25 agosto
San Ludovico (Luigi IX)
Re di Francia
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la fanzia
Il re santo Luigi nacque molto probabilmente il venticinque aprile del millenovecentoquattordici a Poissy ed è il secondo figlio conosciuto del principe ereditario Luigi, primogenito del re di Francia Filippo secondo Augusto, e della regina Bianca di Castiglia. Il santo amava farsi chiamare Luigi di Poissy e riteneva che la sua vera nascita fosse avvenuta il giorno del suo Battesimo nella medesima località. I biografi contemporanei non ritennero l'anno di nascita degno di particolare nota, ma lo fu il giorno, attestato dall'amico di san Luigi, Joinville. Joinville attesta che Luigi nacque nel giorno di San Marco Evangelista, dopo la Pasqua. Nel giorno di San Marco si portano croci in processione in molti luoghi, chiamate in Francia croci nere. La coincidenza del giorno di nascita fu vista come profezia della grande quantità di persone morte nelle crociate d'Egitto e di Cartagine. Molti grandi lutti vi furono in questo mondo e grandi gioie in paradiso per coloro che morirono in quei due pellegrinaggi. Luigi divenne erede al trono a soli quattro anni subentrando alla morte del fratello maggiore Filippo. Non ci sono notizie su Luigi fino almeno al millenovecentoventisei. Luigi fu educato in modo particolarmente accurato inizialmente dalla madre e in età militare dal padre. La formazione seguiva la massima di Giovanni di Salisbury nel Policraticus: un re illitterato non è che un asino coronato. Il nonno Filippo Augusto si occupò di una parte considerevole dell'educazione di Luigi. Filippo Augusto si era ritirato dalla pratica dell'arte della guerra dopo la vittoria di Bouvines. Luigi ha il primato di essere il primo re di Francia ad aver conosciuto il proprio nonno. La conoscenza del nonno ebbe un alto valore per il senso dinastico del futuro re. Particolare attenzione fu riservata all'educazione religiosa e morale per esercitare la funzione regia, proteggere la Chiesa e seguirne i consigli. L'ambiente circostante ebbe una funzione determinante per la fioritura della vita cristiana di Luigi. La madre Bianca di Castiglia fu proclamata santa e la sorella Isabella di Francia fu proclamata beata. Alla morte di Filippo Augusto, molti contemporanei tentarono di riconoscerne la santità grazie a racconti orali di prodigi legati a nascita e morte. I prodigi della nascita di Filippo Augusto comprendevano la comparsa di una cometa, mentre i prodigi della morte erano per lo più guarigioni. Nel Duecento la Chiesa cambiò la concezione della santità. Papa Innocenzo terzo regolarizzò i processi di canonizzazione stabilendo che i miracoli validi fossero solo quelli post mortem e dichiarando la santità della vita quotidiana come nuovo criterio imprescindibile. Luigi riuscì nel processo di canonizzazione dove il nonno fallì. Filippo Augusto fallì la canonizzazione a causa della sua vita coniugale ritenuta scandalosa da Roma.
