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30 agosto

San Pietro di Trevi

Eremita

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vocazione e il cammino itinerante

La vicenda terrena di San Pietro affonda le sue radici nella terra d'Abruzzo, a Rocca di Botte, dove trascorse l'infanzia e la giovinezza. Per custodire la sua scelta di totale consacrazione ed evitare un matrimonio combinato dai genitori, il giovane lasciò la famiglia e il paese d'origine per trasferirsi a Tivoli. Qui visse per due anni affidato alla guida sapiente di un maestro di nome Cleto. Riconosciuti i frutti di questo cammino di formazione, il maestro Cleto presentò il discepolo al vescovo di Tivoli, Gregorio. Il presule accolse il giovane conferendogli la tonsura e affidandogli una croce di ferro quale segno del mandato apostolico. Munito di questa investitura, San Pietro ricevette il compito di predicare la religione cristiana tra gli abitanti dei paesi della diocesi. Fece così ritorno a Rocca di Botte, dove profuse ogni energia per due anni, estendendo la sua opera di evangelizzazione alle comunità vicine di Carsoli, Vallinfreda, Tufo, Cervara e Poggio Cinolfo. Gli eremiti di quel periodo storico vivevano da soli o in piccoli gruppi, sostando temporaneamente nei luoghi per poi allontanarsi dopo aver seminato la parola di Dio, e San Pietro interpretò questa missione con mirabile coerenza.

L'arrivo a Trevi e la gloria degli altari

Un segno dal cielo impresse una nuova svolta alla vita del santo eremita, che ebbe una visione in cui Gesù e la Madonna lo sollecitarono a portare altrove la sua parola. In ossequio a tale chiamata, San Pietro spostò il suo apostolato nella terra di Subiaco, dove visse per cinque mesi come ospite della chiesa di Sant'Abbondio, che oggi riveste il titolo di concattedrale. Ripreso il cammino, risalendo il corso del fiume Aniene, si diresse verso l'antica diocesi di Trevi, la quale fu in seguito soppressa tra gli anni 1059 e 1061. A Trevi trovò rifugio in un piccolo tugurio ricavato sotto una scala di pietra, da cui continuò la sua infaticabile opera di apostolato itinerante. Sebbene il Martirologio attesti che a Trevi nel Lazio san Pietro fosse analfabeta, la sua testimonianza rimase luminosa poiché seppe coltivare nella solitudine la sapienza del Vangelo. La sua esistenza fu segnata da una radicale austerità, dalla pratica della carità e dalla conversione dei cuori operata attraverso la forza della parola e l'esempio. Concluse il suo pellegrinaggio terreno il trenta agosto, in un anno tradizionalmente indicato nel mille cinquantadue. Il riconoscimento solenne della sua santità giunse nel milletrecentoquindici per mano del vescovo di Anagni, il quale agì con l'autorità di papa Innocenzo III. Il corpo del santo è oggi custodito nella collegiata di Trevi nel Lazio, mentre le sue reliquie benedette sono conservate e venerate in tutti i comuni che lo videro operoso, a cominciare dall'amata Rocca di Botte.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Pietro di Trevi?

La festa liturgica si celebra il trenta agosto, con solenni manifestazioni religiose che si tengono a partire dalla vigilia.

Di cosa è patrono San Pietro di Trevi?

San Pietro di Trevi è il protettore del comune di Trevi nel Lazio.

A Trevi nel Lazio, san Pietro, che, analfabeta, coltivò nella solitudine la sapienza del Vangelo. — Martirologio Romano