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27 febbraio

San Giovanni di Gorze

Abate

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la conversione

Il santo nacque in Lorena da una famiglia di agricoltori agiati. Compí i primi studi a Metz e a Saint-Mihiel senza grande ardore. Alla morte del padre, ancora adolescente, dovette occuparsi dell'amministrazione dei beni familiari. Quando i fratelli poterono assumersi l'incarico dei beni, fu insediato come curato di una chiesa da un signore vicino detentore del diritto di nomina. Entrò in seguito in contatto con il monastero femminile di San Pietro di Metz. Avendo notato che la giovane monaca Grisa indossava un cilicio, si consacró egli stesso alla penitenza e allo studio. Insieme ad alcuni compagni decise di condurre una vita monastica regolare in un contesto di generale rilassamento. Desiderava stabilirsi nell'Italia meridionale ma non poté farlo.

La restaurazione dell'abbazia di Gorze e la missione diplomatica

Nel 933 ricevette da Adalberone, vescovo di Metz, l'abbazia di Gorze che all'epoca era quasi abbandonata. Einoldo, arcidiacono di Toul, divenne abate del monastero restaurato mentre Giovanni svolse la funzione di cellerario. Nei documenti d'archivio Giovanni si firmava come portarius nel 945 e come propositus nel 949. Riuscí a ristabilire la prosperità materiale dell'abbazia dedicandosi a una vita severa pur trattando con dolcezza i deboli e gli ammalati. Nel 953 l'imperatore Ottone I lo inviò in missione diplomatica presso il califfo di Cordova Abderrahman III. La missione diplomatica a Cordova duró tre anni.

Il generalato, la morte e la memoria storica

Alla morte di Einoldo avvenuta nel 967 Giovanni divenne abate dell'abbazia di Gorze. La data della morte di Einoldo è stabilita al 967 e non nel 959 come sostenuto da D. Dummler e Sackur, poiché i documenti del 960 e del 967 riportano ancora il suo nome. Continuó a condurre una vita di austerità anche dopo essere diventato abate. Morí il 7 marzo 976 all'inizio della Quaresima e piú precisamente la domenica di Quinquagesima. La morte non avvenne nel 973 come si era creduto in precedenza, poiché Giovanni viene ancora menzionato il 2 e il 22 giugno 975. Il suo successore Odelberto è citato nei documenti a partire dal 977. Giovanni ricevette il titolo di beato e di santo. Dopo il Ménard il suo nome è iscritto nei martirologi benedettini alla data del 27 febbraio. La sua biografia fu scritta dal suo amico Giovanni di San Arnolfo di Metz. La Vita scritta da Giovanni di San Arnolfo è un'opera incompiuta ma dotata di un valore storico sicuro. La morte di Giovanni è descritta nel prologo della sua biografia.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Giovanni di Gorze?

Il santo è ricordato nei martirologi benedettini alla data del ventisette febbraio.