17 febbraio
San Constabile (Costabile)
Quarto Abate di Cava
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la formazione monastica
Le date biografiche indicate per San Constabile riportano la nascita a Tresino, in provincia di Salerno, negli anni 1069 o 1070, nel seno della nobile famiglia Gentilcore. All'età di soli sette anni, il fanciullo fu affidato dai genitori all'abate di Cava San Leone I. In quel luogo di preghiera e lavoro, San Constabile divenne monaco nella stessa abbazia, distinguendosi subito per un impegno encomiabile nell'osservanza della Regola benedettina. La sua condotta esemplare e la dedizione spirituale lo resero ben presto un punto di riferimento luminoso e un esempio luminoso per i suoi confratelli.
Il governo abbaziale
L'Abbazia della Santissima Trinità di Cava dei Tirreni fu fondata nel secolo undicesimo da San Alferio, primo abate morto nel 1050. A San Alferio successero San Leone I, abate dal 1050 al 1079, e San Pietro I Pappacarbone, che guidò il monastero dal 1079 al 1123. Durante questi decenni, l'abbazia si era ingrandita notevolmente. San Constabile, stimato per saggezza, fu incaricato dall'abate di importanti trattative di affari per la comunità. Il 10 gennaio 1118, San Constabile fu elevato da San Pietro I a suo coadiutore nel governo dell'abbazia con il pieno consenso dei monaci. Alla morte di San Pietro I, avvenuta il 4 marzo 1122, San Constabile gli succedette ufficialmente nella carica di abate. Nel 1123 fondò la cittadina di Castellabate nel Cilento, il cui nome lo indica chiaramente. La sua opera di governo si esplicò con amabilità e comprensione per ciascuno dei monaci e dei loro singoli problemi, senza mai far pesare la sua autorità. Per la sua straordinaria mansuetudine e carità verso tutti, San Constabile fu comunemente chiamato coperta dei fratelli.
Il transito e il culto
San Constabile morì il 17 febbraio 1124 a soli cinquantatré anni a Cava de' Tirreni. Le date biografiche complessive fissano il suo cammino terreno tra Tresino e Cava de' Tirreni. Fu sepolto nella parte della chiesa sovrastante la grotta Arsicia, luogo originariamente usato da San Alferio. Nel martirologio, San Constabile è ricordato nel monastero di Cava de' Tirreni in Campania. Le reliquie dei primi quattro santi abati, ovvero San Alferio, San Leone I, San Pietro I Pappacarbone e San Constabile, riposano oggi nella chiesa dell'abbazia all'interno della Cappella dei Santi Padri. Il ventuno dicembre 1893, papa Leone XIII riconobbe l'antichissimo culto tributato e il titolo di santo ai primi quattro abati dell'Abbazia della Santissima Trinità di Cava dei Tirreni. La tradizione riferisce che, dopo la sua morte, San Constabile apparve varie volte agli abati suoi successori, venendo in loro aiuto nelle contingenze più difficili. Si parla in particolare di interventi prodigiosi di San Constabile per la salvezza delle navi appartenenti alla celebre abbazia. Per tutto il Medioevo, egli fu ritenuto protettore dei marinai dell'abbazia. La festa di San Constabile ricorre liturgicamente il 17 febbraio. Egli è il patrono della cittadina di Castellabate nel Cilento e, dal 1979, è stato elevato a compatrono della diocesi di Vallo della Lucania.
Il cammino monastico
Il percorso di San Constabile ebbe inizio nel cuore del dodicesimo secolo. Nato a Tresino nel 1070, il giovane Constabile varcò giovanissimo la soglia del monastero di Cava de' Tirreni. Fu l'abate Leone Primo ad accoglierlo, guidando i suoi primi passi nella vita consacrata e plasmando la sua vocazione attraverso la disciplina e la preghiera quotidiana. La vita monastica divenne per lui la dimora dell'anima, un luogo dove il servizio a Dio si traduceva in obbedienza e umiltà.
Con il passare degli anni, la saggezza di Constabile divenne punto di riferimento per l'intera comunità. Nel 1118, la sua dedizione fu riconosciuta ufficialmente attraverso la nomina a coadiutore dell'abate Pietro Primo, un incarico che lo preparò alla guida spirituale e amministrativa dell'abbazia. Quando, nel 1122, egli assunse il ruolo di quarto abate di Cava, il suo operato fu orientato alla stabilità e alla crescita del monastero. Non fu un uomo chiuso entro le mura del chiostro, ma un pastore attento alle necessità del mondo circostante. La fondazione del borgo di Castellabate, avvenuta nel 1123, testimonia il suo impegno concreto per lo sviluppo civile e religioso dei luoghi affidati alla sua cura. La sua esistenza si concluse l'anno successivo, nel 1124, a Cava de' Tirreni, lasciando un'eredità di fede che i secoli successivi avrebbero custodito con devozione, fino alla solenne canonizzazione avvenuta per mano di papa Leone Tredicesimo nel 1893.
Il culto e la memoria
La figura di San Constabile continua a essere invocata con profonda venerazione dalle comunità che egli servì durante il suo ministero. La sua memoria liturgica si celebra il 17 febbraio, giorno in cui la Chiesa invita i fedeli a contemplare l'esempio di questo abate benedettino. La devozione verso il santo è particolarmente viva a Castellabate, borgo che egli stesso fondò e che oggi lo onora come suo speciale protettore.
Il legame tra San Constabile e la sua terra trova espressione anche nella protezione invocata dalla diocesi di Vallo della Lucania, che lo riconosce come patrono. Inoltre, la sua protezione è invocata con particolare fervore dai marinai dell'abbazia di Cava, i quali vedono in lui una guida sicura nelle tempeste della vita. La canonizzazione avvenuta nel 1893 ha sigillato il legame tra il santo e il popolo di Dio, rendendo il suo esempio un faro di luce che non si è spento con il passare delle epoche, ma che continua a orientare il cammino di chi cerca, nell'umiltà del servizio, la via verso il Padre.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Constabile?
La festa di San Constabile ricorre il 17 febbraio, giorno della sua nascita al cielo.
Di cosa è patrono San Constabile?
San Constabile è patrono dei marinai dell'abbazia, della cittadina di Castellabate nel Cilento e compatrono della diocesi di Vallo della Lucania.
Nel monastero di Cava de’ Tirreni in Campania, san Costabile, abate: per la sua straordinaria mansuetudine e la sua carità verso tutti fu comunemente chiamato “coperta” dei fratelli. — Martirologio Romano