6 luglio
San Pietro Wang Zuolong
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e contesto della persecuzione
In Cina si verificò la rivolta anti-cristiana dei Boxers, un periodo di grande prova per la comunità dei credenti. Nel corso di tale rivolta persero la vita numerosi cristiani e sacerdoti missionari, segnando profondamente le comunità locali. I massacri si diffusero in molti villaggi, colpendo specialmente i centri con una forte presenza cattolica e comunità molto devote. In questo contesto di prova maturò la testimonianza del martire, al quale fu imposto il nome di Pietro Wang Zuolong. Pietro era originario del villaggio di Cioang-tcìng, situato a Shuangzhong presso Jixian, nella provincia dello Hebei. In un primo momento frequentò il seminario per poi scegliere di vivere come un devoto cristiano laico, nutrendo la propria anima nella preghiera e nel servizio.
Il ritorno, la cattura e il martirio
Alla notizia dell'arrivo imminente dei Boxers, decise inizialmente di abbandonare il luogo per salvarsi dal pericolo. Successivamente tornò sui suoi passi per rimanere accanto a suo fratello, dimostrando un profondo legame di affetto e di coraggio. Mentre si trovava nelle vicinanze del villaggio, fu scorto da una donna che lo segnalò ai persecutori come cristiano. Animato da una profonda devozione, superò il timore e proclamò ad alta voce la sua imminente salita al cielo. I persecutori utilizzarono questa sua affermazione per ideare la tortura da infliggergli, colpendolo con efferata crudeltà. Pietro fu sospeso per il codino al palo della bandiera situato dinanzi alla pagoda, rimanendo appeso in quella posizione per un totale di otto ore. Durante la sospensione subì il progressivo distacco del cuoio capelluto, venendo contemporaneamente percosso e ustionato. Nel corso delle torture continuò a recitare preghiere, affidando il suo spirito al Signore. Quando il cuoio capelluto si staccò del tutto, precipitò a terra ricoperto di sangue, sfinito ma saldo nella fede.
La prova suprema e la fedeltà
Riscontrando la grande considerazione di cui Pietro godeva tra i presenti, i Boxers si mostrarono disponibili a liberarlo dietro riscatto. Alcuni pagani si offrirono di versare il denaro richiesto a patto che egli abjurasse la propria fede cristiana. Pietro rifiutò categoricamente la condizione del riscatto e della rinuncia alla fede, preferendo la morte alla trappola del rinnegamento. I persecutori cercarono quindi di costringerlo fisicamente a compiere le rituali prostrazioni davanti alla pagoda. Nonostante le forze stremate, il martire oppose una tenace resistenza fisica alle prostrazioni forzate, mantenendo la schiena dritta davanti agli idoli. Inviperiti dal suo rifiuto, i Boxers lo uccisero infine colpendolo con numerose pugnalate. Il martirio avvenne il sei luglio millenovecento, e al momento della morte Pietro aveva cinquantotto anni.
La beatificazione e la canonizzazione
La memoria del suo sacrificio non è andata perduta nella storia della Chiesa universale. Papa Pio XII lo ha proclamato beato il diciassette aprile millenovecentocinquantacinque insieme ad altri compagni di martirio che avevano condiviso la sua stessa sorte. Successivamente, Papa Giovanni Paolo II lo ha canonizzato il primo ottobre duemila insieme ad altri centodiciannove martiri cinesi, elevandoli agli onori degli altari. La sua festa liturgica si celebra il venti luglio, giorno in cui la Chiesa loda Dio per la testimonianza di questo coraggioso discepolo.
Il cammino verso il martirio
La vita di San Pietro Wang Zuolong si è svolta nel contesto difficile e travagliato della Cina di fine diciannovesimo secolo, giungendo al suo compimento drammatico durante la violenta rivolta dei Boxer. In quel tempo di grande tribolazione per le comunità cristiane, Pietro Wang Zuolong fu denunciato per la sua fede in Cristo, diventando bersaglio dell'odio di quanti volevano sradicare la presenza del Vangelo dalla terra cinese. Nonostante le minacce e le pressioni esercitate su di lui, egli mantenne un animo fermo e risoluto, rifiutando ogni compromesso che potesse offuscare la sua appartenenza alla Chiesa.
Le cronache del tempo narrano le sofferenze atroci alle quali fu sottoposto durante la sua testimonianza finale a Shuangzhong. Egli venne crudelmente appeso per il codino, rimanendo in quella posizione di tortura per ben otto ore nel tentativo di piegare la sua volontà. Gli aguzzini gli offrirono la possibilità di salvarsi attraverso il pagamento di un riscatto, sperando di ottenere da lui un gesto di resa, ma egli oppose un fermo rifiuto, dimostrando che la dignità del battesimo non è merce di scambio. Nemmeno le richieste di compiere prostrazioni pagane, che avrebbero rappresentato il tradimento del suo Dio, riuscirono a smuovere la sua fede. Consapevole dell'imminente fine, Pietro Wang Zuolong scelse il sacrificio estremo piuttosto che tradire la propria coscienza. Il suo martirio si compì tragicamente attraverso l'uso di pugnali, ma il suo spirito, ormai libero da ogni catena, ha lasciato una traccia indelebile nella storia dei santi martiri cinesi, ricordandoci che la fedeltà a Dio è l'unico tesoro che il tempo non può corrompere e che la violenza degli uomini nulla può contro la luce della testimonianza cristiana.
Il culto e la memoria
Il culto di San Pietro Wang Zuolong si è consolidato nel tempo come segno di gratitudine della Chiesa per la fedeltà dei martiri che hanno dato la vita in terra di missione. La sua canonizzazione, avvenuta per opera di papa Giovanni Paolo Secondo il primo ottobre dell'anno 2000, ha solennemente iscritto il suo nome nel catalogo dei santi, offrendo alla venerazione dei fedeli un esempio di coraggio vissuto nella semplicità di un uomo che ha saputo dire di no al male. La sua memoria liturgica, che ricorre nel mese di luglio, invita le comunità cristiane a pregare per la perseveranza nella fede e per il dono della fortezza in ogni condizione di vita.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Pietro Wang Zuolong?
La sua festa religiosa e memoria liturgica si celebra il venti luglio.
In località Shuangzhong presso Jixian nella provincia dello Hebei in Cina, san Pietro Wang Zuolong, martire, che durante la persecuzione dei Boxer morì impiccato per essersi rifiutato di abiurare la fede di Cristo davanti agli idoli pagani. — Martirologio Romano