Il regno e la Cristianità
San Luigi può essere definito un santo moderno il cui mondo comprende la Francia e la Christianitas. Luigi governa come sovrano la Francia ed è una delle teste della Christianitas che ingloba il suo regno. La Cristianitas fa riferimento all'Europa che nel tredicesimo secolo viveva un particolare sviluppo economico. San Luigi è il primo re di Francia a battere una moneta d'oro, lo Scudo, nel millenovecentoventisei, poiché la coniazione di monete d'oro era cessata da Carlo Magno in poi. All'epoca di san Luigi la Cristianitas era turbata dalle lotte tra papato e impero, mentre il vero interesse politico all'epoca era rivolto all'irresistibile ascesa delle monarchie nazionali. San Luigi fece compiere all'amministrazione dello stato passi decisivi verso il consolidamento della monarchia francese, che divenne uno stato moderno unito attorno alla persona del suo re. Filippo Augusto lasciò a san Luigi una notevole eredità morale fondata sullo sviluppo della religione regia. La monarchia e la persona del monarca assunsero un carattere sacro attraverso la consacrazione, il deposito dei regalia nell'abbazia di Saint Denis e i nuovi funebri riti. Papa Innocenzo terzo nel millenovecentodue emise la decretale Per venerabilem, la quale dichiarava che il re di Francia non riconosceva alcun superiore nella sfera temporale. Con Luigi nono si definì che il re di Francia derivava il suo potere solo da Dio e da se stesso. La storia della Cristianità del tredicesimo secolo fu caratterizzata da numerose eresie pauperiste. L'eresia più pervasiva del tredicesimo secolo fu l'eresia catara, nota in Francia come eresia degli albigesi. Il fermento religioso del tredicesimo secolo comprese altre due manifestazioni rimaste nell'ortodossia. La prima manifestazione fu la nascita di nuovi ordini religiosi rispondenti ai bisogni spirituali e reattivi alla decadenza del monachesimo. I nuovi Ordini Mendicanti intendevano portare la vita cristiana nella vita quotidiana delle città e facevano della predicazione la loro arma. Il maggior impulso alla nascita degli Ordini Mendicanti avvenne per opera di san Domenico di Calaruega, fondatore dei frati Predicatori, e di san Francesco d'Assisi, fondatore dei frati Minori. La presenza degli Ordini Mendicanti fu determinante nella vita di san Luigi. San Luigi fu definito non senza malizia il re degli Ordini Mendicanti, e in qualcuno nacque il sospetto che san Luigi volesse farsi frate mendicante. L'altra manifestazione del movimento religioso del tredicesimo secolo fu l'ascesa dei laici all'interno della Chiesa. L'ascesa dei laici avvenne soprattutto attraverso la fondazione dei Terz'ordini laicali degli Ordini Mendicanti. La santità, precedentemente monopolio di chierici e monaci, si estese anche ai laici, uomini e donne. Sant'Omobono, mercante di Cremona, fu il primo laico canonizzato nel millenovecentonovantanove da Innocenzo terzo, due anni dopo la morte. San Luigi è sicuramente il laico canonizzato più famoso.
La reggenza e i primi anni di governo
Il tre novembre del millenovecentoventisei Luigi ottavo morì a Montpensier durante la crociata contro il conte di Tolosa, protettore degli eretici. La morte di Luigi ottavo lasciò un primogenito in tenera età, ponendo seri problemi dinastici. Luigi ottavo aveva un fratellastro venticinquenne alleato con i baroni poco sottomessi all'autorità regia. La reggenza di Bianca di Castiglia fu confermata da un documento firmato dai vescovi più importanti del regno, depositato nel Tresor des charter, l'archivio regio. Dopo aver sepolto Luigi ottavo, Bianca di Castiglia si dedicò alla difesa del figlio re fanciullo e al rafforzamento della monarchia. Alla guida della Francia c'era un dodicenne, evento che non accadeva da un secolo e mezzo, diffondendo angoscia nel regno. La funzione principale di un re medievale era mettere in rapporto con la divinità la società di cui era capo. Un re fanciullo era considerato un fragile intermediario con la divinità. L'infanzia nel Medioevo era concepita come un non-valore. L'infanzia del santo nel Medioevo veniva negata, poiché un futuro santo manifestava la santità mostrandosi precocemente adulto. Né la legge dello stato né il diritto canonico stabilivano la maggiore età, fissata dalla consuetudine a ventuno anni, sebbene i sovrani raggiungessero la maggiore età a quattordici anni. La forza e il desiderio di governare di Bianca di Castiglia fecero probabilmente attendere la maggiore età a san Luigi. Vi fu un periodo di passaggio in cui gli atti mostravano Luigi e Bianca sullo stesso piano. Alla fine del millenovecentoventisei, Luigi fu consacrato re, seppur precipitosamente. L'attività di governo per Luigi iniziò con questioni urgenti prima che tutto barcollasse. Un numero importante di baroni si riunì a Corbeil per impadronirsi del giovane re. L'intento dei baroni a Corbeil non era detronizzare il re, ma governare in suo nome e aggiudicarsi terre e ricchezze. Il popolo di Parigi si strinse attorno al re per la prima volta scortandolo e proteggendolo dagli attentatori. Un secondo tentativo di impadronirsi della mente del re avvenne tramite false dicerie diffuse dai baroni sui costumi morali di Bianca di Castiglia. I primi anni di regno di Luigi furono anni di rischi e difficoltà, ma anche di progressi decisivi del potere regio e del prestigio personale. I progressi del potere regio furono favoriti dalla presenza del re in operazioni militari vincenti.
