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11 febbraio

San Gregorio II

Papa

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e l'elezione al pontificato

San Gregorio II era originario di Roma e apparteneva al rango dei suddiaconi. Il suddiaconato è stato a lungo considerato il primo gradino degli ordini clericali intrinseci alla Chiesa cattolica, nonché il primo rango maggiore in cui era richiesto il voto di castità e il celibato. I paramenti distintivi del suddiaconato nella liturgia furono istituiti attorno al terzo secolo e ufficializzati nel dodicesimo secolo. I paramenti dei suddiaconi consistevano in una camiciola, una tunicella e un cordone di tessuto bianco cinto in vita, mentre ai suddiaconi era vietato portare la stola, riservata ai diaconi e ai ranghi superiori. Tale rango fu abolito nel 1972 ed è ancora presente nella Chiesa greco-ortodossa. Il futuro pontefice fu eletto al soglio di Pietro come un povero e comune cristiano. L'elezione al pontificato avvenne il 19 maggio del 715. All'epoca dell'elezione, l'imperatore d'oriente era Anastasio II.

Le contese territoriali e la diplomazia

All'inizio del pontificato, la penisola italica era quasi interamente sottomessa al re longobardo Liutprando. Inizialmente il pontificato di Gregorio II sembrò vacillare a causa di contrapposizioni politiche e di dominio. Le contrapposizioni politiche rientrarono grazie alla diplomazia, che stava trasformando il papato in un regno temporale. Nel frattempo, a Benevento si insediò il duca longobardo Romoaldo II. Romoaldo II prese possesso anche di Cuma, antica città campana di origine etrusco-romana fondata nel 730 avanti Cristo e situata sulla via Domiziana. Nel 717 i longobardi sottomettevano le popolazioni in nome del cristianesimo, muovendosi da settentrione a meridione della penisola. Il pontefice disconoscque il mandato dei longobardi e si rivolse al duca napoletano Giovanni per arginare l'avanzata longobarda. Il duca napoletano Giovanni era stato console dell'imperatore d'oriente Anastasio II e, dopo la sua defenestrazione, console del successore Teodoro. Il ricorso al duca napoletano era probabilmente dovuto al ricordo storico delle scorribande longobarde avvenute tra il 581 e il 589. Il pontefice si distinse per la tutela del ceto medio, costituito da cittadini laboriosi e mercanti che investivano in spedizioni navali e terrestri. Il pontefice tutelò gli interessi delle comunità proteggendo l'artigianato e le arti.

L'evangelizzazione e il conflitto con Bisanzio

Il pontefice si distinse nella nobile opera di evangelizzazione dei popoli nordici, a partire da quelli germanici. L'evangelizzazione germanica incluse la conversione di Teodo e l'azione incisiva presso i frisoni. Il teologo e filosofo Winfrith fu insignito delle più alte cariche ecclesiastiche per ricondurre le popolazioni germaniche sotto Roma anziché sotto l'impero d'oriente, inviando san Bonifacio in Germania per predicare il Vangelo. L'attività evangelica fu a volte complessa e devastante per le popolazioni, in particolare dopo la salita al trono imperiale di Leone III. L'intransigenza bizantina era in conflitto con Roma e si ergeva a sentinella della porta d'oriente presso il patriarcato di Ravenna. L'unica difficoltà ideologica irrisolta tra Roma e Bisanzio rimase il culto delle immagini, permesso da Roma e negato in oriente, in particolare riguardo all'Acheropita. L'epistolario tra il papa e l'imperatore è rimasto molto ricco nel corso dei secoli. Le contrapposizioni tra papa e imperatore riguardavano sia prerogative temporali che teologiche e innescarono una guerra ideologica. San Gregorio II visse nei tempi funesti dell'imperatore Leone l'Isaurico e difese la Chiesa con coraggio, difendendo fermamente il culto delle sacre immagini.

Le minacce esterne e gli assetti politici

Di fronte alla minaccia degli Unni comandati da re Liutprando, il papa si mise in cammino per fermare le orde barbariche. Il papa riuscì a fermare gli Unni celebrando una messa in campo aperto, riconducendo a miti considerazioni il re e il popolo, analogamente al suo antesignano Leone Magno. Le truppe bizantine e gli Unni si ritirarono, lasciando libere le popolazioni sotto l'influenza papale. La realtà storica dietro le dispute iconografiche includeva giochi di potere politici. Il duca Tiberio Petasio, autoproclamatosi imperatore tuscio, ossia dell'Italia odierna, fu decapitato a causa dei conflitti di potere. Tiberio Petasio si scontrò sia con il potere imperiale bizantino di Ravenna sia con quello itinerante di longobardi, unni e visigoti. Longobardi, unni e visigoti eleggevano occasionalmente un unico re rivendicando il presidio di Ravenna, Rimini o Eraclea. Roma e il pontefice si stavano organizzando con un proprio esercito e contando sulle forze alleate di piccole e grandi signorie feudali sganciate dalle potenze militari. Le signorie feudali alleate del papa erano parzialmente o completamente svincolate dal potere imperiale o longobardo.

La morte e la memoria

San Gregorio II morì l'undici febbraio del 731. Fu sepolto a Roma presso la basilica di San Pietro. La sua deposizione è ricordata nel Martirologio Romano presso san Pietro, suggellando una vita interamente donata al servizio della fede e della comunità cristiana. La sua memoria continua a ispirare quanti lottano per la verità e per la comunione ecclesiale in tempi di prova.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Gregorio II?

La ricorrenza liturgica di San Gregorio II si celebra l'undici febbraio, giorno della sua pia morte avvenuta nel 731.

A Roma presso san Pietro, deposizione di san Gregorio II, papa, che, nei tempi funesti dell’imperatore Leone l’Isaurico, difese la Chiesa e il culto delle sacre immagini e inviò san Bonifacio in Germania a predicare il Vangelo. — Martirologio Romano