6 luglio
Santa Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù (Nazaria Ignacia March Mesa)
Vergine e fondatrice
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'infanzia e i primi propositi
La vita di madre Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù, al secolo Nazaria Ignacia March Mesa, si suddivide in tre periodi distinti. Il primo periodo della sua vita dura diciotto anni, dal 1889 al 1908, trascorsi in gran parte con la famiglia. Nazaria nasce a Madrid il 10 gennaio 1889. Il padre è José March Reus, di professione commerciante e di orientamento liberale. La madre è Nazaria Mesa Ramos, di fede cattolica ma non praticante. Dall'unione dei genitori nascono diciotto figli, ma solo dieci sopravvivono. Il giorno stesso della nascita, Nazaria viene battezzata sotto condizione insieme alla sorella gemella. Il 11 aprile successivo, nella parrocchia di San Giuseppe, vengono completate le cerimonie del battesimo e le vengono imposti i nomi di Nazaria e Ignacia. Durante la crescita, l'unico modello di pratica religiosa per Nazaria è la nonna materna, che risiede a Sanlúcar la Mayor. La nonna la iscrive a Siviglia, con una borsa di studio, nel collegio delle nobili fanciulle gestito dalle Agostiniane dello Spirito Santo. Nel collegio delle Agostiniane, il 21 novembre 1898, Nazaria riceve devotamente la Prima Comunione. La notte precedente la Prima Comunione, Nazaria prega a lungo inginocchiata sul letto. Addormentatasi, sogna Gesù carico della croce che la fissa e le dice: «Nazaria, tu seguimi». Nel sogno la bambina risponde a Gesù di volerlo seguire il più da vicino possibile e promette di fare voto di verginità. Durante la quaresima successiva viene ricompensata dal Signore con un triste, dolce e continuo ricordo della Passione. Il 15 agosto 1900 Nazaria concretizza i suoi intenti emettendo il voto di verginità. Rinnova il voto di verginità l'8 dicembre dello stesso anno insieme ad alcune compagne di collegio. Il 26 settembre 1901 Nazaria rientra in famiglia e soffre per l'indifferenza dei parenti, che arrivano a proibirle di frequentare i sacramenti. I familiari avrebbero preferito che Nazaria si dedicasse alla bella vita come loro. Per un periodo la giovane accetta il corteggiamento di un ragazzo. Successivamente scriverà che, pur essendosi sentita amata, è necessario lasciare l'uomo quando si sente di essere amati da Dio. Il 15 marzo 1902, all'età di 13 anni, riceve la Cresima dalle mani dell'arcivescovo di Siviglia, monsignor Marcelo Spínola y Maestre, beatificato nel 1987. Dopo la Cresima ritorna fermamente ai suoi propositi spirituali e, con il consenso della nonna, entra nel Terz'ordine Francescano. I genitori le concedono una maggiore libertà, che ella utilizza per stabilire un regolamento di vita, compiere dure penitenze e svolgere un intenso apostolato in famiglia. Grazie al suo apostolato, tutti i familiari si convincono a frequentare la Chiesa. Verso la fine del 1904 la Compagnia di navigazione a vapore di cui il padre fa parte va in fallimento. Il padre decide di trasferirsi in Messico per recuperare i danni subiti e avviare nuove attività. Nazaria si trasferisce con tre sorelle nella casa della nonna, dove comincia a preparare i bambini a ricevere la prima comunione. In seguito Nazaria e tutta la famiglia si trasferiscono a Città del Messico. La beata Nazaria di Santa Teresa March Mesa era una vergine morta a Buenos Aires, in Argentina. Nazaria era originaria della Spagna ed era successivamente emigrata in Messico con i suoi familiari.