Le nozze e la costruzione culturale della monarchia
Nel millenovecentotrentaquattro, all'ottavo anno di regno, Luigi sposò Margherita, figlia primogenita di Raimondo Berengario quinto conte di Provenza, in seguito a un accordo tra genitori. Luigi e Margherita sono parenti di quarto grado. Il papa Gregorio nono concede a Luigi e Margherita la dispensa matrimoniale a causa dell'urgente ed evidente utilità di un'unione per riportare la pace in una terra sconvolta dalle eresie e dalla guerra contro gli eretici. Il matrimonio viene celebrato da Guglielmo di Savoia, vescovo di Valence e zio di Margherita. Il matrimonio viene celebrato a Sens, località facilmente raggiungibile da Parigi e dalla Provenza. Il matrimonio viene celebrato il ventisettesimo giorno di maggio, vigilia della domenica che precede l'Ascensione. La regina Margherita confidò molto tempo dopo che il giovane sposo regale non toccò la moglie nella prima notte di nozze. I coniugi rispettarono le tre notti di Tobia raccomandate dalla Chiesa sull'esempio biblico. I figli iniziano a nascere sei anni dopo il matrimonio. La coppia ha in totale undici figli, ma solo sette dei figli sopravvivono al padre. Filippo Augusto e san Luigi intuirono l'importanza di avere a Parigi un focolaio di studi superiori per la monarchia francese. Parigi non era ancora una vera capitale all'epoca di Filippo Augusto e san Luigi. Il polo di studi superiori doveva portare gloria, sapere e alti funzionari chierici e laici alla regalità. I re di Francia non avevano ancora una vera politica universitaria in quell'epoca. I re compresero che Parigi poteva essere la capitale intellettuale della Cristianità in quanto sede della facoltà di teologia, così come Roma ne era la capitale politica. L'atteggiamento di san Luigi nei confronti dell'Impero è moderno e tradizionale allo stesso tempo. San Luigi mantiene il solco della tradizione capetingia, ormai affrancata dalla giurisdizione imperiale. San Luigi mantiene sempre un devoto rispetto per la figura dell'Imperatore Federico secondo. San Luigi si sente membro di un corpo, la Cristianità, che ha due teste: il Papa e l'Imperatore. L'Impero e la Chiesa non possono vantare diritti o poteri giuridici nel regno di Francia. Luigi nono compie una grande opera di pacificazione nei confronti delle due massime autorità della Cristianità. San Luigi affronta dissidi con i vescovi di Reims e di Beauvais. San Luigi è un re inflessibile sostenitore dei diritti e dei doveri dello Stato nelle questioni temporali, pur essendo sottomesso alla Chiesa. I contemporanei chiamavano san Luigi il re devoto.
Le reliquie insigni e la fondazione della Sainte Chapelle
L'amico Joinville riferisce esplicitamente dell'interessamento personale di san Luigi nella costruzione dell'abbazia di Royaumont. La costruzione dell'abbazia di Royaumont dà compimento a una delle ultime volontà del defunto Luigi ottavo, che aveva lasciato un'ingente somma per la struttura. San Luigi partecipa al lavoro manuale per l'abbazia di Royaumont, coinvolgendo anche i fratelli e alcuni cavalieri del suo seguito. Luigi ottavo aveva indicato un Ordine religioso specifico per la struttura, ma l'attrazione di Luigi per il monachesimo cistercense fu più forte. Nel tredicesimo secolo il possesso di insigni reliquie era una grande manifestazione di devozione e fonte di prestigio nella