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25 agosto

San Mena

Patriarca di Costantinopoli

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'ascesa al patriarcato e il sinodo

Il secondo giorno di febbraio del cinquecentotrentasei il papa Agapito arrivò a Costantinopoli, incaricato dal re goto Teodato di dissuadere l'imperatore Giustiniano dal tentativo di conquista d'Italia. Fallito il compito diplomatico, il pontefice si dedicò a questioni religiose e rifiutò di comunicare con il patriarca Antimo, noto come monofisita, finché non avesse riconosciuto il dogma delle due nature. Antimo scomparve e fu sostituito, con il consenso imperiale, da Mena, un prete originario di Alessandria ed ex direttore dell'ospizio di Sansone. Papa Agapito consacrò personalmente Mena il tredici marzo. Dopo la morte di Agapito, Mena convocò un sinodo apertose il secondo giorno di maggio per contrastare il movimento monofisita sostenuto dall'imperatrice Teodora. Antimo, che era irreperibile, fu deposto e i suoi sostenitori più noti furono condannati. L'imperatore Giustiniano approvò le decisioni del sinodo.

La lotta agli origenisti e la questione dei Tre Capitoli

Gli origenisti, che avevano precedentemente turbato i monasteri della Palestina durante il regno dell'imperatore Giustino, ripresero le loro attività. Il diacono Pelagio, apocrisario di Roma, e il patriarca Mena sollecitarono l'intervento di Giustiniano contro gli origenisti. Nel gennaio del cinquecentoquarantatré l'imperatore Giustiniano emanò un editto molto violento contro gli origenisti. Dopo la partenza di Pelagio, alcuni intriganti eterodossi convinsero l'imperatore a emanare disposizioni dogmatiche personali. Giustiniano pubblicò un editto di condanna contro i Tre Capitoli, ossia le opere dei teologi Teodoro di Mopsuestia, Teodoreto di Ciro e Iba di Edessa, accusati dai monofisiti di nestorianesimo. Mena firmò il decreto di condanna dei Tre Capitoli, ponendo la riserva di ritirare l'assenso in caso di mancata approvazione papale. Stefano, apocrisario del papa a Costantinopoli, interruppe i rapporti con Mena, ma quest'ultimo mantenne la sua firma.

Le tensioni con Roma e la riconciliazione

Il quindici gennaio del cinquecentoquarantasette il papa Vigilio arrivò a Costantinopoli in condizioni di semi-cattività. Papa Vigilio rifiutò la comunione con Mena e con gli altri vescovi che avevano firmato l'editto. Mena reagì cancellando il nome del papa dai dittici liturgici. La riconciliazione tra il papa e Mena avvenne il ventinove giugno. Nel luglio del cinquecentocinquantuno papa Vigilio interruppe nuovamente i rapporti con Mena. Nel mese di agosto del cinquecentocinquantuno papa Vigilio scomunicò Mena. La scomunica spinse l'imperatore a moderare la sua intransigenza. Mena inviò al papa una lettera di riconoscimento dei primi quattro concili ecumenici senza aggiunte o omissioni. Mena chiese perdono al papa per aver intrattenuto contatti con persone scomunicate. Secondo il Martirologio, Mena fu ordinato vescovo dal papa sant'Agapito e riconciliò la comunione con papa Vigilio dopo una temporanea sospensione. Mena dedicò alla Sapienza divina la grande chiesa edificata dall'imperatore Giustiniano a Costantinopoli.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Mena?

San Mena è celebrato il ventiquattro o il venticinque agosto nella Chiesa bizantina e il venticinque agosto nel Martirologio Romano.

Quali furono i momenti salienti del suo episcopato?

Il suo patriarcato fu segnato dalla consacrazione a opera di papa Agapito, dalla lotta contro le eresie origeniste e monofisite, dalla complessa vicenda dei Tre Capitoli e dalla provvidenziale riconciliazione con papa Vigilio.

A Costantinopoli, san Mena, vescovo, che fu ordinato dal papa sant’Agapíto e, riconciliata la comunione per qualche tempo sospesa con il papa Vigilio, dedicò alla Sapienza divina la grande chiesa edificata dall’imperatore Giustiniano. — Martirologio Romano