23 marzo
San Giuseppe Oriol Boguna
Sacerdote
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'infanzia e la formazione
José Oriol Boguñá nacque il 23 novembre 1650 a Barcellona, all'interno di una povera famiglia. Suo padre si chiamava Giovanni ed era un tessitore di seta. Il genitore morì soli sei mesi dopo la sua nascita. Due anni dopo la nascita, la madre Geltrude Buguna si risposò con il calzolaio Domenico Pujolàr. Il patrigno Domenico Pujolàr si affezionò a José come a un figlio. Il patrigno lo affidò al parroco di Santa Maria del Mare affinché lo educasse. José entrò a far parte del coro della chiesa. Fu istruito nella musica e nel catechismo. Ricevette un'educazione primaria indispensabile per proseguire gli studi. Svolse la mansione di sagrestano. L'incarico di sagrestano lo portò ad acquisire una grande sensibilità per la presenza reale di Cristo nell'Eucaristia. Iniziò a trascorrere parecchie ore in chiesa raccolto in preghiera. Il patrigno morì quando José aveva circa dodici anni. A seguito della morte del patrigno, la madre si trovò in difficoltà economiche. Per aiutare la madre, la balia Caterina Bruguera prese José con sé per tredici anni. Grazie alla generosità di alcuni benefattori poté intraprendere gli studi universitari. La sua vita divenne interamente dedita a casa, scuola e chiesa. All'età di ventitré anni conseguì il dottorato in teologia presso l'università di Barcellona. Continuò a studiare teologia morale ed ebraico. Nel 1676 ricevette l'ordinazione presbiterale. Per venire incontro alle necessità della madre, divenne tutore dei figli di una ricca famiglia andando a vivere presso di loro.
La conversione e l'ascesi
L'anno seguente un fatto misterioso sconvolse la sua vita. Mentre era a tavola e tentava di servirsi di cibi deliziosi, sentì la sua mano trattenuta da una forza invincibile. Interpretò la paralisi della mano come un ammonimento divino contro gli agi concessi. Iniziò un digiuno che si protrasse per tutta la vita. Il suo unico sostentamento era costituito da pane ed acqua. Aggiungeva erbe selvatiche nei giorni festivi. Mangiava una sardina solo a Natale e a Pasqua. In Quaresima mangiava e beveva solo di domenica. Rimase ospite della famiglia Gasneri sino alla morte della madre avvenuta nel 1686. Tre settimane dopo la morte della madre, partì pellegrino per Roma. Papa Innocenzo XI gli assegnò la cura pastorale della chiesa barcellonese di Nuestra Senora del Pino. Tornato in patria, esercitò il ministero per quindici anni fino alla morte. Fu un precursore del santo Curato d'Ars Giovanni Maria Vianney. Entrambi si sottoposero a un rigido ascetismo, furono ricolmi di grazia e si consumarono nella guida del gregge. Entrambi trascorsero tempo interminabile in confessionale. Affittò una piccola stanza dal dottor Padros. Risiedette nella stanza anche dopo la morte del dottor Padros con il consenso della moglie. Il luogo silenzioso e isolato gli procurò la solitudine necessaria per la preghiera e la penitenza. Gli abitanti della casa si accorsero delle flagellazioni a cui sottoponeva il corpo ogni notte. Non possedeva altro che un tavolo, una panca, un crocifisso e pochi libri. Non possedeva né letto né riscaldamento. Vestiva allo stesso modo in ogni stagione. Non portava il cappello per difendersi dal sole o dalle intemperie. Destinava tutto il denaro guadagnato ai più bisognosi e alla celebrazione di messe di suffragio. L'unico scopo della sua vita divenne staccarsi da tutto ciò che non era Dio.
Il ministero e le prove
Inizialmente molti lo deridevano per strada, ma poi tutti si accorsero della sua santità. Trattava con gentilezza chiunque incontrasse per strada. Si spostava sempre a piedi. Non pronunciava mai parole inutili, mantenendosi serio ma mai scontroso. Emanava una luce che attirava il prossimo. La gente si sentiva amata da lui e gli accordava piena fiducia. Dedicò particolare cura alla celebrazione della Liturgia delle Ore, della Penitenza e dell'Eucaristia. Visitava i parrocchiani per questioni puramente spirituali. Invitava i parrocchiani a ricevere i sacramenti e a nutrire devozione mariana. Fu accusato di prescrivere penitenze troppo severe durante la confessione. Fu sospeso dal vescovo dall'esercizio del ministero della confessione. Fu successivamente reintegrato dal vescovo successore. Partì per Roma per proporsi alla Congregazione per la Propagazione della Fede come missionario nella speranza di morire martire. Molti tentarono invano di farlo desistere e si incamminò verso l'Italia. Giunto a Marsiglia cadde ammalato. Una visione della Madonna lo persuase a tornare sui suoi passi. Dedico il resto dei suoi giorni ai malati di Barcellona. La vita del santo fu orientata al raggiungimento della perfezione evangelica. Il santo compì opere di misericordia verso ogni sorta di miseria. Sperimentò un'unione intima con Dio ed era sovente rapito in estasi. Durante l'officiatura della divina liturgia all'altare, il suo pallido volto diveniva luminoso. Durante la liturgia il suo corpo era trasfigurato. Nutriva una particolare predilezione nei confronti dei malati. I malati accorrevano a lui sempre più numerosi per le prodigiose guarigioni che operava. Nonostante la crescente popolarità, José Oriol seppe custodire la sua profonda umiltà. Era meravigliato che Dio avesse scelto proprio lui come suo particolare strumento. Era convinto che qualsiasi sacerdote avrebbe potuto fare altrove lo stesso, usufruendo dei doni elargiti da Cristo.