Negli anni delle Piccole Sorelle degli Anziani Abbandonati
Il secondo periodo dura diciassette anni, dal 1908 al 1925, trascorsi nell'Istituto delle Piccole Sorelle degli Anziani Abbandonati. Il 7 dicembre 1908, a diciannove anni, chiede e ottiene di entrare nell'ospizio gestito dalle Piccole Suore degli Anziani Abbandonati per soddisfare il suo desiderio di sacrificio. Aveva conosciuto alcune religiose di questa congregazione durante uno scalo a Cuba nel corso del viaggio verso il Messico. Terminato il postulandato, Nazaria viene mandata a compiere il noviziato a Palencia, in Spagna. Il 12 settembre 1909 riceve l'abito religioso e prende il nome di suor Nazaria di Santa Teresa di Gesù. Tra le 83 novizie si distingue per la scrupolosa fedeltà alla vita comune, la laboriosità e l'amore per il sacrificio. Quando le superiore cercano volontarie per fondare una nuova casa a Oruro, in Bolivia, si offre disponibile a partire. Emette la professione temporanea il 15 ottobre 1911. All'inizio del 1912 redige un dettagliato regolamento di vita personale. Nel regolamento si propone di indossare con sollecitudine il grembiule per le mansioni domestiche e di non farsi superare da nessuna consorella nei lavori più umili e ripugnanti, vedendo nei poveri anziani il Signore. Il fulcro della sua vita spirituale diventa la volontà di pregare per la Chiesa, per la perseveranza dei religiosi e per lo spirito apostolico dei sacerdoti. Il 23 dicembre 1912 suor Nazaria giunge a Oruro, città di circa quarantacinquemila abitanti, insieme ad altre nove suore. Nell'ospizio per anziani di Oruro svolge con grande diligenza i ruoli di economa, guardarobiera, infermiera, portinaia, cuoca e questuante. Non tutti questi compiti le risultavano ugualmente graditi. Suor Nazaria scrisse nel suo Diario che soffrire in segreto per Gesù eucaristico senza conforto umano è un'esperienza dolce. Nella solennità del Corpus Domini del 1914, mossa dal desiderio di perfezione, suor Nazaria chiese a Gesù di essere accolta nella sua scuola celestiale. Nella solennità del Sacro Cuore, comprese di doversi impegnare a vincere se stessa, umiliare il proprio giudizio e lasciarsi spremere come uva nel torchio. Sentendosi priva di forze sufficienti, decise di affidarsi al Sovrano Artefice per fargli scolpire la divina immagine nel suo cuore. In breve tempo iniziò per la religiosa un periodo di dolorosa purificazione spirituale. Nel Diario registrò di essere stata sottoposta a prove mai immaginate prima. A causa dell'avversione e dell'antipatia provate verso le superiore, incontrava grandi difficoltà nel praticare le virtù dell'obbedienza e della carità. Attraversando gravi dubbi e tentazioni, pregava identificandosi con Gesù in croce e offrendosi al sacrificio per la salvezza di molte anime. Il 6 ottobre 1914 annotò nel Diario la gioia di imitare Maria, unendo alla verginità una maternità spirituale parallela alla maternità divina della Vergine. Tra il 1918 e il 1924, chiedendo le elemosine per gli anziani abbandonati, riscoprì la propria inclinazione verso la vita apostolica. A causa dell'ampia diffusione dell'analfabetismo e dell'ignoranza religiosa tra il popolo, iniziò a insegnare il catechismo e ad organizzare un gruppo di giovani per l'apostolato. Fu costretta a interrompere tali attività poiché considerate non conformi ai fini della sua congregazione. Provava forte preoccupazione per l'aumento delle comunità protestanti, la carenza di sacerdoti e i comportamenti scandalosi di alcuni di essi. Esprimeva l'intenzione di offrire tutto il proprio essere sulla patena affinché venisse trasformato in Ostia per la Chiesa. Il 30 novembre 1914 confidò nel Diario di aver sognato fin dall'infanzia di diventare sacerdote e di credere che Dio avrebbe realizzato questo suo grande desiderio. Suor Nazaria emise la professione perpetua il 1° gennaio 1915. La notte precedente la professione fu tormentata da forti tentazioni di ribellione verso il proprio olocausto. Prima di trasferirsi in Spagna, nella basilica di Guadalupe, aveva chiesto alla Madre di Dio di poter seguire le orme insanguinate di Gesù Cristo nella vita religiosa. Ottenne una notevole popolarità nella città di Oruro. Grazie alle sue capacità e alla sua iniziativa, l'Ospizio degli anziani fu trasferito in una nuova sede. Per mezzo dell'Internunzio in Bolivia, riuscì a far affidare ai padri Clarettiani la cura della chiesa matrice di Oruro. Rriteneva indispensabile intensificare l'istruzione religiosa della popolazione per preservarne la fede. L'istruzione religiosa era ostacolata dal fatto che due delle quattro diocesi boliviane erano vacanti e i sacerdoti scarseggiavano.
