11 febbraio
San Pasquale I
Papa
Aggiornato il 15 settembre 2026
La consacrazione e il pactum
San Pasquale I era abate della basilica di Santo Stefano prima di essere elevato al soglio pontificio. La sua consacrazione a papa fu celebrata il venticinque gennaio dell'anno 817 e avvenne nemmeno un giorno dopo la morte del predecessore a causa del timore di ingerenze esterne. Per consolidare i rapporti con il Sacro Romano Impero, il legato pontificale Teodoro fu inviato alla corte di Ludovico con la missiva del nuovo annuncio. Teodoro ritornò con una lettera di felicitazioni e un diploma imperiale chiamato Pactum cum Paschali pontefice. Ludovico il Pio non impugnò le false riproduzioni create dal clero romano, le quali furono spacciate presso le piccole signorie feudali per recuperare le promesse fatte anticamente da Pipino e Carlomagno. Grazie a questa complessa manovra, il clero recuperò importanti feudi tra cui Calabria, Sicilia, Sardegna, Corsica e Napoli.
Il potere imperiale e le tensioni a Roma
Ludovico concesse ai romani e al clero la libertà di scelta del proprio pontefice, una scelta che prevedeva la sola presenza di alcuni legati esentati dall'imporre la conferma. Vi era tuttavia l'obbligo di rinnovare il patto di alleanza con l'imperatore attraverso il pactum fidelis. L'imperatore era occupato in questioni ben più gravi rispetto al controllo del potere romano e, nel luglio dell'anno 817, il patto fidelis fu ratificato dalla nobiltà imperiale ad Aquisgrana con il nome di Ordinatio Imperii. Questo documento limitò quasi totalmente il potere temporale della Chiesa. Si scatenò il caos totale, con scorribande di predoni e banditi in tutta la penisola italiana a causa del disinteresse imperiale. La nobiltà romana filo-franca si scontrò così con i nobili dissidenti espropriati dell'autorità temporale. Il primicerio Teodoro e il nomenclatore Leone, il quale era genero del pontefice, furono i capi della rivolta antimperiale. La rivolta fu stroncata con decisione dalle truppe papaline e dalle squadre dei nobili filo-franchi. Teodoro e Leone furono catturati, accecati e decapitati nel corso dell'anno 821.
L'arrivo di Lotario e l'inchiesta
Nel frattempo, nell'anno 818 Ludovico nominò re d'Italia il proprio primogenito Lotario. Lotario giunse in Italia nel 822 fermandosi a Pavia, mentre Pasquale lo invitò a Roma tramite suppliche. Il giovane sovrano giunse infine a Roma la Pasqua dell'anno 823 e fu consacrato imperatore Augusto del popolo romano con il consenso di Ludovico il Pio. Lotario ordinò subito un'inchiesta sui fatti precedentemente accaduti a causa dei continuati malumori. Il pontefice si sottomise al giuramento di fede a Dio e maledisse i sobillatori giustiziati. I legati tornarono ad Aquisgrana e riferirono a Ludovico l'accaduto, e l'imperatore decise di archiviare l'inchiesta.
La tradizione di Santa Cecilia e la morte
A Pasquale I si debbono i primi interventi sociali, oltre che a due giustiziati. La tradizione riferisce che Pasquale I fu dichiarato santo per essere caduto in trance durante una messa. Durante questa trance rivelò il punto esatto della sepoltura di Santa Cecilia e di suo marito Valeriano, che furono martirizzati durante l'impero romano. I corpi furono estratti dal cimitero di San Callisto con abiti interamente ricoperti d'oro. Pasquale I morì l'undici febbraio dell'anno 824. Il popolo romano impedì la sepoltura a San Pietro nonostante l'interessamento sociale del pontefice, e si ritiene che le spoglie di San Pasquale giacciano nella basilica di San Prassede.
Il cammino terreno
Il pontificato di San Pasquale Primo ebbe inizio il venticinque gennaio dell'ottocento diciassette, data della sua consacrazione a vescovo di Roma. Il suo ministero si inserì in un periodo di grandi trasformazioni, dove la necessità di proteggere l'autonomia della Chiesa richiedeva una costante interlocuzione con le autorità imperiali. In questo contesto, il Papa si recò presso la corte di Aquisgrana per intessere un dialogo che portò alla firma del Pactum cum Paschali pontefice, un documento fondamentale per definire i reciproci ambiti di competenza tra il papato e l'imperatore Ludovico il Pio.
La sollecitudine pastorale di San Pasquale Primo non si limitò alla diplomazia. Egli nutrì un amore profondo per la storia gloriosa della Chiesa di Roma, dedicandosi con cura alla ricerca e alla custodia delle memorie dei testimoni della fede. Fu sotto la sua guida che avvenne il ritrovamento delle reliquie di Santa Cecilia e di Valeriano, gesto che contribuì a ravvivare la devozione dei fedeli verso i martiri dei primi secoli. La sua missione terrena si concluse a Roma l'undici febbraio dell'ottocento ventiquattro, dopo aver guidato la comunità cristiana con fermezza e dedizione. La sua vita, trascorsa tra le complessità del governo e la cura spirituale, rimane una testimonianza di come il ministero petrino sia chiamato a servire la comunione dei santi e la pace tra i popoli, mantenendo sempre saldo lo sguardo verso l'eredità lasciata da coloro che hanno donato la vita per il Vangelo.
Memoria liturgica
La memoria di San Pasquale Primo viene celebrata dalla Chiesa universale l'undici febbraio, giorno in cui egli concluse il suo pellegrinaggio terreno a Roma. Questa ricorrenza invita i fedeli a riflettere sull'importanza della continuità apostolica e sul valore delle radici cristiane, che il pontefice cercò di preservare con ogni sforzo durante il suo governo. La figura di San Pasquale Primo, pur inserita nelle cronache di un secolo lontano, continua a parlare alla sensibilità contemporanea come esempio di dedizione al servizio della Chiesa e di amore per la verità storica e spirituale.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Pasquale I?
San Pasquale I si festeggia l'undici febbraio, data in cui il martirologio ricorda la sua deposizione a Roma.
Sempre a Roma, deposizione di san Pasquale I, papa, il quale tolse dalle catacombe molti corpi di santi martiri, che volle trasferire nel desiderio di farli venerare, collocandoli con ogni onore in diverse chiese di Roma. — Martirologio Romano