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15 luglio

Sant' Atanasio di Napoli

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e l'elezione episcopale

Le notizie sulla figura e sull'attività di Atanasio sono tramandate dalla biografia inserita nella cronaca di Giovanni Diacono, il quale era un contemporaneo del santo. Una seconda fonte fondamentale è costituita dalla più ampia Vita scritta da un autore anonimo del decimo secolo. Atanasio nacque verso l'ottocentotrentadue a Napoli. Suo padre era Sergio primo, duca di Napoli, mentre sua madre era la nobile Drosa. Fin da giovanissimo, Atanasio fu ammesso tra i chierici della chiesa di Santa Maria Maggiore ed in seguito fu posto direttamente alle dipendenze del vescovo Giovanni quarto. Il vescovo Giovanni quarto resse la diocesi tra l'ottocentoquarantatré e l'ottocentoquarantanove e prese Atanasio grandemente a cuore. Sotto la sua saggia guida, il giovane completò la sua formazione letteraria e spirituale, ricevendo l'elevazione agli ordini del suddiaconato e del diaconato. Giovanni Diacono rileva che Atanasio veniva venerato quasi come un vescovo già in gioventù a causa delle sue insigni virtù. Quando il vescovo Giovanni morì nell'ottocentoquarantanove, Atanasio fu eletto vescovo della città all'età di appena diciott'anni. Questa elezione fu concordemente decisa dal clero, dai duchi e dal popolo. Per ricevere la consacrazione episcopale, Atanasio si recò a Roma da papa Leone quarto. La solenne consacrazione avvenne nella basilica vaticana il ventidue dicembre dell'ottocentoquarantanove.

L'opera pastorale e liturgica

Nel suo ministero quotidiano, Atanasio condusse una vita molto austera. Egli dedicava alla preghiera, allo studio e alle penitenze tutto il tempo libero che gli avanzava dagli impegni pastorali. La tradizione riferisce che ogni giorno celebrasse due Messe: una Messa era offerta per i suoi particolari bisogni, mentre l'altra veniva celebrata per il suo popolo. Il vescovo ebbe grande cura dell'istruzione letteraria e teologica del suo clero, impegnando i sacerdoti nella trascrizione dei codici e istituendo scuole apposite per cantori e lettori. Giovanni Diacono precisa che Atanasio fece dono alla biblioteca dell'episcopato di tre codici contenenti le opere dello storico Giuseppe Flavio. Per accrescere il decoro del culto, stabilì che ogni giorno nella cattedrale fosse cantata la Messa da un gruppo di sacerdoti ebdomadari, sul modello di quanto si faceva a Roma nella basilica lateranense. Incaricò vari chierici come custodes con la specifica cura di diverse chiese e cappelle della diocesi. Atanasio restituì alla regolare disciplina religiosa il monastero del Santissimo Salvatore nell'Isola Megaride, affidando ai monaci ivi residenti anche la chiesa di Santa Lucia a Mare con le relative rendite. Fondò inoltre un monastero benedettino vicino alla basilica di San Gennaro extra moenia. Restaurò varie chiese e rinnovò un oratorio cubiculum dedicato a San Gennaro situato nelle adiacenze della cattedrale, ornandolo splendidamente. Arricchì la cattedrale di numerosa e preziosa sacra suppellettile, oltre che di arazzi di gran pregio. Curò con dedizione i bisogni temporali del suo clero, dei monaci e del popolo, e fu particolarmente munifico verso i poveri. A loro favore eresse un apposito ospizio per i poveri e per i pellegrini presso il vestibolo della cattedrale. Molti signori napoletani concorsero a dotare questa opera caritativa, spronati dall'esempio luminoso di Atanasio. Infine, il vescovo ottenne dal proprio padre che i possedimenti della estinta diocesi di Miseno fossero uniti alla mensa episcopale.