La chiamata alla nuova fondazione
Monsignor Filippo Cortesi, Nunzio in Venezuela e Internunzio in Bolivia dal 1921, desiderava la fondazione di un istituto di suore dedicato al reincristianizzamento del mondo tramite l'insegnamento. Durante una visita a Oruro per benedire la prima pietra dell'ospizio degli anziani, monsignor Cortesi incontrò suor Nazaria e ne conobbe i sentimenti. Il 22 giugno 1924 monsignor Cortesi la rivide a La Paz, dove la religiosa si trovava assieme alla superiora in veste di segretaria dell'Ospizio. In quell'occasione, l'Internunzio le impose le mani e la autorizzò a parlare ai bambini durante l'ottava di Pentecoste. La superiora confidò a monsignor Cortesi che suor Nazaria desiderava fin da bambina diventare missionario gesuita. Il giorno dell'incontro a La Paz, suor Nazaria annotò nel Diario la sensazione di essere stata trasformata da donna in apostolo di Cristo. Nell'agosto del 1924 si ammalò gravemente con febbri alte. Durante la malattia rivelò al proprio confessore di sentirsi chiamata all'apostolato missionario. Il 15 agosto 1924 ricevette da monsignor Cortesi un'immagine della Vergine tra le pecorelle con la dedica "Memento" al Missionario Gesuita. L'11 novembre furono istituite tre nuove diocesi nel territorio boliviano. Il padre clarettiano Abel Isidoro Antezana si recò in visita all'ospizio degli anziani. Pochi giorni prima, nella festa della Cattedra di San Pietro, suor Nazaria aveva emesso uno speciale voto di obbedienza al Papa. Nel corso di un lungo colloquio con padre Antezana, la religiosa gli confidò piangendo le esperienze spirituali vissute a partire dal 1919. Padre Antezana le consigliò di esporre la propria situazione a monsignor Cortesi. Il 12 febbraio 1925 suor Nazaria si recò a La Paz presso la residenza dell'Internunzio per rivelargli i suoi progetti missionari e l'intenzione di fondare la Crociata Pontificia. Monsignor Cortesi congedò suor Nazaria chiedendole di pregare molto e di scrivergli ciò che il Signore le avrebbe ispirato. Il 25 marzo 1925 l'Internunzio consacrò cinque nuovi vescovi nella cattedrale di La Paz. Suor Nazaria assistette alla cerimonia di consacrazione in profonda contemplazione. Nel suo Diario, suor Nazaria annotò il desiderio e l'imminenza di unirsi ai vescovi nella medesima missione e sofferenza. L'8 agosto suor Nazaria apprese che i suoi progetti erano stati approvati da monsignor Cortesi, dal vescovo di Oruro, dal vescovo di La Paz monsignor Auguste Sieffert, redentorista, e dal suo direttore spirituale, il gesuita padre Luis Capitán. Pochi giorni dopo, monsignor Cortesi convocò suor Nazaria incaricandola di porsi alla guida di un nuovo Istituto chiamato Crociata Pontificia. Monsignor Cortesi preavvisò suor Nazaria che avrebbe dovuto affrontare da sola un percorso estremamente doloroso e difficile per la Chiesa, la gloria di Dio e le anime. A seguito dell'incontro, suor Nazaria annotò nel Diario di sentirsi forte e con la fede dei martiri, pronta a dare la vita per formare un gruppo di anime apostoliche a sostegno del papa e dei vescovi. Dio desiderava che suor Nazaria fondasse una nuova famiglia religiosa. Monsignor Gaetano Cicognani, primo nunzio in Bolivia, sostenne suor Nazaria nonostante le opinioni contrarie. L'ispirazione originaria della fondazione avvenne la prima volta in modo generico durante una meditazione sul regno di Cristo. La seconda ispirazione, più precisa, avvenne nel 1920 durante la meditazione sui Due Stendardi di matrice ignaziana. Nel Diario, suor Nazaria ricordò la visione di una moltitudine di anime e del grande campo di sant'Ignazio, sentendosi attratta da Gesù per servirlo per sempre.
