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17 maggio

San Pasquale Baylon

Religioso dei Frati Minori

San Pasquale Baylon

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini del nome e la giovinezza

Il nome Pasquale possiede origini cristiane ed è tradizionalmente associato ai bambini nati nel giorno di Pasqua. Le sue radici lontane sono ebraiche, derivando da Pesah, termine che significa passaggio. Questa parola indica storicamente il passaggio del popolo ebraico attraverso il Mar Rosso e il passaggio dell'angelo del Signore che salvò i primogeniti ebrei, contrassegnandone le case con il sangue dell'agnello per distinguerli da quelli egiziani destinati alla morte nell'ultima piaga d'Egitto. Nello stesso solco di grazia, Pasquale Baylon nacque il sedici maggio 1540 a Torre Hermosa, in Aragona, da Martín Baylón e Isabel Jubera, venendo alla luce proprio nel giorno di Pentecoste, detta anche Pasqua rosata o Pascua de Pentecostés in lingua spagnola.

Fin da bambino, Pasquale dimostrò una spiccata e sincera devozione verso l'Eucaristia, un amore che avrebbe caratterizzato l'intera sua vita religiosa. Iniziò a lavorare come pastore, custodendo dapprima il gregge della propria famiglia e successivamente prestando servizio per altri padroni. La solitudine dei campi offrì al giovane l'occasione propizia per favorire la meditazione, coltivare il desiderio di spiritualità e intensificare la continua preghiera. Nello stesso tempo, animato da fervore ascetico, Pasquale mortificava il suo giovane corpo sottoponendosi a lunghi digiuni e a dolorose flagellazioni.

La vocazione e la vita francescana

All'età di diciotto anni, Pasquale chiese di essere accolto nel convento di Santa Maria di Loreto, appartenente ai Francescani Riformati, comunemente detti Alcantarini dal nome del loro riformatore san Pietro d'Alcantara. Tuttavia, il giovane non fu accettato nel convento, forse a causa della sua giovane età. Per rimanere nei dintorni del luogo santo, Pasquale decise di entrare al servizio del ricchissimo possidente Martín García, lavorando nuovamente come pastore. Impressionato dalle sue virtù, Martín García giunse a proporgli l'adozione per renderlo suo erede universale, ma Pasquale rifiutò la generosa offerta perché deciso unicamente a entrare tra i frati di san Francesco. Dopo due anni di attesa, nel 1560, fu finalmente ammesso nel convento di Santa Maria di Loreto, dove emise la sua professione religiosa il due febbraio 1564.

Nonostante il parere favorevole dei superiori che ne riconoscevano le qualità, Pasquale non volle mai ascendere al sacerdozio, poiché non si riteneva degno di un tale ministero. Si accontentò pertanto di rimanere un semplice fratello laico, venendo addetto per anni ai vari servizi del convento, specialmente all'ufficio di portinaio. Svolse questo delicato compito con grande bontà, mostrando sempre premura e benevolenza verso tutti, ed espletò il suo servizio anche nei conventi di Játiva e Valencia. Nonostante la giovinezza, acquistò ben presto una certa fama di santità, alimentata dalle sue virtù cristiane e morali e da prodigi attribuiti alla sua intercessione.

La missione in Francia e il Serafino dell'Eucaristia

Pasquale fu grandemente favorito dagli straordinari doni dello Spirito Santo, tra i quali spiccava la sapienza infusa. Sapeva leggere e scrivere, pur non possedendo una vasta cultura accademica, eppure illustri personaggi richiedevano costantemente i suoi illuminati consigli. Nel 1576, il Padre Provinciale degli Alcantarini di Spagna si trovò nella necessità di comunicare con urgenza con il Padre Generale residente a Parigi. A causa delle gravi difficoltà del viaggio attraverso le province francesi dominate dai calvinisti, il superiore scelse di affidare la delicata missiva proprio a fra Pasquale. Durante il cammino in terra francese, il religioso fu fatto oggetto di continue derisioni, insulti e percosse, giungendo a correre pericolo di morte per lapidazione a Orléans. Proprio in quella città, fra Pasquale tenne una serrata disputa sull'Eucaristia, tenendo testa agli oppositori e rintuzzando con fermezza le loro false argomentazioni.

Al ritorno dalla difficile missione in Francia, fra Pasquale compose un piccolo libro di definizioni e sentenze sulla reale presenza di Gesù nell'Eucaristia e sul potere divino trasmesso al pontefice romano. Per la sua ardente pietà, fu presto soprannominato il Serafino dell'Eucaristia. Sono inoltre giunti sino a noi i suoi pensieri personali e le sue preghiere, che egli usava trascrivere in un suo scartafaccio accanto ad ampie raccolte di scritti su temi eucaristici. Spinto dal desiderio di una sempre maggiore perfezione spirituale, continuò a sottoporsi a pesanti mortificazioni e penitenze, le quali finirono col compromettere gravemente la sua salute.

Il transito, il culto e il patrocinio

Pasquale morì il diciassette maggio 1592, il giorno dopo aver compiuto cinquantadue anni, presso il convento del Rosario a Villarreal, vicino Valencia. La sua morte avvenne nel giorno di Pentecoste, esattamente come il giorno della sua nascita. Ai suoi solenni funerali partecipò una moltitudine di fedeli, accorsa per rendere omaggio alla salma. La santità dell'umile fratello laico francescano si diffuse rapidamente in tutto il mondo cattolico grazie ai numerosi miracoli avvenuti per sua intercessione. Il suo culto trovò una particolare fioritura a Napoli per via della dominazione spagnola, concentrandosi nei conventi francescani di San Pasquale a Chiaia e San Pasquale al Granatello a Portici, mentre il nome Pasquale fu dato a generazioni di bambini in tutto il Sud Italia.

La Chiesa ne sancì la memoria beatificandolo il ventinove ottobre 1618 per opera di papa Paolo V, ventisei anni dopo la morte, e proclamandolo santo il sedici ottobre 1690 con papa Alessandro VIII. Durante la guerra civile spagnola, i suoi resti venerati a Villarreal furono profanati e dispersi, ma una parte di essi venne successivamente recuperata e restituita alla città nel 1952. La sua appassionata devozione per l'Eucaristia ha ispirato nei secoli i tanti artisti che l'hanno raffigurato; nelle opere d'arte e nelle immaginette devozionali egli compare sempre nell'atto di adorare il Santissimo Sacramento nell'ostensorio. Papa Leone XIII lo proclamò patrono delle opere eucaristiche e dei congressi eucaristici il ventotto novembre 1897. Popolarmente è considerato anche patrono dei cuochi e dei pasticcieri in base ai suoi umili servizi svolti in convento, e una tradizione lo indica persino come l'inventore dello zabaione, nome che deriverebbe evidentemente dal suo. Viene infine invocato dalle nubili in cerca di marito e dalle donne in generale, probabilmente a causa di una felice assonanza con il suo cognome.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Pasquale Baylon?

La memoria liturgica di San Pasquale Baylon si celebra il 17 maggio, giorno della sua morte.

Di cosa è patrono San Pasquale Baylon?

San Pasquale Baylon è il patrono delle opere eucaristiche, dei congressi eucaristici, dei cuochi, dei pasticcieri, delle donne in cerca di marito e delle donne in generale.

A Villa Real presso Valencia in Spagna, san Pasquale Baylon, religioso dell’Ordine dei Frati Minori, che, mostrandosi sempre premuroso e benevolo verso tutti, venerò costantemente con fervido amore il mistero della Santissima Eucaristia. — Martirologio Romano