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31 gennaio

San Geminiano di Modena

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e vocazione episcopale

San Geminiano nacque nel territorio modenese nel corso del quarto secolo. Gli studi più recenti collocano il suo episcopato tra il trecentoquarantadue e il trecentoquarantaquattro e il trecentonovantasei circa, sebbene la data esatta non possa essere stabilita con assoluta certezza. Egli era probabilmente di famiglia romana, come indica chiaramente il suo nome. Prima di salire alla cattedra episcopale, la tradizione attesta che fu diacono del vescovo Antonio. Alla morte di quest'ultimo, Geminiano gli successe per unanime designazione dei suoi concittadini. Tuttavia, per sottrarsi al gravissimo compito episcopale, Geminiano fuggì da Modena; raggiunto ben presto, dovette piegarsi al volere divino.

Il suo governo episcopale fu particolarmente fecondo secondo la tradizione, che attribuisce a lui la conversione totale della città al Cristianesimo e la consacrazione dei templi pagani al nuovo culto. Le notizie sulla sua opera trovano conferma nelle condizioni generali del quarto secolo, periodo in cui si realizzò la maturazione ambientale che rese il Cristianesimo preminente sul paganesimo. In questo contesto, Teodosio primo proclamò il Cristianesimo religione ufficiale dell'impero e bandì il culto pagano. Geminiano è presentato come uomo di molta preghiera e pietà, e viene ricordato il suo potere sui demoni.

Il concilio di Milano e i viaggi leggendari

La fama della sua santità portò il suo nome fino alla corte di Costantinopoli. La tradizione riferisce che si recò a Costantinopoli per ridonare la salute alla figlia dell'imperatore Gioviano. Tuttavia, l'episodio del viaggio a Costantinopoli è ritenuto leggendario perché ricorrente nella vita di altri santi del tempo. Allo stesso modo, è da ritenersi leggendaria la presenza di san Severo di Ravenna ai funerali di Geminiano, circostanza riferita nel Liber Pontificalis di Agnello di Ravenna.

Il patrono di Modena è con ogni probabilità il vescovo Geminiano che nel trecentonovanta fu presente al concilio dei vescovi dell'Italia settentrionale. Quel concilio fu presieduto da sant'Ambrogio per condannare l'eretico Gioviniano. Nella lettera sinodale di sant'Ambrogio a papa Siricio, tra le sottoscrizioni dei vescovi si legge la menzione di un presbitero che sottoscrisse per ordine e alla presenza del vescovo Geminiano. I dubbi che il Geminiano presente a Milano nel trecentonovanta fosse il vescovo di Alba sono superati dagli studi di Promis, De Rossi, Savio e Lanzoni, poiché nessun vescovo di nome Geminiano è conosciuto ad Alba in quel tempo. Il martirologio ricorda san Gimignano come vescovo a Modena che riportò la sua Chiesa dall'eresia ariana alla retta fede. La morte di san Geminiano è datata al trecentoquarantotto.

La desolazione dell'epoca e il sarcofago

Sant'Ambrogio descrisse lo stato di miserevole abbandono delle città dell'Emilia, tra cui Mutina, visitate da lui in una lettera ad Faustinum. La grandezza di Geminiano si manifestò proprio in mezzo alla desolazione dell'epoca. Questa desolazione è il motivo fondamentale del culto millenario e dell'antica liturgia modenese che lo invoca come difensore contro le avversità.

La ricognizione delle reliquie fu compiuta nel millenovecentocinquantacinque. Questa ricognizione ha permesso di constatare che il sarcofago attuale è certamente quello in cui fu originariamente deposto il corpo del santo dopo la morte. Il sarcofago presenta le caratteristiche e rispecchia le condizioni di decadenza della fine del quarto secolo. Tra il millecentottantaquattro e il millenovecentocinquantacinque non furono compiute altre ricognizioni, assenza dedotta dal silenzio delle cronache e dagli oggetti ritrovati nel sarcofago. All'interno di esso sono state ritrovate due piccole croci d'argento, un anello e circa settanta monete d'argento dell'epoca comunale anteriori al millecentottantaquattro; nel sarcofago non vi sono monete modenesi in circolazione solo dopo il milleduecento.

La traslazione e le testimonianze storiche

La Relatio translationis sancti Giminiani è un manoscritto del duce secolo conservato nell'Archivio capitolare, che descrive la traslazione e la ricognizione del corpo avvenute il trenta aprile e il sette ottobre dell'anno millecentosei. Alla traslazione e ricognizione del millecentosei erano presenti papa Pasquale secondo, Matilde di Canossa e tutta la cittadinanza modenese. Una successiva ricognizione fu compiuta da Lucio terzo il dodici luglio dell'anno millecentottantaquattro. Papa Lucio terzo si fermò a Modena in viaggio per Verona per consacrare il duomo. Un'iscrizione sulla parete esterna del duomo testimonia l'accoglienza del pontefice e la devozione al santo patrono.

La storia modenese è permeata dal ricordo di san Geminiano. I più antichi documenti dell'Archivio capitolare fanno continua menzione della Ecclesia sancti Geminiani. Il duomo di Modena, nel rifacimento iniziato nel millenovantanove, è chiamato Domus clari Geminiani. Il sigillo antico della comunità modenese e dell'Università recano l'immagine del santo, e le monete modenesi raffigurano costantemente il santo patrono.

Il culto e la festa

La devozione è grandemente diffusa nel modenese, a San Gimignano in Toscana, a Pontremoli e a Venezia. A Venezia sorgeva una chiesa dedicata al santo, rifatta dal Sansovino ed ora abbattuta. La festa si celebra il trenta gennaio, giorno anniversario della depositio, e si celebra anche il trenta aprile, anniversario della traslazione del corpo.

Domande frequenti

Quando si festeggia san Geminiano?

San Geminiano si festeggia il trenta gennaio, giorno anniversario della sua morte, e il trenta aprile, anniversario della traslazione del suo corpo.

Di cosa è patrono san Geminiano?

San Geminiano è patrono di Modena, San Gimignano, Pontremoli e Venezia.

A Modena, san Gimignano, vescovo, che riportò la sua Chiesa dall’eresia ariana alla retta fede. — Martirologio Romano