Cristianità. Nel millenovecentotrentasette Baldovino, giovane imperatore dell'Impero Latino di Costantinopoli, viene in Francia per cercare aiuto contro i greci che volevano riprendersi la loro capitale Costantinopoli. Baldovino riceve la notizia che i baroni dell'Impero Latino hanno deciso di vendere la Corona di spine di Gesù per necessità di denaro. La Corona di spine era la reliquia più preziosa conservata a Costantinopoli. Il re di Francia e sua madre si infiammano di santo zelo per ottenere la Corona di spine. La Corona di spine è emblema di umiltà e reliquia con forte caratterizzazione regale. La Corona di spine incarna la regalità sofferente e umile di Cristo nella devozione del tredicesimo secolo. L'immaginario collettivo trasferisce l'immagine di Cristo sofferente sul capo del re, considerato immagine di Gesù sulla terra. La sacra Reliquia giunge nei pressi della Francia dopo molti perigli e trattative. Luigi corre a ricevere il sacro acquisto, analogamente a quanto fatto cinque anni prima per andare incontro alla fidanzata. Luigi porta con sé la madre, i fratelli, molti vescovi e cavalieri per accogliere la reliquia. L'incontro con la reliquia avviene a Villeneuve-l'Archeveque. I testimoni oculari descrivono in seguito l'intensa emozione dimostrata dai reali. Segue una processione penitenziale per accompagnare la Reliquia nella cattedrale di Sens. Il re e suo fratello Roberto trasportano la cassa a piedi nudi e con una sola tunica. Dopo la rituale esposizione a Sens, il viaggio riprende verso Parigi. La reliquia viene esposta nella cattedrale di Notre Dame a Parigi e successivamente deposta nella cappella palatina di Saint Nicolas. L'imperatore di Costantinopoli continua ad avere bisogno di denaro. Luigi completa ben presto, non senza grandi spese, la sua collezione di reliquie della Beata Passione. La collezione di reliquie comprende parti della Croce, la sacra Spugna e il ferro della Lancia di Longino. La cappella del palazzo reale si dimostra ben presto indegna di accogliere e custodire simili tesori. Luigi si rende conto della necessità di una chiesa che sia essa stessa un reliquario glorioso e inizia la costruzione della Sainte Chapelle. Nel millenovecentoquarantatré papa Innocenzo quarto concede alcuni privilegi alla futura cappella. Nel millenovecentoquarantasei Luigi fonda un collegio di canonici per assicurare l'officiatura della cappella. Nel millenovecentoquarantotto alcune risorse dello Stato vengono destinate alla manutenzione della cappella. La consacrazione solenne della Sainte Chapelle, alla presenza del re, avviene il ventisei aprile del millenovecentoquarantotto, due mesi prima della partenza di Luigi per la crociata. Fin dall'epoca di Luigi nono la cappella è considerata un capolavoro dell'arte gotica. Un evento devozionale speciale è il famoso smarrimento e ritrovamento dell'insigne reliquia del Santo Chiodo presso Saint Denis. Durante una solenne ostensione, la reliquia del Santo Chiodo va misteriosamente perduta. Le cronache descrivono la disperazione di san Luigi, manifestata anche dalla sua personale ricerca. Le cronache descrivono la somma gioia di san Luigi dopo il casuale rinvenimento del Santo Chiodo. Nel Medioevo esiste la credenza incrollabile nella virtù sacra di determinati oggetti capaci di garantire la prosperità di un regno e la cui perdita presagisce la rovina.
