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3 aprile

San Giovanni I di Napoli

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il ministero episcopale e la cura del gregge

San Giovanni primo di Napoli guidò la diocesi partenopea a partire dall'anno 414, succedendo direttamente a sant'Orso. Il suo episcopato si svolse interamente in un contesto di grande complessità, segnato da profonde tensioni e difficoltà sia politiche sia religiose che scuotevano l'epoca. In qualità di quattordicesimo vescovo nella successione napoletana, Giovanni resse la guida della comunità cristiana con dedizione costante, mantenendo il timone della fede fino all'anno 432, anno della sua pia conclusione terrena.

La traslazione delle reliquie di san Gennaro

Tra le opere pastorali più significative compiute dal vescovo Giovanni spicca il trasferimento delle spoglie di san Gennaro. Egli dispose infatti il trasporto dei resti mortali del martire dall'agro Marciano nei pressi di Pozzuoli, dove si trovava la prima sepoltura, portandoli nel cimitero extraurbano di Napoli. Tale luogo prese successivamente il nome di catacomba di San Gennaro. Questo straordinario evento suscitò una profonda risonanza spirituale e, in particolare, esercitò un grande fascino sull'animo di san Paolino, vescovo di Nola. Tra Giovanni e Paolino esisteva un legame di sincero affetto e particolari vincoli di amicizia spirituale.

Il transito e la morte durante la celebrazione pasquale

La tradizione riferisce che san Paolino di Nola, come narra Uranio nella lettera a Pacato intitolata De obitu Paulini, apparve in sogno a Giovanni tre giorni prima della sua morte per preannunziargli la fine prossima. San Giovanni fu colto dalla morte mentre aveva da poco iniziato la celebrazione liturgica del sabato santo, precisamente il 2 aprile del 432, spegnendosi nella Santa Notte di Pasqua mentre celebrava i sacri misteri. Il suo corpo fu devotamente accompagnato da una grande folla di fedeli e neofiti. Fu deposto il giorno seguente, coincidente con la solennità della Risurrezione del Signore, nello stesso oratorio dove era stato anticamente inumato san Gennaro.

La memoria storica e le vicende agiografiche

La figura di san Giovanni primo fu tramandata nei secoli attraverso importanti testi liturgici e calendari antichi. Il vescovo Giovanni è infatti ricordato nel Calendario marmoreo napoletano risalente al secolo nono. A metà dello stesso secolo nono, il corpo di Giovanni fu traslato dal vescovo Giovanni quarto lo Scriba nella chiesa della Stefania. Successivamente, la sua memoria fu custodita nel Calendario tutiniano della fine del secolo dodicesimo, nel Calendario lotteriano della fine del secolo tredicesimo e nel Calendario cassinese del secolo quattordicesimo. Nel corso del tardo Medioevo, tuttavia, il suo nome cadde progressivamente nell'oblio della memoria collettiva.

Tra il 1262 e il 1269, il cimeliarca Giovanni compose un ibrido centone con l'intento di scrivere le memorie di san Giovanni quarto, attribuendo però a quest'ultimo le vicende storiche di san Giovanni primo che erano state narrate in precedenza dal Liber Pontificalis e dalla lettera di Uranio. Tale confusione agiografica fu recepita persino dal Martirologio Romano, che lo ricorda al ventidue giugno. In seguito, il Calendario diocesano del cardinale Decio Carafa, pubblicato nel 1619, stabiliva la festa di un unico san Giovanni vescovo napoletano al primo aprile. Infine, la Santa Congregazione dei Riti approvò il nuovo Proprio napoletano nel 1955, ristabilendo la verità storica documentata e fissando definitivamente la sua festa liturgica al 3 aprile.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Giovanni I di Napoli?

La sua festa liturgica si celebra il 3 aprile, data stabilita dalla Santa Congregazione dei Riti nel 1955 per ristabilire la verità storica.

Di cosa è patrono San Giovanni I di Napoli?

Le fonti storiche e biografiche fornite non menzionano alcun patronato specifico attribuito a questo santo.

A Napoli, san Giovanni, vescovo, che morì nella Santa Notte di Pasqua mentre celebrava i sacri misteri e, accompagnato da una folla di fedeli e neofiti, fu deposto nel giorno della solennità della Risurrezione del Signore. — Martirologio Romano