Santa Maria Goretti, vergine e martire, nacque a Corinaldo, in provincia di Ancona, il sedici ottobre 1890. Cresciuta in una famiglia di braccianti agricoli segnata dagli stenti e dalle difficoltà economiche, visse un'infanzia dedita al lavoro domestico e alla preghiera. Trasferitasi con i familiari nell'Agro Pontino e colpita precocemente dalla perdita del padre Luigi, la giovane offerse una testimonianza luminosa di fede cristiana, affrontando con purezza d'animo le prove della vita quotidiana. All'età di dodici anni, il cinque luglio 1902, subì una brutale aggressione finalizzata a violare la sua castità, opponendo un rifiuto consapevole e strenuo fino al supremo sacrificio della vita, suggellato dal perdono concesso al suo assassino prima di spegnersi il sei luglio 1902 a Nettuno.
La memoria di Santa Maria Goretti è custodita con profonda devozione dalla Chiesa universale, che ne riconosce la straordinaria statura spirituale e la difesa della purezza come dono divino. Canonizzata da papa Pio XII nel 1950 in una solenne celebrazione in piazza San Pietro, la giovane martire è ricordata per la profondità del suo perdono e per la fecondità di una conversione interiore che trasformò il dramma del male in un messaggio di riconciliazione. Le sue spoglie mortali, custodite nel santuario di Nettuno e meta di incessanti pellegrinaggi, continuano a indicare alle generazioni adulte e alle comunità cristiane la via della grazia, della fortezza interiore e della fedeltà filiale al Signore.
La Beata Maria Teresa Ledóchowska, nata a Loosdorf in Austria il ventinove aprile 1863, fu una religiosa e fondatrice di straordinario zelo apostolico. Cresciuta in una nobile e numerosa famiglia di origini polacche e svizzere, impiegò i suoi talenti artistici e letterari prima a corte e poi interamente al servizio delle popolazioni africane oppresse dalla schiavitù. Fondò il Sodalizio di San Pietro Claver e le relative riviste missionarie, dedicando la sua esistenza alla preghiera, alla carità operosa e al sostegno spirituale ed economico dei missionari.
La sua luminosa testimonianza evangelica si concluse a Roma il sei luglio 1922, segnata da una dedizione totale al Signore e dalle febbri malariche contratte negli ultimi anni. Beatificata da Papa Paolo VI nel 1975, è ricordata come la madre delle missioni africane e una instancabile pioniera dell'amore universale della Chiesa, capace di unire una rigorosa vita interiore a una straordinaria capacità organizzativa e culturale.
San Goar è un sacerdote la cui figura si colloca storicamente nel sesto secolo, sebbene l'epoca precisa in cui visse non sia determinabile con certezza e la sua origine gallica dall'Aquitania lasci spazio all'ipotesi che il suo nome fosse già diffuso nell'area renana nel quinto secolo. La prima testimonianza documentale sul santo risale all'anno 765, quando il re Pipino donò al monastero di Prüm la cella sancti Goaris, situata nei pressi di Oberwesel, vicino a Bingen, sulla riva sinistra del Reno, all'interno della diocesi di Treviri. Questa struttura fu confermata in modo definitivo da Carlo Magno nel 782, evento che spinse l'abate Asuarius a edificare una grande basilica dove fu traslato il corpo di san Goar.
A partire da quel momento la sua tomba divenne meta di frequenti pellegrinaggi e attorno alla basilica si sviluppò un centro urbano chiamato Sankt Goar. La memoria del santo, ricordata il sei luglio, è attestata nei codici del Martirologio Geronimiano, nel Martirologio di Wandelbert, di Rabano Mauro, di Floro e di Usuardo, che tramandano l'immagine di un sacerdote operante sulle rive del Reno dedito all'accoglienza dei pellegrini e alla cura spirituale.
Santa Sexburga visse nel corso del settimo secolo e fu una principessa dell'Anglia orientale, nata come figlia del re Anna. Ella apparteneva a una stirpe segnata da una straordinaria fioritura spirituale, essendo sorella delle sante Eteldreda, Etelburga e Vitburga, oltre che sorellastra di Santa Setrida. La presenza di numerosi santi all'interno delle famiglie reali era un fenomeno frequente nel corso del primo millennio, una concentrazione di santità regale che si verificava sia in Oriente sia in Occidente, compresa l'Etiopia. La sua esistenza si svolse tra le responsabilità del governo terreno e la ricerca di Dio, unendo la dignità regale alla dedizione monastica fino alla morte avvenuta il 6 luglio, con ogni probabilità nell'anno 699.