I rapporti con l'impero e con il clero

L'azione di Atanasio varcò i confini diocesani quando partecipò al sinodo romano dell'ottocentosessantuno, nel quale tenne il terzo posto tra i padri conciliari. Si recò più volte alla corte dell'imperatore Ludovico secondo, il quale conduceva una strenua campagna militare contro i Saraceni che infestavano l'Italia meridionale. Atanasio si fece apprezzare grandemente alla corte imperiale per la sua saggezza. I rapporti con l'autorità civile furono ottimi durante il governo del padre Sergio primo e del fratello Gregorio. Al contrario, i rapporti con l'autorità civile divennero molto tesi sotto il governo del nipote Sergio secondo. Il duca Sergio secondo giunse a spogliare di suppellettili preziose varie chiese e fu forse aspramente rimproverato per la sua pericolosa alleanza con i Saraceni. Questa alleanza è espressamente menzionata da Ludovico secondo in una lettera dell'ottocentosettantuno indirizzata all'imperatore Basilio e citata dal cardinale Cesare Baronio nei suoi Annales. In questo clima di forte tensione, il duca Sergio secondo arrivò ad arrestare Atanasio insieme agli altri zii. In seguito alla vigorosa reazione del clero, il duca liberò il vescovo dopo pochi giorni, pur continuando a controllarlo strettamente e facendosi promettere che Atanasio non si sarebbe allontanato dalla città. Davanti a questa prepotenza, Atanasio sigillò il tesoro della cattedrale e lanciò l'anatema contro chiunque avesse osato violarlo, rifugiandosi poi con alcuni chierici nel monastero del Santissimo Salvatore nell'Isola Megaride. Sergio secondo propose allora ad Atanasio di rinunziare al vescovado e di farsi monaco. Di fronte al netto rifiuto del vescovo, il duca ingiunse alle truppe di espugnare l'isola. Atanasio mandò prontamente un chierico a chiedere aiuto a Ludovico secondo, che era accampato nei pressi di Benevento. Marino, duca di Amalfi, giunse allora con la sua flotta nel golfo di Napoli per ordine dell'imperatore, liberando Atanasio e conducendolo alla corte imperiale. Frattanto, Sergio saccheggiò il tesoro della cattedrale e perseguitò numerosi ecclesiastici. Papa Adriano secondo inviò lettere di rimprovero al duca e al clero, tentando invano una conciliazione tramite Anastasio Bibliotecario e l'abate Cesario. Visto l'infruttuoso tentativo, papa Adriano secondo lanciò l'interdetto sulla città di Napoli e scomunicò il duca Sergio secondo.

L'esilio, il transito e le traslazioni

Mentre si susseguivano questi drammatici eventi, il duca di Benevento imprigionò a sorpresa l'imperatore Ludovico secondo. Atanasio poté allora rifugiarsi a Sorrento, dove era vescovo suo fratello Stefano. Successivamente, Atanasio si recò a Roma per ottenere l'assoluzione del suo popolo dall'interdetto pontificio. Raggiunse quindi in Sabina Ludovico secondo, che era stato liberato, insieme a Landolfo di Capua e agli apocrisari papali, e convinse l'imperatore a riprendere la difesa dell'Italia meridionale. Papa Adriano secondo invitò allora l'imperatore a riportare Atanasio sulla sua sede napoletana. Purtroppo, sulla via del ritorno, Atanasio si ammalò gravemente nei pressi di Veroli. Fu accolto nel monastero di San Quirico, che dipendeva dall'abbazia di Montecassino. In quel luogo, afflitto dalle tribolazioni ma saldo nella fede, Atanasio passò al cielo il quindici luglio dell'ottocentosettantadue, spegnendosi a Veroli tra i monti Ernici nel Lazio. Atanasio fu inizialmente sepolto nell'oratorio di San Pietro dell'abbazia di Montecassino. Nel frattempo, nell'ottocentosettasei papa Giovanni ottavo assolse dalla scomunica il duca Sergio secondo e promosse all'episcopato napoletano il suo omonimo fratello, noto come Sergio secondo di nome Atanasio secondo. L'anno seguente si procedette alla solenne traslazione delle spoglie mortali di Sant'Atanasio a Napoli. Il trentuno luglio dell'ottocentosettantasette, le spoglie furono collocate nell'atrio della basilica di San Gennaro extra moenia, precisamente nell'oratorio del vescovo San Lorenzo e vicino al sarcofago del venerato predecessore Giovanni quarto. Nel tredicesimo secolo, le reliquie di Sant'Atanasio furono nuovamente traslate per essere custodite nella cattedrale, dove vennero poste sotto l'altare della cappella del Santissimo Salvatore. Questa seconda traslazione nella cattedrale viene liturgicamente ricordata il cinque aprile. Ancora oggi, il capo di Atanasio è custodito con grande devozione in un prezioso reliquiario conservato nel Tesoro della Cattedrale di Napoli, a perenne memoria del suo santo ministero.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Atanasio di Napoli?

La festa di Sant'Atanasio è celebrata liturgicamente il quindici luglio, data in cui il suo nome figura nel Martirologio Romano.

A Napoli, sant’Atanasio, vescovo, che, dopo aver sofferto molto da parte del suo empio nipote Sergio, fu scacciato dalla sua sede e passò al cielo a Veroli tra i monti Ernici nel Lazio afflitto dalle tribolazioni. — Martirologio Romano