22 ottobre
San Mallone di Rouen
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini, fonti storiche e collocazione temporale
Mallone era originario dell'isola di Britannia. La tradizione leggendaria riferisce che Mallone sarebbe stato inviato a Roma al tempo dell'imperatore Valeriano tra il 253 e il 260. Sempre secondo questa narrazione antica, Mallone sarebbe stato convertito a Roma dal papa santo Stefano tra il 254 e il 257. Papa santo Stefano avrebbe ordinato prete Mallone. Papa santo Stefano avrebbe mandato Mallone ad evangelizzare Rouen a seguito di un avvertimento celeste. Orderico Vitale nella sua Historia Ecclesiastica attribuisce a Mallone il ruolo di iniziatore della città di Rouen alla vita cristiana. Orderico Vitale colloca Mallone nel 306, sotto l'imperatore Costantino e il papa Eusebio. Al concilio di Arles del 314 figura un vescovo di Rouen di nome Avitianus. Avitianus è indicato dalle liste episcopali come il successore di Mallone. La successione di Avitianus concorda con le informazioni fornite da Orderico Vitale. È possibile che Orderico Vitale abbia dedotto i dati su Mallone tenendo conto di quelli relativi ad Avitianus. La Vita Mellonis colloca Mallone in un'epoca molto precedente, il che è considerato un'informazione erronea. Nel dodicesimo secolo non si conosceva ancora nulla della vita di Mallone. La festa di Mallone non è segnalata nei Breviari locali del dodicesimo secolo. Nel tredicesimo secolo la festa di Mallone trova posto nei Breviari locali. Le lezioni dell'Ufficio di Mallone nel tredicesimo secolo sono riprese integralmente dal Comune dei pontefici confessori. Alla fine del quattordicesimo secolo e agli inizi del quindicesimo compare una Vita di Mallone divisa in nove lezioni in un Lezionario di san Nicasio di Rouen. Il bollandista B. Bossue ha pubblicato negli Acta Sanctorum un'altra biografia di Mallone ritrovata tra i documenti dei Bollandisti anteriori. La seconda biografia ritrovata non è datata ma non può essere di molto anteriore al testo del Lezionario.
Prodigi, lotta contro l'idolatria e vita ascetica
Durante il viaggio e nella nuova residenza Mallone avrebbe moltiplicato i miracoli. Mallone risuscitò un giovane caduto dal tetto mentre si era arrampicato per ascoltare un sermone. Nel luogo del miracolo del giovane, il vescovo elevò in seguito una chiesa in onore della Trinità e della Vergine Maria. La terminologia della chiesa intitolata alla Trinità e alla Vergine Maria non è ammessa per il quarto secolo perché rara prima del Mille e diffusa nell'undicesimo secolo. Mallone distrusse l'idolo di Rolli, divinità dei Rotomagensi assimilata dall'autore a Venere. Mallone obbligò il demonio nascosto nella statua a comparire sotto l'aspetto di una scimmia. Il demonio rivelò il suo nome di Saragone. Il demonio enumerò le sue opere tra cui omicidi, furti, ebrietà, false testimonianze e ogni immondizia prima di essere scacciato. La biografia descrive le pratiche ascetiche di Mallone, simili a quelle dei monaci celtici dell'alto Medioevo. Mallone compiva trecento genuflessioni di giorno e di notte. Mallone giaceva sulla nuda terra e talvolta dormiva seduto. Mallone portava una cintura di ferro sulla pelle. Mallone si nutriva esclusivamente di pane d'orzo, legumi e acqua. Mallone morì un ventidue ottobre. Il ventidue ottobre è la data tradizionalmente mantenuta per la festa di Mallone.
Il ministero apostolico
La vicenda umana e spirituale di San Mallone di Rouen affonda le sue radici nella terra di Britannia, da cui egli partì per un lungo pellegrinaggio che lo avrebbe condotto al cuore della cristianità. Giunto a Roma, la sua vita si intrecciò con quella di papa Stefano, sotto la cui guida egli maturò la vocazione al sacerdozio. Ricevuta l'ordinazione, fu inviato a Rouen con il mandato solenne di annunciare la parola di Dio in una terra ancora ignara della luce del Vangelo. Il suo episcopato si distinse per una determinazione ferma e intrepida nel contrastare le pratiche pagane che impedivano la diffusione del messaggio di Cristo.
Tra gli episodi più significativi del suo apostolato si ricorda la distruzione dell'idolo pagano di Rolli, un gesto che segnò il trionfo della fede sull'oscurità e consolidò la presenza della Chiesa in quelle regioni. La sua opera non fu soltanto una predicazione verbale, ma una testimonianza vissuta che trasformò profondamente la comunità di Rouen. Il suo passaggio terreno si concluse proprio nella città che aveva servito come pastore, lasciando un'eredità spirituale che avrebbe continuato a guidare i fedeli ben oltre la sua dipartita. La storia di San Mallone ci insegna come la fede, quando è vissuta con autentico zelo, sia capace di abbattere ogni barriera e di edificare una dimora solida per la grazia di Dio in mezzo agli uomini.
La memoria del culto
Il culto verso San Mallone si è tramandato attraverso i secoli, testimoniando la gratitudine di una comunità che ha visto in lui il proprio padre nella fede. La sua figura è iscritta nel Martirologio Romano sotto il nome di Melanius, un riconoscimento che ne conferma l'importanza universale per la Chiesa cattolica. Un momento di particolare solennità nella storia della venerazione del santo avvenne durante il nono secolo, quando le sue reliquie furono traslate a Pontoise.
Questo atto di traslazione non fu soltanto uno spostamento fisico di spoglie mortali, ma un segno visibile di una devozione che si faceva itinerante e capace di unire diverse comunità nel ricordo del suo primo vescovo. Ancora oggi, nel giorno della sua ricorrenza, la Chiesa invita a volgere lo sguardo verso questo pastore che, partendo dalle terre della Britannia, ha saputo farsi apostolo instancabile in Francia. La sua vita rimane un invito costante a perseverare nella verità, ricordando che ogni opera compiuta nel nome del Signore porta frutti che superano le contingenze del tempo per giungere fino a noi.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Mallone di Rouen?
La festa di San Mallone di Rouen si celebra tradizionalmente il ventidue ottobre.
A Rouen nella Gallia lugdunense, ora in Francia, san Mallone, vescovo, che si ritiene abbia annunciato in questa città la fede cristiana e costituito la sede episcopale. — Martirologio Romano