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7 settembre

San Giovanni da Lodi

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la formazione nell'undicesimo secolo

San Giovanni da Lodi nacque nell'undicesimo secolo, precisamente intorno al 1025, nell'antica città di Laus Pompeia. Nella sua città natale ricevette un'ottima preparazione culturale che avrebbe segnato profondamente il suo cammino umano e spirituale, valendogli più avanti il titolo di il grammatico. Sin da ragazzo Giovanni si mostrò molto serio, caritatevole, pio e virtuoso, manifestando una spiccata attenzione per la coerenza evangelica. Dimostrò una ferrea fermezza nel richiamare gli amici ad una condotta di vita cristiana, testimoniando la fede senza compromessi. Giovanissimo e animato da un austero spirito di penitenza, era solito dormire presso una chiesa in Lodi Vecchio sulla nuda terra, usando poggiare il capo sulla ruvida pietra durante il riposo notturno.

L'incontro con San Pier Damiani e la vocazione eremitica

Nel 1059 il Papa inviò il celebre monaco San Pier Damiani, cardinale e vescovo di Ostia, a Milano per risolvere alcune questioni ecclesiastiche di rilievo. Nell'ultima tappa del suo viaggio verso Mediolanum, il santo prelato fece una sosta a Lodi Vecchio. Proprio in quel contesto, a Lodi Vecchio, San Pier Damiani si scontrò con il clero lodigiano uxorato. È assai probabile che in tale occasione il giovane Giovanni abbia aperto il suo cuore a Pier Damiani, trovando in lui una guida sicura. Non molto tempo dopo quell'incontro decisivo, Giovanni entrò nel monastero camaldolese di Fonte Avellana. Il monastero di Fonte Avellana si trova immerso nella natura alle pendici del Monte Catria. Il santo si ritirò in quel luogo di silenzio con il consenso del pontefice per riprendere la vita eremitica. Il priore della comunità nutrì un profondo affetto per il novello monaco Giovanni, un sentimento documentato da una speciale dedica a lui rivolta. La dedica definiva Giovanni non più Laudense ormai e uomo degno di ogni lode, inserendo al contempo una nota polemica non velata verso i sacerdoti lodigiani ribelli.

Il lavoro di amanuense e la collaborazione con il maestro

Giovanni visse come eremita esemplare e ricevette ben presto l'ordinazione presbiterale per il servizio dell'altare. Viveva in una celletta vicina alla chiesa, rinnovando lo stile di vita ritirato che già conduceva nella sua città. Era solito praticare frequenti digiuni e continue penitenze, camminando scalzo anche durante la stagione invernale. Nonostante la solitudine eremitica, proseguì nell'importante ruolo di pacificatore dei confratelli in lite, attitudine che coltivava sin da fanciullo. Era un uomo di grande preghiera e contemplazione. Appena terminate le orazioni, si cimentava al lavoro manuale con grande impegno e dedizione. Allo scrittoio lavorava di suo pugno i testi e divenne un eccellente amanuense. L'antica cultura e la nuova abilità di trascrittore gli guadagnarono presto la fiducia incondizionata dei confratelli. Divenne infatti correttore dei codici copiati dagli altri monaci e fu nominato in seguito supervisore di tutti i libri e manoscritti prodotti nell'eremo. San Pier Damiani era solito far rileggere i propri scritti ad alcuni abati e vescovi suoi amici. Accortosi dell'erudizione e della straordinaria preparazione di Giovanni, San Pier Damiani gli domandò di correggere la sua corrispondenza e di fargli da segretario. Morto San Pier Damiani, il fedele discepolo ne scrisse la Vita per tramandarne la memoria e raccolse nella Collectanea i commenti biblici del maestro.

Il priorato e la carità eroica nella carestia

Tra il 1082 ed il 1084 Giovanni divenne priore della comunità monastica. Un secondo mandato da priore gli venne affidato dal 1100 al 1101, in un momento particolarmente difficile. Quel secondo mandato si svolse infatti in un terribile periodo di carestia che colpì l'Italia intera, mettendo a dura prova la sopravvivenza della popolazione. Giovanni si dedicò completamente e senza riserve ai poveri che bussavano alla porta dell'eremo in cerca di aiuto. Quando non gli rimase più nulla da distribuire, nonostante fosse ormai anziano ed acciaccato, scese di persona in Puglia. La Puglia era allora considerata il granaio d'Italia per la generosità dei suoi raccolti. Risalì carico di cereali per i suoi poveri dopo essersi spogliato di qualsiasi bene personale. Per questo gesto di radicale dedizione, meritò di essere paragonato ai grandi santi della carità quali Pietro telonario e Paolino da Nola. Pietro telonario e Paolino da Nola erano infatti arrivati al punto di vendersi come schiavi pur di guadagnare qualcosa per soccorrere i miseri.

L'episcopato a Gubbio e la nascita al cielo

Nel 1104, quasi ottantenne e malandato in salute, Giovanni fu eletto vescovo della vicina Gubbio. Ricevette la consacrazione episcopale per assumere la guida spirituale della diocesi. Nella città umbra mostrò la sua immensa carità difendendo i contadini dalle angherie dei feudatari con le poche forze superstiti. Morì dopo pochi mesi il 7 settembre 1105, carico d'anni e circondato dall'affetto del popolo eugubino che aveva imparato a riconoscerne la santità. Il suo corpo è conservato nella cattedrale della città umbra ed è tuttora oggetto di venerazione da parte dei fedeli nella cattedrale di Gubbio. Il Martyrologium Romanum commemora il santo vescovo nell'anniversario della sua nascita al cielo. Il martirologio ricorda san Giovanni da Lodi a Gubbio in Umbria come vescovo e compagno di san Pier Damiani nelle sue missioni diplomatiche.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Giovanni da Lodi?

Si festeggia il 7 settembre, giorno in cui la Chiesa ne commemora la nascita al cielo.

Di cosa è patrono San Giovanni da Lodi?

Le fonti biografiche storiche non menzionano specifici patronati per San Giovanni da Lodi.

A Gubbio in Umbria, san Giovanni da Lodi, vescovo, che fu compagno di san Pier Damiani nelle sue missioni diplomatiche. — Martirologio Romano