Nel corso della sua vita, Sexburga si unì in matrimonio con il re Erconberto del Kent, e dall'unione nacquero due figli maschi e due figlie femmine. Le due figlie di Sexburga furono le sante Ercongota ed Ermengilda. Dopo la scomparsa del coniuge, la regina intraprese una via di totale consacrazione, fondando un monastero e servendo come badessa prima di trasferirsi ad Ely. La sua memoria rimane legata alla cura delle comunità monastiche e alla custodia delle reliquie, che trovarono degna sepoltura nella grande tradizione della Chiesa inglese.
San Pietro Wang Zuolong visse nel ventesimo secolo in Cina, dove affrontò la persecuzione e donò la propria vita per la fede in Cristo. Originario della provincia dello Hebei, visse la sua esistenza terrena tra il fervore del seminario e la testimonianza quotidiana come cristiano laico, fino a compiere il supremo sacrificio del martirio il sei luglio millenovecento, all'età di cinquantotto anni, durante la violenta rivolta dei Boxers.
La Chiesa ne custodisce la memoria luminosa iscrivendolo nel novero dei santi martiri. Papa Pio XII lo proclamò beato nel millenovecentocinquantacinque, e successivamente Papa Giovanni Paolo II lo ha canonizzato il primo ottobre duemila insieme ad altri centodiciannove martiri cinesi. La sua testimonianza di fedeltà incrollabile continua a ispirare i credenti di ogni tempo.
San Romolo è il santo patrono di Fiesole, un'antica cittadina situata nella provincia di Firenze. Le informazioni storicamente certe su san Romolo sono scarse, e gran parte delle notizie sul conto del santo sono di natura fantasiosa. Queste notizie fantasiose hanno condizionato le tradizioni, gli scritti e le opere d'arte dei secoli successivi. L'omonimia con il mitico fondatore di Roma ha generato la credenza che san Romolo sia stato allattato da una lupa. Nelle rappresentazioni artistiche la figura di san Romolo è talvolta affiancata da una lupa che, per la leggenda fiesolana, lo avrebbe nutrito. San Romolo ha svolto di sicuro il ruolo di diacono per la Chiesa di Fiesole, in Toscana, mentre si ipotizza che sia stato anche sacerdote o vescovo. San Romolo è vissuto alla fine del quarto secolo, successivamente all'epoca delle persecuzioni cristiane. Il corpo del santo fu deposto nella vecchia cattedrale fiesolana. Con il passare del tempo, san Romolo è stato ritenuto il primo vescovo e un martire di Fiesole, ed è oggi venerato come primo martire della città.
Tra la fine del decimo secolo e l'inizio dell'undicesimo secolo la figura cultuale di san Romolo ha subito una trasformazione da confessore a martire. La ridefinizione del culto di san Romolo è stata causata dall'attività predicatoria dell'abate Teuzone. L'abate Teuzone ha formulato le sue teorie basandosi sulle scarse informazioni disponibili e su un'iscrizione in pietra incompleta. L'abate Teuzone ha dedotto che Romolo fosse stato sepolto per un lungo periodo nella chiesa di San Pietro e ha sostenuto che Romolo fosse discepolo dell'apostolo Pietro, mandato a Fiesole per evangelizzare e lì martirizzato. In alcuni documenti risalenti al 966 non figurava l'attribuzione dei titoli di vescovo e di martire a san Romolo. Entro l'anno 1028 san Romolo era ormai ufficialmente considerato vescovo e martire, qualifica mantenuta nei secoli successivi. L'edizione fiorentina del 1468 del Martirologio di Usuardo colloca la memoria di san Romolo alla data del 6 luglio, associando al santo i compagni Carissimo, Marchiziano, Crescenzio e Dolcissimo. Nel sedicesimo secolo san Romolo è stato inserito nel Martirologio Romano alla data del 6 luglio, definendolo come discepolo dell'apostolo san Pietro da lui inviato a predicare il Vangelo. Secondo il Martirologio Romano, prima di giungere a Fiesole, san Romolo ha visitato diverse città italiane e fu martirizzato assieme ad alcuni compagni sotto l'impero di Domiziano, tra il 51 e il 96.
Santa Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù, al secolo Nazaria Ignacia March Mesa, nacque a Madrid il 10 gennaio 1889 e visse una straordinaria esistenza interamente dedicata a Dio, alla Chiesa e alle popolazioni indigenti dell'America Latina. La sua vita si suddivise in tre periodi distinti: i primi diciotto anni trascorsi in famiglia, diciassette anni vissuti nell'Istituto delle Piccole Sorelle degli Anziani Abbandonati, e infine diciott'anni spesi come fondatrice e superiora generale delle Missionarie Crociate della Chiesa. Donna di profonda preghiera e di coraggioso zelo apostolico, affrontò prove dolorose e incomprensioni con mitezza e fortezza, offrendo ogni sofferenza per la salvezza delle anime e per il sostegno del sommo pontefice e dei vescovi.
