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7 aprile

San Giorgio di Militene

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il cammino ascetico e l'episcopato a Mitilene

La giovinezza di San Giorgio fu segnata da una precoce e profonda maturità spirituale. Nato in Asia intorno al 776 da genitori ricchi e timorati di Dio, a diciassette anni compì la scelta radicale di spogliarsi di ogni avere per donarlo ai poveri, varcando la soglia di un monastero. Questo primo distacco dal mondo non esaurì il suo desiderio di silenzio e solitudine, spingendolo due anni dopo a trasferirsi a Mitilene, nell'isola di Lesbo, nel Mar Egeo. Qui visse per sei anni come anacoreta, nutrendo la propria anima nella preghiera continua e nella penitenza. La fama della sua virtù e della sua dedizione spinse il clero locale, nel 804, a eleggerlo all'unanimità vescovo della città, sebbene avesse solo ventisette anni. Per nove anni fu pastore saggio e vigilante della Chiesa di Mitilene, perseverando senza sosta nella penitenza e nella carità verso il prossimo.

La persecuzione iconoclasta e la testimonianza nell'esilio

Il ministero di San Giorgio conobbe una svolta drammatica quando le vessazioni del governatore, intorno all'anno 813, lo costrinsero a recarsi a Costantinopoli allo scopo di difendere i diritti della Chiesa di Mitilene. Giunto nella capitale, fu trattenuto dal patriarca Niceforo e assistette all'ascesa al trono dell'imperatore Leone V l'Armeno. Con l'inizio del nuovo regno si scatenò nuovamente la persecuzione iconoclasta e il santo vescovo non esitò a schierarsi apertamente con il patriarca per difendere il legittimo culto delle sacre immagini. Tale posizione intransigente gli valse la fustigazione e, nel 815, la condanna all'esilio in un'isola lontana. Reso impossibile l'esercizio della cura pastorale, San Giorgio tornò alla vita solitaria dell'anacoreta. Le fatiche e le pratiche ascetiche indebolirono progressivamente il suo fisico e, dopo una lunga malattia, egli morì il sette aprile dell'anno 820 o 821.

Il culto, le fonti e le reliquie

Dopo la morte, le spoglie del vescovo furono dapprima sepolte provvisoriamente. Con il successivo ritorno della pace religiosa, le sue sacre reliquie furono solennemente traslate a Mitilene, al tempo del patriarca San Metodio. La sua biografia originaria attesta che sulla sua tomba si verificarono parecchi miracoli per intercessione del santo. Nel corso dei secoli, talune fonti e in primis i sinassari bizantini hanno ipotizzato l'esistenza di due santi omonimi vescovi della medesima città, prevedendo persino una festa aggiuntiva il sedicesimo giorno di maggio oltre a quella principale del sette aprile. Tuttavia, in mancanza di fonti certe, gli storici ritengono che sia esistito un unico vescovo di Mitilene di nome Giorgio. Il martirologio colloca oggi la sua memoria a Mitilene, nell'isola di Lesbo, rammentando a tutti i fedeli le sofferenze affrontate sotto l'imperatore Leone l'Armeno per la custodia del culto delle sacre immagini.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Giorgio di Militene?

La sua memoria liturgica si celebra il sette aprile, mentre i sinassari bizantini prevedono una festa aggiuntiva anche il sedicesimo giorno di maggio.

Qual è il luogo ricordato dal martirologio per la sua memoria?

Il martirologio colloca la sua memoria a Mitilene, sull'isola di Lesbo, ricordando le sofferenze patite sotto l'imperatore Leone l'Armeno.

A Mitilene sull’isola di Lesbo, san Giorgio, vescovo, che patì molto sotto l’imperatore Leone l’Armeno per il culto delle sacre immagini. — Martirologio Romano