La spiritualità e la prima crociata
Il giovane Luigi condivide e stimola la religiosità più profonda del suo popolo. Luigi comincia a costruire la sua immagine e la sua politica sull'espressione pubblica e intensa dei sentimenti religiosi. Nel suo entourage le manifestazioni di devozione di Luigi sono ritenute eccessive e indegne di un re, poiché l'entourage ritiene che un re debba sempre dimostrare un grande senso della misura e dare esempio di ragionevolezza. Per Luigi non c'è alcun problema intimo nel conciliare i doveri regali e la fede. Luigi vuole essere al tempo stesso re di Francia cosciente dei suoi doveri e buon cristiano. Il re ritiene di dover manifestare la sua fede secondo antiche e nuove pratiche per dare il buon esempio e assicurare la salvezza sua e del suo popolo. Un episodio importante per capire la spiritualità di san Luigi si verifica quando i mongoli sembrano invadere l'Europa da est. Dalle lettere inviate alla madre emerge un santo escatologico che vede nei mongoli l'invasione dei popoli di Gog e Magog. L'invasione dei mongoli è vista da Luigi come preludio alla fine del mondo annunciato dall'Apocalisse. San Luigi aspira al martirio o alla fine del mondo e si affida fiducioso a Dio. Tutto il regno di san Luigi è segnato da una forte discordanza tra la sua personale pietà e l'opinione pubblica. Il re stesso sperimenta probabilmente periodi di dubbio, in particolare dopo il fallimento della crociata. Luigi esce dai momenti di dubbio convinto di trovarsi sulla retta via nella fusione tra il bene del regno e la sua salvezza personale. La salvezza personale del re, data la sua carica, coinvolge inevitabilmente quella di tutto il popolo. Nell'epoca di Luigi, non occupare il proprio posto secondo lo status dato da Dio è considerato scandaloso. Luigi viene a più riprese definito re-monaco o re-frate, cosa percepita come problematica. La soluzione giusta sull'identità di Luigi viene trovata dalla maggioranza dell'opinione pubblica e sancita dalla Chiesa. Luigi viene riconosciuto come re-santo e re laico e santo. Nel millenovecentoquarantaquattro san Luigi cade in un forte attacco di una malattia che lo perseguita da tempo. La malattia porta Luigi a perdere conoscenza al punto che molti lo credono morto. La regina madre invia a Pontoise, dove si trova il re, le Reliquie reali affinché egli le possa toccare. Appena ripreso da uno stato di malattia e in grado di parlare, san Luigi chiede soltanto di diventare crociato secondo il racconto dell'amico Joinville. Le reazioni all'annuncio del voto di crociata di san Luigi sono di diversa natura in un secolo in cui lo spirito delle crociate stava mutando a causa dei numerosi fallimenti e del forte scoraggiamento della classe politica. Un trovatore interpreta l'entusiasmo popolare per la scelta di san Luigi di farsi crociato. Il trovatore si meraviglia nei suoi testi di propaganda che un uomo leale, integro, saggio, retto e dalla vita santa, linda, pura e senza macchia si sia fatto crociato quando gli altri partivano per fare penitenza. Per san Luigi, che porta all'estremo la sua fede, la crociata rappresenta il coronamento della retta condotta di un principe cristiano. Il dodici giugno del millenovecentoquarantotto san Luigi si reca a Saint Denis per prendere l'orifiamma, la tracolla e il bordone dalle mani del cardinale legato. La consegna di insegne e simboli riflette la convinzione del re dell'identità tra crociata e pellegrinaggio. San Luigi si reca a piedi nudi, seguito da una grande processione popolare, all'abbazia reale di Saint Antoine des Champs. Prima di partire per la crociata, san Luigi nomina sua madre reggente del regno di Francia. La regina madre ha preparato e sostituito il figlio al timone del regno di Francia per tutta la vita con un lavoro silenzioso e paziente. La partenza da Parigi segna una svolta nella vita di san Luigi che colpisce il suo entourage. Le norme regolatrici della crociata impongono ai crociati la modestia nel vestire. San Luigi rispetta e fa rispettare rigorosamente le prescrizioni della crociata sull'abbigliamento. San Luigi va ben oltre le prescrizioni ecclesiastiche, conservando una grande austerità personale dal ritorno della crociata fino alla morte. La rinuncia e l'austerità segnano il passaggio da una vita conforme alle raccomandazioni della Chiesa a una condotta personale e politica autenticamente religiosa. Il cambiamento di san Luigi segna il passaggio da un semplice conformismo a un vero ordine morale.
