27 febbraio
San Giuliano di Alessandria
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La fonte storica
La drammatica vicenda di san Giuliano e dei suoi compagni ci è nota attraverso una preziosa lettera scritta da san Dionigi, vescovo d'Alessandria, la cui morte avvenne intorno al 265. Questo documento storico fu indirizzato a Fabiano d'Antiochia e successivamente inserito dal vescovo e storico Eusebio, vissuto tra il 265 e il 340, all'interno della sua celebre opera intitolata Storia Ecclesiastica. La testimonianza di Dionigi descrive con crudezza le atrocità subite dai cristiani nella città egiziana e nomina complessivamente tredici martiri uccisi insieme e nello stesso modo, i quali vengono commemorati a piccoli gruppi in date differenti nei diversi martirologi. Tali santi fanno parte di una più ampia schiera di martiri alessandrini che affrontarono vari tormenti durante le persecuzioni sotto diversi imperatori, tra i quali figurano Costanzo, Teodosio, Valentiniano, Valeriano e lo stesso Decio.
Il processo e il martirio
Durante la persecuzione promossa dall'imperatore Decio intorno all'anno 249, il cristiano di ceto medio Giuliano fu denunciato e costretto a comparire davanti al tribunale del giudice. Poiché era affetto da gotta ai piedi ed era del tutto incapace di camminare o stare in piedi, Giuliano si presentò ai giudici e fu trasportato davanti al magistrato da due suoi domestici che lo portavano su una sedia. Lungo il tragitto e durante il processo, uno dei due servi apostatò subito e rinnegò la fede cristiana per timore della pena, mentre l'altro, di nome Cronione e soprannominato Euno, rimase fedele a Cristo e perseverò con il proprio padrone. Entrambi rifiutarono fermamente di compiere i riti prescritti agli dèi pagani e furono per questo condannati a morte dal giudice, con l'ordine specifico di essere caricati su dei cammelli, portati in giro per la città ed essere flagellati a morte. Giunti sul luogo del supplizio davanti a una grande folla di spettatori, i condannati furono gettati in un immenso rogo e bruciati vivi, sebbene alcune indicazioni tramandate dai sinassari bizantini riferiscano che furono invece buttati nella calce viva.
La testimonianza del martirio
La vita di San Giuliano si è consumata nel clima di tensione che avvolgeva Alessandria d'Egitto durante il terzo secolo. Nell'anno duecentoquarantanove, sotto il dominio dell'imperatore Decio, la fede cristiana fu duramente colpita da una persecuzione sistematica. Giuliano fu arrestato proprio in questo frangente, accusato di non volersi piegare alle imposizioni religiose dell'impero. Davanti al giudice, egli ebbe la forza di rifiutare fermamente di compiere i riti pagani, dichiarando implicitamente la sua totale dedizione all'unico Dio.
La punizione che seguì fu segnata da una crudeltà inaudita. Il santo fu condotto attraverso le vie di Alessandria sopra dei cammelli, subendo lungo il percorso una flagellazione pubblica che intendeva piegare il suo spirito e umiliare la sua fede davanti alla cittadinanza. Nonostante il dolore fisico e lo strazio inflitto dal movimento degli animali e dai colpi ricevuti, egli non vacillò nella sua risoluzione. Il martirio si compì infine attraverso il fuoco o la calce viva, modalità che sottolineano la durezza della prova finale. La sua morte, avvenuta nel medesimo anno dell'arresto, non fu una sconfitta, ma un atto di suprema libertà interiore. Egli ha trasformato il momento dell'esecuzione in un atto di culto, offrendo la sua esistenza come un sacrificio gradito. La sua memoria è stata tramandata con cura nei secoli, permettendo alla Chiesa di riconoscere in lui un modello di fermezza che non teme il giudizio degli uomini, ma cerca soltanto la comunione con il Signore.
Il culto e la memoria
La venerazione per San Giuliano di Alessandria ha attraversato le tradizioni liturgiche, radicandosi profondamente nella memoria della Chiesa. Il Martirologio Romano ne conserva il ricordo con particolare solennità il ventisette febbraio, data in cui i fedeli sono invitati a fare memoria della sua eroica testimonianza e a implorare il suo sostegno spirituale. Questa collocazione nel calendario universale permette a ogni comunità di unirsi nella preghiera, riconoscendo in Giuliano un fratello che ha percorso la via della croce con esemplare dignità.
È interessante notare come la figura del martire sia accolta anche in ambiti differenti, poiché il rito bizantino ne celebra la memoria il trenta ottobre. Questa duplice ricorrenza testimonia quanto il sacrificio di Giuliano sia stato recepito come un patrimonio comune, capace di unire diverse espressioni della fede cristiana nel medesimo atto di gratitudine. La sua vita, pur confinata nei brevi cenni storici che giungono fino a noi, continua a parlare al cuore dei fedeli, ricordando che ogni atto di coraggio compiuto per amore del Vangelo non rimane dimenticato, ma viene custodito nella luce di Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Giuliano di Alessandria?
San Giuliano di Alessandria si festeggia il 27 febbraio nel rito romano, mentre nel rito bizantino la commemorazione si tiene il 30 ottobre.
Ad Alessandria d’Egitto, commemorazione dei santi Giuliano ed Euno, martiri. Giuliano, costretto dalla podagra al punto di non poter camminare né stare in piedi, si presentò ai giudici insieme a due domestici che lo portavano su una sedia; dei due domestici l’uno rinnegò la fede, mentre l’altro, di nome Euno, perseverò insieme al suo padrone nel confessare Cristo. Fu quindi ordinato che costoro, messi su dei cammelli, fossero portati in giro per tutta la città e, al cospetto del popolo, flagellati a morte, sotto l’imperatore Decio. — Martirologio Romano