Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

14 marzo

San Leone

Vescovo e martire a Roma

Aggiornato il 15 settembre 2026

La conversione e il ministero episcopale

L'iscrizione che custodisce la memoria di san Leone riferisce che egli, ancora pagano, aveva preparato ciò che stava presso il suo sepolcro con i frutti del suo lavoro e per vanità mondana. Successivamente, Leone disprezzò le ricchezze e preferì seguire Cristo con animo sincero. Dopo la conversione, Leone vestì gli ignudi e distribuì le sue rendite annuali ai poveri, compiendo opere di grande carità. In seguito, Leone si ascrisse tra il clero e meritò di essere fatto vescovo, guidando il popolo affidato alle sue cure pastorali. Leone morì a oltre ottant'anni e fu sepolto il quattordici marzo.

Il sepolcro e le fonti storiche

Il Liber Pontificalis attesta che il sepolcro di san Leone si trovava nella basilichetta dedicata a san Lorenzo. La basilichetta fu edificata dal papa Simplicio tra il quattrocentosessantotto e il quattrocentottantatré. La basilichetta sorgeva in agro Verano accanto a quella di San Lorenzo. L'iscrizione fu probabilmente dettata dallo stesso Leone per il proprio monumento funebre.

L'epitafio era già conosciuto tramite la Silloge Lauresbamense, mentre frammenti di esso permisero ulteriori scoperte. Il solo codice Bernense del Martirologio Geronimiano ricorda Leone il quattordici marzo. Il quattordici marzo fu inserito nel Martirologio Romano per decreto della Sacra Congregazione dei Riti nel mille ottocentonetantuno. L'inserimento nel Martirologio Romano avvenne dopo il ritrovamento di alcuni frammenti del suo epitafio.

Le discussioni storiche sull'identità

L'iscrizione non autorizza a ritenere Leone un martire. Tuttavia, il De Rossi ritenne Leone un martire autentico basandosi sul dodicesimo verso dell'iscrizione. Il dodicesimo verso recita invidia infelix tandem compressa quiescet. Il De Rossi interpretò quel verso come un'allusione alle persecuzioni ariane. Le persecuzioni degli Ariani in Italia non furono violente come in Oriente e non fecero vittime. Nel secolo quinto, a cui risale probabilmente l'epitafio, gli Ariani non erano così potenti. Di conseguenza, Leone non fu un martire e l'iscrizione non fornisce elementi sufficienti per ritenere Leone santo nel senso tradizionale del martirio cruento.

Il Marucchi identificò Leone col padre del pontefice Damaso primo basandosi sul nome Lorenza citato nell'iscrizione. Lorenza è indicata nell'iscrizione come moglie di Leone. Secondo il Liber Pontificalis il padre di Damaso primo si sarebbe chiamato Antonio. Un'altra iscrizione di papa Damaso primo fa supporre che suo padre fosse cristiano fin dalle origini. Il padre di Damaso primo entrò tra il clero fin da giovane. Il padre di Damaso primo non si convertì dal gentilesimo in età matura. Il padre di Damaso primo non morì a oltre ottanta anni, poiché la moglie rimase vedova per sessanta anni, escludendo così l'identificazione con san Leone.

Domande frequenti

Quando si festeggia san Leone?

La memoria liturgica di san Leone si celebra il quattordici marzo, data in cui fu sepolto.