20 aprile
San Marcellino d’Embrun
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e il ritiro nella grotta
San Marcellino nacque nell'Africa da genitori cattolici ricchi di beni e di virtù. Fin da bambino fu istruito nella religione cristiana, dimostrando molto amore per essa. Egli amava la vita ritirata, preferendo la conversazione con Gesù alle parole vane degli uomini. A circa vent'anni, d'accordo con i compagni Vincenzo e Donnino, si ritirò in una grotta lontano dai rumori e dalle distrazioni mondane. Trascorsero vario tempo nella grotta dedicandosi alla meditazione delle divine verità e all'esercizio della penitenza. Il gruppo era consolato dalle interiori dolcezze donate da Gesù a coloro che lo amano.
La missione nelle Gallie e la fondazione della Chiesa di Embrun
Desiderando far conoscere Gesù e il suo Vangelo ai popoli pagani, Marcellino si trasferì nelle Gallie seguito dai compagni Vincenzo e Donnino. Predicarono il Vangelo nei Paesi vicini alle Alpi ottenendo abbondanti conversioni. Marcellino si recò successivamente a Embrun, dove si costruì un oratorio. Si recava nell'oratorio la notte a fare orazione, mentre durante il giorno si dedicava alla predicazione del Vangelo. I suoi esempi e i suoi discorsi, avvalorati dalla grazia, convertirono un gran numero di idolatri a Dio. In breve tempo l'intera città di Embrun fu conquistata alla religione cristiana da Marcellino. Marcellino chiese a sant'Eusebio di Vercelli di consacrare il suo oratorio affinché potesse servire da chiesa. Sant'Eusebio acconsentì ben volentieri alla richiesta. A causa del grande bene operato dal santo, si rese necessaria l'elezione di un vescovo per governare quel popolo. Marcellino fu consacrato primo vescovo e pastore della Chiesa di Embrun. Secondo il Martirologio, san Marcellino è il primo vescovo di Embrun nella Francia meridionale. Il Martirologio attesta che Marcellino giunse dall'Africa, convertì molti abitanti della regione delle Alpi Marittime e fu ordinato vescovo da sant'Eusebio da Vercelli.
Il ministero episcopale e il transito al cielo
Bruciando di nuovo zelo per la gloria di Dio e la salvezza delle anime, si adoperò per far fiorire la pietà e alimentare la virtù in ognuno. Non potendosi recare personalmente in tutti i luoghi della diocesi, vi mandava i coadiutori Vincenzo e Donnino. Le missioni di Vincenzo e Donnino erano frequenti ed efficaci, specialmente grazie ai numerosi e strepitosi miracoli operati. Mentre si dedicava alla salvezza altrui, Marcellino curava la propria anima con meditazione, preghiera e penitenza. Dio chiamò a sé Marcellino l'anno 374.
Il culto e le reliquie
La tomba del santo divenne celebre per i miracoli nei Paesi del Delfinato, della Provenza e della Savoia. Il corpo di Marcellino fu successivamente trasportato nella città di Digne. A Digne riposano anche i corpi dei suoi santi compagni Vincenzo e Donnino. Il sepolcro di Digne è tuttora una fonte inesauribile di grazie e favori.
La missione nelle Alpi
Il cammino di San Marcellino d’Embrun ebbe inizio lontano dalle montagne che lo avrebbero visto protagonista, nelle terre calde dell'Africa. Giunto nelle regioni alpine, egli non cercò subito il clamore dell'azione, ma scelse la via del deserto e del raccoglimento. Insieme ai compagni Vincenzo e Donnino, si ritirò in una grotta, vivendo un tempo di eremitaggio che fu, per tutti loro, la necessaria palestra dello spirito per prepararsi alla missione che li attendeva. In quel silenzio, la fede si radicò profondamente, rendendoli pronti a farsi voce di Dio tra le popolazioni locali.
La provvidenza volle che il loro impegno fosse riconosciuto e sostenuto da Eusebio di Vercelli, figura di primo piano della Chiesa del quarto secolo. Fu proprio Eusebio a consacrare l'oratorio di Embrun, un luogo che divenne il cuore pulsante dell'evangelizzazione in quell'area. In quel contesto di grazia, San Marcellino ricevette l'ordinazione episcopale, divenendo il primo vescovo di Embrun. Il suo ministero non fu un esercizio di potere, ma un servizio di padre e pastore, vissuto in costante compagnia di Vincenzo e Donnino, con i quali condivise ogni fatica e ogni speranza. La loro opera di evangelizzazione fu capillare e tenace, capace di trasformare la cultura e la vita di quelle genti, portando la luce del Vangelo dove regnavano ancora le ombre dell'incertezza. San Marcellino concluse il suo pellegrinaggio terreno nell'anno trecentosettantaquattro, lasciando dietro di sé una comunità cristiana solida e viva, capace di camminare sulle orme del suo primo pastore.
Il riposo a Digne
La memoria di San Marcellino d’Embrun è indissolubilmente legata a quella dei suoi compagni di missione, Vincenzo e Donnino. Questa unione fraterna, iniziata nella grotta della preghiera e proseguita lungo gli anni dell'episcopato e dell'evangelizzazione, non si interruppe nemmeno dopo la morte. Le spoglie di San Marcellino, infatti, furono traslate a Digne per essere riposte accanto a quelle di Vincenzo e Donnino. Tale gesto, carico di significato teologico e umano, testimonia come la santità non sia mai un cammino isolato, ma una comunione di vite che si sostengono a vicenda nel nome di Cristo.
Oggi il ricordo di San Marcellino viene celebrato con rinnovata devozione, in particolare nel giorno venti di aprile. La Chiesa lo venera come il primo vescovo di Embrun, riconoscendo in lui l'artefice principale di una semina evangelica che ha dato frutti duraturi tra le valli alpine. La sua vita, spesa tra l'ascesi del silenzio e l'impegno pubblico del governo pastorale, rimane un esempio limpido di come la fede possa trasformare il mondo quando è vissuta con umiltà, coerenza e spirito di collaborazione. La sua figura invita ancora oggi a riscoprire la bellezza di un apostolato vissuto nella concordia, ricordandoci che ogni grande opera di Dio nasce sempre dalla preghiera e si nutre della carità fraterna.
Domande frequenti
Quando si festeggia san Marcellino d’Embrun?
La memoria liturgica di san Marcellino d’Embrun si celebra il 20 aprile.
Di cosa è patrono san Marcellino d’Embrun?
I dati biografici forniti non menzionano specifici patronati per il santo.
A Embrun nella Francia meridionale, san Marcellino, primo vescovo di questa città, che, giunto dall’Africa, convertì alla fede di Cristo molti abitanti della regione delle Alpi Marittime e fu ordinato da sant’Eusebio da Vercelli vescovo di questa sede. — Martirologio Romano