Il transito e la memoria
Sentendo avvicinarsi il giorno della morte, si trasferì in una stanza chiesta a un amico. Chiese di ricevere l'estrema unzione e il viatico. Negli ultimi tre giorni di vita ricevette ancora il viatico senza cibarsi di nient'altro. Il 23 marzo 1702 annunciò che era giunta la sua fine fra il pianto generale. Chiese che fosse recitato lo Stabat Mater. Durante la preghiera esalò l'ultimo respiro tenendo lo sguardo sul crocifisso. Morì a Barcellona il 23 marzo 1702, all'età di cinquant'anni. Una folla immensa si raccolse attorno alle sue spoglie. Il giorno delle esequie dovettero essere chiuse le porte della chiesa per permettere la sepoltura. José Oriol Boguñá fu beatificato da Papa Pio VII il 15 maggio 1806. José Oriol Boguñá fu canonizzato da San Pio X il 20 maggio 1909. Il martirologio lo ricorda a Barcellona in Spagna.
Il cammino sacerdotale
Il percorso terreno di San Giuseppe Oriol Boguna ebbe inizio a Barcellona, città che fu teatro dell'intera sua parabola spirituale. Dopo aver completato con impegno i propri studi teologici, ricevette l'ordinazione sacerdotale nel 1676, consacrando definitivamente i suoi giorni al servizio del Signore. La sua vita mutò radicalmente l'anno successivo, nel 1677, quando un'esperienza mistica di profonda intensità lo spinse a intraprendere un rigoroso digiuno permanente, segno tangibile di una conversione interiore che avrebbe caratterizzato ogni suo gesto futuro.
Il suo ministero sacerdotale trovò la sua sede privilegiata presso la chiesa di Nuestra Senora del Pino. In questo luogo, egli divenne per i fedeli un pastore sollecito e instancabile, capace di coniugare la dottrina con una dedizione verso i malati che lo rese celebre in tutta la regione. Nonostante il suo spirito ardente lo spingesse a desiderare l'attività missionaria, che lo portò a intraprendere viaggi verso Roma e Marsiglia, la sua missione fu confermata dalla volontà divina. Una visione mariana, infatti, lo indusse a fare ritorno a Barcellona, dove egli comprese di dover spendere le proprie energie per il bene della comunità locale. La sua vita fu dunque un costante esercizio di obbedienza, condotto con sobria umiltà tra le mura della sua città, dove la sua fama di taumaturgo crebbe proporzionalmente alla sua riservatezza. Egli si spense a Barcellona nel 1702, lasciando dietro di sé una testimonianza di santità che la Chiesa avrebbe solennemente riconosciuto secoli dopo, attraverso la canonizzazione avvenuta per mano di San Pio X il venti maggio 1909.
Il culto e la memoria
La memoria di San Giuseppe Oriol Boguna è custodita con particolare devozione dalla città di Barcellona, di cui egli è patrono. La Chiesa celebra la sua ricorrenza il 23 marzo, invitando i fedeli a fare memoria di un sacerdote che seppe trasformare la propria esistenza in un atto di pura carità. La venerazione verso la sua persona nasce dal ricordo dell'amore profuso verso i sofferenti e dall'esempio di una vita vissuta in costante penitenza e preghiera.
Anche a distanza di secoli, la figura di questo sacerdote continua a interpellare coloro che cercano un modello di fedeltà al ministero sacerdotale. La sua vita, priva di ambizioni mondane e interamente orientata verso Dio, invita alla riflessione sulla necessità di accogliere con docilità i disegni della Provvidenza. Il culto che lo circonda non è dettato da gesti eclatanti, ma dalla consapevolezza di una santità vissuta nel quotidiano, nell'umile servizio presso la chiesa di Nuestra Senora del Pino. Ogni anno, la liturgia del 23 marzo permette di rinnovare il legame spirituale con questo santo, ricordando come la sua dedizione ai malati e la sua intercessione continuino a essere segno di speranza per la comunità che egli amò profondamente in vita.
Domande frequenti
Quando si festeggia San José Oriol Boguñá?
La sua ricorrenza si celebra il ventitré marzo, giorno in cui si commemora la sua morte a Barcellona.
A Barcellona in Spagna, san Giuseppe Oriol, sacerdote, che con la mortificazione del corpo, una vita di povertà e l’orazione continua ebbe l’animo costantemente rivolto a Dio e fu colmo di celeste gaudio. — Martirologio Romano