25 luglio
San Cucufate (Cugat)
Martire a Barcellona
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini africane e il viaggio in Occidente
San Cucufate e Felice erano originari di Scillium in Africa. Entrambi appartenevano a famiglie nobili e godevano di grandi ricchezze materiali. La loro formazione culturale si compì a Cesarea di Mauritania, dove furono iniziati alla cultura letteraria. Quando giunse la notizia delle persecuzioni che insanguinavano le province orientali, i due giovani decisero di fuggire in Occidente imbarcandosi su alcune navi, adducendo apparenti motivi commerciali per giustificare la traversata.
La missione a Barcellona e la testimonianza
Sbarcati a Barcellona, i due compagni si resero conto che la persecuzione era imminente anche in terra spagnola. Da veri cristiani, scelsero di offrire tutti i loro beni ai poveri, dedicandosi interamente alle opere di misericordia e alla diffusione della fede cristiana. Successivamente Felice si spostò a Gerona in Catalogna, mentre Cucufate decise di trattenersi a Barcellona, dedicandosi apertamente alla predicazione del Vangelo. La predicazione di Cucufate fu accompagnata da numerosi prodigi che colpirono gli animi dei presenti.
Il martirio e i prodigi
San Cucufate fu infine arrestato per ordine del proconsole Galerio. Fu torturato selvaggiamente fino alla fuoriuscita degli intestini mentre continuava a invocare Dio. La tradizione riferisce che i dodici soldati incaricati di torturarlo rimasero improvvisamente accecati da un bagliore di fuoco, mentre lo stesso Galerio fu bruciato insieme agli idoli. Nel frattempo, Cucufate si ritrovò improvvisamente guarito. Al posto di Galerio subentrò il preside Massimiano, il quale gli inflisse vari ed inauditi tormenti. Anche in questa occasione Cucufate fu miracolosamente risanato. A quel punto intervenne Rufino, ufficiale del prefetto Daciano, che ordinò di farlo decapitare. Il corpo di Cucufate fu raccolto pietosamente dai cristiani e sepolto il venticinque luglio di un anno e luogo imprecisati. Il Martirologio ricorda san Cucufate a Barcellona come martire trafitto con la spada durante la persecuzione di Diocleziano, collocandone gli eventi tra Scillium in Africa e Barcellona all'inizio del quarto secolo.
La tradizione letteraria e le reliquie
La storia conservata su di lui si trova in un carme del poeta latino cristiano Aurelio Prudenzio, vissuto tra il trecentoquarantotto e il quattrocentocinque. Aurelio Prudenzio dedica a Cucufate l'illustre espressione che celebra la città di Barcellona resa fiera da questo martire. Non vi è certezza sul periodo esatto del suo martirio, e un autore anonimo compilò gli Atti del martirio nel secolo ottavo senza presentare elementi storici verificabili. Verso la metà del secolo ottavo l'abate Fulrado di San Dionigi riuscì a procurarsi le reliquie di san Cucufate. Fulrado portò le reliquie nel priorato di Lièvre in Alsazia, deponendole nella sua cella insieme a quelle di sant'Alessandro, prima che lo stesso abate Fulrado morisse nel settecentottantaquattro. Nell'ottocentotrentacinque le reliquie, o parte di esse, furono portate a San Dionigi per disposizione dell'abate Ilduino, e furono sistemate nella cripta della chiesa abbaziale di San Dionigi. Nei primi anni del secolo nono sorse vicino Barcellona, nel luogo chiamato Ottaviano, l'abbazia benedettina di San Cugat del Vallés. Nel milletrentanove furono riconosciute le reliquie di un martire sconosciuto come quelle di san Cucufate, alimentando il pensiero che in Francia fosse stato portato solo il capo del martire ucciso a Barcellona.
Il culto e la memoria artistica
Varie chiese sono dedicate a san Cucufate sia in Spagna sia in Francia. I Martirologi e il Martirologio Romano celebrano il santo il venticinque luglio, sebbene a Barcellona la celebrazione sia stata spostata al ventisette luglio per coincidere con quella di san Giacomo apostolo. Nel Museo dell'Arte Catalana di Barcellona è conservato un quadro del pittore Ajna Brù. Il quadro raffigura la decapitazione di san Cucufate mediante un coltellaccio, evidenziando con particolare intensità l'espressione perfida del boia.
Il cammino del martire
Il cammino di San Cucufate ebbe inizio tra le genti di Scillium, in Africa, in un tempo segnato dalla prova. Spinto dal desiderio di preservare la fede e di farla germogliare in nuovi territori, egli intraprese un lungo viaggio che lo condusse in Spagna, passando per Cesarea di Mauritania. Giunto a Barcellona, il santo si dedicò con fervore all'attività di predicazione cristiana, offrendo la propria voce e la propria vita per annunciare il messaggio di salvezza. La sua presenza, discreta ma risoluta, segnò profondamente il tessuto spirituale di quelle terre, estendendo il suo raggio d'azione anche verso Gerona. Tuttavia, la testimonianza pubblica del Vangelo non rimase priva di opposizioni in un tempo di persecuzione sistematica.
Sotto il proconsole Galerio, San Cucufate subì l'arresto e il peso di indicibili torture, volte a piegare la sua volontà e a recidere il suo legame con il Signore. Egli rimase saldo nella fede, affrontando ogni sofferenza con lo sguardo rivolto all'eterno. L'epilogo della sua esistenza giunse nell'anno trecentoquattro, quando, per ordine dell'ufficiale Rufino, fu condannato alla decapitazione. Il suo sangue, versato sulla terra di Barcellona, divenne seme di nuova vitalità per la Chiesa locale. Secoli dopo, la memoria del santo fu onorata attraverso la traslazione delle sue reliquie in Alsazia, opera dell'abate Fulrado, che le condusse presso Lièvre e il monastero di Saint-Denis. Questo spostamento fisico dei resti mortali non fece che dilatare il culto del martire, rendendo la sua testimonianza un patrimonio condiviso dalla cristianità, confermato dall'antichissimo riconoscimento del Martirologio Romano.
Il culto e la memoria
La venerazione verso San Cucufate si è conservata intatta attraverso i secoli, superando le distanze temporali e le trasformazioni della storia. Egli è riconosciuto come patrono della città di Barcellona, luogo che ha accolto il suo sacrificio e che ne custodisce la memoria con profonda devozione. Il culto del santo è un segno tangibile di come la testimonianza del martire non conosca oblio, ma si trasformi in una presenza spirituale che accompagna il cammino della comunità dei credenti.
La celebrazione liturgica, fissata per il venticinque luglio, invita i fedeli a riflettere sulla tenacia di chi ha saputo donare tutto per amore di Dio. A Barcellona, per una particolare coincidenza con la solennità di San Giacomo, la memoria del martire viene spostata al ventisette luglio, permettendo così alla cittadinanza di onorare degnamente il suo protettore senza sovrapposizioni. Tale attenzione liturgica testimonia quanto la figura di San Cucufate sia ancora oggi viva nel cuore dei fedeli, rappresentando un punto di riferimento saldo nella preghiera e nel ricordo della fedeltà cristiana.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Cucufate?
Il santo è celebrato il venticinque luglio. A Barcellona la celebrazione è stata spostata al ventisette luglio per coincidere con la festa di san Giacomo apostolo.
Di cosa è patrono San Cucufate?
Non sono menzionati specifici patronati nei dati storici disponibili.
A Barcellona in Spagna, san Cucufáte, martire, che, trafitto con la spada durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano, salì vincitore al cielo. — Martirologio Romano