La nascita e lo sviluppo dell'Istituto
Il terzo periodo dura diciott'anni, vissuti come fondatrice e superiora generale delle Missionarie Crociate della Chiesa. Il 16 giugno 1925 monsignor Antezana affidò a suor Nazaria il Beaterio delle Nazarene, un vecchio edificio precedentemente appartenuto alla Compagnia di Gesù. Con l'aiuto dei padri Clarettiani, nove compagne si unirono presto a suor Nazaria, permettendole di aprire un orfanotrofio. Suor Nazaria subì critiche e incomprensioni da parte di laici, sacerdoti e superiori, ma rimase fedele al suo compito. Nei suoi scritti, la religiosa espresse il desiderio di morire nell'oscurità e nell'umiliazione per gli interessi di Cristo, senza cercare glorie umane. Il 3 dicembre 1926 monsignor Antezana eresse l'Istituto delle Suore Missionarie della Crociata Pontificia in congregazione di diritto diocesano. L'Istituto nasceva con lo scopo di catechizzare bambini e adulti, anche mediante missioni e la stampa di fogli religiosi. La fondatrice, insieme alle prime sei novizie, indossò la nuova divisa ed emise la professione perpetua. La nuova congregazione si diffuse molto rapidamente in Bolivia, collaborando strettamente con i parroci. Nel Diario, suor Nazaria riconobbe la propria debolezza e attribuì interamente a Gesù la paternità e la guida dell'opera. Monsignor Cortesi, dopo essere stato nominato nunzio in Argentina, volle che la congregazione aprisse una casa anche a Buenos Aires. L'apertura a Buenos Aires avvenne sei mesi prima che madre Nazaria venisse eletta all'unanimità superiora generale durante il primo capitolo, il 6 gennaio 1930. All'inizio del 1934 monsignor Cortesi chiese alla Congregazione dei Religiosi l'approvazione delle regole scritte autonomamente dalla fondatrice sulla base della spiritualità ignaziana. Madre Nazaria dovette superare molteplici e dolorose prove per completare la sua opera. Le consorelle la considerarono e la trattarono come una persona infedele alla propria vocazione. Alcuni padri Clarettiani attribuirono la fondazione dell'Istituto al loro confratello monsignor Antezana. Nel 1932 la sua prima compagna, Rebecca Morales, non fu ammessa alla professione perpetua poiché ritenuta ribelle all'autorità. La fondatrice sopportò ogni tribolazione senza lamentarsi. In una lettera a padre Capitán, madre Nazaria affermò di sentirsi felice e tranquilla nell'accettare le sofferenze e le prove come volontà del Signore. Madre Nazaria riteneva che vivere esclusivamente per Dio, subendo il disprezzo e le calunnie delle creature, fosse una forza capace di elevare lo spirito.
Il viaggio a Roma e l'approvazione pontificia
All'inizio del 1934 Madre Nazaria si recò a Roma partecipando a un pellegrinaggio proveniente dall'Argentina per velocizzare l'iter di approvazione del suo Istituto. Durante il soggiorno romano visitò i luoghi storici della cristianità e fu ricevuta in udienza privata da Papa Pio XI. Durante l'udienza con Pio XI espresse al pontefice il desiderio di morire per la Chiesa. Papa Pio XI le rispose che doveva vivere e operare per la Chiesa anziché morire. Il 29 maggio 1935 Madre Nazaria ottenne il Decreto di Lode da parte della Santa Sede. La Santa Sede non le permise di aggiungere altri voti oltre ai tre tradizionali. Con l'approvazione definitiva giunta nel 1947, le sue religiose presero la denominazione ufficiale di Missionarie Crociate della Chiesa. Spinta da uno zelo missionario, la santa si è consacrata totalmente all'opera di evangelizzazione delle popolazioni indigenti in diversi Paesi dell'America Latina. La santa ha istituito la congregazione delle Missionarie Crociate della Chiesa. Durante il viaggio di ritorno si fermò in Spagna, Paese in cui non tornava da 22 anni. In Spagna visitò i principali santuari e i luoghi legati alla vita di sant'Ignazio. All'inizio del 1935 si recò a Madrid per fondarvi una casa destinata agli esercizi spirituali. La comunità che componeva la casa di Madrid era formata da suore straniere che godevano della protezione della bandiera uruguaiana. Nel luglio 1936, in coincidenza con l'insurrezione del generale Franco contro il governo repubblicano di sinistra, conflitto durato dal 1936 al 1939, le suore e la fondatrice evitarono la fucilazione. Grazie al sostegno dell'ambasciatore boliviano, Madre Nazaria e diverse consorelle raggiunsero la città di Viteria, in Navarra. A Viteria riorganizzò il noviziato, per poi reimbarcarsi alla volta dell'America dopo due anni di assenza. A Oruro alcuni sacerdoti ipotizzavano che la fondatrice fosse morta durante la guerra civile spagnola. Nel 1937 Madre Nazaria indisse un capitolo generale straordinario per rafforzare la coesione tra le sue religiose.
