16 ottobre
San Gallo
Eremita a Bregenz
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e il viaggio con san Colombano
San Gallo nacque in Irlanda verso la metà del sesto secolo, in un contesto di fervore monastico che caratterizzava l'isola. Accolto ancora fanciullo nel monastero di Bangor da san Colombano, secondo le tradizioni tramandate dalle Vitae fu ordinato prete per volere del suo abate prima di lasciare l'Irlanda. San Gallo fu uno dei dodici discepoli che accompagnarono san Colombano nel continente europeo, vivendo inizialmente a Luxeuil insieme al maestro. In seguito, san Gallo seguì san Colombano nei suoi spostamenti, in particolare durante l'esilio iniziato nel seicento dieci, condividendo fatiche e cammini. San Gallo e san Colombano giunsero insieme fino a Bregenz, sulle rive del lago di Costanza, dove il santo visse come sacerdote e monaco. Durante l'esilio a Bregenz, san Gallo mostrò grande zelo nel predicare alle popolazioni locali e nel distruggere gli idoli, propagando con dedizione il Vangelo nella regione di Arbon e Bregenz. Questa intensa attività di predicazione e la distruzione degli idoli attirarono a san Gallo l'inimicizia dei pagani del luogo.
La separazione e l'eremitaggio allo Steinach
L'episodio più noto della vita del santo è la separazione da san Colombano, avvenuta verso il seicento dodici quando quest'ultimo partì per l'Italia. Quando san Colombano si preparava alla partenza, san Gallo, ammalato, chiese il permesso di restare. San Colombano rimproverò san Gallo credendo che la malattia fosse un pretesto per evitare fatiche e pene, e per questo motivo gli vietò di celebrare la santa Messa per il resto della sua vita. A causa di tale divieto, san Gallo rimase molti anni senza celebrare l'eucaristia, accettando la prova con umiltà e spirito di penitenza. Successivamente, san Gallo fu avvisato miracolosamente della morte imminente di san Colombano e inviò un messaggero in Italia, a Bobbio, per chiedere l'assoluzione al maestro. Il messaggero tornò portando il perdono di san Colombano e il suo bastone abbaziale come pegno di riconciliazione. San Gallo si stabilì in Svevia ad ovest di Bregenz, presso la sorgente dello Steinach, insieme ad alcuni compagni, vivendo come eremita presso la sorgente dello Steinach con alcuni fedeli e insegnando ai suoi confratelli l'osservanza della regola monastica.
I prodigi, i rifiuti e il ritorno al Signore
La tradizione riferisce numerosi episodi straordinari legati alla vita solitaria del santo. Un giorno, mentre san Gallo era in preghiera, un orso si avvicinò per cibarsi dei resti del pasto e alimentare un piccolo fuoco. San Gallo tolse una spina dal piede dell'orso e l'animale lo aiutò a costruire il romitorio, un racconto che spiega perché l'iconografia rappresenta solitamente san Gallo accompagnato da un orso. In un'altra occasione, san Gallo liberò dal demonio la figlia del re di Francia Sigeberto. In segno di riconoscenza per questo beneficio, il re Sigeberto offrì a san Gallo una proprietà presso Arbon per fondarvi un'abbazia. Nonostante le grandi opportunità terrene, san Gallo rifiutò a due riprese il vescovato di Costanza e l'ufficio di abate di Luxeuil, preferendo la via dell'umiltà. Inoltre, san Gallo pronunciò un discorso conservato in occasione dell'intronizzazione di un suo discepolo nella cattedrale di Costanza. La morte di san Gallo avvenne verosimilmente tra il seicento trenta e il seicento quarantacinque in data indeterminata, sebbene alcune fonti indichino che morì attorno al seicento trenta a Bregenz in Svizzera, oppure che morì ad Arbon all'età di novantacinque anni, morendo riposando nel Signore in età quasi centenaria.
Le fonti storiche e la nascita dell'abbazia
Il documento più antico su san Gallo è un frammento della Vita datato da B. Krusch alla fine dell'ottavo secolo. Il monaco Vettino compose una seconda biografia di san Gallo tra l'otto cento sedici e l'otto cento ventiquattro, mentre Valafrido Strabone scrisse una terza Vita verso l'otto cento trenta quattro. Valafrido Strabone rimaneggiò inoltre una raccolta di miracoli composta dal monaco Gozberto il Giovane. Una Vita ritmica attribuita a Valafrido Strabone è in realtà opera di un autore anonimo del nono secolo, e i documenti successivi al nono secolo non aggiungono informazioni nuove su san Gallo. San Gallo fu sepolto ai piedi dell'altare del suo eremitaggio e, dopo la morte di san Gallo, fu edificata una chiesa sulla sua tomba. Prima del sette cento cinquanta la chiesa sulla tomba prese il nome di sancti Galluni ed era divenuta il centro di un'abbazia fondata da Otmaro. L'abbazia fu fondata cento anni dopo la morte del santo eremita e custodì i suoi resti e il suo culto. Nel nono secolo l'abbazia prese il nome di abbazia di San Gallo, pur non essendo stata fondata direttamente da lui. A partire dall'otto cento cinquanta quattro l'abbazia fu esente dalla giurisdizione del vescovo di Costanza, divenendo un centro di irradiazione spirituale e culturale per una vasta regione e un autentico principato monastico.
