San Paolo Liu Hanzuo
Sacerdote e martire
Aggiornato il 22 luglio 2026
La giovinezza e la vocazione
San Paolo Liu Hanzuo nacque a Lezhi intorno al 1778. La sua famiglia era già cristiana e molto povera. Nonostante le ristrettezze economiche, la famiglia curò con grande interesse la sua educazione religiosa. A causa della povertà non poté frequentare la scuola regolare. Dovette quindi occuparsi di portare le pecore al pascolo per aiutare la famiglia. Fu aiutato a discernere la propria vocazione da un missionario. All'età di ventiquattro anni chiese di essere ammesso al Seminario di Luorenggou. Ebbe difficoltà nell'apprendimento del latino durante gli studi. Per questo motivo gli fu concesso di studiare filosofia e teologia in cinese. Venne ordinato sacerdote tra i trenta e i trentacinque anni di età.
Il ministero e la persecuzione
San Paolo Liu Hanzuo fu associato alla Società delle Missioni Estere di Parigi. Gli furono affidati i distretti di Sintou e Teyang. Entrambi i distretti si trovavano sulle rive del fiume Yangtse. Nella zona erano in corso dure persecuzioni contro i cristiani. Compiva solitamente di notte gli atti del ministero pastorale. Di giorno vendeva merci e verdura per vivere e non dare nell'occhio. Un falegname lo denunciò alle autorità civili. Il falegname era stato rimproverato dal sacerdote per il suo lavoro inaccurato. Venne catturato il 15 agosto 1817 mentre stava celebrando la Messa. Chiese di poter terminare la celebrazione prima di essere catturato. Si consegnò alle autorità una volta conclusa la Messa. Con lui venne arrestato un suo domestico.
Il martirio e la gloria degli altari
Fu condotto in carcere e fustigato con lacci di cuoio. Gli fu detto che avrebbe riottenuto la libertà pagando un riscatto. Non fu possibile radunare la somma di denaro richiesta per il riscatto. Venne condotto davanti al mandarino. Affermò davanti al mandarino di essere un sacerdote. Dichiarò di essere disposto a lasciarsi uccidere anziché apostatare. Il mandarino lo condannò a morte. Il mandarino inviò alla corte imperiale la richiesta di conferma della sentenza. La conferma della sentenza arrivò rapidamente. Venne strangolato a Dongjiaochang il 13 febbraio 1818. Si chiamava Paolo Liu Hanzuo. Fu incluso nel gruppo dei 50 martiri del clero e dei fedeli dei Vicariati apostolici di Guizhou, Sichuan, Tonchino Occidentale, Cocincina e Tonchino Orientale. Il decreto sul martirio di questo gruppo fu promulgato il 2 luglio 1899. Fu beatificato da papa Leone XIII il 27 maggio 1900. Fu inserito nel gruppo dei 120 martiri cinesi capeggiati da Agostino Zhao Rong. Fu iscritto nell'elenco dei santi il 1 ottobre 2000 da san Giovanni Paolo II.
Il cammino sacerdotale
Il percorso spirituale di San Paolo Liu Hanzuo trova il suo inizio nel seminario di Luorenggou, dove egli fece il suo ingresso all'età di ventiquattro anni. Questa scelta segnò l'inizio di una vocazione vissuta con profonda consapevolezza, che lo portò a ricevere l'ordinazione sacerdotale per la Società delle Missioni Estere di Parigi. In un'epoca caratterizzata da restrizioni e pericoli per i fedeli, il suo apostolato si svolse interamente nell'ombra. Egli percorse i distretti di Sintou e Teyang, portando il conforto dei sacramenti e la parola di Dio a un popolo che viveva la propria fede nel nascondimento.
La dedizione di San Paolo Liu Hanzuo non conobbe sosta, nonostante la consapevolezza dei rischi che il suo ministero comportava. Il quindici agosto del 1817, mentre celebrava la Santa Messa, fu sorpreso e tratto in arresto dalle autorità. Condotto davanti al mandarino, ricevette l'ordine di rinnegare la propria fede cristiana. Dinanzi a tale richiesta, il sacerdote oppose un fermo rifiuto, confermando con la sua vita la verità di ciò che annunciava. Questa testimonianza di coerenza spirituale lo condusse verso la prova definitiva. Il tredici febbraio del 1818, a Dongjiaochang, egli affrontò la morte per strangolamento, offrendo il suo sangue come ultimo atto di fedeltà al Signore e alla missione che gli era stata affidata.
La memoria liturgica
La Chiesa universale conserva la memoria di San Paolo Liu Hanzuo nel giorno in cui egli ha compiuto il suo sacrificio supremo. La data del tredici febbraio non rappresenta soltanto il ricordo di una morte terrena, ma il momento in cui il sacerdote è entrato nella gloria eterna, coronato dal martirio. Il suo culto è stato confermato ufficialmente il primo ottobre dell'anno duemila, quando il Papa Giovanni Paolo II lo ha elevato agli onori degli altari, inserendolo nel novero dei santi.
Oggi, la figura di questo martire del diciannovesimo secolo invita i fedeli a una riflessione profonda sulla coerenza della vita cristiana. La sua esistenza, spesa interamente per il ministero e conclusa nel dono di sé, rimane un punto di riferimento per la Chiesa in Cina e per ogni credente. Attraverso la preghiera e la memoria liturgica, la comunità cristiana onora il suo coraggio, riconoscendo in lui un pastore che ha saputo guidare il gregge anche nelle ore più buie, rimanendo saldo nella fede fino all'ultimo respiro.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Paolo Liu Hanzuo?
La memoria liturgica si celebra il 13 febbraio, giorno del suo martirio.
In località Dongjiaochang presso la città di Lezhi nella provincia di Sichuan in Cina, san Paolo Liu Hanzuo, sacerdote e martire, strangolato per il nome di Cristo. — Martirologio Romano