Gli ultimi anni e il transito
A causa dell'insorgere della tisi e di problemi cardiaci, la sua salute iniziò a peggiorare e i medici le indicarono un cambio di clima. Nonostante le precarie condizioni fisiche, la fondatrice continuò ad affrontare ogni sacrificio e lavoro richiesto dalla sua carica. Pur possedendo un carattere impulsivo, guidò le suore con bontà materna. Formò le religiose al rispetto delle regole e all'esercizio delle virtù tramite l'esempio personale, le esortazioni e un'ampia corrispondenza epistolare. I suoi punti di riferimento spirituali per guidare la comunità furono il tabernacolo, la Vergine Maria e la bontà. Raccomandava costantemente alle superiore locali di agire con maternità anziché con durezza, fornendo sempre il buon esempio. Appena apprese la fine della guerra civile spagnola, tornò a Carabanchel Alto, a Madrid, per consolidare l'opera e sostenere le suore nell'apostolato, in particolare nelle missioni svolte nei sobborghi della capitale. In una sua preghiera espresse il desiderio di soffrire intensamente senza farlo apparire, chiedendo di vivere il dolore nella riservatezza. Nel 1943 la fondatrice volle partecipare al terzo capitolo generale previsto a Buenos Aires, malgrado le sue precarie condizioni di salute. Si preparò all'evento svolgendo gli esercizi spirituali nella casa dei gesuiti di San Michele. Consapevole di aver operato pienamente per Cristo, si dichiarò pronta alla morte e pregò chiedendo di essere come cenere d'olocausto offerta a Dio e alla Chiesa. Il 14 maggio fu ricoverata presso l'ospedale Rivadavia a causa di una polmonite. Morì il 6 luglio per un'emottisi, dopo aver pregato, offerto la propria vita per la Chiesa e raccomandato alle sue Missionarie di rimanere unite e lavorare insieme. Nazaria Ignazia è nata a Madrid, in Spagna, il 10 gennaio 1889 ed è deceduta a Buenos Aires, in Argentina, il 6 luglio 1943. La sua salma fu inizialmente inumata nel cimitero della Chacarita. Dal 1972 le sue reliquie sono traslate e venerate a Oruro, all'interno della casa dell'antico Beaterio.
Il cammino verso gli altari e la canonizzazione
Tra il 6 settembre 1966 e il 3 dicembre 1973 si svolse a Buenos Aires il processo informativo diocesano per la sua causa di beatificazione. Gli atti del processo diocesano ottennero la convalida il 3 dicembre 1973. La Positio super virtutibus fu consegnata nel 1987 e successivamente esaminata dai Consultori teologi il 24 novembre 1987. I cardinali e i vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi esaminarono la Positio il 12 aprile 1988. Il 1° settembre 1988 Papa Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù, dichiarando Venerabile Madre Nazaria Ignazia. Ai fini della beatificazione fu preso in esame il caso di una donna ricoverata in gravi condizioni in un ospedale argentino, guarita improvvisamente prima di entrare in sala operatoria a seguito delle preghiere rivolte a Madre Nazaria. L'inchiesta diocesana sul presunto miracolo ha ottenuto la convalida il 25 febbraio 1989. Il 3 ottobre 1991 la Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi ha dichiarato la scientifica inspiegabilità dell'evento preso in esame. Il 20 dicembre 1991 i Consultori teologi hanno attestato l'intercessione di madre Nazaria Ignazia. Il 21 gennaio 1992 i cardinali e i vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi hanno dato il loro giudizio favorevole. Il 7 marzo 1992 san Giovanni Paolo II ha concesso l'autorizzazione per promulgare il relativo decreto. Il 27 settembre 1992 papa Giovanni Paolo II ha celebrato la cerimonia di beatificazione. La data della memoria liturgica della nuova Beata è stata stabilita per il 6 luglio, giorno del suo trapasso. Per il processo di canonizzazione di madre Nazaria Ignazia è stato analizzato un secondo miracolo riguardante suor María Victoria Azuara, appartenente alle Suore Missionarie Crociate della Chiesa. Il 13 ottobre 2010 suor María Victoria Azuara è stata colpita da una forte emorragia al cervello che le ha causato la perdita della parola e l'impossibilità di nutrirsi. Le consorelle hanno pregato insieme chiedendo l'intercessione della loro fondatrice. Nell'arco di dodici giorni suor María Victoria ha riacquistato completamente le sue normali funzioni fisiologiche. L'indagine diocesana sull'episodio si è svolta a Cochabamba, in Bolivia, dal 17 aprile 2015 al 20 luglio dello stesso anno. La Consulta medica della Congregazione delle Cause dei Santi ha decretato la guarigione inspiegabile dal punto di vista scientifico il 22 settembre 2017. Il 26 ottobre 2017 i consultori teologi hanno ratificato la relazione di causa-effetto tra la guarigione e le preghiere rivolte a madre Nazaria Ignazia. Anche i vescovi e i cardinali appartenenti alla Congregazione delle Cause dei Santi hanno espresso un parere favorevole. Il 26 gennaio 2018 papa Francesco, durante l'udienza accordata al cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha approvato il decreto sul secondo miracolo. L'approvazione del decreto ha spianato la strada per la canonizzazione di madre Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù. Il 14 ottobre 2018 papa Francesco ha proclamato santa madre Nazaria Ignazia insieme ad altri sei beati.