Il culto, le reliquie e la memoria liturgica
L'abbazia di San Gallo non poté resistere alla Riforma protestante e, nel sedicesimo secolo, le reliquie di san Gallo furono quasi interamente bruciate dagli Zwingliani, padroni della città sorta intorno al monastero. Nel diciottesimo secolo e nel diciannovesimo secolo la storia del luogo mutò profondamente: nel mille ottocento ventitré all'abbazia successe un vescovato che divenne completamente indipendente nel mille ottocento quarantasei. Il culto di san Gallo è tuttora vivo nell'est della Svizzera, nel sud-ovest della Germania e in Alsazia. Nel diciannovesimo secolo, precisamente nel mille novecento cinquanta, il vescovo di San Gallo portò a Luxeuil alcune reliquie del santo insieme a una statua offerta dagli abitanti svizzeri. In Baviera, a Füssen e a Kempten, si conservano ancora quelli che si credono i resti del bastone inviato da san Colombano. La festa di san Gallo è celebrata ancora oggi il sedici ottobre, ma la ricorrenza è storicamente celebrata anche il due febbraio. Usuardo inserì la festa di san Gallo al due febbraio, probabile data di una traslazione delle reliquie, e il Pidoux riferisce che in quel giorno i sacerdoti dell'abbazia celebravano tre Messe come a Natale.
Il cammino dell'eremita
La vicenda biografica di San Gallo si intreccia con i grandi movimenti monastici del suo tempo. Nato in Irlanda, il santo intraprese il viaggio verso il continente europeo, accompagnando San Colombano nella sua missione di evangelizzazione e di fondazione monastica. Dopo aver vissuto l'esperienza comunitaria a Luxeuil, San Gallo giunse nelle regioni attorno al lago di Costanza. In questo luogo, la sua vita subì una svolta decisiva: avvenne infatti la separazione dal suo maestro Colombano, evento che segnò l'inizio di un percorso solitario e profondamente radicato nel territorio.
Egli scelse di stabilirsi come eremita presso il fiume Steinach, in Svevia, in una zona allora selvaggia. Qui, in una capanna costruita con le proprie mani, San Gallo dedicò le sue giornate alla preghiera intensa e alla meditazione della Sacra Scrittura. La sua fama di santità crebbe rapidamente, attirando l'attenzione delle autorità ecclesiastiche dell'epoca. Tuttavia, egli manifestò una singolare libertà interiore rifiutando con ferma umiltà sia la proposta di assumere la guida della diocesi di Costanza, sia l'offerta di ricoprire il ruolo di abate nel monastero di Luxeuil, che pure conosceva bene. Egli comprese che la sua missione non risiedeva nel potere o nell'amministrazione, ma nella testimonianza silenziosa del deserto. La sua esistenza si concluse ad Arbon nell'anno seicentoquaranta, lasciando dietro di sé il ricordo di un uomo che aveva saputo rinunciare a tutto per seguire il Signore nell'ascesi. La sua vita rimane un richiamo costante alla sobrietà e al primato della vita interiore rispetto alle ambizioni del mondo.
Il culto e la memoria
La figura di San Gallo è venerata con devozione costante in tutta l'area mitteleuropea. La sua memoria liturgica principale ricorre il sedici ottobre, giorno in cui la Chiesa fa memoria del suo transito verso la vita eterna. Esiste inoltre una ricorrenza legata al due febbraio, data che ricorda la traslazione delle sue reliquie, momento significativo per la comunità dei fedeli che da secoli onora il santo eremita. La tradizione popolare, nel corso dei secoli, ha associato il nome di San Gallo alla protezione dei volatili e in particolare dei gallinacei, segno di una vicinanza spirituale che abbraccia non solo l'uomo, ma anche il mondo della natura e delle creature.
Il culto verso San Gallo non è mai stato soltanto una commemorazione del passato, ma un invito a riscoprire la bellezza della vita semplice. Attraverso la venerazione delle sue reliquie e la preghiera costante, i fedeli riconoscono in lui un intercessore capace di guidare nel cammino verso Dio. La testimonianza di questo eremita irlandese, capace di fondersi con la terra di Svevia che lo accolse, resta un pilastro della fede cristiana, un faro di umiltà che invita a cercare, tra le fatiche e i silenzi del quotidiano, la presenza benevola del Creatore.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Gallo?
San Gallo è celebrato il sedici ottobre e storicamente anche il due febbraio.
Di cosa è patrono San Gallo?
San Gallo è protettore dei volatili e specialmente dei gallinacei.
Presso Arbon nell’odierna Svizzera, san Gallo, sacerdote e monaco, che, accolto ancora fanciullo da san Colombano nel monastero di Bangor in Irlanda, propagò con dedizione il Vangelo in questa regione e insegnò ai suoi confratelli l’osservanza della regola, finché riposò quasi centenario nel Signore. — Martirologio Romano