La prigionia e il ritorno in patria
La crociata si apre in Egitto con alcune piccole vittorie. Alla fase iniziale fanno presto seguito le sconfitte e san Luigi viene fatto prigioniero dai musulmani. Essere fatto prigioniero dagli infedeli è considerato la peggiore disgrazia per un re e ancor più per un re cristiano. Il cappellano reale racconta la dignità e il coraggio dimostrati dal re durante la prigionia avvenuta un mese dopo la cattura. Durante la prigionia san Luigi pensa anzitutto agli altri crociati prigionieri. San Luigi rifiuta qualsiasi dichiarazione contraria alla propria fede cristiana, sfidando la tortura e la morte. San Luigi si infuria quando viene a sapere che i suoi sudditi sono riusciti a frodare i musulmani versando una cifra inferiore per il riscatto. San Luigi è convinto che la sua parola debba essere sempre mantenuta e onorata, anche se data a dei miscredenti. La crociata termina con un nulla di fatto. Mentre si trova in Terra Santa, san Luigi vede svanire il sogno della conversione dei mongoli. I missionari inviati da san Luigi al gran Khan ritornano sconfitti. Nella primavera del millenovecentocinquantatré san Luigi riceve la notizia della morte dell'amata madre, deceduta il ventisette novembre del millenovecentocinquantadue. L'amico Joinville racconta le scomposte manifestazioni di dolore di san Luigi alla notizia della morte della madre. I contemporanei rimproverano a san Luigi l'esagerata reazione di dolore. San Luigi ricava un guadagno spirituale dalle dolorose sconfitte subite. Discutendo con gli interlocutori musulmani, san Luigi si rende conto che il dialogo con essi è possibile, pur continuando a detestare la loro falsa religione. San Luigi impara qualcosa di utile dai musulmani. Tornato in patria, san Luigi è il primo re a costruire una biblioteca di manoscritti di opere religiose sul modello di quella del sultano. L'incontro tra san Luigi e Ugo di Digne, esponente della corrente rigorista degli Spirituali francescani, ha grande importanza per la vita del re. In preda allo sconforto per le sconfitte, san Luigi ne ricerca le cause interrogandosi su come piacere a Dio, assicurare la salvezza propria e del popolo e servire la Chiesa. Ugo di Digne mostra a san Luigi la via per diventare un re escatologico. Il programma per il re escatologico consiste nel far regnare la giustizia in vista della fine dei tempi e nel promuovere una città terrestre evangelica. La proposta descritta interpretava i desideri profondi di Luigi e divenne il programma dell'ultimo periodo del suo regno. Joinville testimonia il passaggio dalla semplicità all'austerità nella vita di san Luigi dopo il ritorno dalla Terrasanta. Il confessore, consigliere e primo biografo di Luigi era Goffredo di Beaulieu. I testimoni della vita di Luigi e i confidenti della sua coscienza videro il suo impegno a essere devoto verso Dio, giusto verso i sudditi, misericordioso verso gli infelici e umile verso se stesso. Il nuovo modo di vivere portato dalla Terrasanta superava in santità la sua vita precedente, sebbene in gioventù fosse già stato buono, innocente ed esemplare. Il fervore spirituale di Luigi si riflesse nelle decisioni politiche e nelle ordinanze regie riguardanti la moralità. Tra le misure repressive introdotte vi erano provvedimenti contro la bestemmia, il gioco, la prostituzione e la frequentazione delle taverne. Furono introdotte prescrizioni contro gli ebrei. Fu propagato il principio della presunzione d'innocenza per gli imputati, richiamando i giudici all'esempio di Dio. Luigi fu considerato arbitro e pacificatore della Cristianità.
La seconda crociata e il transito al cielo
Nel millenovecentosessantasette Luigi decise di intraprendere una nuova crociata. La preparazione alla crociata incluse nuove leggi contro la bestemmia, equiparata alla lesa maestà, e contro gli ebrei, oltre all'intensificazione della predicazione. L'esercito partì il quattordici marzo del millenovecentosettanta e sbarcò a Tunisi per raggiungere l'Egitto. La via di Tunisi si rivelò una Via Cruci. La possibilità di convertire l'Emiro musulmano risultò illusoria, sebbene san Luigi non vi volesse rinunciare. Un'epidemia di tifo si abbatté sull'esercito regio. Dopo il figlio Giovanni Tristano, san Luigi morì il venticinque agosto assistito dal suo confessore. Sul letto di morte Luigi aveva come unica preoccupazione le cose di Dio e l'esaltazione della fede cristiana. Le ultime parole pronunciate a fatica da Luigi furono l'invito a far predicare e introdurre la