Il cammino di una vita
Il cammino di Nazaria Ignazia March Mesa ha avuto inizio a Madrid nel 1889, in un contesto familiare che ha saputo coltivare i primi germi di una vocazione destinata a fiorire ben oltre i confini della sua terra d'origine. La sua scelta di consacrazione si è concretizzata nel 1908, quando è entrata a far parte delle Piccole Sorelle degli Anziani Abbandonati, un ordine dedito alla cura dei più deboli. Questa esperienza ha segnato profondamente la sua sensibilità, educandola a vedere il volto di Cristo nel prossimo sofferente. Nel corso degli anni, la sua missione l'ha condotta attraverso diverse città, da Siviglia fino ai territori dell'America Latina, tra cui Oruro, La Paz e Città del Messico, luoghi dove ha potuto toccare con mano le povertà materiali e spirituali di tante popolazioni.
Nel 1925, mossa da una chiara ispirazione divina, ha dato vita all'Istituto delle Missionarie Crociate della Chiesa. Tale fondazione ha rappresentato il culmine del suo impegno apostolico, una risposta concreta alle sfide di un secolo complesso. La serietà e la fecondità del suo lavoro sono state ufficialmente riconosciute dalla Chiesa nel 1935, anno in cui l'Istituto ha ricevuto il Decreto di Lode dalla Santa Sede. Fino ai suoi ultimi giorni, trascorsi a Buenos Aires, Santa Nazaria Ignazia ha continuato a guidare la sua comunità con fermezza e tenerezza materna. La sua morte, avvenuta il 6 luglio 1943, ha chiuso una parabola terrena spesa interamente per la missione, lasciando un'eredità spirituale che continua a ispirare le religiose e i laici che si riconoscono nel suo carisma di carità e annuncio del Vangelo.
La memoria liturgica
Il culto verso Santa Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù è un invito costante a riscoprire la bellezza della vocazione missionaria e la forza della dedizione totale a Dio. La Chiesa, attraverso la solenne canonizzazione celebrata il 14 ottobre 2018 da Papa Francesco, ha voluto proporre ai fedeli la figura di questa santa come modello di fede operosa. Ella ci insegna che il servizio non è un compito accessorio, ma il cuore pulsante della vita cristiana, capace di superare ogni barriera geografica e culturale.
La sua memoria liturgica, fissata nel calendario della Chiesa per il giorno 6 luglio, rappresenta per i fedeli un'occasione propizia di preghiera e di riflessione. In questa data, la comunità cristiana ricorda il suo transito verso l'eternità, avvenuto a Buenos Aires, e affida alla sua intercessione le necessità della missione universale. Celebrare la sua festa significa rinnovare il desiderio di testimoniare il Vangelo con lo stesso zelo che ha animato la sua esistenza, ponendo la propria vita nelle mani del Signore, con la certezza che ogni atto di amore, compiuto nel nome di Cristo, contribuisce a edificare il mistero della Chiesa nel mondo.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù?
La memoria liturgica si celebra il 6 luglio, giorno del suo transito.
A Buenos Aires in Argentina, beata Nazaria di Santa Teresa March Mesa, vergine, che, nata in Spagna ed emigrata con la famiglia in Messico, mossa da spirito missionario dedicò tutta se stessa all’evangelizzazione dei poveri in varie nazioni dell’America Latina e fondò l’Istituto delle Missionarie Crociate della Chiesa. — Martirologio Romano