San Cataldo di Rachau
Vescovo
Aggiornato il 20 luglio 2026
Il cammino e il ministero
Originario dell'Irlanda, Cataldo abbracciò fin dalla giovinezza la vita monastica, divenendo monaco e successivamente abate del celebre monastero di Lismore. In questo luogo di preghiera e studio, egli formò lo spirito alla severa ascesi celtica, prima di essere chiamato all'episcopato e consacrato vescovo di Rachau. La sua sete di Dio e il desiderio di venerare i luoghi della redenzione lo spinsero in seguito a intraprendere un lungo pellegrinaggio nella Terra Santa.
Al ritorno da questo viaggio devoto, il disegno della Provvidenza lo condusse a Taranto. In questa città pugliese, Cataldo spese gli ultimi anni della sua vita terrena, lasciando un'impronta indelebile di santità. Lì si spense e fu sepolto nella cattedrale locale, dove il suo corpo rimase custodito nel silenzio dei secoli fino al prodigioso ritrovamento avvenuto nel 1094, quando le sue spoglie vennero identificate grazie a una piccola crocetta d'oro che recava il suo nome.
La memoria e il culto
La venerazione per san Cataldo si è radicata profondamente nel cuore dei fedeli tarantini fin dal momento del ritrovamento delle sue reliquie. Questo legame si è consolidato nei secoli, rendendolo il custode e il protettore della città. La sua figura di pastore venuto da lontano continua a ispirare una fede solida, capace di accogliere il prossimo e di camminare con speranza verso la patria celeste.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Cataldo?
La festa liturgica di San Cataldo si celebra ogni anno il 10 maggio.
Di cosa è patrono San Cataldo?
San Cataldo è il santo patrono della città di Taranto, dove sono custodite le sue spoglie.
Presso Taranto, san Cataldo, vescovo e pellegrino, che si ritiene venuto dalla Scozia. — Martirologio Romano