5 maggio
San Lanno (Lando)
Martire venerato a Vasanello
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e il servizio militare
Il Santo nasce intorno al 279 o 280, durante il pontificato di papa Eutichiano e il regno dell'imperatore Probo. Proviene da una famiglia nobile e di fede cristiana. Abbandona presto la patria terrena per dedicarsi alla Chiesa, preparandosi al futuro martirio per la difesa della fede. In virtù delle sue origini nobili, entra nell'esercito come adolescente a Treviri nel 292. Al suo ingresso nell'esercito, il cristianesimo era già molto diffuso tra i soldati grazie a un clima di tolleranza religiosa. La Legione XIII Fulminante, arruolata in Armenia da Marco Aurelio, era composta quasi interamente da cristiani, essendo l'Armenia la prima nazione ad abbracciare il cristianesimo. L'imperatore Massimiano lo sceglie personalmente per entrare a far parte della guardia imperiale. Il Santo accetta con lealtà la disciplina militare e il servizio all'imperatore. Inizialmente vive con serenità la vita militare, consapevole che la sua spada difende la civiltà romana e la fede cristiana. Nel 294, avvertendo l'imminenza di nuove persecuzioni anticristiane, Lando sceglie di schierarsi apertamente e con decisione con Cristo. L'iconografia più fedele del Santo lo raffigura come un soldato cavaliere che impugna il vessillo della croce.
Il cammino verso l'Italia e la predicazione
Egli giunge in Italia al seguito di Massimiano al suo ritorno dalle Gallie. Dopo un breve soggiorno presunto a Roma, fa tappa nell'antica città di Faleri lungo la via Flaminia. All'interno di una grotta a Faleri ritrova e battezza i suoi compagni di fede san Valentino, san Rotilio, san Ilario, san Florenzio e santa Felicissima. Percorrendo la via Amerina, una diramazione della Flaminia verso Amelia, giunge a Bassanello, antico castello etrusco. Svolge un'intensa predicazione della fede e delle verità cristiane, confutando il paganesimo e la religione di Stato. La sua grande visibilità pubblica e la sua attività proselitica lo portano a essere condotto davanti all'imperatore Diocleziano.
Il contesto delle persecuzioni e il giudizio
Diocleziano, dopo un primo periodo di tolleranza e favore verso i cristiani, religione professata anche dalla moglie Prisca e dalla figlia Valeria, divenne un feroce persecutore, accanendosi in particolare contro i cristiani arruolati nell'esercito. Il cambio di atteggiamento di Diocleziano fu dettato dal timore di uno sfaldamento dell'Impero e dalle pressioni del cesare Galerio e dell'Augusto Massimiano. Diocleziano, vertice della tetrarchia da lui ideata, composta anche dal cesare Costanzo Cloro, oltre a governare l'Impero d'Oriente con capitale Nicomedia, mantenne il controllo sui provvedimenti imperiali più rilevanti, incluse le persecuzioni al di fuori della sua provincia. Mentre davanti al magistrato imperiale era sufficiente rinnegare la fede per ottenere l'assoluzione, Lanno mantiene ferma la propria fede e viene sottoposto a terribili torture. Condotto nel tempio di Marte per essere costretto a sacrificare al dio pagano, provoca il crollo della struttura, causando la distruzione dell'idolo e la morte dei sacerdoti.
Il martirio e i prodigi
Viene condannato alla pena capitale mediante decapitazione con la spada, da eseguirsi fuori dal centro abitato. Lungo il tragitto verso il luogo dell'esecuzione, un uomo cieco si fa condurre da lui e riacquista la vista dopo che il martire gli tocca gli occhi nel nome di Cristo. Alcune cavità situate lungo la strada, nei pressi della cappella del martirio, hanno assunto la toponomastica di San Ceconato. Giunto sul luogo dell'esecuzione all'età di soli diciassette anni, il Santo si toglie la clamide, si inginocchia, piega il capo e raccomanda il suo spirito a Dio congiungendo le mani. Il martirio avviene il 5 maggio del 296 a Bassanello, un anno prima di quello di san Sebastiano. In seguito al suo sacrificio, la fede cristiana segna in modo permanente la comunità locale.
La custodia delle reliquie
Alcuni fedeli riescono a sottrarre il corpo del martire e a seppellirlo nei pressi delle mura del castello. Le spoglie vengono successivamente traslate nella vetusta basilica bizantina di Santa Maria. Per proteggere le reliquie dal pericolo delle incursioni saracene, il corpo viene in seguito tumulato all'interno delle mura cittadine. Nel 1628 viene rinvenuta un'epigrafe su laterizio presso il loculo di custodia, recante la sigla E.P.S., la cui interpretazione più probabile è 'Ereptus Periculo Saracenorum'.
La vita
La vicenda umana di San Lanno ha inizio nell'anno duecentosettantanove. La sua giovinezza fu segnata dall'ingresso nell'esercito imperiale, avvenuto a Treviri nel duecentonovantadue, quando il giovane aveva appena tredici anni. Tuttavia, la ferma adesione al messaggio di Cristo non tardò a manifestarsi come il centro della sua identità. Nel duecentonovantaquattro, Lanno dichiarò pubblicamente la propria fede, una scelta che in quel tempo di aspre divisioni comportava conseguenze gravissime.
Il suo cammino lo condusse attraverso diversi luoghi, tra cui Roma, Faleri e Amelia, in un pellegrinaggio di testimonianza che lo vide impegnato non solo nella custodia del proprio credo, ma anche nella diffusione della grazia sacramentale. È noto, infatti, che egli amministrò il sacramento del battesimo ad alcuni compagni spirituali presso Faleri, divenendo per loro guida e fratello nella fede. Queste azioni non passarono inosservate alle autorità dell'epoca. Sottoposto a processo e a dure torture per ordine dell'imperatore Diocleziano, San Lanno affrontò la prova con una fortezza d'animo che stupì i suoi persecutori. La sua testimonianza terrena si concluse tragicamente, ma con suprema dignità, il cinque maggio del duecentonovantasei, quando subì la decapitazione nel territorio di Bassanello. Il suo sacrificio rimane una pagina di coraggio evangelico che invita ancora oggi alla coerenza e alla fedeltà verso Dio, ricordando come la luce della fede possa risplendere anche nelle ore più oscure della storia umana.
Il culto
Il culto di San Lanno è indissolubilmente legato alla terra di Bassanello, luogo che divenne testimone del suo estremo sacrificio. La venerazione per questo martire del terzo secolo si è consolidata nel corso dei secoli intorno alla memoria del suo dies natalis, il cinque maggio, giorno in cui la Chiesa celebra la sua nascita al cielo. Questa data non rappresenta soltanto il ricordo di una morte violenta, ma il trionfo della vita eterna su ogni forma di oppressione umana.
I fedeli che si rivolgono a San Lanno trovano in lui un intercessore che ha conosciuto la durezza dell'impegno e la sofferenza fisica, offrendo tutto per amore del Signore. La sua figura, pur lontana nel tempo, continua a parlare al cuore dei fedeli di ogni età, offrendo un esempio di dedizione che non teme il giudizio del mondo. La tradizione locale conserva intatta la memoria del martire, rendendo omaggio a colui che, giovane soldato di Cristo, ha saputo porre la propria esistenza al servizio del Regno di Dio, diventando un faro di speranza per le generazioni che lo hanno invocato con fiducia.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Lanno?
La ricorrenza di San Lanno si celebra il 5 maggio, giorno del suo dies natalis.