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3 aprile

San Sisto I

Papa

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il contesto storico e l'ascesa al soglio

San Sisto I nacque nella città di Roma, figlio di pastori romani, in una realtà segnata da profondi mutamenti politici. Verso la fine del suo regno, l'imperatore Traiano ritenne di dover mitigare la propria politica persecutoria contro i cristiani, sebbene persistesse una situazione in cui l'infamia di essere cristiano serviva spesso a risolvere faide politiche e famigliari anziché a dirimere questioni religiose. Questo clima di pseudo tolleranza, che non cambiò i metodi e le persecuzioni, proseguì sotto l'imperatore Adriano. Lo stesso imperatore Adriano scrisse una lettera al proconsole d'Asia riguardo alla punizione delle colpe dei cristiani e delle calunnie. In questa realtà storica nacque Sisto I, il quale resse la Chiesa di Roma come sesto vescovo dopo il beato Pietro. Si presume che Sisto I sia assurto al soglio pontificio intorno al 115.

Le norme di culto e le tradizioni

A Sisto I si deve l'introduzione di molte norme di culto che hanno segnato la vita liturgica della comunità cristiana. In particolare, egli introdusse il divieto per i laici di toccare il sacro calice e la patena, lasciando agli uomini di culto il privilegio di toccare il calice e la patena. Alla sua figura sono state inoltre accostate altre tradizioni, sebbene alcune presentino caratteri di incertezza. A Sisto I venne fatta risalire l'introduzione del triplice cantico Sanctus durante la messa, sebbene l'attribuzione sia dubbia. È dubbia l'attribuzione a Sisto I anche dell'introduzione dell'acqua nella celebrazione del rito eucaristico. Allo stesso modo, è dubbia l'attribuzione a Sisto I dell'introduzione dell'acqua santa per le abluzioni, pratica che peraltro viene attribuita al suo predecessore Alessandro I.

Il transito e il culto nel tempo

La morte di san Sisto I è datata all'anno 125. La tradizione considera Sisto I sepolto accanto al corpo di Pietro, come tutti i suoi predecessori. Sisto I viene celebrato come santo, nonostante sia stato depennato dal Calendario Universale della Chiesa perché probabilmente non subì alcun martirio. Nonostante ciò, la sua celebrazione come santo permane nella cattedrale di Alatri, cittadina in provincia di Frosinone, che rappresenta l'unica cattedrale dove san Sisto I viene ancora celebrato come santo. San Sisto I è inoltre protettore di Alife, in provincia di Caserta, la quale festeggia san Sisto I l'undici agosto.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Sisto I?

Si festeggia l'undici agosto ad Alife. La sua celebrazione permane inoltre nella cattedrale di Alatri.

Di cosa è patrono San Sisto I?

San Sisto I è protettore di Alatri e di Alife.

A Roma, san Sisto I, papa, che, al tempo dell’imperatore Adriano, resse la Chiesa di Roma, sesto dopo il beato Pietro. — Martirologio Romano