente la storia della Chiesa missionaria.

La memoria liturgica del beato Ignazio de Azevedo e dei compagni martiri si celebra il quindici luglio. Subito dopo il loro sacrificio, i quaranta gesuiti ricevettero una venerazione immediata in Brasile, dove furono proclamati Protettori del Brasile nel 1574 e celebrati solennemente a Bahia il quindici luglio dello stesso anno. Il loro culto, dopo alterne vicende che videro l'interruzione della devozione pubblica in seguito ai decreti di papa Urbano VIII nel 1625, fu confermato da un decreto di papa Pio IX l'undici maggio 1854. La loro straordinaria dedizione al Vangelo continua a ispirare i fedeli e a ricordare l'importanza dell'annuncio cristiano nel mondo.

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San Terenzio di Luni

Vescovo e martire

San Terenzo visse e operò come vescovo dell'antica Luni durante il settimo secolo. La tradizione agiografica e gli studi storici delineano la figura di un presule profondamente radicato nel territorio, appartenendo alla nobile famiglia romana dei Terenzi di Luni. Il suo episcopato si colloca cronologicamente tra quello dei vescovi Venanzio e Lucio. La memoria liturgica di San Terenzo è fissata al quindici luglio ed è celebrata con devozione dalla diocesi di La Spezia, Sarzana e Brugnato e dalla diocesi di Massa Carrara e Pontremoli, sebbene il suo nome non compaia all'interno del Martirologio Romano.

Il santo vescovo è ricordato soprattutto per la sua dedizione apostolica e per la generosa carità dimostrata verso i poveri. Durante il suo ministero tra i monti della Lunigiana, San Terenzo cercò probabilmente di convertire i Longobardi ariani. La sua esistenza terrena si concluse tragicamente con il martirio all'inizio del settimo secolo, consumato per mano di briganti o predoni vicino al torrente Lavenza, nei pressi della fortezza di Avenza e di Carrara. Nel corso dei secoli la sua figura e le sue spoglie sono state al centro di una complessa stratificazione di memorie storiche, devozione popolare e vicende di salvaguardia delle reliquie.

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Santa Valentina

Venerata a Nevers

Santi Bonosa, Zosima ed Eutropio

Martiri

Presso l’odierna Fiumicino, santi Eutropio, Zosima e Bonosa, martiri.

Santi Catulino e compagni

Martiri

Sempre nello stesso luogo, commemorazione dei santi Catulino, diacono e martire, in onore del quale sant’Agostino tenne un sermone al popolo, e altri martiri, che riposano nella basilica di Fausto.

Santi Filippo e dieci fanciulli

Martiri

Ad Alessandria d’Egitto, santi martiri Filippo e dieci bambini.

Sant' Abudemio

Martire

Nell’isola di Ténedo nel mare Egeo davanti alle coste dell’Ellesponto, sant’Abudemio, martire.

San Davide di Svezia (David di Vasteras)

Monaco e vescovo

A Västerås in Svezia, san Davide, vescovo, che, di nazionalità inglese, dopo essere divenuto monaco cluniacense, partì per convertire gli Svedesi a Cristo e, ormai anziano, morì piamente nel monastero da lui stesso fondato.

Sant' Ansuero di Ratzeburg

Abate e martire

A Ratzeburg nell’Alsazia, ora in Germania, sant’Ansuero, abate e martire, che fu lapidato con altri ventotto monaci dai Vinédi insorti contro i predicatori della fede cristiana.

Beato Michele Bernardo Marchand

Martire

In una galera ancorata al largo di Rochefort sulla costa francese, beato Michele Bernardo Marchand, sacerdote e martire, che, durante la rivoluzione francese, condotto prigioniero da Rouen su una sordida nave a causa del suo sacerdozio, morì su di essa di malattia.

San Pietro Nguyen Ba Tuan

Martire

Nella città di Nam Định in Tonchino, ora Viet Nam, san Pietro Nguyễn Bà Tuân, sacerdote e martire, che, detenuto in carcere per Cristo, morì oppresso dalla fame sotto l’imperatore Minh Mạng.

Sant' Andrea Nguyen Kim Thong Nam

Martire

Nella provincia di Mỹ Tho in Cocincina, ora Viet Nam, sant’Andrea Nguyễn Kim Thông Nam (Nam Thuông), martire, che, catechista, condannato dopo il carcere all’esilio sotto l’imperatore Tự Đức, legato con catene e caricato di una trave, portò a compimento durante il viaggio il suo martirio.

Beato Antonio Beszta-Borowski

Sacerdote e martire

Nella cittadina di Bielsk Podlaski in Polonia, beato Antonio Beszta-Borowski, sacerdote e martire, che, durante la guerra, fu arrestato da nemici della fede e morì fucilato per Cristo.

Beato Pietro Aymillo

Vescovo

San Felicissimo di Mosciano

Eremita

San Benedetto di Angers

Vescovo

Dal Martirologio Romano

Memoria della deposizione di san Bonaventura, vescovo di Albano e dottore della Chiesa, che rifulse per dottrina, santità di vita e insigni opere al servizio della Chiesa. Resse con saggezza nello spirito di san Francesco l’Ordine dei Minori, di cui fu ministro generale. Nei suoi molti scritti unì una somma erudizione a una ardente pietà. Mentre si adoperava egregiamente per il II Concilio Ecumenico di Lione, meritò di giungere alla visione beata di Dio. — Martirologio Romano