Ricordata per la sua infaticabile opera di evangelizzazione e per la fondazione del suo istituto religioso, la santa si spense a Buenos Aires il 6 luglio 1943. La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica nel giorno della sua nascita al cielo, il 6 luglio. Dopo essere stata proclamata venerabile da san Giovanni Paolo II e beatificata dallo stesso pontefice nel 1992, fu iscritta nell'albo dei santi da papa Francesco il 14 ottobre 2018, coronando un cammino di santità riconosciuto attraverso la validazione scientifica di prodigiosi miracoli attribuiti alla sua intercessione.
Santa Noiala è una figura venerata in Bretagna, particolarmente nel territorio di Noyal-Pontivy, dove il suo culto si radica profondamente nella storia e nella devozione popolare. Le sole fonti sulla sua vita sono costituite dai luoghi di culto, da una tradizione multicentenaria, da un cantico brettone del sedicesimo secolo e da antiche testimonianze artistiche. La leggenda e la memoria liturgica ne custodiscono il nome e l'effigie, tramandando la testimonianza di una fede radicata nel tempo.
Sebbene non esistano elementi sufficienti per identificarla storicamente e il suo nome derivi probabilmente dal toponimo gallo-romano della parrocchia, la santa è ricordata come vergine e martire. La sua memoria è legata a cappelle suggestive, fontane monumentali e tradizioni secolari, sostenute nel corso dei secoli dall'importanza della parrocchia e dall'influenza della potente signoria dei Rohan, che mantenevano viva la devozione in queste terre bretoni.
A Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, santa Ciríaca, vergine e martire sotto Diocleziano, che è oggetto di grande venerazione a Tropea in Calabria.
Santa Darerca (Monenna) di Killeavy
Badessa
Nel territorio di Armagh in Irlanda, santa Monenna, badessa del monastero di Killeevy da lei stessa fondato.
San Giusto di Condat
Monaco
Nel territorio di Condat presso il massiccio del Giura in Francia, san Giusto, monaco.
Beato Tommaso Alfield
Martire
Sempre a Londra, beato Tommaso Alfield, sacerdote e martire, che dapprima sotto tortura rinnegò la fede cattolica, ma mandato in esilio, tornò pentito in patria e, sotto la regina Elisabetta I, per aver distribuito un’Apologia in difesa dei cattolici, patì a Tyburn il supplizio del patibolo.
San Tranquillino di Roma
Martire
Beata Maria Rosa (Susanna Agata de Loye)
Benedettina, martire
A Orange sempre in Francia, beata Susanna Agata (Maria Rosa) de Loye, vergine dell’Ordine di San Benedetto e martire, che, durante la rivoluzione francese, prima di una schiera di trentadue religiose di vari Ordini e conventi stipate nello stesso carcere, perseverò nella vita religiosa e, condannata successivamente in odio al nome di Cristo insieme alle altre compagne, salì impavida al patibolo.
San Palladio
Vescovo degli Scoti
In Scozia, commemorazione di san Palladio, vescovo, che, mandato da Roma in Irlanda, morì in Inghilterra, nello stesso tempo in cui san Germano di Auxerre vi combatteva l’eresia pelagiana.
San Sisoes il Grande
Eremita
In Egitto, san Sísoe, detto Magno, eremita, molto insigne nell’esercizio della vita monastica.
Beato Agostino Giuseppe (Elia) Desgardin
Monaco e martire
All’ancora davanti Rochefort sulla costa francese, beato Agostino Giuseppe (Elia) Desgardin, monaco dell’Ordine Cistercense e martire, che, durante la rivoluzione francese, fu in odio alla religione tratto fuori dal monastero di Septfontaines e, gettato in una sordida galera, morì contagiato mentre prestava assistenza ai compagni di prigionia malati.
Beato Cristoforo Solino
Mercedario
San Gredfyw
Patrono di Llanllyfni
Beato Ermanno di Heisterrach
Monaco
Sante Dermor, Ethne e Cumman
Dal Martirologio Romano
Santa Maria Goretti, vergine e martire, che trascorse una difficile fanciullezza, aiutando la madre nelle faccende domestiche; assidua nella preghiera, a dodici anni, per difendere la sua castità da un aggressore, fu uccisa a colpi di pugnale vicino a Nettuno nel Lazio. — Martirologio Romano