fede cattolica a Tunisi. Luigi chiese i suffragi dei santi a cui era devoto, in particolare san Dionigi patrono del regno. Luigi mormorò più volte le parole della preghiera a san Dionigi per chiedere la grazia di disprezzare i beni terreni e non temere le avversità. Luigi ripeté l'inizio della preghiera a san Giacomo affinché il Signore fosse santificatore e custode del suo popolo. Beaulieu riferì che Luigi morì all'ora stessa della morte del Signore su un letto di ceneri sparse a croce. Secondo una tradizione, la notte precedente la morte avrebbe mormorato che sarebbero andati a Gerusalemme. La bara con le ossa di Luigi nono fu portata ed esposta a Parigi nella chiesa di Notre Dame. I funerali ebbero luogo a Saint Denis il ventidue maggio, quasi nove mesi dopo la morte. I visceri di Luigi furono lasciati in Sicilia e lo scheletro a Saint Denis. Attorno ai sacri resti si verificarono numerosi miracoli sin da subito. La prima iniziativa per il processo di canonizzazione risale a papa Gregorio terzo. Papa Bonifacio ottavo pronunciò la canonizzazione solenne con la bolla Gloria, laus. La festa di san Luigi fu fissata al venticinque agosto. San Luigi nono fu re di Francia e fu reso celebre dalla fede attiva, dalla giustizia nel governo, dall'amore per i poveri e dalla costanza nelle avversità. Luigi contrasse matrimonio ed ebbe undici figli che educò ottimamente e nella pietà. Luigi impegnò mezzi, forze e la vita per onorare la croce, la corona di spine e il sepolcro del Signore. Morì presso Tunisi sulla costa dell'Africa settentrionale, colpito dalla peste nel suo accampamento, dopo essere nato a Poissy, in Francia, il venticinque aprile del millenovecentoquattordici ed essere morto a Tunisi il venticinque agosto del millenovecentosettanta.
Il cammino del re
Nato a Poissy nel 1214, Ludovico ricevette la consacrazione come re di Francia nel 1226, ancora giovanissimo, sotto la saggia e ferma reggenza della madre. Il suo cammino personale e politico fu sempre guidato da una fede incrollabile. Nel 1234, nella città di Sens, celebrò il suo matrimonio con Margherita di Provenza, un'unione che lo sostenne nei compiti gravosi della corona. Fin dai primi anni del suo regno, Ludovico scelse di governare con spirito di penitenza e carità, cercando sempre la pace per il suo popolo e la giustizia per i più deboli, spesso ritirandosi in preghiera a Pontoise.
Il suo amore per Cristo si manifestò in modo straordinario attraverso l'acquisto della Corona di spine, per la quale fece edificare a Parigi la splendida Sainte-Chapelle, un reliquiario di pietra e luce destinato ad accogliere questo sacro segno della Passione. Nel 1248, spinto dal desiderio di liberare i Luoghi Santi, il sovrano partì per la crociata in Egitto. Questa spedizione si rivelò drammatica e Ludovico conobbe l'umiliazione della prigionia, che affrontò con straordinaria dignità e rassegnazione cristiana. Ritornato in patria, non esitò a intraprendere una seconda spedizione anni dopo, durante la quale trovò la morte a Cartagine, consumato dalla malattia, offrendo la sua anima a Dio lontano dalla sua amata Francia.
La memoria e la fede
La fine terrena di Ludovico, avvenuta in terra d'Africa, non spense l'eco delle sue virtù, che si era già diffusa in tutto il mondo cristiano. Il ricordo della sua rettitudine, della sua mitezza nel giudicare e della sua generosità verso i poveri rimase impresso nei cuori dei suoi contemporanei. La Chiesa riconobbe in questo re non solo un difensore della fede, ma un uomo che visse il Vangelo nel silenzio del suo cuore e nella complessità del governo quotidiano, trasformando la corona regale in un cammino di santità.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Ludovico (Luigi IX)?
La memoria liturgica e la festa di San Ludovico sono fissate al 25 agosto, in coincidenza con la data della sua morte.
Di cosa è patrono San Ludovico (Luigi IX)?
San Ludovico è patrono della Francia, dei terziari francescani e dei crociati.
San Luigi IX, re di Francia, che la fede attiva sia in tempo di pace sia nel corso delle guerre intraprese per la difesa dei cristiani, la giustizia nel governo, l’amore verso i poveri e la costanza nelle avversità resero celebre. Unitosi in matrimonio, ebbe undici figli che educò ottimamente e nella pietà. Per onorare la croce, la corona di spine e il sepolcro del Signore impegnò mezzi, forze e la vita stessa. Morì presso Tunisi sulla costa dell’Africa settentrionale colpito dalla peste nel suo accampamento. — Martirologio Romano