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31 gennaio

San Metras (Metrano) di Alessandria

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il contesto della persecuzione ad Alessandria

Nel corso del terzo secolo, precisamente nell'anno 249, la città di Alessandria d'Egitto fu teatro di una violenta persecuzione anticristiana. Tale movimento ostile ebbe inizio un anno prima dell'editto imperiale promulgato da Decio. L'ondata di intolleranza fu provocata da un personaggio anonimo, definito dal vescovo Dionigi di Alessandria come un profeta e un fabbricatore di mali. Questo individuo riuscì a riaccendere nei cittadini pagani l'ardore per la superstizione locale, spingendoli all'odio contro i credenti. Eusebio di Cesarea riporta una preziosa lettera del vescovo Dionigi indirizzata a Fabio vescovo di Antiochia, nella quale vengono narrati dettagliatamente gli episodi drammatici di quella persecuzione ad Alessandria. All'interno di questo clima di tensione e di aperto pericolo per la comunità cristiana si colloca la drammatica vicenda umana e spirituale di Metras.

Il martirio secondo la testimonianza di Dionigi

La fonte storicamente più affidabile sulla fine di Metras è costituita dalla lettera del vescovo Dionigi. I pagani alessandrini si impadronirono di un vecchio di nome Metras e gli ordinarono di pronunciare parole blasfeme. Davanti a questa ingiunzione empia, Metras si rifiutò con fermezza di obbedire. Per punire la sua resistenza, i pagani batterono il corpo del vecchio a colpi di bastone e trafissero il suo volto e i suoi occhi con aguzze canne. Successivamente, Metras fu condotto nei dintorni della città e brutalmente lapidato. Se la data tramandata dal Sinassario si rivela esatta, il suo martirio ebbe luogo il cinque ottobre dell'anno 249. La notizia dell'ottavo babàh accennava anche ad alcuni compagni di Metras, di cui però non si fa più alcuna menzione successiva nei resoconti storici.

Le varianti dei sinassari e le tradizioni orientali

Il Sinassario Alessandrino, redatto dal vescovo Michele di Atrib e Malig, commemore Metras l'otto babàh, corrispondente al cinque ottobre. Una seconda notizia inserita nella stessa opera riporta informazioni derivate da Eusebio con alcune varianti significative. Questa versione menziona il decreto di persecuzione di Decio, una denuncia specifica contro Metras per la sua fede cristiana e un interrogatorio del confessore dinanzi al prefetto della città. La narrazione descrive la coraggiosa confessione del vero Dio da parte di Metras, seguita dall'ingiunzione di sacrificare agli idoli accompagnata da lusinghiere promesse, minacce e tormenti. A causa della sua irremovibile fedeltà, il prefetto ordinò di fustigarlo, ricorrendo poi ad altri supplizi e alla prigionia prima di farlo trascinare fuori città per la decapitazione. Questa seconda notizia dipende probabilmente da una Passio andata perduta che aveva ampliato il nucleo storico originario. H. Delehaye ha accostato la notizia del Sinassario dell'otto babàh a quella del dieci misti, corrispondente al tre agosto, dedicata a un personaggio chiamato Matrà o Batta. Questa notizia del dieci misti colloca erroneamente il martirio sotto l'imperatore Decio e il vescovo Demetrio. Occorre ricordare che il vescovo Demetrio occupò la sede di Alessandria dal 193 al 231 ed è storicamente associato alla persecuzione di Settimio Severo. La notizia del dieci misti presenta un carattere fantastico e abbreviato, narrando che la causa del martirio fu un pio ladrocinio perpetrato da Metras su una statua d'oro di Apollo per fare delle elemosine. In quella versione leggendaria, Metras confessa il furto, subisce tormenti, riceve l'ausilio di un angelo, risana un cieco con il suo sangue e infine muore in cattività. Il confronto tra la lettera di Dionigi e le notizie dei sinassari suggerisce che i sinassari possono riferirsi a martiri autentici filtrati attraverso la lente deformante delle passiones. Inoltre, la traduzione geez del Sinassario Alessandrino conserva la commemorazione di Metras l'otto teqemt e il dieci nahasè, mentre il santo rimane totalmente sconosciuto ai sinassari bizantini.

La diffusione del culto nei martirologi occidentali

San Metras è comparso nei martirologi occidentali con il nome di Metranus a partire dalla seconda recensione di Floro. Quest'ultimo inserì la notizia del martire alla data del venti febbraio, riprendendo direttamente il passo della lettera di Dionigi. Successivamente, Adone riprese la notizia di Metras spostandola alla data arbitraria del trenta-uno gennaio. Usuardo mantenne la medesima data del trentuno gennaio per la commemorazione del santo. Il cardinale Cesare Baronio conservò il testo dei predecessori e mantenne San Metras al trentuno gennaio nel Martirologio Romano, attribuendolo però erroneamente al Martirologio di Beda. Attualmente, il Martirologio Romano commemora san Metrano come martire ad Alessandria d'Egitto sotto l'imperatore Decio, ricordando che fu ucciso per aver rifiutato di pronunciare parole empie attraverso percosse e lapidazione fuori dalla città.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Metras?

San Metras è commemorato il trentuno gennaio nel Martirologio Romano, mentre il Sinassario Alessandrino lo ricorda l'otto babàh, corrispondente al cinque ottobre, e la traduzione geez lo ricorda l'otto teqemt e il dieci nahasè, oltre a un'ulteriore memoria fissata al tre agosto.

Commemorazione di san Metrano, martire ad Alessandria d’Egitto, che sotto l’impero di Decio, non avendo voluto, su ingiunzione dei pagani, pronunciare parole empie, fu ferocemente colpito dagli astanti e poi lapidato fuori della città. — Martirologio Romano