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3 novembre

San Giovanniccio

Monaco in Bitinia

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita e il percorso monastico

Il cammino di San Giovanniccio si sviluppò lungo il nono secolo in terra di Bitinia. Dopo aver vissuto l'esperienza delle armi e il servizio militare, maturò il distacco dal mondo per abbracciare la via della conversione e della penitenza. Intorno al settecentonovantacinque entrò nel monastero degli Agaures sul monte Olimpo. In seguito si trasferì presso il monastero di Antidium, alternando l'esperienza monastica cenobitica a periodi di vita eremitica e compiendo viaggi nell'Asia Minore spingendosi fino alla regione della Cilicia. Attorno all'anno ottocentosei fece ritorno al Monte Olimpo, dove nel monastero di Eriste ricevette l'abito e la tonsura monastica. Proseguì la sua esistenza dedito alla peregrinazione e visse per diversi anni all'interno di una cella che si era fabbricato sul monte Trichealice. Verso l'anno ottocentoquindici abbandonò la cella durante la seconda fase della controversia iconoclasta sotto il regno dell'imperatore Leone V l'Armeno, facendo ritorno dopo un intervallo di cinque anni, intorno all'ottocento venti. In quell'epoca si colloca la sua attività di edificazione di chiese dedicate alla Beata Vergine Maria, agli Apostoli e a sant'Eustazio. Nell'anno ottocentoventicinque ricevette la visita di Teodoro Studita, religioso deceduto nell'ottocentoventisei. Verso l'anno ottocentotrenta fece definitivo ritorno al monastero di Antidium per trascorrervi gli ultimi anni della sua vita.

Le fonti e il culto

La memoria di San Giovanniccio è giunta sino a noi attraverso una ricca tradizione documentaria. Esistono infatti tre biografie dedicate al santo. Le prime due vite sono state redatte da due suoi monaci contemporanei, chiamati Sabas e Pietro, mentre la terza biografia, di epoca successiva, è stata attribuita a Simeone Metafraste. Questi documenti consentono di ricostruire in modo dettagliato la biografia del monaco e la sua testimonianza di fede. Durante la sua esistenza terrena, il santo era solito concludere la preghiera pronunciando una formula costante: «Dio, mia speranza; Cristo, mio rifugio; Spirito Santo, mio protettore». Diversi sinassari di tradizione bizantina ricordano la memoria del santo il tre novembre, mentre altri la collocano il quattro novembre. Il Calendario Palestino-georgiano conservato nel codice Sinaiticus fissa la sua memoria liturgica al quattro novembre.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Giovanniccio?

San Giovanniccio è commemorato il tre novembre nei sinassari bizantini e nel Calendario Palestino-georgiano, dove la sua memoria viene talvolta collocata anche il quattro novembre.

Nel monastero di Antídion in Bitinia, nell’odierna Turchia, san Giovannicio, monaco, che, lasciato l’esercito dopo più di venti anni di servizio, si diede a vita solitaria su vari pendii dell’Olimpo, terminando di solito la preghiera con le parole: «Dio, mia speranza; Cristo, mio rifugio; Spirito Santo, mio protettore». — Martirologio Romano